Denise Cascasi: un amore per la vita e per Gesù

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Denise Cascasi (1997-2012, Camposampiero. Età: 15 anni).  Denise  definita dolce, tenera, molto umile e sempre sorridente. Sapeva ascoltare, consigliare  e rifletteva bene  prima di parlare in modo da trovare la risposta giusta.

Amava la natura tutta, ma trovava pace soprattutto al mare, in particolare amava la Calabria dove vivono i suoi parenti e dove trascorreva le sue vacanze. Si ammala giovanissima,  a 13 anni le viene diagnosticato il Linfoma di Hodgkin, ma era stato comunicato alla famiglia che le probabilità di guarire erano alte.

Per lei inizia il calvario, Denise lotta fino all’ultimo respiro, conservando sempre la sua fede e gli interessi di ragazza. Campionessa di volley continuerà ad allenarsi, finché potrà farlo, con le compagne. Sin da piccola aveva capito bene l’importanza della preghiera,

Il suo rapporto con Gesù e Maria  aumenta e diventa sempre più profondo e intenso. Anche nei  momenti più bui, pensa sempre agli altri e li mette davanti a sé nelle proprie intenzioni espresse nella recita quotidiana del Rosario, ma anche in un diario composto da pagine nascoste nei suoi quaderni. Chiedeva a Gesù di aiutare prima chi stava peggio di Lei, come i ragazzi che conosceva in ospedale, oppure offriva le sue sofferenze  per i compagni di classe che bestemmiavano.

Per Denise pregare era provare pace. 

Denise non era figlia unica. Aveva un fratello e una sorella, Francesco e Chiara. Quest’ultima ha raccontato il suo vissuto con Denise. Per Chiara, sua sorella era la sua Isola Felice, vederla crescere con una maturità fuori dal comune, si rendeva conto di quanto era speciale Denise. Dopo la sua salita in cielo, Denise, riuscirà ad accompagnare la sorella di nuovo verso Dio.

Il distacco aveva allontanato la giovane Chiara dalla fede, ma  grazie alla presenza di Denise, viva in un altro modo, tutto è tornato come prima. Così Chiara ha scritto un libro per raccontare la storia di sua sorella, del loro meraviglioso rapporto e per dare speranza a chi vive momenti difficili come una malattia.

Denise aveva fiducia anche nella medicina e accettava tutto ciò che i medici decidevano sempre  col sorriso. Denise parla apertamente della sua malattia alla famiglia, donando forza e speranza. Secondo la mamma, Denise ha saputo togliere il dolore dal suo cuore portando amore, pace e gioia.  Si vede questo, nel modo di porsi di Giusy Polito e di Gaetano Cascasi.

Loro non piangono una figlia che non c’è più, ma sempre accanto. Denise è qui e dove viene invocata, perché è una di quelle anime che arrivano direttamente al Cielo.  Come i primi cristiani, anche Denise conosceva il segreto della vera felicità, ovvero non si muore mai. Si nasce sempre e si resta in contatto con i cari in modo diverso ma vero.

Denise aveva parole buone e affetto per tutti. Sorrideva ed era vicina  anche a chi la invidiava perché bravissima a scuola o perché campionessa di volley di alti livelli. Non comprendeva la necessità di fare la guerra e desiderava che il mondo vivesse pace e amore come dovrebbe essere in una visione Cattolica di fratellanza.

La storia Di Denise.

Denise Cascasi è nata il 15 settembre 1997 a Camposampiero, in provincia di Padova, dove ha vissuto Sant’Antonio, è ricordata dai suoi compagni e da chi l’ha conosciuta  per la sua umiltà, tranquilla, sorridente  sempre pronta ad aiutare i bisognosi. Denise, una ragazza che si nutre  dell’Eucarestia e della Parola quotidiana di Dio e sin da piccola aveva percepito l’importanza della preghiera, infatti riuniva la famiglia e  recitava ogni giorno il Rosario.

Profonda la sua devozione alla Madonna. Il mese di Maggio raccoglie le tappe importanti della vita di Denise: Battesimo, Prima Comunione, Santa Cresima e la malattia. Denise frequenta le scuole a Camposampiero e gioca a livello agonistico a pallavolo in alti livelli e riconosce il suo talento come dono di Dio.

