Papa Francesco: far germogliare la speranza del Vangelo

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Ieri papa Francesco ha ricevuto i partecipanti al 34° Capitolo Generale degli Agostiniani dell’Assunzione, offrendo una meditazione sulla speranza del Regno di Dio, in quanto il tema dell’assemblea è incentrato appunto sul passo evangelico dell’annuncio del Regno di Dio, ‘Vivere e annunciare la speranza del Vangelo’:

“Questo è un modo buono di attualizzare il motto che vi ha lasciato il vostro fondatore, il venerabile Emmanuel d’Alzon, nello spirito di sant’Agostino: Adveniat Regnum tuum! E infatti una delle missioni principali della vita religiosa apostolica è di manifestare molto concretamente, nel quotidiano, questa vicinanza del Regno, e quindi questa speranza per ogni persona e per il mondo intero. Dovunque vi trovate, voi siete segni del Regno con la vostra vicinanza alla gente a cui siete inviati”.

Però la prossimità del Regno di Dio passa attraverso le opere: “Tale prossimità passa naturalmente attraverso delle opere, sia quelle proprie della vostra Congregazione, sia quelle legate alle iniziative apostoliche della Chiesa alle quali contribuite.

Ma, al di là delle azioni, è il fatto stesso di farvi prossimi alle persone, a partire da quelle che hanno più bisogno di una presenza solidale e fraterna, a mostrare loro che il Regno di Dio si avvicina che c’è qualche orizzonte, che c’è qualche speranza, che la vita non è chiusa: questo, farlo sentire attraverso la vostra testimonianza evangelica. La testimonianza ha questa forza: di aprire le finestre per vedere la speranza di un Regno che è vicino”.

E ne ha ricordate alcune: “Mi piace, in proposito, menzionare in modo particolare due realizzazioni, già consolidate e sempre vive, della vostra Congregazione: l’apostolato dei pellegrinaggi, a cominciare dal Pellegrinaggio Nazionale a Lourdes, di cui avete diffuso il fervore in Paesi lontani, fino all’America Latina.

Ricordo, da bambino, che c’erano le Suore Assunzioniste a Buenos Aires, e da lì organizzavano pellegrinaggi a Lourdes. Da bambino… Era come una stella da dover raggiungere… Ricordo bene questo. E poi l’impegno nei media, che sviluppate oggi in tutti i continenti, per un pubblico vario, anche lontano dalla Chiesa”.

Inoltre ha ricordato quelle compiute in Medio Oriente: “Permettetemi di ricordare anche uno dei vostri apostolati storicamente più incisivi e tuttora presente, seppure più modesto: la vostra Missione d’Oriente. Grazie! Vi incoraggio a portare avanti tale missione, nel Medio Oriente dove la condizione dei cristiani è oggetto di minacce, e in Europa orientale, dove la guerra in Ucraina mette in pericolo l’equilibrio civile e religioso della regione.

Voglio anche esprimervi la gratitudine della Santa Sede per la fedeltà del vostro impegno nella piccola Chiesa cattolica di rito bizantino in Bulgaria, che conta su di voi. La vostra lunga esperienza di dialogo con l’Ortodossia, come pure con l’Islam e l’Ebraismo, è preziosa per la Chiesa; che essa possa fare di voi, oggi più che mai, degli artigiani di unità e di comunione al servizio della pace”.

Infine sulla formazione: “Mi dicono che un membro su tre del vostro Istituto è in formazione. Questo è grande! In questo momento di scarsità di vocazioni, di natalità zero, ‘occasionale’, diciamo così, questa è una grazia. Questa proporzione notevole vi apre prospettive per il futuro, ma costituisce al contempo una grande sfida per la trasmissione del vostro carisma.

Per favore, che i formandi ricevano bene il carisma. Rendo grazie insieme a voi per questa rinnovata vitalità che il Signore vi concede. E vi invito ad accogliere senza paura questa novità, come un segno dei tempi, anche se talvolta essa può spaventarci: abbiamo tutti un po’ paura della novità, ma dobbiamo essere coraggiosi. Il Regno di Dio non è in sé stesso un’irruzione radicale di novità per la nostra umanità? E’ questo. Coraggiosi”.

Mentre ai partecipanti della Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali (ROACO) papa Francesco ha sottolineato l’impegno alla pace, specialmente nel Medio Oriente: “E’ tremendo, oggi, il contrasto con il disegno di Dio: disegno di pace, di fraternità e concordia per tutti. Disegno che invita a smettere di combattersi a vicenda e a unire piuttosto le forze per lottare contro la fame e le malattie.

La Bibbia ci parla dei progetti di pace di Dio, ma ci mostra anche, dall’inizio, la violenza del fratello sul fratello: Caino e Abele, l’uccisione dell’innocente. Dio, che scacciò Caino, impedì tuttavia che fosse ucciso. E’ il primo atto di giustizia e di misericordia. Quanto fa bene, prima di tutto a noi cristiani, ascoltare a cuore aperto questa Parola sacra, per lasciarsi illuminare e guidare non dai propri disegni, ma da quello misericordioso di Dio, che vuole abbracciare e salvare tutti gli uomini, tutti i fratelli di Gesù!”

Citando l’esortazione apostolica ‘Ecclesia in Medio Oriente’ papa Francesco ha ricordato che la fonte dell’azione è la preghiera: “Sì, il cuore trafitto di Dio ci libera da una carità pensata come un mestiere, un calcolo di puro filantropismo, una burocrazia di bontà o, peggio, un reticolato di interessi politici.

E’ la croce, supremo coinvolgimento di Dio nella sofferenza dell’umanità, che indica ai cristiani, in modo particolare ai giovani, l’autenticità che cercano, il coraggio di testimoniare, la forza per superare l’individualismo e l’indifferenza che oggi vanno per la maggiore, e far crescere la compassione. Com-passione: una parola che sta al cuore della nostra fede, perché ci mostra l’amore di Dio che si coinvolge totalmente nelle sofferenze dell’uomo”.

Infine h ricordato le attività svolte per far ‘germogliare’ la speranza: “Penso al vostro recente impegno per contribuire a sanare le ferite del terremoto in Turchia e Siria, in mezzo alle quotidiane sofferenze di popoli duramente provati. Spero si possa veramente continuare ad aiutare quelle popolazioni; tante promesse sono state fatte, ma risulta ancora difficile servirsi dei normali sistemi bancari per inviare aiuti alle vittime.

Vi ringrazio per il grande impegno con cui soccorrete l’Ucraina per sostenere sfollati interni e rifugiati. Ai vostri sforzi per quel caro Paese qualche anno fa ho voluto unire il mio con l’iniziativa ‘Il Papa per l’Ucraina’ e poi con altri costanti interventi.

Ma vorrei cogliere anche questa occasione per invitare tutti a non fare mancare concreta vicinanza, vicinanza di preghiera e di carità, al martoriato popolo ucraino. Nella Plenaria appena conclusa, accanto alla consueta attenzione a Terra Santa e Medio Oriente, vi siete focalizzati su progetti di aiuto in Iran, Turchia ed Eritrea”.

(Foto: Santa Sede)

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