1^ Domenica Tempo Ordinario: il Battesimo di Gesù al Giordano

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Il Battesimo di Gesù è la seconda Epifania, una seconda manifestazione della divinità di Gesù con la quale dà inizio alla sua vita pubblica. Con il Battesimo al Giordano inizia la sua missione salvifica. Non aveva Gesù alcun bisogno di farsi battezzare; in Lui non c’era ombra di peccato, ma il Padre celeste ora interviene per presentare Gesù al mondo e strapparlo dall’anonimato. Si legge nel Vangelo: uscito dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e li Spirito Santo discendere su di Lui in forma di colomba, mentre una voce dal cielo additava Gesù: ‘Tu sei il Figlio mio, l’amato. In Te ho posto il mio compiacimento’.

Il Battesimo di Gesù inaugura l’inizio dei suoi viaggi, pone fine alla sua vita nascosta a Nazareth: d’ora in poi Egli sarà il Messia atteso. I Pastori e i Magi, dopo l’incontro con Gesù a Betlemme, credettero in Lui, ma non basta solo credere per essere salvi, è necessario  che sia cancellata la macchia del peccato e si attui l’inserimento a Cristo Gesù attraverso la Fede e l’Amore. Il popolo ebreo.

Risvegliato dalla predicazione di Giovanni, era accorso assai numeroso al Giordano per ricevere il battesimo, ma la cosa aveva fatto preoccupare i capi ed i farisei che inviarono una delegazione per chiedere a Giovanni: tu chi sei, sei il Messia? Giovanni aveva subito chiarito: non lo sono, anzi non sono degno di sciogliere i legacci dei suoi sandali: ‘Io battezzo con acqua, aveva evidenziato Giovanni. Ma in mezzo a voi c’è uno che non conoscete: E’ Lui il Messia che battezzerà con lo Spirito santo e il fuoco’.

Gesù si avvicina a Giovanni, chiede di essere battezzato e n el momento in cui Giovanni stava battezzando Gesù interviene la potenza divina per testimoniare e additarlo al popolo: ‘Questi è il mio Figlio, l’amato; ascoltatelo!’ Il battesimo di Giovanni è perciò un battesimo di purificazione e di penitenza che Gesù accetta essenzialmente come uomo per umiltà e per dare esempio; il Battesimo di Gesù, che noi abbiamo ricevuto, non deriva da quello di Giovanni ma scaturisce dalla Pasqua del Signore.

E’ il Battesimo della Nuova Alleanza; è un vero dono di Dio; è una grazia che si riceve. Esso ci inserisce a Cristo come membra vive di un sol corpo e ci costituisce Figli di Dio, perché fratelli di Gesù. Come dono di Dio viene conferito anche ai bambini ancora incoscienti perché esso offre all’uomo i tre doni: la Fede, la Speranza e la Carità. Saranno i genitori a coltivare questi semi con l’esempio della vita e con le opere.

Ecco perché i genitori sono i primi maestri, i primi catechisti nella fede dei propri figli. Il battezzato riceve una veste candida, simbolo di purezza e di santità; riceve una candela accesa, simbolo della Fede che deve illuminare la vita del cristiano. Gesù dice infatti: ‘Voi siete la luce del mondo, voi siete il sale della terra’. Ogni battezzato è chiamato a professare la sua Fede, ad essere un vero missionario in mezzo ai fratelli. 

Gesù infatti dice alla sua Chiesa: ‘Come il padre ha mandato me, io mando voi; siate miei testimoni nel mondo’. Con il Battesimo ci si inserisce in una nuova famiglia: la famiglia di Cristo Gesù per cui il cristiano prega: ‘Padre nostro, che sei nei cieli, venga il tuo regno di giustizia e di amore’. Il Battesimo non è un rito soltanto; è una esperienza esistenziale e una esperienza vitale dove Cristo Gesù è al centro del nostro operare.

Comprendere il Battesimo significa vivere in comunione intima con Dio e rigettare quanto mira a spezzare questa comunione. E’ necessario oggi, amici carissimi, riscoprire la grandezza del Battesimo ricevuto che ci innesta a Cristo e alla sua Chiesa, come vero popolo di Dio. Chiesa aperta ai poveri, all’umanità tutta: cristianesimo impegnativo ed incisivo.

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