Caso Rugolo. La Confessione Episodio 6 – Il prezzo della santità

Manifesto
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 18.04.2024 – Ivo Pincara] – «Nessuno spiega ai contribuenti italiani che i soldi dell’8 per mille vengono usati anche per sostenere i preti abusatori. Quelli per comprare il silenzio delle vittime, invece, li tolgono alla Caritas. Il sesto episodio di La Confessione rivela che per la chiesa italiana i reati sessuali dei suoi sacerdoti si possono cancellare con il denaro. Il prezzo è 25 mila euro, una cifra ricorrente in molti casi simili. Il denaro si prende dai fondi della Caritas, quelli che i fedeli donano per aiutare i poveri». Lo scrive oggi Stefano Feltri su Appunti [QUI], introducendo la presentazione scritta da Giorgio Meletti della sesta puntata del podcast che hanno realizzato insieme a Federica Tourn, pubblicata ieri, mercoledì 17 aprile 2024.

Prosegue Feltri: «È una puntata importante, perché si parla di soldi, e in particolare di come vengono usati quelli dell’otto per mille, cioè risorse che la Chiesa italiana ottiene dai contribuenti attraverso le dichiarazioni dei redditi. Nessuno, negli spot televisivi che sollecitano a destinare quella quota dell’Irpef alla Chiesa Cattolica, ha mai spiegato che tali risorse possono essere usate anche per pagare avvocati, debiti e mantenere in esilio i preti accusati di abusi sessuali che dunque hanno difficoltà economiche. È quello che è successo nella Diocesi di Piazza Armerina, come sentirete nella puntata numero 6, Il prezzo della santità».

Feltri riporta quanti soldi ha avuto la Diocesi di piazza Armerina nel 2021, quando iniziano i guai giudiziari di Don Giuseppe Rugolo, dopo che è uscita la notizia dell’indagine a suo carico, e osserva: «Non mi risulta che il Vescovo Rosario Gisana debba rendere conto a nessuno di preciso di come usa tutti quei soldi. Oltre 2,5 milioni, che bastano e avanzano per pagare anche certi debitucci dei preti accusati come Rugolo, ma non per risarcire le vittime, visto che i soldi che il vescovo vuole dare ad Antonio propone di prenderli non dalle casse della diocesi, ma di toglierli ai poveri assistiti dalla Caritas».

Copertina podcast

Il prezzo della santità
di Giorgio Meletti

Il sesto episodio di La Confessione rivela che per la chiesa italiana i reati sessuali dei suoi sacerdoti si possono cancellare con il denaro. Il prezzo è 25 mila euro, una cifra ricorrente in molti casi simili. Il denaro si prende dai fondi della Caritas, quelli che i fedeli donano per aiutare i poveri.

Per il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana è giusto usarli per offrirli ad Antonio Messina, vittima degli abusi del sacerdote Giuseppe Rugolo, in cambio del silenzio.

Nel frattempo preleva 50 mila euro dai suoi fondi 8 per mille (oltre un milione di euro all’anno per la sola diocesi di Piazza Armerina) e li dà a Rugolo per fare fronte al pagamento degli avvocati, di vecchi debiti del padre e dei costi dell’esilio a Ferrara. 

È il punto più oscuro della storia che La Confessione racconta.

Il 5 ottobre 2019, quando Antonio Messina sta già chiedendo giustizia alla Chiesa da 5 anni, Gisana annuncia ai suoi genitori che il sacerdote abusatore, “non degno di guidare la parrocchia di san Cataldo”, andrà via da Enna e non vi tornerà più, e che il vescovo lascerà un’ammonizione scritta in modo che anche i suoi successori siano informati della pericolosità di Rugolo.

Un mese e mezzo dopo, con una inspiegabile capriola, Gisana convoca i Messina e dice loro che Rugolo tornerà in sella dopo due anni perché la parrocchia di San Cataldo senza di lui andrebbe allo sfascio, e che loro devono accontentarsi di 25 mila euro (che non hanno mai chiesto) firmando un impegno al silenzio. I genitori di Antonio rifiutano e lo mandano al diavolo, dicendogli che non si vedranno mai più. “Magari per strada”, sibila cinicamente Gisana.

Mentre i Messina padre e madre gli dicono che a loro non interessano i soldi, Gisana (difeso a spada tratta da papa Francesco come “un uomo giusto ingiustamente accusato”) andrà in giro ad accusarli di un tentativo di estorsione.

Lo farà anche con i magistrati, mentendo in interrogatorio, lo farà al telefono con il suo amico Fortunato Di Noto, altro sacerdote siciliano.

Di Noto è assurto alla fama nazionale come difensore dei minori abusati, a meno che, si scopre dalle sorprendenti intercettazioni, non siano abusati da sacerdoti. In questo caso mette in guardia Gisana dalle vittime, dipinte come desiderose di arricchirsi accusando strumentalmente sacerdoti innocenti.

