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Conventi e case religiose anti-inflazione: la vacanza estiva diventa esperienza

L’estate arriva anche per le 3.000 strutture ricettive religiose e no-profit presenti in Italia, con la loro offerta di 200.000 posti letto per una vacanza alternativa e basata sul turismo esperienziale. I dati previsionali su luglio e agosto, registrati dal sondaggio dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana tra i gestori, annunciano un +4,3% di presenze rispetto al 2023, mentre gli stranieri salgono del 2,6%.

In queste particolari strutture ricettive l’incremento maggiore di presenze si registra nelle località marine (+10%), seguite dalle città d’arte (+5%), i luoghi immersi nella natura (+4%), mentre la montagna si ferma ad un +2%. Il dato più confortante per i viaggiatori giunge dalle tariffe, aumentate mediamente dall’estate scorsa solo dell’1,3% e la montagna che offre addirittura le stesse del 2023.

Con questa politica tariffaria si intuisce come si sia andati incontro alle necessità di tante famiglie e gruppi anche per questa estate, rinunciando a facili guadagni in favore di un ampliamento della platea degli ospiti. La controprova giunge dai costi delle sistemazioni. Una camera doppia per due persone che in alta stagione dormono e consumano la prima colazione, costa mediamente € 77 a notte, senza grandi differenze tra mare, montagna, città o natura, con un range medio tra 76 e 79 euro.

Sarà anche per questo che i posti letto di luglio e agosto sono già prenotati al 75% al mare e in montagna. Di conseguenza i gestori manifestano nell’88% dei casi la loro soddisfazione per l’andamento stagionale.

Il presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, Fabio Rocchi, ha ribadito: “Queste strutture non sono in concorrenza col settore alberghiero, ma propongono un tipo di accoglienza che completa l’offerta turistico-ricettiva nazionale, fornendo a chiunque una scelta sempre più ampia di esperienze da vivere nella semplicità, serenità, fraternità e (per chi lo desidera) spiritualità”.

50 ragazzi ucraini ospiti della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca

La Caritas e il Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca comunicano che, nell’ambito del Progetto Vacanze Solidali ‘E’ più bello insieme!’- Campi estivi per minori ucraini, fino al 29 giugno prossimi accoglieranno 50 persone (42 ragazzi dai 10 ai 17 anni e 8 accompagnatrici) di nazionalità ucraina, dalla città di Nikopol, non distante dalla centrale nucleare di Zaporizhzhya e saranno ospitati presso l’oratorio-ostello ‘Oasi del Bello’ della comunità parrocchiale di Tiggiano.

Gli ospiti ucraini riceveranno il benvenuto dalle comunità del Capo di Leuca, nella serata di Domenica 16 giugno alle ore 18.00, presso la sala consiliare di Tiggiano, alla presenza di Sua Eccellenza Mons. Vito Angiuli, Vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, del dott. Giacomo Cazzato, Sindaco di Tiggiano, del Dott. Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce, del dott. Gabriele Abaterusso, Presidente dell’ Unione dei Comuni ‘Terra di Leuca’ e dei Sindaci dei Comuni della Diocesi, che sono stati invitati ad indossare la fascia tricolore, si proseguirà con la festa nell’atrio del Palazzo Baronale Serafini-Sauli, allietata dalla banda multietnica diretta dal Maestro Giovanni Calabrese, da pietanze da gustare e sorrisi da donare.

Durante le due settimane di permanenza i giovani svolgeranno diverse attività: visite guidate a Lecce e a Leuca, escursione in barca lungo la costa, visiteranno villaggi turistici, ma, soprattutto, si relazioneranno con i loro coetanei italiani partecipanti ai GREST nelle Parrocchie di Caprarica del Capo, Montesano Salentino, Tricase Porto, Tricase, Barbarano, Corsano, Alessano; ed in alcune serate organizzate nelle comunità di Depressa, Morciano di Leuca, Ugento, Castrignano del Capo e Salve, Domenica 23 giugno a cura dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo ci sarà nella serata, un momento di preghiera, presso l’atrio pubblico a Torre Vado.

