Dal Marocco suor Julie racconta il senso del gusto

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Sì, con la nostra terra, la gente dei nostri villaggi, come Timoulilte nei dintorni di Beni Mellal e la loro voglia di lavorare insieme. Halima, infatti, ci ha accolto questo martedì mattina nella sua cooperativa ‘Taymate’ (che significa ‘fraternità’). Un mondo si è aperto per noi. Fraterno, laborioso, e in cammino verso la dignità di tante donne e uomini di qui.

Preparano in questa cooperativa le olive, la loro selezione, la loro meticolosa preparazione con erbe fini, peperoncino o altri ingredienti. Un lavoro artigianale di amore e precisione. Poi, nel pomeriggio, qui si tengono corsi di alfabetizzazione per le donne. Suor Clotilde, poi, viene invitata a tornare per impartire lezioni sugli olii essenziali, di cui ha una lunga esperienza.

Sì, qui si coltiva il senso del gusto, ma anche della parola, dell’educazione e della relazione. Tutto dice in questo villaggio ai piedi del massiccio del Medio Atlante la magia di un piccolo miracolo. Poi, si visita la vicina cooperativa che prepara il cous cous, dove lavorano solo donne. I prodotti finiti sono in mostra all’entrata: una vera meraviglia di varietà, colori e qualità per un cous cous reale!

Pranzo insieme, poi, attorno a un’enorme tajine di carne e verdure. Ma la preghiera che é sbocciata in quel momento attorno alla tavola comune, – mescolando fede cristiana e quella musulmana, – ha riempito il nostro cuore di gioia! E anche di emozione, seguendo ‘la Fatiha’ (preghiera del Corano) sulle labbra commosse dei nostri vicini. Sì, solo dopo, la gioia… di riempire lo stomaco! Che bello,- ci siamo dette – questo cammino sinodale con i vicini. In questa terra dell’Islam!

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