Tag Archives: Fratellanza

Papa Leone XIV agli studenti cattolici: lo studio è una missione

“Cari amici, sono lieto di salutare tutti voi, membri delle Associazioni studentesche cattoliche tedesche, che vi riunite per un convegno comune, la Cartellversammlung, per la prima volta fuori dalla Germania. La vostra decisione di venire qui a Roma, ad Petri Sedem, è motivata dalla fede cattolica che vi definisce, dalla comunione che ci lega come discepoli di Gesù e dalle attività culturali che svolgete. Vorrei riflettere brevemente su questi tre aspetti per rafforzare il vincolo di fratellanza che vi unisce e la vostra comune dedizione alla Chiesa”: incontrando le associazioni studentesche cattoliche tedesche, riunite nel Cartellversammlung, papa Leone XIV ha sottolineato l’importanza della fratellanza.

Il primo punto sottolineato dal papa ha riguardato l’identità, che emerge dallo stile di vita: “Per quanto riguarda la vostra identità cattolica, il vostro saldo impegno verso la fede è rispecchiato dai quattro principi che guidano la vostra associazione: religio, scientia, amicitia e patria. Dinanzi al despotismo e alle ideologie del passato, la fede cattolica non è mai stata solo una facciata o un’etichetta, ma piuttosto uno stile di vita da condividere negli ambienti universitari e lavorativi”.

E’ un’identità che porta benefici: “Come il lievito del Vangelo, la vostra fratellanza continua a crescere sia in ambito scientifico e politico, sia all’interno di diversi circoli accademici, professionali e sociali. Questa dimensione comune delle vostre attività non reca beneficio solo al vostro Paese, ma anche a tutta l’Europa, al centro della quale si trova la Germania”.

E’ stata una richiesta di non perdere l’identità davanti alla sfida tecnologica: “A questa centralità geografica giustamente aggiungete la centralità culturale della persona umana, creatura di Dio e artefice della propria vita. Dinanzi alle sfide della rivoluzione tecnologica, dovete dedicare una particolare attenzione allo studio e alla promozione della nostra comune umanità.

Nella sua irriducibile espressione di maschio o femmina, la persona umana di fatto è sempre relazionale e limitata, e per questo chiamata a diventare un impegno per sé e un dono per l’altro. Proprio come l’esercizio della ragione, anche la luce della fede illumina le promesse e le illusioni del tempo presente, invitando ogni persona a fare del proprio meglio per contribuire a costruire una società giusta e pacifica”.

Dall’identità deriva la comunione: “Per quanto riguarda lo spirito di comunione che anima questa iniziativa, sono lieto di ricordare il vostro motto: In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas. Queste parole testimoniano i veri fondamenti, il dialogo critico e la costante dedizione che caratterizzano la vostra associazione. Il rapporto tra membri di molte associazioni non si limita alla condivisione della conoscenza, ma diventa stima reciproca. Non è limitato alle idee, ma diventa una pratica collaborativa”.

Di conseguenza si attiva il bene comune e non l’individualismo: “Mentre tutti voi seguite Cristo, unico Signore e Maestro di vita, rappresentate i valori cattolici nella società non come portabandiera di parte, bensì come rappresentanti del bene comune dell’umanità. In Germania, in Italia e nel mondo intero, la stessa fede cattolica rafforza la nostra cooperazione senza scendere a compromessi con le mode del momento, senza anteporre le preferenze individualistiche alla Tradizione comune della Chiesa. Nella gioia della fratellanza, vi incoraggio pertanto a promuovere l’evangelizzazione della cultura: le vostre organizzazioni universitarie attraggono continuamente nuovi giovani perché danno testimonianza di passione, competenza e amicizia cristiana autentica”.