La Caritas della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, accoglierà anche un secondo gruppo, composto da 60 persone (50 ragazzi e 10 accompagnatori), che raggiungerà il Capo di Leuca dall’11 al 29 agosto prossimi, per vivere la stessa esperienza dei loro connazionali, nella consapevolezza di essere una terra ospitale capace di dare speranza e formare artigiani di pace, infatti il secondo gruppo sarà coinvolto nel cammino notturno verso un’alba di pace, dalla tomba del Venerabile don Tonino al Santuario di Leuca, tra la notte e il giorno, del 13 e 14 agosto.

Vacanze Solidali ‘E’ più bello insieme’ è un progetto, che vede coinvolti la Caritas Italiana, l’Ambasciata UKR presso la santa Sede, l’ambasciata UKR in Italia, la Caritas, la Spes Caritas UKR e la Nunziatura Apostolica in UKR, la Segreteria della Chiesa greco-cattolica Ucraina, di accoglienza temporanea per offrire ai bambini e ragazzi che stanno subendo le conseguenze dalla guerra un periodo di vacanza in Italia. I ragazzi che saranno accolti quest’estate saranno 600 di cui 110 nella nostra Diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca.

Il conflitto in Ucraina, da più di due anni, continua ad essere caratterizzato da attacchi e bombardamenti che coinvolgono anche luoghi civili. I continui bombardamenti, attacchi, sirene denunciano uno stato di emergenza che si ripercuote sullo stato psicologico delle persone e soprattutto dei bambini, costretti a rifugiarsi in scantinati, rifugi antiatomici per ripararsi dai continui bombardamenti, alimentando la paura.

L’iniziativa mira ad offrire un ambiente sicuro e accogliente durante il periodo estivo per i bambini provenienti da zone in conflitto fornendo loro l’opportunità di rigenerarsi attraverso attività ludico-ricreative e di incontro con altri ragazzi. Il progetto riflette sull’importanza di andare oltre l’accoglienza iniziale e lavora per creare relazioni solide e costruttive tra ospitanti e ospitati durature nel tempo. Sarà una nuova occasione di crescita delle comunità che potranno contribuire all’organizzazione delle giornate e di momenti conviviali.

Caritas Italiana dal febbraio 2022 è impegnata nella risposta all’enorme emergenza umanitaria della crisi ucraina, ed è anche parte attiva nei processi di ricostruzione e di coesione sociale, con attenzione specifica in quattro ambiti: disabilità e salute; minori e educazione; protezione; advocacy e coesione sociale. Il lavoro di animazione e di accompagnamento da parte delle Caritas nazionali ucraine (Caritas Spes e Caritas Ucraina), di Caritas Italiana e delle Caritas diocesane è stato continuativo ed enorme fin da subito.

Caritas Italiana ha partecipato all’intervento della rete Caritas internazionale a favore di Caritas Ucraina e Caritas Spes con servizi di accoglienza e di protezione, assistenza medica, kit igienici e alimentari, contributi in denaro. Dall’inizio del conflitto molte diocesi italiane, anche la nostra di Ugento-S. Maria di Leuca, si sono impegnate per garantire un’accoglienza adeguata alle persone in fuga.

Fabio Rocchi: Roma è pronta ad ospitare i pellegrini

Tra i tanti primati l’Italia conserva saldamente anche quello della ricettività religiosa e no-profit, in un settore dell’accoglienza dedicato a spiritualità, turismo, lavoro e studio: una potenzialità unica al mondo che, secondo il ‘Rapporto 2024’ dell’Associazione ‘Ospitalità Religiosa Italiana’, è rappresentato da quasi tremila strutture ricettive che mettono a disposizione ogni giorno 200.000 posti letto. Il 45% è gestito direttamente da religiosi/e, mentre il 38%, pur di proprietà religiosa, è di fatto gestito da laici impegnati.

Infatti con 6.000.000 di ospiti e 25.000.000 di presenze, il 2023 si era chiuso in maniera molto positiva; ed il trend di quest’anno continua con una moderata crescita, anche in vista del Giubileo; in numeri assoluti Roma e il Lazio rappresentano da soli circa un sesto di tutta l’offerta ricettiva, con oltre 30.000 posti letto. Seguono ben distanziati, ma appaiati, Emilia Romagna e Veneto. Ma è la Liguria che si distingue in rapporto al numero dei residenti, con 31 posti letto ogni 1.000 abitanti. Seguono il Lazio, l’Umbria, la Valle d’Aosta e le Marche. Un terzo delle strutture si trova in centro città, mentre il 40% fa della montagna la sua peculiarità.

