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Domani inizia il cammino sinodale

Nelle scorse settimane si è svolta la conferenza stampa di presentazione del Documento Preparatorio e del Vademecum per il Sinodo sulla Sinodalità: due strumenti elaborati dalla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi per l’animazione della ‘prima fase dell’itinerario sinodale’ in vista della celebrazione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: ‘Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione’.

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: verso un noi più grande

“Per questo ho pensato di dedicare il messaggio per la 107^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato a questo tema: ‘Verso un noi sempre più grande’, volendo così indicare un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo. Questo orizzonte è presente nello stesso progetto creativo di Dio… Dio ci ha creati maschio e femmina, esseri diversi e complementari per formare insieme un noi destinato a diventare sempre più grande con il moltiplicarsi delle generazioni. Dio ci ha creati a sua immagine, a immagine del suo Essere Uno e Trino, comunione nella diversità”.

Il Papa: la sinodalità esprime lo stile della Chiesa

Sabato scorso papa Francesco ha ricevuto in udienza i fedeli della diocesi di Roma, accompagnati dal vicario di Roma, card. Angelo De Donatis per illustrare il ‘processo sinodale’, che si aprirà tra qualche settimana con un intervento articolato che, addentrandosi nella Scrittura, ha messo a fuoco i punti nodali della natura e della missione della Chiesa e nel quale più volte il papa ha inserito sottolineature a braccio volte a far comprendere bene la sorgente e l’importanza del cammino sinodale a cui è chiamata la Chiesa in vista dell’Assemblea del Sinodo dei vescovi del 2023:

Mons. Camisasca: il cammino sinodale suscita la sete di Dio

Aprendo l’anno pastorale della Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla nella basilica della Ghiara in occasione della festa della Natività della Beata Vergine Maria, mons. Massimo Camisasca ha dedicato l’omelia al cammino sinodale diocesano in preparazione al Sinodo dei vescovi che avrà come tema proprio ‘Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione’:

In ricordo di p. Puglisi e di p. Malgesini

“Oggi ricordiamo il carissimo e prezioso padre Roberto Malgesini, tragicamente ucciso il 15 settembre dell’anno scorso. Padre Roberto è stato un buon uomo, un buon cittadino e un buon pastore della chiesa, che si è tanto donato per i poveri e gli immigrati”:

così è stato ricordato da fratel Biagio, missionario laico che ha fondato a Palermo nel 1993 la Missione di Speranza e Carità, che accoglie in gratuità circa 400 persone disagiate, che si trova in una grotta, in montagna da 69 giorni in penitenza e preghiera, (dal 9 luglio ha iniziato) si nutre solo di pane e acqua e talvolta un pò di miele:

“Devo testimoniare che passando a piedi qualche anno fà da pellegrino nella città di Como, sono stato soccorso da Padre Roberto e ospitato nella chiesa dove era parroco”.

Inoltre ha ricordato il beato p. Pino Puglisi: “Oggi la Lombardia, regione del settentrione  tristemente coinciderà con la Sicilia, regione del meridione, dove si ricorderà l’omicidio di padre Pino Puglisi. Il sacerdote martire beato padre Pino Puglisi fu ucciso brutalmente a Palermo il 15 settembre 1993, nel giorno del suo compleanno. In padre Pino ricordiamo un buon uomo, un buon cittadino e un buon pastore religioso che ha contribuito e fatto tanto bene per la città di Palermo e per tutta l’umanità”.

E nella celebrazione eucaristica a Palermo mons. Corrado Lorefice, insieme alla comunità parrocchiale di san Gaetano con il parroco Don Maurizio Francoforte ha fatto memoria del martirio del Beato Giuseppe Puglisi, presbitero della Chiesa palermitana, parroco di San Gaetano, nel quartiere di Brancaccio, ucciso dalla mafia la sera del 15 settembre del 1993:

“In 1Cor 10, 12-13  l’immagine dello stare in piedi antitetico a cadere richiama proprio la resistenza nella prova. Nel contesto della crocifissione di Cristo, lo stare della madre, delle donne e del discepolo evoca dunque fedeltà nell’ora della prova, una fedeltà che si contrappone al venir meno, al cadere di tutti gli altri, a un’assenza che dice l’abbandono, il tradimento e il rinnegamento del Signore”.

