Carpigate. Fu anche plagio? La pagliacciata di darsela a gambe

Manifesto
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 25.04.2024 – Veronica Cireneo] – È nello stile degli Alleati dell’Eucaristia e del Vangelo porsi nelle mani di Dio, chiedendone la benedizione, prima di compiere qualsiasi opera. Allo stesso modo, iniziammo il primo resoconto sulla mostra blasfema di Carpi, con la preghiera, la nostra prediletta, che Mosè recitava ogni volta che l’Arca dell’Alleanza partiva: “Sorgi Signore e disperdi i tuoi nemici. Fuggano davanti al Tuo Volto coloro che ti odiano”.

E la Santissima Trinità, nella Sua compassionevole misericordia, ha ascoltato la nostra fiduciosa supplica. Così, dopo tanti rosari di riparazione, pubblici e privati e dopo tante lacrime e sacrifici, finalmente i Suoi nemici son scappati [QUI].

Dio può fare in un attimo, ciò che tutti gli uomini del mondo intero, non riescono a fare in una vita. E a noi, che avevamo sofferto con Lui per gli insulti, le provocazioni e le umiliazioni che quella mostra oscena provocava al Suo e al nostro cuore, oggi ci sembra di sognare.

Come in un canto di ritorno sciogliamo la nostra lingua in inni di giubilo, alla stregua dei prigionieri di Sion, quando furono liberati dal Signore. Alleluia. Gloria e lode a te Cristo Gesù e onore agli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo e ai tanti combattenti di ogni dove, che si spendono per la difesa della Verità e del Santissimo Sacramento in tutte le Sue Forme, perché uniti nel Suo Nome, squadra vincente, molte delle battaglie intraprese ha voluto coronare di vittoria. Non potendo citarle tutte ricordiamo innanzitutto quella che vede distribuire la Comunione in bocca e in ginocchio a quei fedeli che così vogliono riceverLa, in quelle chiese e da parte di certi sacerdoti ostili che prima si rifiutavano, a volte ridicolizzandoli.

«Si tenga presente per il futuro, che questa squadra di cattolici guastafeste non cederà di un millimetro e il tentativo di trasformare la Casa di Dio in un covo di vipere non avverrà nel loro nome. Non solo. Avverrà che come cani non muti, abbaieranno a difesa del loro Padrone e Signore, in numero sempre maggiore e meglio organizzato, finché non vedranno scampato il pericolo che venga infangato il Suo Santissimo Nome».

Più materialmente parlando, non si può non rammentare il ritiro del recente spot blasfemo contro l’Eucarestia, della nota marca di patatine [QUI], che col suggerimento dell’intelligenza artificiale del Dio quattrino ha fatto prontamente dietro front ed infine quest’ultima, la più eclatante, per il clamore mediatico suscitato, che ha appena visto Carpi calare il sipario e chiudere definitivamente i battenti a quella brutta mostra, oggetto di un triste e prolungato contendere, che ha avuto il torto di aver voluto imporre come fosse artistico, il matrimonio tra il divino e l’osceno.

È stato tutto un vero e proprio colpo di scena…

Il giorno mercoledì 17 aprile 2024, con un post su Facebook, il pittore Saltini, già definito “imbrattatele” da qualche bontempone, comunica l’intenzione di voler smantellare la sua mostra, allestita nella Chiesa di Sant’Ignazio – cosa che i “cattolici guastafeste” hanno da subito auspicato – attribuendo la decisione a problemi di salute e alla eccessività delle spese. Dichiarava di essere assolutamente non più intenzionato a sostenere quelle per la vigilanza, inizialmente non previste, ma resesi necessarie in itinere, a causa di certi personaggi violenti, incontrati malvolentieri lungo il suo percorso…

Poco dopo, gli fa eco la Curia di Carpi che in un comunicato prende atto del disagio dell’”incompreso” (?) pittore, esprimendogli immutata stima, come già allo stesso era stata abbondantemente manifestata la domenica 7 aprile, in un sit-in di solidarietà, svoltosi sul piazzale antistante la Chiesa di Sant’Ignazio, alla riapertura della mostra, dopo la fantasmagorica aggressione subita. Alla presenza delle istituzioni, sembrerebbe il primo cittadino compreso, i fan, autori e detentori di striscioni incoraggiavano il pittore al grido di: ”Siamo tutti Saltini”.