Per questo, secondo il presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, Fabio Rocchi, “queste strutture ricettive, gestite in modalità no-profit e che alimentano con i loro introiti le attività benefiche in Italia e nel mondo, avrebbero bisogno di quei sostegni dai quali sono invece spesso tagliate fuori, non rispondendo ai canoni economici d’impresa richiesti quasi sempre per usufruirne”.

A lui abbiamo chiesto di raccontarci l’accoglienza durante il Giubileo: “Le strutture religiose già abitualmente dedite all’ospitalità, non faranno nulla di diverso da come già operano tutti i giorni: aprire le porte all’accoglienza è la loro missione. Quello che probabilmente rappresenterà la singolarità sarà il tipo di pellegrino che si troveranno ad ospitare. Normalmente si tratta di un ospite che coniuga fede e lavoro o fede e turismo, già edotto nel viaggiare, abituato ad adattarsi ad ogni situazione. Per il Giubileo prevediamo che gran parte degli arrivi riguarderà fedeli che non sarebbero mai giunti da noi se non vi fosse stato questo evento a stimolare la loro presenza. Quindi sarà necessario un reciproco spirito di adattamento, nella comprensione e nelle difficoltà che potrà incontrare chi non è avvezzo a viaggiare”.

Per quale motivo l’ospitalità religiosa è sempre più diffusa?

“Ferma restando l’importanza di hotel e B&B, abbiamo notato una crescente esigenza delle persone di trovarsi in una struttura che sia accogliente come casa propria. Questo non solo per la semplicità delle camere o dei servizi, spesso improntati alla sobrietà, ma anche per il clima familiare di accoglienza che le comunità religiose, aiutate dai laici, permettono di far respirare a chi varca la loro soglia. Non si tratta quindi (o quanto meno non solo) di un risparmio economico. L’accoglienza viene vista ormai come un sentimento da esprimere e con cui confrontarsi reciprocamente, in una conoscenza che va al di là del semplice soggiorno”.

Quale esperienza può offrire il turismo religioso?

“Gli obiettivi del turismo religioso sono sicuramente marcati dalla fede che spinge il pellegrino a mettersi in viaggio. Sono motivi che risalgono, pur ora modernizzati, al Medioevo, con i pellegrini che si mettevano in marcia per raggiungere Roma, la Terra Santa o quei luoghi che rappresentavano punti focali per ogni fedele. Forse non sono cambiati gli obiettivi, ma il cuore di ognuno conserva le diverse aspettative che animano il desiderio di mettersi in viaggio. Ecco quindi che lasciare a ciascuno la possibilità di vivere intensi momenti di Fede, diventa un obiettivo primario, nel rispetto delle esigenze di tutti”.

Il banco di prova è stato con il giubileo dei bambini: quale è stato l’impegno per affrontare questa prima ‘sfida’?

“La Giornata Mondiale dei Bambini, voluta da papa Francesco, ha permesso di ‘rodare’ le necessità organizzative in vista del Giubileo. In questa occasione il nostro settore dell’accoglienza religiosa è stato messo sotto pressione da migliaia di richieste, tant’è che abbiamo fatto ricorso a soluzioni di alloggio alternative, sia con gli alberghi che con poli creati ad hoc sulle basi di strutture pre-esistenti. Un mix di proposte, quindi, in cui ognuno ha potuto trovare la soluzione migliore, mettendo in conto comunque che non tutti possono dormire a pochi metri da piazza San Pietro”.

Cosa è il portale ‘Dormire in cammino’, realizzato in collaborazione dall’associazione ‘Vita in cammino’?

“Con il portale www.dormireincammino.it abbiamo voluto accendere un faro sulle tante ospitalità che si trovano lungo i Cammini d’Italia. Non per fare loro pubblicità, ma per offrire un servizio gratuito ai camminatori e pellegrini, in modo che possano partire da casa con la certezza di trovare il loro posto letto a fine tappa. Il successo e l’ ‘esplosione’ dei Cammini, infatti, tende a creare problemi nelle ospitalità, spesso non preparate ad accogliere un gran numero di ospiti, a differenza di ciò che accade sul Cammino di Santiago.

