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Oggi la grande Festa degli Oratori Estivi di Roma

Dopo due anni di sosta per la situazione pandemica, torna il grande appuntamento della Festa degli Oratori estivi di Roma che quest’anno, per la 10° edizione, si svolge al parco divertimenti di Zoomarine a Torvaianica oggi 23 giugno. Accolti dal responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma, don Alfredo Tedesco, dal presidente del Centro Oratori Romani, David Lo Bascio, e dagli animatori dell’associazione, bambini e ragazzi torneranno a radunarsi in allegria per una giornata di festa e di divertimento.

Papa Francesco ai Padri Bianchi: la missione è testimonianza profetica

Incontrando i partecipanti al capitolo generale dei Padri Bianchi papa Francesco ha espresso dispiacere per aver dovuto rinviare, su consiglio dei medici, la visita da lungo tempo attesa nei Paesi africani, annunciando una messa domenica 3 luglio con tutti i congolesi che vivono a Roma:

Papa Francesco invita a costruire il futuro con i migranti

“Il senso ultimo del nostro ‘viaggio’ in questo mondo è la ricerca della vera patria, il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo, che troverà la sua piena realizzazione quando Lui tornerà nella gloria. Il suo Regno non è ancora compiuto, ma è già presente in coloro che hanno accolto la salvezza… Il suo progetto prevede un’intensa opera di costruzione nella quale tutti dobbiamo sentirci coinvolti in prima persona”.

Il papa ai camilliani: la carità è la profezia di oggi

Ad  inizio settimana papa Francesco ha incontrato i partecipanti al 59^ capitolo generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi, che ha appena eletto il nuovo superiore generale, padre Pedro Tramontin, appartenente alla provincia degli Stati Uniti, invitandoli a farsi carico ‘delle piaghe e delle inquietudini dei fratelli e delle sorelle più vulnerabili’.

La sfida di Rondine: educare gli adulti alla convivenza con la formazione

Nella Cittadella della Pace di Rondine, in provincia di Arezzo, c’è un nuovo spazio formativo rivolto non solo ai giovani del borgo toscano, ma aperto a tutti i soggetti della società civile: dagli individui, ai docenti fino alle aziende. Insomma, un gioiello di bioarchitettura integrato con la storia e l’ambiente, all’ombra del Castello millenario e in armonia con la Riserva Naturale di Ponte Buriano e Penna che la circonda.

Pier Giorgio Frassati: una preghiera per la pace

Giovedì 6 aprile è stato il 120^ compleanno di Pier Giorgio Frassati ed è stato ricordato dall’associazione dedicata al beato torinese attraverso la recita del rosario: “La nostra preghiera sarà un Rosario con Pier Giorgio per tutti i giovani; chiederemo che siano sostenuti e illuminati dalla grazia della castità”.

Papa Francesco: pace per l’Ucraina

“Ho un grande dolore nel cuore per il peggioramento della situazione nell’Ucraina. Nonostante gli sforzi diplomatici delle ultime settimane si stanno aprendo scenari sempre più allarmanti. Come me tanta gente, in tutto il mondo, sta provando angoscia e preoccupazione”: al termine dell’odierna udienza generale nell’Aula dedicata a san Paolo VI papa Francesco ha manifestato dolore per la situazione in Ucraina.

Papa Francesco ai seminaristi: vivete la misericordia di Dio

In occasione del centenario dell’elezione di papa Pio XI papa Francesco ha incontrato in udienza la Comunità del Pontificio Seminario Lombardo, che si affaccia sulla piazza davanti la basilica di Santa Maria Maggiore, nel rione Esquilino in Roma, rispondendo alle domande dei seminaristi e ringraziando il Rettore:

Papa Francesco: la Parola di Dio rigenera

Nella giornata della Parola del Signore papa Francesco nell’Angelus domenicale ha raccontato l’inizio dell’insegnamento di Gesù, che annuncia la liberazione e da senso alla vita:

“C’è l’unzione dello Spirito Santo. A volte, capita che le nostre prediche e i nostri insegnamenti rimangono generici, astratti, non toccano l’anima e la vita della gente. E perché? Perché mancano della forza di questo oggi, quello che Gesù ‘riempie di senso’ con la potenza dello Spirito è l’oggi. Oggi ti sta parlando.

Sì, a volte si ascoltano conferenze impeccabili, discorsi ben costruiti, che però non smuovono il cuore e così tutto resta come prima… Per questo chi predica, per favore, è il primo a dover sperimentare l’oggi di Gesù, così da poterlo comunicare nell’oggi degli altri. E se vuole fare lezioni, conferenze, che lo faccia, ma da un’altra parte, non al momento dell’omelia, dove deve dare la Parola così che scuota i cuori”.

Ed ha ringraziato chi annuncia il Vangelo: “La Parola di Dio, infatti, è viva ed efficace, ci cambia, entra nelle nostre vicende, illumina il nostro quotidiano, consola e mette ordine. Ricordiamoci: la Parola di Dio trasforma una giornata qualsiasi nell’oggi in cui Dio ci parla. Allora, prendiamo in mano il Vangelo, ogni giorno un piccolo brano da leggere e rileggere”.