Quindi la cultura diventa ‘vocazione’: “Per quanto riguarda le varie attività culturali che svolgete nei diversi campi dello studio e del lavoro, vi siete resi conto che non si tratta semplicemente di dedicarsi a una professione (Beruf), ma di seguire una vocazione (Berufung). In effetti, la ricerca della verità è un bene che vale la pena desiderare e trasmettere. Quando la perseguiamo con metodo, ci rendiamo conto che nessun campo di studio può essere ridotto a mera speculazione”.

E lo studio è un ‘impegno’: “Proprio perché coinvolge l’esercizio sia dell’intelletto sia della volontà, lo studio è piuttosto un impegno che richiede autodisciplina e conversione: una trasformazione della mente, che coltiviamo come un terreno fertile perfezionando i nostri strumenti di lavoro. Facendo del nostro meglio, diventiamo custodi responsabili nella società senza essere sedotti da carriere incentrate sul denaro”.

Da qui deriva la cultura come bene per un nuovo umanesimo, riprendendo il discorso di papa Benedetto XVI: “Piuttosto, riconosciamo che la cultura è il bene dell’umanità: la verità ci rende liberi, mentre la falsità distorce nomi e cose. Dinanzi a ciò che deumanizza le persone (specialmente i più piccoli tra noi, i poveri e i malati) vi chiedo di essere testimoni dell’umanesimo cristiano”.

In ciò consiste l’ecologia integrale: “L’ecologia integrale, tanto cara a papa Francesco mette in luce il fatto che il mondo è pieno di significato e non un’entità inerte da plasmare a proprio piacimento o per sete di potere. Noi, infatti, non siamo un insieme casuale di particelle, ma corpi aperti alla trascendenza: orientando la nostra sete di vita e di giustizia, di saggezza e di amore, scopriamo insieme la verità nel conoscere, nel fare e nel credere”.

In questo consiste la missione culturale: “Dopotutto, gli esseri umani sono sempre alla ricerca di Dio, ed egli si è rivelato a noi come nostro Salvatore. Dunque, non è malgrado le nostre attività, ma proprio attraverso ciò che facciamo che instauriamo una relazione con Dio, che diventa un cammino verso la santità. Sì, la missione culturale dei cristiani consiste nell’orientare la società e la storia verso questa vetta di una vita incentrata su Dio. Per l’intercessione di san Bonifacio, evangelizzatore della Germania, possiate essere testimoni di questa saggezza del Vangelo nella società tedesca ed europea”.

(Foto: Santa Sede)  

Un convegno di studio alla Facoltà Auxilium esplora la fratellanza nell’Ebraismo, nel Cristianesimo e nell’Islam

‘Le relazioni sorelle e fratelli in alcune religioni del Libro sacro’ è stato il tema indagato nel Convegno organizzato dalla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium di Roma. L’appuntamento rientra nella 39ª Giornata della Facoltà e si colloca in un momento significativo: alla vigilia dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. L’evento completa un ciclo di riflessione tematica avviato nel marzo 2022, che ha già approfondito, con altrettanti Convegni annuali su ‘Le relazioni donna-uomo’, ‘Le relazioni madre-figlia-figlio’ e ‘Le relazioni padre-figlia-figlio’.

Tre le studiose chiamate ad animare il confronto, ciascuna portatrice di una prospettiva religiosa distinta: Elena Lea Bartolini De Angeli per l’Ebraismo, Marinella Perroni per il Cristianesimo, Meryem Akabouch, per l’Islam, oggi assente per motivi personali.

In un tempo segnato da ‘profondi mutamenti culturali, antropologici e sociali, la riflessione sulle dinamiche relazionali si configura come una priorità ineludibile per la costruzione di una convivenza autenticamente umana e orientata al bene comune’ spiega la preside dell’Auxilium, prof.ssa Piera Ruffinatto, nel saluto iniziale. Il focus di quest’anno – le relazioni tra sorelle e fratelli – rappresenta ‘un ulteriore segmento relazionale di particolare rilevanza antropologica e educativa’, considerata anche l’urgenza del contesto attuale, dove si manifesta una diffusa difficoltà a riconoscere l’altro come fratello e sorella.