Il 25 maggio del 2011, a Denise è stato diagnosticato il Linfoma di Hodgkin. Nella maggior parte dei casi, una malattia incurabile. Nonostante questa immensa sofferenza, Denise si affida totalmente a Gesù e con forza e speranza affronta questo avversario duro, ha pregato ogni giorno e ha anche offerto tutte le sue sofferenze a Gesù, per la salvezza di tutti i peccatori. 

La Madonna di Fatima dice ai pastorelli di offrire le sofferenze per i peccatori e la salvezza delle anime,  così Denise ha offerto le sue sofferenze per tutti.  Ha offerto la sua vita in cambio di un altro dono: la salvezza degli altri. Si rende conto che di fronte alla sofferenza, non servono solo medicine, ma dobbiamo fidarci di Dio, e offrire anche a Lui la malattia.

Una volta ha scritto: “Non ho paura della Croce perché non sono sola. Anche se a volte è difficile, cerco di superare le difficoltà con un sorriso. A ogni dolore dico dentro di me: Questo è per te Gesù”. Denise era una ragazza non solo devota alla preghiera, ma una vita che era diventata preghiera.

Il suo sguardo dolce, il suo sorriso e le sue poche parole,  mostrano a chi le sta accanto qualcosa di diverso. Quando pregava, sentiva qualcosa dentro di sé, un fuoco ardente. Questo fuoco è la presenza di Dio che arde di Amore. 

Una Vigilia di Natale, mentre era fuori a fare shopping  con sua madre, c’era un uomo a terra all’ingresso. Denise ha aperto la sua borsa dove aveva un totale di 14 euro e li ha donati tutti augurando buon Natale con un dolce sorriso. Aveva detto a sua madre: “E’ Natale, e forse è anche solo”.

Un altro momento bello: durante  un viaggio al santuario di Gesù Misericordioso di Collevalenza in provincia di Perugia, ha espresso il suo desiderio di adottare un bambino a distanza. Quando la foto   è arrivata a casa, ha felicemente costruito una cornice con le proprie mani e l’ha messa nella sua camera da letto,  dicendo a tutta la sua famiglia:

“Da oggi, siamo sei in famiglia. Non più cinque e lui è il mio fratellino”. Questo bambino aveva solo cinque anni. Denise portava a sua madre una rosa tutti i giorni mentre tornava a casa da scuola, quando faceva visita ai vari santuari, portava a ogni membro della sua famiglia un Rosario. Amava leggere le vite dei Santi e disse che dal Cielo, voleva diffondere petali di rosa proprio come Santa Teresa  di Lisieux.

Denise aveva creato un cenacolo di preghiera. Non ha mai saltato una serata di  recita del Rosario e  meditazione della Parola di Dio: anche con gli occhi chiusi, una voce debole,  non ha mai lasciato il suo Rosario, la corona intorno al collo che stringe forte nei momenti più difficili della sua malattia.

Lei stessa racconta le sue sofferenze e il suo rapporto con Gesù e la Madonna, a cui si sente vicina.  Scrive: “Sono davvero malata. Chiamo la Madonna e Lei, come una grande madre, mi aiuta. Ora guardo il Cielo perché il Cielo sarà la mia casa.  Non sono stupida.

Capisco tutto, devo solo prepararmi. Mia madre, mio padre e altri dicono che presto sarò in grado di riprendermi… non hanno capito niente. Mi viene in mente quello che ho scritto nel mio quaderno di Religione, cioè la storia del grano. La nostra vita è come quel grano che cade sulla terra, muore e germoglia. Quindi forse lo sarà anche la mia vita. Sarò come quel grano”.

Il 14 settembre del 2012, l’anima di Denise è volata in Cielo per stare col suo amato Gesù. Ella continua a rimanere nel cuore e nella memoria di molti attraverso i suoi scritti e le testimonianze di persone che le chiedono preghiere, diventando Grazie Divine. Campionessa di volley e campionessa di vita spirituale. Denise con la sua serenità e accettazione della malattia, è oggi un faro per l’umanità.

(Foto: Gaetano Cascasi e Giusy Polito)

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