Così la mostra chiude i battenti. Ma chi potevano essere i guastafeste che sono andati a rompere le uova nel paniere a lorsignori, se non quei medievali, retrogradi, indietristi, bigotti e ultra-fondamentalisti dei cattolici, colpevoli di aver giudicato pornografica e necrofila, una mostra oscena e macabra e di aver recitato preghiere davanti alla chiesa, così sfacciatamente e pure inginocchiati a mani giunte, per più volte e a centinaia, in faccia alla gente? Sempre loro. Sempre gli stessi.

Quei musoni fanatici tutti pizzi e merletti, che pregano, fanno celebrare Messe, e che organizzano pubbliche processioni senza vergogna alcuna, incuranti del fastidio che producono nel prossimo queste “sceneggiate malevole, violente e prive di senso” – dicono – che tante brutte figure hanno fatto fare al vescovo, al pittore e a tutti gli organizzatori del discutibile spettacolo, mettendoli in imbarazzo di fronte al mondo intero. Ma chi si credono di essere, questi ipocriti dal giudizio temerario, che vedono il male dove non c’è? (!)… Dicono.

Si, si chiude la mostra, ma non il caso.

Restano da verificare più cose che non tornano. Alcune sono semplici curiosità, altre invece hanno un certo peso, dalle probabili implicazioni legali.

Curiosa ad esempio la combinazione che il vescovo sia autore di un libro edito qualche anno fa, intitolato: “La tela sfregiata”.

Sembra che qualcuno lo abbia preso alla lettera. Ma chi?! Non si sa…

Curioso è anche il fatto, che il pittore non si renda conto dello scandalo suscitato con quelle tele, visto che ha conseguito un master con una tesi dal titolo: “Come parlare sporco e influenzare la gente”.

Titolo, almeno teoricamente, indizio di consapevolezza. Era o non era sua intenzione parlare graficamente sporco e influenzare l’umore spirituale della gente? E se lo era, ma si rifiuta di ammetterlo, è lecito pensare che al primo master, ne abbia fatto seguito un altro intitolato: “Come negare l’evidenza”, utile ad istruire eventuali difese per audaci imbrattatele?

Più seriamente parlando resta aperta, quasi come in un giallo, la storia del fantomatico aggressore di cui non esistono testimoni, né traccia di nessun tipo: né digitale, né fotografica, né videoregistrata, al punto che sembrerebbe impossibile per gli inquirenti procedere nelle indagini.

Come resta aperta l’odierna eclatante scoperta, e crediamo a ragione che non sarà nemmeno l’ultima, dell’Avv. Francesco Fontana, Presidente di Iustitia in Veritate, che mette in luce l’ipotesi della truffa, per plagio.

Le opere esposte, infatti, sembrerebbero in gran parte copiate. Se ne parla [QUI]. Davvero un bel pasticciaccio, quello di Carpi. Brutto! Sotto ogni profilo.

Al momento, sul versante opposto, quello dei cattolici guastafeste, fervono, come stabilito, i preparativi per la grande processione del prossimo 11 maggio. Iniziativa del Comitato Scopelli, a cui hanno già aderito spontaneamente oltre una decina di movimenti cattolici, tra cui gli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo.

Nel frattempo, le strade e le piazze di Carpi e di altre città dell’Emilia, per arrivare addirittura a Forlì, città natale del Monsignore, già soprannominato da qualche buontempone “Erio e le storie tese” per quanto sono stati capaci di tirare la corda, appaiono già da qualche giorno tappezzate da manifesti che campeggiano fieri su muri e pannelli pubblicitari con la scritta gigantografica che recita: “BASTA negare l’evidenza. FUORI la mostra dalla chiesa”.

Detto, fatto! Manifesti significativi realizzati dal Comitato Quanta Cura a cui hanno aderito altre tre sigle, tra cui gli Alleati dell’Eucaristia e del Vangelo. Lo stesso Comitato ha dato appuntamento a Carpi, per la quinta ed ultima volta in un mese e mezzo, sul piazzale antistante la nota chiesa di Sant’Ignazio, nel pomeriggio di sabato 20 aprile, per la recita del quinto Santo Rosario di riparazione, supplica e ringraziamento.

Siamo pieni di gioia e stupiva, veramente tanto, come quella mostra tristemente nota come blasfema, che campeggiava in chiesa fin dai primi di marzo, non fosse stata ancora smantellata, nonostante le infinite proteste manifestate in tutti i modi leciti consentiti.