‘La relazione fraterna costituisce infatti un contesto di apprendimento esperienziale fondamentale’, osserva la prof.ssa Brigida Angeloni, moderatrice della tavola rotonda. E’ proprio nell’incontro quotidiano con il fratello o la sorella ‘che si impara il rispetto dell’altro, la condivisione, la gestione del conflitto, che si acquisiscono le norme e i valori – giustizia, responsabilità, solidarietà, il prendersi cura – che sono fondamento della vita comunitaria’.

‘Chi è mia sorella? Chi è mio fratello? Si tratta solo di un rapporto di sangue? O anche di adozione o di amicizia?’

Da queste domande parte l’intervento della prof.ssa Elena Lea Bartolini De Angeli, teso a mostrare i diversi modelli di sorellanza e fratellanza nella Bibbia e nella Torah, che infine ‘insistono sull’importanza di una fratellanza autentica – sia di sangue che universale – nel rispetto delle singole identità’.

Sulla fraternità come testimonianza, si inserisce la prospettiva cristiana presentata dalla prof.ssa Marinella Perroni. Nel suo intervento, la studiosa precisa che ‘il rapporto di fratellanza è espresso e rinsaldato da un unico comandamento, la diakonía, il servizio’. Un servizio che può anche diventare una ‘testimonianza contro’, perché per chi ha aderito al messaggio della resurrezione di Gesù, le cose stanno diversamente fin da subito, dopo la sua morte: il servizio è testimonianza evangelica.

Una riflessione intensa, quella proposta nel Convegno all’Auxilium, che avrà bisogno di sedimentarsi in ulteriori tempi di incontro, studio, dialogo, proprio per cogliere la dimensione educativa e pedagogica della relazione fraterna, assegnandole un valore che non è soltanto affettivo o sociale, ma profondamente formativo: quella visione della fraternità come compito, come responsabilità che non si esaurisce nell’ambito familiare, ma interpella la scuola, la comunità e la società nel suo insieme.

Grande successo per il Concerto di Natale della Fondazione Bambino Gesù del Cairo

Giovedì 11 dicembre il Concerto di Natale della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS ha incantato oltre 700 partecipanti al Santuario di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, presieduto da mons. Yoannis Lahzi Gaid, già segretario di papa Francesco.

L’evento ha unito musica, arte e valori di solidarietà e fratellanza, segnando la prima edizione dopo la trasformazione dell’Associazione in Fondazione. Nata nel 2020 dal Documento sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb, la Fondazione incarna il testamento spirituale del Pontefice, con missione di tutelare i più vulnerabili attraverso trasparenza e gratuità.

La Banda Musicale dei Vigili del Fuoco, diretta dal Maestro Donato Di Martile, ha eseguito un repertorio magistrale, impreziosito dalle voci del soprano Minji Kang e del tenore Luca Vissani. La conduzione di Claudia Conte ha alternato momenti musicali a interventi istituzionali. L’Onorevole Emanuele Prisco, Sottosegretario al Ministero dell’Interno, ha elogiato il ruolo concreto della Fondazione come modello non profit.

Il Prefetto Pierluigi Faloni, Consigliere di Presidenza, ha sottolineato la serietà della trasformazione in Fondazione per promuovere fratellanza e diritti umani. Mons. Gaid ha ispirato il pubblico ricordando il potere del dono: nel 2024, 35.000 pasti distribuiti e cure per oltre 10.000 bambini vulnerabili. Ha lanciato un appello per la ‘Casa della Speranza’, rifugio per donne vittime di violenza e i loro figli.

Interventi di cardinali Marcello Semeraro, Angelo Becciu e Domenico Calcagno hanno lodato l’impegno umanitario, auspicando ulteriori traguardi. Tra i presenti: mons. Antonio Raimondo Fois; ambasciatori di Lega Araba, Azerbaigian, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Palestina e Honduras; Lorenza Bonaccorsi in rappresentanza del sindaco Gualtieri.