Senza nessun costo supplementare, chi vuol fare questa esperienza su e giù per la penisola, trova la possibilità in pochi click di organizzarsi in sicurezza, evitando il rischio di dover dormire… sotto le stelle. Cosa che di per sé potrebbe avere anche il suo fascino, ma solo con un meteo clemente.

Quindi, aldilà dell’ immersività del Cammino, è divenuta nel tempo sempre più significativa l’esigenza di semplificare e velocizzare il processo di comunicazione e di prenotazione delle strutture ricettive lungo i percorsi. Questo per allargare sempre più la platea dei possibili fruitori dei tanti Cammini italiani che meritano una costante promozione”.

A Camerino sarà inaugurato il nuovo Centro pastorale

Domenica 9 giugno, alle ore 16.00, a Camerino, avrà luogo l’inaugurazione del nuovo Centro pastorale diocesano nei locali dell’ex Seminario, in via Macario Muzio n. 8. L’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, mons. Francesco Massara, ne è stato il più convinto promotore, sensibile da sempre alla necessità di realizzare luoghi di aggregazione per le nuove generazioni.

L’ex Seminario, danneggiato dal sisma del 2016, è stato ritenuto idoneo a questa ‘missione’ ed al termine di un’importante ristrutturazione, è riconsegnato all’arcidiocesi che lo mette a disposizione della comunità camerte.

Il nuovo Centro pastorale ospiterà alcune ampie sale per l’Oratorio e gli incontri pastorali, un Centro di ascolto della Caritas diocesana, un ambiente polivalente e una spaziosa sala multimediale di ultima generazione. Per favorire le possibilità di incontro e di svago, il Centro sarà dotato anche di uno spazio esterno attrezzato con un moderno campo da calcetto, uno da beach volley, oltre ad altri spazi verdi per i giochi. Grazie all’installazione di un ascensore, una parte dell’edificio ospiterà la Casa del clero con cinque camere per i sacerdoti anziani che necessitano di assistenza in un ambiente familiare dove condividere la loro esperienza umana e sacerdotale.

33 posti letto saranno riservati agli studenti, aggiungendo così ulteriore disponibilità di alloggio agli universitari, oltre quella già messa a disposizione nel Residence Next Generation, inaugurato nel centro storico di Camerino alla fine del 2022.

“Per la prima volta, nel nostro territorio, viene realizzata un’opera fruibile contemporaneamente da tre generazioni (anziani, adulti e bambini), un significativo esempio di condivisione per promuovere il dialogo intergenerazionale, pur nella differenza delle attività pensate per ciascuno. Per questa ragione, l’arcivescovo ha voluto intitolare il nuovo Centro pastorale ad alcune figure camerinesi che hanno lasciato un’impronta indelebile nel cuore di tutti”, spiega una nota della diocesi.

La zona dedicata all’Oratorio ed alle attività pastorali sarà intitolata a Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro prematuramente scomparsi, entrambi provenienti dall’esperienza dello scoutismo: la giovialità e lo spirito di servizio che hanno animato la loro vita rappresentano un esempio per tutti ed uno stimolo a ‘lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato’.

Il Centro di ascolto gestito dalla Caritas diocesana, invece, sarà dedicato a mons. Renzo Rossi, sacerdote scomparso nel 2007, che è ricordato per la generosità e per l’aiuto materiale e spirituale che prodigava ai bisognosi. Infine, l’area esterna per le attività ludiche e sportive verrà intitolata a mons. Quinto Martella, morto nel 2020, il quale, come sacerdote ed insegnante, è sempre stato a contatto con i giovani, lasciando in eredità una significativa offerta che ha dato impulso alla realizzazione del Centro pastorale.

(Foto: diocesi di Camerino-San Severino Marche)

Papa Francesco: sperimentare la misericordia di Dio nella cura dell’ospitalità

Giornata intensa di incontri quella di papa Francesco, che ha ricevuto in udienza le partecipanti ai Capitoli Generali delle Suore Ospedaliere del S. Cuore e delle Figlie di San Camillo, incentrando la riflessione sull’importanza dei Capitoli generali: “E’ una bella trovata della Provvidenza questa di farvi incontrare qui, con il Vescovo di Roma, a rendere grazie al Signore, a chiedergli luce per discernere la sua volontà e a rinnovare il vostro impegno a servizio della Chiesa”.