È stato fatto uso di articoli giornalistici, di raduni di preghiera, di denunce penali in Procura. Fatti sostare in città i camion vela di Pro Vita & Famiglia Onlus; inviato lettere alla Curia vescovile; affissi manifesti pubblici e nonostante lo sfregio procurato con spray e taglierino da un illustre sconosciuto mai individuato da nessuno, che veste ancora i panni del fantasma, evento che ad ogni modo ha misurato l’indubbia tensione in atto, la mostra anziché chiudere fu solo temporaneamente sospesa, in coincidenza del triduo pasquale.

Ma chiunque può testimoniare e la storia non potrà non tenerne conto del sollevamento generale del popolo cattolico profondamente contrariato da questa plateale offesa a Nostro Signore Gesù Cristo e a Sua Madre.

Nessuno può dire di non essere stato messo a conoscenza che una quantità enorme di persone si è sentita oltraggiata e ferita nel cuore della fede, ma gli autori e attori dello scandalo hanno insistito davvero a lungo nell’errore, con una perseveranza quasi diabolica e ad ora impunemente, contro la volontà di una significativa maggioranza popolare, operazione davvero moralmente disonesta.

Eppure li ringraziamo, perché sono diventati motivo di collante tra le diverse anime cattoliche che compongono l’attuale vero Corpo Mistico della Chiesa, motivo per cui le varie associazioni cattoliche hanno saputo e voluto superare le divisioni e i particolarismi della propria missione specifica, per seguire l’obiettivo comune: quello di consegnarsi alla storia come restauratori e difensori dei valori e della dottrina cattolica pur e soprattutto nella frastornata società odierna.

Pistola fumante che in quest’epoca atea e convulsa esistono cattolici veri, che in quanto tali vogliono mantenere vivi l’ordine e il rispetto della Verità, della Casa e delle Cose di Dio e che ciascuno di costoro, secondo i propri metodi, strumenti e tempi, intende non permettere deroghe a nessuno, preti compresi, impazziti, privi di fede, affaristi, timorosi della gerarchia o satanisti che siano.

Si tenga presente per il futuro, che questa squadra di cattolici guastafeste non cederà di un millimetro e il tentativo di trasformare la Casa di Dio in un covo di vipere non avverrà nel loro nome. Non solo. Avverrà che non essendo cani muti (Isaia 56,10) abbaieranno a difesa del loro Padrone e Signore, in numero sempre maggiore e sempre meglio organizzato, finché non vedranno scampato il pericolo che venga infangato il Santissimo Nome del nostro Dio.

All’ultimo rosario non si è visto più la supponenza di certi custodi, come avvenuto nel rosario del 6 aprile secondo la testimonianza ricevuta nei giorni scorsi da Mara, del Comitato Quanta Cura: “All’inizio c’è stata una leggera tensione, perché un signore con la telecamera ci ha filmati con un ghigno beffardo… gli abbiamo detto di qualificarsi… si è inventato di essere delle forze dell’ordine, ma in realtà era un custode del museo diocesano, dove subito dopo è rientrato. Anche la Digos ci ha filmati, ma… erano a disagio. Ho visto gente fermarsi sul marciapiede opposto e pregare da lontano con noi, ma tanti altri passavano con indifferenza… L’ impressione è stata che i carpigiani non stiano reagendo all’onta. Chi tiene alta l’attenzione sul caso di Carpi, siamo noi modenesi”

Tanto rumore per un colpevole bluff, che sarebbe stato opportuno e doveroso evitare e che è lo specchio del termometro spirituale dei gerarchi religiosi del nostro sciagurato Paese.

Per il resto, qualunque sia l’esito giuridico di questo pasticciaccio brutto di Corso Fanti, fossero tornati prima sui loro passi, o non si fossero mossi affatto fin dal principio, avrebbero potuto evitare di passare alla storia come coloro che hanno applaudito all’immagine di un pederasta che violenta sessualmente il cadavere di un improbabile Cristo, ingannando il popolo di Dio. Cosa che per un uomo e per un sacerdote non è il massimo della dignità.

La battaglia è stata dura e non è stato facile stare nei nostri panni. Ma stare nei loro, sarebbe sicuramente molto peggio. Dio li perdoni.

Veronica Cireneo
Co-fondatrice degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo
e lo staff di collaboratori e informatori

Canale Telegram degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo [QUI]

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