E’ un invito a leggere il Vangelo: “Portate in tasca il Vangelo o nella borsa, per leggerlo nel viaggio, in qualsiasi momento, e leggerlo con calma. Con il tempo scopriremo che quelle parole sono fatte apposta per noi, per la nostra vita.

Ci aiuteranno ad accogliere ogni giornata con uno sguardo migliore, più sereno, perché, quando il Vangelo entra nell’oggi, lo riempie di Dio. Vorrei farvi una proposta. Nelle domeniche di quest’anno liturgico viene proclamato il Vangelo di Luca, il Vangelo della misericordia… Familiarizziamo col Vangelo, ci porterà la novità e la gioia di Dio!”

Mentre nella celebrazione eucaristica papa Francesco ha sottolineato che la Parola svela Dio: “Gesù, all’inizio della sua missione, commentando quel determinato passo del profeta Isaia, annuncia una scelta precisa: è venuto per la liberazione dei poveri e degli oppressi. Così, proprio attraverso le Scritture, ci svela il volto di Dio come di Colui che si prende cura della nostra povertà ed ha a cuore il nostro destino”.

Gesù annuncia la vicinanza di Dio: “Il Dio vicino, con quella vicinanza che è compassionevole e tenera, vuole sollevarti dai pesi che ti schiacciano, vuole riscaldare il freddo dei tuoi inverni, vuole illuminare le tue giornate oscure, vuole sostenere i tuoi passi incerti.

E lo fa con la sua Parola, con la quale ti parla per riaccendere la speranza dentro le ceneri delle tue paure, per farti ritrovare la gioia nei labirinti delle tue tristezze, per riempire di speranza l’amarezza delle solitudini. Ti fa andare, ma non in un labirinto: ti fa andare nel cammino, per trovarlo di più, ogni giorno”.

Ed allora la Parola porta all’uomo: “Ci porta a Dio e ci porta all’uomo. Proprio quando scopriamo che Dio è amore compassionevole, vinciamo la tentazione di chiuderci in una religiosità sacrale, che si riduce a culto esteriore, che non tocca e non trasforma la vita. Questa è idolatria. Idolatria nascosta, idolatria raffinata, ma è idolatria. La Parola ci spinge fuori da noi stessi per metterci in cammino incontro ai fratelli con la sola forza mite dell’amore liberante di Dio”.

Gesù è venuto per annunciare la liberazione: “Nella sinagoga di Nazaret Gesù ci rivela proprio questo: Egli è inviato per andare incontro ai poveri, che siamo tutti noi, e liberarli. Non è venuto a consegnare un elenco di norme o ad officiare qualche cerimonia religiosa, ma è sceso sulle strade del mondo a incontrare l’umanità ferita, ad accarezzare i volti scavati dalla sofferenza, a risanare i cuori affranti, a liberarci dalle catene che ci imprigionano l’anima. In questo modo ci rivela qual è il culto più gradito a Dio: prendersi cura del prossimo”.

Per questo la Parola di Dio mette in crisi: “Non ci lascia tranquilli, se a pagare il prezzo di questa tranquillità è un mondo lacerato dall’ingiustizia e dalla fame, e a farne le spese sono sempre i più deboli. Sempre pagano i più deboli.

La Parola mette in crisi quelle nostre giustificazioni che fanno dipendere ciò che non va sempre da altro e dagli altri. Quanto dolore sentiamo nel vedere i nostri fratelli e sorelle morire sul mare perché non li lasciano sbarcare! E questo, alcuni lo fanno in nome di Dio”.

La Parola di Dio invita all’azione: “Ci esorta ad agire, a unire il culto di Dio e la cura dell’uomo. Perché la sacra Scrittura non ci è stata data per intrattenerci, per coccolarci in una spiritualità angelica, ma per uscire incontro agli altri e accostarci alle loro ferite. Ho parlato della rigidità, di quel pelagianesimo moderno, che è una delle tentazioni della Chiesa.

E quest’altra, cercare una spiritualità angelica, è un po’ l’altra tentazione di oggi: i movimenti spirituali gnostici, lo gnosticismo, che ti propone una Parola di Dio che ti mette ‘in orbita’ e non ti fa toccare la realtà. La Parola che si è fatta carne e vuole diventare carne in noi”.

L’invito del papa è quello di essere profetici: “Chiediamoci allora: vogliamo imitare Gesù, diventare ministri di liberazione e di consolazione per gli altri, attuare la Parola? Siamo una Chiesa docile alla Parola?

Una Chiesa portata all’ascolto degli altri, impegnata a tendere la mano per sollevare i fratelli e le sorelle da ciò che li opprime, per sciogliere i nodi delle paure, liberare i più fragili dalle prigioni della povertà, della stanchezza interiore e dalla tristezza che spegne la vita? Vogliamo questo?”

(Foto: Santa Sede)

Card. Zuppi: ‘Aiutare a far crescere una cultura della vita, che vuol dire una protezione della fragilità’

“Abbiamo di fronte tante sfide, che richiedono molta serietà, preparazione, competenza, capacità di ascolto e di dialogo e, anche per questo, difesa delle proprie ragioni. Uno dei problemi sui quali ci troveremo a confrontarci è quello dell’idea della vita che, come dice papa Francesco, non può essere mai scartata”.

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