Ed alla base di tali Capitoli c’è lo Spirito Santo: “All’inizio dei vostri cammini ci sono due storie entusiasmanti, nelle quali si vede come l’audacia di fondatrici e fondatori, sotto l’azione dello Spirito Santo, può realizzare opere grandi, lanciandosi là dove la carità chiama, senza fare troppi calcoli, con la ‘pazzia santa dell’amore’. E se manca l’amore siamo finiti!”

Tale Congregazione è sorta per la cura dei malati di mente: “Così nascevano le Suore Ospedaliere del Sacro Cuore. E da allora voi avete continuato la loro missione, estendendo l’assistenza a sempre nuove sofferenze e povertà, per rendere presente la misericordia di Dio nella pratica dell’ospitalità, con una particolare attenzione al recupero e alla riabilitazione integrale delle persone. E lo fate cercando di coinvolgere tutti – malati, famiglie, medici, suore, volontari ed altri, in un clima ‘di comunità’ in cui ciascuno è partecipe e contribuisce al bene degli altri”.

Ed ha raccontato anche della fondatrice della Congregazione delle Figlie di San Camillo: “Questa donna sapeva bene cos’è il dolore: nella sua vita aveva sofferto tanto a causa della poca salute e per molti altri motivi. Solo con l’aiuto di Dio e di persone buone aveva potuto farcela, e perciò amava ripetere: ‘la sofferenza è vinta soltanto dall’amore’. Così, ha affidato i malati al vostro amore, prima e indispensabile medicina di ogni luogo di cura; anzi, con il quarto voto di assistenza agli infermi, li ha messi al cuore della vostra consacrazione”.

Inoltre ha inviato un discorso ai partecipanti dell’assemblea generale di ‘Talitha Kum’, sottolineato il male della tratta: “La tratta di persone è un male ‘sistemico’, e quindi possiamo e dobbiamo eliminarlo mediante un approccio sistematico a molteplici livelli. La tratta si rafforza con le guerre e i conflitti, trae beneficio dagli effetti dei cambiamenti climatici, dalle disparità socio-economiche, approfitta della vulnerabilità delle persone costrette a migrare e della condizione di disuguaglianza in cui si trovano, soprattutto, donne e bambine”.

E’ un invito ad eliminarla: “La tratta è un’attività che non rispetta e non guarda in faccia a nessuno, garantendo grandi profitti a persone senza scrupoli morali. La tratta è in continua evoluzione e trova sempre nuovi modi per svilupparsi, com’è accaduto durante la pandemia. Tuttavia non dobbiamo scoraggiarci. Con la forza dello Spirito di Gesù Cristo e la dedizione di tanti possiamo riuscire ad eliminarla”.

Riprendendo il tema assembleare (‘Camminare insieme per porre fine alla tratta: compassione in azione per la trasformazione’) ha invitato a non arrendersi: “Non è semplice, ma in questi 15 anni ci avete mostrato, ad ogni latitudine, che è possibile farlo. Talitha Kum è diventata una rete capillare e globale e, nel medesimo tempo, anche ben radicata nelle Chiese locali. Essa è diventata un punto di riferimento per le vittime, per le loro famiglie, per le persone a rischio e per le comunità più vulnerabili.

Inoltre, i vostri appelli costituiscono un forte richiamo alla responsabilità per Governi e istituzioni nazionali e locali. Vi incoraggio a proseguire su questa strada, portando avanti le azioni di prevenzione e cura e intessendo tante preziose relazioni, indispensabili per contrastare e sconfiggere la tratta”.

Mentre ai partecipanti al Congresso di chirurgia dell’associazione ‘Ex-alunni del Professor Ivo Pitanguy’ ha raccomandato di portare sempre un sorriso ai bambini malati: “In uno dei vostri progetti di cooperazione, cercate di portare il sorriso sul volto di tanti bambini malati e, aiutandoli, portate il sorriso anche alle loro famiglie e, in un certo senso, a tutta la società. Vi ringrazio per questo servizio discreto agli altri”.