Ed ha sottolineato il significato dello ‘stare’,  come ha fatto don Puglisi: “C’è uno ‘stare’ che non si improvvisa, ma è frutto di una relazione, di una consuetudine, di un vissuto quotidiano che porta al frutto della stabilità, della fedeltà, della compartecipazione, della comunione. Puglisi nasce e muore nel giorno in cui la Chiesa, dopo avere contemplato il 14 settembre la Croce gloriosa del Cristo umiliato e trafitto, il 15 settembre si ferma e ammira la madre: ‘stabat Mater dolorosa iuxta crucem’. Puglisi rinasce alla vita eterna presso la Croce, anche lui trafitto con il Trafitto del Golgota, l’Amore crocifisso”.

Mons. Lorefice ha affermato che il martirio fa rinascere la Chiesa: “Con lui si rinvigorisce la Chiesa dei discepoli che fino in fondo stanno presso la Croce del Signore e Maestro. Che conoscono il Signore. Che lo riconoscono e lo amano nei fratelli. Che si collocano presso le croci delle donne e degli uomini loro compagni di vita, portandone le stimmate, le ferite, nella loro carne. Questa data, insieme a quella del 21 ottobre, memoria liturgica del Beato Pino, deve segnare sempre più la coscienza della nostra Chiesa locale”.

Ed è un invito a camminare nel suo solco: “Ci deve portare a continuare il suo solco, facendo nelle nostre comunità le sue stesse scelte, nella pastorale di ogni giorno: il primato del Vangelo sulle nostre labbra perché meditato nel cuore, la parresia evangelica nelle nostre scelte sempre più prossime alle reali esigenze dei nostri territori parrocchiali, delle case della nostra gente, dei nostri quartieri. Senza mai tentennare e senza lasciarsi tentare dagli orpelli del potere e della menzogna delle collusioni”.

(Foto: Arcidiocesi di Palermo)

Palermo ha festeggiato santa Rosalia

Prendersi cura dell’altro per ‘costruire la casa comune nella giustizia, nella solidarietà e nella pace’: questo è stato l’impegno chiesto ai palermitani dall’arcivescovo della città, mons. Corrado Lorefice, nella festa liturgica di santa Rosalia, la Santuzza, la sua patrona, che nell’omelia ha parlato del rischio di un cristianesimo senza Cristo:

A Terni si presenta la guida ‘Il cammino dei primi francescani, in tasca’

‘Il cammino dei primi francescani, in tasca’ è la guida redatta da Alessandro Corsi, edizioni Terra Santa, sul pellegrinaggio a piedi fra arte, natura e spiritualità lungo il percorso che collega i luoghi natali dei Protomartiri della valle ternana.

Papa Francesco al Patriarcato di Costantinopoli: superiamo la rivalità

In occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, come da tradizione, ieri papa Francesco ha ricevuto una delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, soffermandosi sulla crisi causata dalla pandemia:

SS.ma Trinità: mistero di amore

Base e fondamento della fede cristiana è il monoteismo trinitario: la fede in Dio, uno nella sostanza, trino nelle persone, da questo il cristianesimo si distingue dalla fede  ebraica e da quella islamica. Non si tratta di una teoria filosofica ma di una esperienza di fede, di fede viva che si apprende dalla viva voce di Gesù e dai gesti che Dio compie. Gesti di vicinanza al suo popolo, gesti di amore e di misericordia. Con il cristianesimo crolla l’idea pagana di un Dio che vive nell’Olimpo, distaccato dal popolo; Dio è vita, è amore, è comunione.   

Mons. Nosiglia affida a Maria Ausiliatrice il popolo

“L’amore di don Bosco per la Madonna era contagioso tra i Salesiani e i giovani. Ne facevano il centro della loro vita spirituale fino a raggiungere i vertici della contemplazione. Come lui stesso racconta: Un giorno entrai nella chiesa di Maria Ausiliatrice dalla porta maggiore, verso sera. Quando fui a circa metà della chiesa, vidi che il quadro della Madonna era coperta da un drappo scuro. Dissi fra me stesso: – Chi sa perché il sacrestano ha coperto quell’immagine!? – Avvicinandomi verso il presbiterio, vidi che il drappo si muoveva. Poco dopo calava giù lentamente finché toccò il pavimento. Adorò il Santissimo Sacramento,fece il segno di croce ed uscì fuori passando per la sacrestia”: così è scritto nella vita di san Giovanni Bosco.

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