Progetti chiave: Orfanotrofio ‘Oasi della Pietà’ con scuola di cucina (gestita da Francesco Mazzei); Ospedale ‘Bambino Gesù del Cairo’ in partnership con l’Ospedale Pediatrico di Roma; Rete Solidale ‘Fratello’ (35.000 pasti nel 2024); Cliniche Mobili ‘Salus’ con Policlinico Gemelli; Casa della Speranza in Italia per supporto a vittime di violenza.

La Fondazione ringrazia Istituzioni, Autorità, Soci e partecipanti per un evento che ha sensibilizzato su solidarietà e inclusione, confermando il suo ruolo etico e culturale.

Mons. Yoannis Lazhi Gaid, Presidente della Fondazione Fratellanza Umana, ha partecipato alla Conferenza Internazionale sul Dialogo tra Civiltà e Tolleranza

Mons. Yoannis Lazhi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, Presidente della Fondazione della Fratellanza Umana e dell’Associazione Bambino Gesù del Cairo, nonché Rappresentante della Sede Apostolica nell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, ha partecipato alla Seconda Conferenza Internazionale sul Dialogo delle Civiltà e della Tolleranza, tenutasi ad Abu Dabhi dal 19 al 22 febbraio presso l’Abu Dhabi Energy Center.

La conferenza dal tema “Empowering Youth for a Tolerant Future” è stata organizzata dal Centro di Ricerca Emirates Scholar, una filiale della Fondazione Emirates per la Scienza e la Ricerca, in collaborazione con il Ministero della Tolleranza e della Coesistenza, e con il supporto dell’Ufficio Congressi e Mostre di Abu Dhabi, che fa parte del Dipartimento della Cultura e del Turismo.

La conferenza, tenutasi sotto il patrocinio di Sua Eccellenza Sheikh Nahayan Mabarak Al Nahyan, Ministro della Tolleranza e della Coesistenza e con la partecipazione di figure di spicco a livello mondiale, ha sottolineato la posizione degli Emirati Arabi Uniti, sotto la guida di Sua Altezza Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Presidente degli Emirati Arabi Uniti, come capitale globale della tolleranza, della coesistenza e della fratellanza umana.

Il convegno ha visto la presenza di oltre 5.000 partecipanti con oltre 100 relatori provenienti da vari settori governativi, diplomatici, accademici, religiosi e culturali, accanto a un’élite di dignitari internazionali ed esperti provenienti da tutto il mondo.

Sono stati presentati anche 120 documenti di ricerca e 25 workshop interattivi con approfondimenti diversificati sull’impatto dell’empowerment dei giovani nella promozione della tolleranza. I temi trattati sono stati: lo scambio culturale, il ruolo dell’educazione nel favorire la coesistenza e l’importanza di abbracciare la diversità culturale per costruire società coese.

Mons. Yoannis Lazhi Gaid ha espresso i suoi più sinceri ringraziamenti al Dr. Muhammad Abdullah Ali, presidente del Centro di Ricerca e Consulenza Trends, e al Dr. Hamad Al-Kaabi, caporedattore del Giornale Ittihad, per aver sostenuto la conferenza e per il loro grande contributo alla diffusione della cultura del dialogo e della tolleranza e per aver promosso gli sforzi per il progresso e la prosperità della regione araba.

Monsignor Gaid ha incontrato, a margine della conferenza, Sua Eminenza Imam Hassan El-Shalghoumi, Imam della Moschea Municipale Dransi a Sin San Dhoni, elogiando il suo ruolo strategico nella promozione di una cultura del dialogo, della tolleranza e della pace.

Mons. Gaid ha elogiato gli sforzi degli Emirati Arabi Uniti nel promuovere la pace mondiale e la coesistenza tra religioni e culture, fornendo un modello umanitario di tolleranza e fratellanza umana, ispirato dall’approccio del leader fondatore Sheikh Zayed.

151.11.48.50