E’ questa l’essenzialità della bellezza: “Ma come uomini, come medici e come cristiani, sappiamo che i nostri volti sono destinati a riflettere una bellezza che va al di là di quella percepibile con gli occhi del corpo. Una bellezza che non è soggetta alle tendenze programmate dal business della moda, della cultura, dell’apparenza, ma che è legata alla verità dell’uomo, al suo essere più intimo, che non possiamo sfigurare”.

Per questo la Bibbia parla della bellezza di Gesù: “E’ interessante che la Scrittura ci presenti Gesù come il ‘più bello degli uomini’ e come colui che a causa delle sofferenze è diventato così ‘sfigurato che il suo aspetto non era più quello di un uomo e il suo volto non era più quello di un essere umano’. Gesù ci mostra in questo paradosso la sua vera immagine e la nostra, che passa attraverso la via della croce, attraverso l’accettazione della nostra piccolezza, per arrivare a una gloria eterna, a una speranza che non delude e non svanisce”.

(Foto: Santa Sede)

Dormire lungo i Cammini (religiosi e non) grazie all’Intelligenza Naturale

Chiunque pianifichi di percorrere, per fede o per turismo, uno dei tanti Cammini che disegnano l’Italia in lungo e in largo, deve affrontare in primis il problema di dove alloggiare nelle varie tappe, ora che questi percorsi sono frequentati da un pubblico sempre più numeroso.

Non si può più partire alla sprovvista come un tempo, rischiando di non trovare un giaciglio dopo 20 o 25 chilometri di cammino. Altrettanto aleatorio può essere affidare le proprie speranze ad una telefonata dell’ultimo momento. La soluzione online viene oggi proposta dal nuovo portale dormireincammino.it, presentato alla Fiera di Milano in occasione di ‘Fa’ la cosa giusta’.

Realizzato in collaborazione tra le associazioni no-profit ‘Vita in cammino’ ed ‘Ospitalità Religiosa Italiana’, con il contributo professionale di SpiritualTour e il sostegno di FederCammini, il sito permette al camminatore di pianificare in anticipo tutte le tappe lungo un percorso, raggiungendo con un form i gestori delle ospitalità, per ricevere poi le conferme scritte delle prenotazioni. Quindi una partenza serena e certificata. E il tutto senza spese o commissioni.

L’iniziativa riguarda per ora 17 Cammini (in continua espansione) ed è uno strumento unico per sviluppare da un lato la cultura dell’accoglienza e dall’altro quella del turismo outdoor.

“Un passo importante in avanti, ha dichiarato Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana e consigliere di FederCammini, verso una digitalizzazione creata stavolta dall’Intelligenza Naturale, con l’intento di favorire il ritorno ad antiche vie, luoghi e territori per un salutare approccio al turismo lento”.                                                                                    

L’ospitalità religiosa apre ai bambini per la Giornata Mondiale indetta da papa Francesco

Papa Francesco ha chiamato a raccolta i bambini a Roma per il 25 e 26 maggio per la loro Prima Giornata Mondiale e ne ha affidato l’organizzazione al francescano P. Enzo Fortunato, impegnato in questi mesi nelle attività preparatorie.

La Priora suor Bernardinis: la Casa di Santa Rita è il nostro baluardo contro la solitudine dei malati

“La prima cura è la vicinanza, ci ricorda il Papa per la Giornata Mondiale del Malato. Facciamo nostro il suo messaggio concretizzandolo nella Casa di Santa Rita, baluardo contro la solitudine dei malati, quelli che all’Ospedale di Cascia, polo d’eccellenza nazionale per la riabilitazione, affrontano lunghe cure lontani dagli affetti. Dopo l’avvio dei lavori a settembre 2022 e nonostante alcuni rallentamenti burocratici, abbiamo compiuto il passo decisivo con l’installazione della scala d’ingresso, che ci permetterà presto di dare vita a una roccaforte dei legami umani dove accogliere le famiglie dei malati, perché solo nella condivisione la sofferenza si trasforma in cammino collettivo di speranza e guarigione”.

