Da Lubiana a Tallinn per il pellegrinaggio della speranza dei giovani europei di Taizè

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Il prossimo 47^ incontro dei giovani europei sarà a Tallinn, capitale dell’Estonia, come è stato annunciato dal priore di Taizè, frére Matthew, nell’ultimo giorno del raduno europeo a Lubiana davanti a 5000 giovani, annunciato con un po’ di suspense: “Ma dove si svolgerà il 47^ Incontro europeo? Sarà in un Paese in cui l’incontro non si è mai tenuto prima, nella sua splendida capitale medievale.… Un Paese con 2.355 isole e 1.560 laghi… Un paese con una ricca storia culturale, ma che spesso è stato in balia dei suoi vicini più grandi.… Un Paese in cui il cambiamento pacifico è stato portato avanti negli anni ’90 da una rivoluzione cantata. Il prossimo incontro europeo si terrà a Tallinn, la capitale dell’Estonia”.

E dopo l’annuncio, fratel Matthew ha posto alcune domande ai tre rappresentanti delle Chiese estoni, chiedendo al pastore Ove Sander di dire alcune parole per invitare i giovani presenti a Tallinn, dove dal 28 dicembre 2024 al 1 gennaio 2025 si svolgerà l’incontro: “Carissime sorelle e fratelli in Cristo, ho la gioia e il privilegio di augurarvi un cordiale benvenuto a Tallinn il prossimo anno per l’incontro europeo di Taizé. L’Estonia è un paese piccolo, ma con molte persone dal cuore grande.

L’Estonia non è un paese ricco, ma è ricca di cultura. L’Estonia è considerata un paese abbastanza laico, ma ci sono molte persone che hanno una fede profonda e un impegno verso Cristo. Possa il prossimo incontro a Tallinn, come quello che stiamo vivendo qui a Lubiana, avvicinarci gli uni agli altri e a Dio, aiutandoci a crescere nella nostra unica vocazione per il suo Regno che viene. E fino ad allora, l’amore del Padre, la misericordia del Figlio e la comunione dello Spirito rimangano con tutti noi”.

Mentre a Triin Salmu, responsabile del lavoro giovanile per la Chiesa evangelica luterana del Paese, ha chiesto di spiegare il significato di essere giovani cristiani in Estonia: “Significa che ti distingui dagli altri. Ciò può anche significare, ad esempio, sentirsi esclusi e isolati dagli altri giovani a scuola, ma ti dà anche l’opportunità di essere un esempio di Gesù per gli altri. Essere una minoranza nella società crea anche un senso di unità con gli altri cristiani, superando i confini confessionali, soprattutto tra i giovani”.

Infine alla pastora Tiina Klement, ha chiesto di illustrare il valore dell’incontro per le Chiese dell’Estonia: “Questo incontro, dove migliaia di giovani si riuniranno per pregare e condividere la loro fede e la loro vita, sarà un grande sostegno e una grande fonte di ispirazione per i giovani estoni.

Edificherà il nostro popolo e darà alla nostra Chiesa speranza per il futuro. Poiché siamo piccoli, tutte le diverse chiese lavoreranno insieme: questo sarà un segno visibile dell’unico corpo di Cristo e della presenza di Dio per tutta la società. Siete tutti i benvenuti! Dio vi benedica!”

Nell’ultima meditazione frére Matthew ha ricordato il precedente incontro svoltosi nella città slava: “Sei mesi dopo essere diventato un fratello di Taizé, la nostra comunità ha tenuto il suo primo incontro Est-Ovest in questa città.

A quel tempo, l’Europa era ancora divisa in due parti dalla cortina di ferro, ma nonostante ciò era possibile per i giovani di tutti i Paesi europei riunirsi qui. Venendo dall’Inghilterra ed essendo cresciuto con questa divisione, desideravo tanto andarci. Ma non ero tra i fratelli scelti per partecipare. Ero un po’ deluso! Quindi è davvero una grande gioia essere ora a Lubiana. Il nostro incontro di quest’anno avrà lo stesso segno profetico di un’Europa riconciliata come quello del 1987?”

E’ stato un invito ai giovani a rimanere in Cristo: “Quindi, l’invito a tutti noi è di rimanere in Cristo, come Cristo rimane in noi. In questo modo la nostra vita può essere trasformata e impariamo cosa significa vivere non solo per noi stessi, ma anche per gli altri… Questo è un modo per incoraggiare voi che partecipate agli incontri di Taizé a continuare a vivere ciò che avete sperimentato nel contesto della vostra vita quotidiana”.

Nella seconda serata la riflessione è stata incentrata sulla parola dell’accoglienza: “L’accoglienza dello straniero viene direttamente dal cuore del Vangelo. Nel suo cammino, Gesù non escludeva nessuno di coloro che si rivolgevano a lui, riconoscendo la presenza di Dio anche in coloro che provenivano dai margini della società e da un diverso contesto etnico o religioso; allo stesso modo, la semplice ospitalità offerta in modo disinteressato sfida il nostro modo di vivere oggi”.

La diffidenza delle paure si supera con Gesù: “Certo, le nostre paure possono essere fondate e vanno ascoltate, ma quando camminiamo con Gesù, egli vuole condurci verso una pienezza di vita che forse non avevamo mai immaginato prima. Ma lo fa con una sensibilità incredibile, rispettando la nostra libertà e concedendoci il tempo di cui abbiamo bisogno per fare il prossimo passo in avanti”.

E’ una riflessione che apre alla fiducia, in quanto Gesù è la via, che conduce alla Resurrezione: “Ciò che Gesù chiede, lo dà anche. Egli stesso è la via, possiamo fidarci di ciò che dice ed è la fonte dell’abbondanza di vita.

Anche quando si trova di fronte a una terribile angoscia, Gesù è pronto ad ascoltare le paure dei suoi amici, a camminare con loro nella loro ansia. E’ un modo per dimostrare il suo amore, un amore che presto raggiungerà la sua espressione più profonda quando darà la vita sulla croce. E questo amore si rivelerà più forte della morte”.

Con l’amore di Cristo si scopre la Chiesa: “Non è forse questo amore più forte della morte che ci permette di affrontare la vita a testa alta? Ma questo amore è un amore umile, che lascia spazio all’altro, rispetta i suoi limiti e cammina con lui. Scopriamo così compagni di pellegrinaggio pronti a condividere con noi il nostro cammino nella comunità dei credenti che è la Chiesa, il corpo di Cristo, ma anche nella società”.​

(Foto: Taizè)