Postscriptum

1. Ombre su Don Fortunato Di Noto che consiglia all’amico Vescovo Rosario Gisana “traccia i colloqui”?

Il percorso che conduce alla verità è pieno di ostacoli, insidie e trappole. In questi anni di inchieste sulla pedofilia che, per lo Staff del Blog dell’Editore, riguarda in particolare gli abusi sessuali su minori e adulti vulnerabili da parte del clero e di laici funzionari della Chiesa Cattolica Romana, ci siamo trovati più volte al cospetto di scenari che definire inimmaginabili è puro eufemismo. Purtroppo certi scenari continuano a riproporsi e con questi scenari dobbiamo farci i conti.

Durante l’ascolto dell’episodio 6 del podcast La Confessione ci ha preso un morso allo stomaco e nella nostra testa si sono addensate ombre interrogative sull’intercettazione del dialogo di Don Fortunato Di Noto avuto con il Vescovo Rosario Gisana, agli atti del processo penale.

Visto che da sempre sosteniamo le iniziative di Meter, l’associazione fondata e presieduta da Don Fortunato Di Noto, l’Editore gli ha chiesto un commento in merito, che riportiamo di seguito:

«Da oltre trent’anni, ogni giorno, mi dedico alla lotta contro ogni forma di abuso sui bambini che con i poveri sono i prediletti di Dio.
Mi dispiace che i tanti sacrifici che questo impegno quotidiano comporta, siano messi in discussione da alcuni giornalisti persino attraverso la diffusione strumentale dell’estratto di una conversazione nell’ambito del processo a carico del sacerdote Rugolo, che si è concluso con la sua condanna.
Come ho già detto in altre occasioni, con Mons. Gisana mi lega una amicizia di antica data.
Il nostro compito è quello di essere cooperatori della verità, perché la verità ci rendi liberi.
Il nostro compito è anche quello di accompagnare ogni vittima di abuso.
Il Signore è pronto a guarire ogni ferita, anche la più profonda. E a ridare bellezza alla vita.
Da parte mia, mai un tentennamento a condannare qualsiasi abuso. Sempre. E la mia storia è chiara e trasparente.
In 30 anni mi hanno attaccato da ogni parte… ma resto in piedi per amore alle vittime… con determinazione e grande prudenza» (Don Fortunato Di Noto).

Lo Staff del Blog dell’Editore ritiene la risposta di Don Fortunato Di Noto evasiva, pretestuosa e non esauriente sul punto, soprattutto per quanto riguarda l’insabbiamento operato dal suo amico Mons. Rosario Gisana e l’uso pregiudicato dei fondi a disposizione della diocesi per tutt’altri scopi, come risulta dagli atti del processo di primo grado.

Riteniamo che il lavoro giornalistico d’inchiesta fatto da professionisti del calibro di Giorgio Meletti, Federica Tourn e Stefano Feltri, senza dimenticare Pierelisa Rizzo, è un lavoro serio che non strumentalizza nulla di ciò che chiaramente emerge dagli atti di un processo penale di un tribunale dello Stato italiano.

Siamo rimasti per troppo tempo delusi dal silenzio assordante dei media italiani e vaticani in merito agli abusi sessuali riferiti alla Chiesa Cattolica Romana e sentitamente ringraziamo i giornalisti seri, che ci mettono la faccia e che con coraggio compongono un imponente lavoro d’inchiesta valido come questo.

Questa inchiesta – presentato con La Confessione – non é affatto una strumentalizzazione dei fatti e i giornalisti seri, come i sopracitati non sono persone che “montano la panna”. Noi vogliamo un bene dell’anima a questi giornalisti ai quali ci affianchiamo nel silenzio assordante dei media italiani e vaticani sul tema degli abusi in favore dei sopravvissuti affinché possano curare le loro profonde ferite, anche attraverso un percorso che passa per la verità e per la giustizia.

Noi non stiamo e non staremo mai dalla parte di chi, facendo capriole, capovolge la realtà. Noi abbiamo scelto da quale parte stare. Noi andiamo avanti per la strada della verità trovata e divulgata all’opinione pubblica al popolo di Dio e a tutte le persone dotate di occhi per vedere e orecchie per sentire, cervello per capire e cuore per scegliere da che parte stare, soprattutto nelle relazioni di amicizia, perché il migliore amico è quello crudele, che non risparmia niente al suo amico.

Quindi, noi chiediamo a chiunque a fare la scelta da quale parte stare – a prescindere, uscendo dalla propria zona di confort – con chiarezza e senza possibilità di equivoci.

Lo Staff del Blog dell’Editore

2. InGiustizia vaticana

Ricordiamo che in passato abbiamo seguito un’inchiesta giornalistica, che partendo dal Caso Salonia coinvolge anche il Vescovo Rosario Gisana, a cura di Angelo Di Natale, pubblicata da InSiciliareport:

3. La Confessione

  • Episodio 5 [QUI]
  • Episodi 1-4 [QUI]

Indice-Caso Rugolo [QUI]

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