Così suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia e Presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia ets, trasmette la felicità provata nel visitare il cantiere della Casa di Santa Rita per la messa in opera della scala: l’operazione più complessa da realizzare, che ora garantirà la ristrutturazione interna e poi un ingresso separato agli ospiti, senza interferire con le attività sanitarie: 

“Il nostro progetto, sostenuto dalla generosità di molte persone – continua l’agostiniana – nasce come risposta a un bisogno condiviso dalle famiglie e dai malati, soprattutto quanti non hanno possibilità economiche per restare uniti durante le cure a Cascia, lontani da casa. Un bisogno colto quando dopo il sisma 2016 abbiamo ospitato l’ospedale in un edificio del monastero, riqualificato per l’uso.

Nell’ala nord di questa struttura da subito abbiamo sognato di creare un luogo dove i malati possano sempre contare sull’abbraccio di chi li supporta. Un luogo che continuerà a dare il suo contributo anche quando l’Ospedale di Cascia si trasferirà nel nuovo polo, in ricostruzione da maggio 2023. Il nostro sogno, oggi più vicino a realizzarsi, sorgerà nel cuore della terra di Santa Rita che, da stigmatizzata, è esempio di come essere forti non vuol dire affrontare la malattia da soli, ma portare la croce insieme. A tutti, Rita ricorda che forza significa compassione, per soffrire con chi soffre e soccorrere da ogni dolore”.

La ‘Casa di santa Rita’ è un progetto del Monastero, per la realizzazione del quale la Fondazione Santa Rita da Cascia ets ha accantonato 288mila euro, grazie all’aiuto di tanti donatori che, in particolare per la Festa di Santa Rita 2022, hanno sostenuto la missione. A dicembre 2023, sono stati erogati i primi € 141.000 a copertura delle spese per l’allestimento della scala. Il progetto prevede la ristrutturazione di un appartamento di 237 metri quadrati all’interno dell’attuale Ospedale di Cascia, ospitato dal sisma 2016 in una struttura del monastero, per accogliere le famiglie dei pazienti ricoverati, provenienti da tutt’Italia, che non possono permettersi di sostenere spese prolungate in albergo o affitto.

Le monache di Santa Rita hanno incaricato la Fondazione di raccogliere i fondi necessari alla creazione di un luogo dove famiglie e caregiver potessero restare accanto ai propri cari, affetti da malattie neurodegenerative o ricoverati a causa di traumi cranici, che richiedono tempo per la riabilitazione, anche tre mesi. Nella Casa di Santa Rita nasceranno 7 camere con bagno privato, una sala da pranzo comune con angolo cottura, una lavanderia e un ripostiglio. Una vera seconda casa, dove assistere con la forza dell’amore i malati, in totale serenità.

Domenica 11 febbraio la Basilica di Santa Rita dedica degli eventi speciali ai malati, accolti dalle 14:00. Seguono il Santo Rosario alle 14:30, la Santa Messa con unzione alle 15:00 e l’ingresso all’urna che custodisce il corpo della santa. La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube del Monastero https://www.youtube.com/user/monasterosantarita.

2023 da record per il turismo religioso in Italia: conventi e Monasteri ospitali tornano a riempirsi

L’anno appena conclusosi registra dati confortanti per migliaia di comunità religiose e no-profit che in Italia fanno dell’ospitalità una forma di accoglienza destinata a generare risorse per le più diversificate forme benefiche: caritatevoli o assistenziali, sociali o missionarie. A seconda della loro specificità, in queste strutture che contano complessivamente circa 200.000 posti letto, si può soggiornare per spiritualità, turismo, lavoro, studio e sanità.

Natale del Signore Gesù

Dall’invito degli Angeli ai Pastori: ‘Oggi è nato per voi il Salvatore’, è scaturito l’eco spontaneo di questi: ‘Andiamo  sino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere’. La nascita del bambino Gesù è  l‘avvenimento sublime che ha cambiato la storia. Il 25 dicembre, data convenzionale, tutta la Chiesa canta: ‘Oggi è nato per noi il Salvatore! E’ Cristo Signore’. Fuori può fare freddo o caldo, ma l’annuncio degli Angeli è un annuncio di gioia: ‘Non temete, pastori!’ 

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