Papa Francesco alla FOCSIV: il volontariato è cammino verso l’altro

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Si sono chiuse oggi le giornate celebrative del 50^ anniversario della fondazione Focsiv (Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontariato) con l’udienza di papa Francesco ad alcuni membri dei 94 organismi soci della federazione e due dei tre vincitori del XXIX Premio Volontariato Internazionale Focsiv 2022: Josefina Domingas José Cappellaro, volontaria di COPE Tunisia, e Ricardo Rao, avvocato brasiliano indigenista del FUNAI, la ‘Fundação Nacional do Índio’.

Nel saluto iniziale Ivana Borsotto, presidente Focsiv, ha ringraziato il papa per l’accoglienza ricevuta, ribadendo le ingiustizie nel mondo: “Santità, sperimentiamo un mondo dove la democrazia è tanto più fragile quanto più non mantiene le sue promesse di giustizia e di dignità. Un mondo che ancora si scontra su logiche di potere, dove tornano a cavalcare fame e povertà, malattie e guerra, minacce ambientali e fili spinati.

Con milioni di persone che lasciano le loro case per cercare un futuro migliore. In questo mondo, noi dobbiamo migliorare per essere all’altezza di quello che i popoli ci chiedono. Con la vicinanza che il Vangelo ci ispira”.

Oggi il cammino della Focsiv è orientato dalle encicliche ‘Laudato sì’ e ‘Fratelli tutti’: “Questo cammino è orientato, caro Papa Francesco, dalle Encicliche che ci hai donato, che sono per noi una guida e un impegno da rispettare, come quando ci chiedi di non essere palliativi ma di affrontare le cause dei problemi.

In questa prospettiva, vorremmo ricordare la ‘Campagna 070’ che chiede all’Italia di mantenere l’impegno, assunto in sede ONU nel 1970, di dedicare lo 0,7% del reddito del nostro Paese all’aiuto pubblico allo sviluppo”.

Dialogando con i volontari il papa ha sottolineato l’originalità del volontariato italiano: “Il volontariato è una delle tre cose che ho trovato in Italia come una caratteristica vostra, non l’ho trovato così altrove. Le altre cose sono gli oratori parrocchiali, al nord soprattutto, e poi le associazioni di aiuto economico, bancario, perché la gente prenda lì il mutuo e vada avanti, un aiuto di tipo economico. Tre cose tipicamente italiane”.

Per il papa il volontariato è una ‘delle cose più belle’: “Perché ognuno con la propria libertà sceglie di fare questo cammino che è un cammino di uscita verso l’altro, uscita con la mano tesa, un cammino di uscita per preoccuparsi degli altri. Si deve fare un’azione. Io posso rimanere a casa seduto, tranquillo, guardando la tv o facendo altre cose…

No, io mi prendo questa fatica di uscire. Il volontariato è la fatica di uscire per aiutare altri, è così. Non c’è un volontariato da scrivania e non c’è un volontariato da televisione, no. Il volontariato è sempre in uscita, il cuore aperto, la mano tesa, le gambe pronte per andare. Uscire per incontrare e uscire per dare”.

Quindi il volontariato invita ad ‘uscire’ per incontrare: “Noi stiamo vivendo una civiltà dello scontro. Le guerre sono un grande scontro e oggi nessuno dubita che stiamo vivendo la terza guerra mondiale: in un secolo, uno scontro dietro l’altro, uno dietro l’altro… E non impariamo mai, a livello mondiale, ma anche a livello personale…

La propria identità è essere-contro, scontrarsi. Invece la strada che voi proponete, che voi vivete, e che è una vera proposta cristiana è l’incontro per risolvere, per risanare lo scontro. Noi stiamo vivendo la civiltà dello scontro… Ci costa più fatica questo. E voi uscite per trovare gente, per trovare uomini e donne che hanno bisogno di aiuto, hanno bisogno della mano tesa, per camminare insieme, con, non contro”.

Ringraziandoli dell’incontro il papa ha ricordato un episodio familiare avvenuto tra fratelli: “I fratelli sanno discutere ma senza arrivare a distruggere l’essenziale che è il legame fraterno. Noi dobbiamo fare questo, cercare la verità, ci sono punti di vista diversi, si discute, bene, ma quello non si tocca, quello rimane sempre, la fratellanza.

Ed il volontariato è un inno alla fratellanza, è un inno ad andare avanti così. Per questo, continuate ad andare avanti così, ad aiutare in questo senso, aiutare dando una mano alla gente”.

Mentre nel discorso scritto consegnato loro per la riflessione il papa ha invitato a seguire la strada della pace: “Quando manca la pace, quando prevalgono le ‘ragioni’ della forza, le persone soffrono, le famiglie vengono divise, i più fragili restano soli.

Da mesi vediamo immagini di distruzione, di morte. La pace nella giustizia è condizione necessaria per una vita dignitosa, per costruire assieme un futuro migliore. Voi, volontari FOCSIV, siete chiamati ad alimentare la pace nei vostri cuori e a condividerla con tutti coloro che incontrate nel vostro servizio”.

E la pace è sinonimo di sviluppo: “Ma pensiamo a quanti giovani sono oggi costretti a lasciare la propria terra alla ricerca di un’esistenza dignitosa; a quanti uomini, donne e bambini affrontano viaggi disumani e violenze di ogni tipo, pur di cercare un domani migliore; a quanti continuano a morire sulle rotte della disperazione, mentre si discute sul loro destino o ci si gira dall’altra parte!

Le migrazioni forzate (per fuggire a guerre, fame, persecuzioni o mutamenti climatici) sono uno dei grandi mali di questa epoca, che potremo affrontare alla radice solo assicurando un reale sviluppo in ogni Paese. E voi, volontari della FOCSIV, siete impegnati anche su questo versante”.

(Foto: Santa Sede)

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