Papa Francesco: annunciare a tutti il Vangelo della Salvezza

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Incontri brevi, ma intensi nella giornata di ieri per papa Francesco, che ha ricevuto tre delegazioni, incentrando i suoi interventi sul valore del presepe, come ha detto ai giovani della ‘Fraternité missionnaire des Cités’, invitandoli a contemplare il presepe come periferia di quel tempo:

“Mentre siamo ancora immersi nella luce del Natale, vi invito a contemplare il presepe. Vediamo un luogo semplice e povero, una periferia, una banlieue di quel tempo. I pastori che si recano alla culla sono degli emarginati con una cattiva reputazione”.

Proprio a chi abitava la periferia si è manifestato Dio: “Eppure è a loro per primi che viene annunciato il Vangelo della salvezza. Sono poveri ma hanno il cuore disponibile. Questa è anche la vostra esperienza. E non dovete andare molto lontano, nel vostro servizio al cuore delle città, per scoprirvi le periferie esistenziali delle nostre società, che il più delle volte sono a portata di mano, nel vostro quartiere, all’angolo della strada, sullo stesso pianerottolo…

Perciò, non abbiate paura di lasciare le vostre sicurezze per poter condividere la vita quotidiana dei vostri fratelli e sorelle. Anche tra loro, molti hanno il cuore disponibile e aspettano, senza saperlo, il lieto annuncio”.

Da qui l’invito ad andare nei quartieri periferici: “Cari amici, vi invito a vivere generosamente la fraternità in mezzo ai quartieri, a un’apertura dei cuori, delle mani, delle orecchie, per un’accoglienza sincera. La fraternità è il lievito di pace di cui hanno bisogno le periferie: essa permette a ciascuno di sentirsi accolto così com’è, là dove si trova”.

E’ un’esortazione a scoprire Gesù in ogni persona: “Vi esorto, in ogni vostro incontro, a scoprire nei fratelli la presenza del Signore Gesù, e a mostrare la presenza di un Dio compassionevole, un Dio che vuole esprimersi e agire attraverso i vostri gesti, le vostre parole, la vostra semplice presenza; un Dio paziente che si muove al passo di ogni persona, con le sue ferite, le sue ribellioni, la sua rabbia.

So anche quanto la violenza, l’indifferenza e l’odio possano talvolta segnare i quartieri: oggi avete la missione coraggiosa e necessaria di portare la vicinanza, la compassione e la tenerezza di Dio a persone che spesso sono private di dignità e di amore”.

Mentre ai pubblicisti cattolici tedeschi ha sottolineato il valore del dialogo interreligioso per una cultura di pace: “Quanti conflitti oggi, anziché essere estinti dal dialogo, sono alimentati da notizie false o da dichiarazioni incendiarie che passano attraverso i media!

Perciò è ancora più importante che voi, forti delle vostre radici cristiane e della fede quotidianamente vissuta, ‘smilitarizzati’ nel cuore dal Vangelo, sosteniate il disarmo del linguaggio. Questo è fondamentale: favorire toni di pace e di comprensione, costruire ponti, essere disponibili all’ascolto, esercitare una comunicazione rispettosa verso l’altro e le sue ragioni”.

E’ stato un invito alla Chiesa tedesca a non abbandonare il cammino ecclesiale: “Anzitutto la cura della dimensione spirituale, ovvero il concreto e costante adeguamento al Vangelo e non ai modelli del mondo, riscoprendo la conversione personale e comunitaria attraverso i Sacramenti e la preghiera, la docilità allo Spirito Santo e non allo spirito del tempo”.

Compito dei comunicatori cattolici è quello di dare informazioni corrette per non creare divisioni: “E poi la dimensione universale, cattolica, per non concepire la vita di fede come qualcosa di relativo solo al proprio ambito culturale e nazionale. Fa bene, da questo punto di vista, la partecipazione al processo sinodale universale.

I comunicatori cattolici hanno un ruolo prezioso da svolgere in tali situazioni: fornendo informazioni corrette, possono contribuire a chiarire malintesi e soprattutto ad evitare che essi sorgano, aiutando la comprensione reciproca e non le contrapposizioni”.

Insomma c’è bisogno di consumare le scarpe per dare notizie vere: “Penso al fenomeno della povertà infantile, a famiglie che non sanno come pagare le bollette e alla situazione di tanti migranti e rifugiati, che la Germania ha accolto in gran numero. Lì il Dio dell’amore aspetta la buona notizia della nostra carità: attende cristiani che escano e vadano verso le persone che stanno ai margini.

E per questo c’è bisogno anche di comunicatori che diano risalto alle storie e ai volti di coloro a cui pochi o nessuno prestano attenzione. Quando comunicate, dunque, pensate sempre ai volti delle persone, specialmente dei poveri e dei semplici, e partite da loro, dalla loro realtà, dai loro drammi e dalle loro speranze, anche se farlo vuol dire andare controcorrente, e consumare le suole delle scarpe!”

Infine ai rappresentanti dell’Università Cattolica di Murcia l’invito ad essere missionari: “Perché tutto ciò che il cristiano fa come membro di Cristo, di questa Chiesa che è nostra madre, deve essere missionario, evangelizzatore, e, proprio per questo, deve essere legato alla realtà umana, agli interrogativi profondi dell’uomo, essere esistenziale.

E’ questo il mio auspicio per tutti voi: che continuiate a lavorare dal cuore della Chiesa per portare Gesù Cristo a ogni uomo che si avvicina alle vostre aule, alle vostre vite, per formare persone capaci di accogliere Dio e di rendergli testimonianza in qualsiasi ambito, costruendo una società fraterna dove la Chiesa si percepisca nel buon agire dei suoi membri”.

(Foto: Santa Sede)

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