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Card. Semeraro: il martirio della famiglia Ulma insegni l’accoglienza

Dopo la preghiera mariana del’Angelus di domenica 10 settembre papa Francesco ha rivolto il pensiero alla Polonia dove, a Markowa, sono stati beatificati i martiri Giuseppe e Vittoria Ulma con i loro 7 figli, bambini:

La mancanza di fede può rendere nullo il matrimonio tra battezzati? La questione dei battezzati non credenti

Sono sempre più frequenti, nelle nostre parrocchie, i matrimoni celebrati tra una persona battezzata nella Chiesa Cattolica e credente ed una persona che, pur essendo stata battezzata nella Chiesa cattolica, non si dichiara più credente o ha dubbi di fede, o vive la fede senza una assidua pratica sacramentale, che considerano facoltativa e liberamente disponibile.

Le Marche ‘giocano’ d’azzardo

Nell’ultima settimana di luglio il consiglio regionale delle Marche ha modificato la legge regionale 3 del 2017 relativa alla prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network: secondo le nuove disposizioni l’esercizio delle attività legate al gioco e la possibilità di installare nuovi apparecchi sono vietati se ubicati a meno di 200 metri dai luoghi sensibili nei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti ed inferiore a 300 metri nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.

Papa Francesco invita ad essere santi

“Dopo domani, 1° settembre, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del creato, inaugurando il ‘Tempo del creato’ che durerà fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. In quella data ho intenzione di pubblicare un’Esortazione, una seconda ‘Laudato sì’. Uniamoci ai nostri fratelli e sorelle cristiani nell’impegno di custodire il creato come dono sacro del Creatore. E’ necessario schierarsi al fianco delle vittime dell’ingiustizia ambientale e climatica, sforzandosi di porre fine alla insensata guerra alla nostra Casa comune. Esorto tutti a lavorare e pregare affinché essa abbondi nuovamente di vita”.

Al termine dell’udienza generale odierna papa Francesco ha annunciato che nella festa del santo di Assisi pubblicherà un’altra esortazione sul creato; e prima di questo annuncio ha raccontato la santità della prima donna nativa del Nord America, Kateri Tekakwitha, figlia di un capo Mohawk non battezzato e di madre cristiana Algonchina, attraversa i drammi del suo popolo a fine ‘600:

“Anche molti di noi siamo stati presentati al Signore per la prima volta in ambito familiare, soprattutto dalle nostre mamme e nonne. Così inizia l’evangelizzazione e anzi, non dimentichiamo questo, che la fede sempre è trasmessa in dialetto dalle mamme, dalle nonne”.

Il papa ha affermato che la fede si trasmette in famiglia: “La fede va trasmessa in dialetto e noi l’abbiamo ricevuta in questo dialetto dalle mamme e dalle nonne. L’evangelizzazione spesso inizia così: con gesti semplici, piccoli, come i genitori che aiutano i figli a imparare a parlare con Dio nella preghiera e che raccontano loro il suo amore grande e misericordioso. E le basi della fede per Kateri, e spesso anche per noi, sono state poste in questo modo. Lei l’aveva ricevuta dalla mamma in dialetto, il dialetto della fede”.

Le difficoltà  della vita le fecero amare Gesù: “Tutto ciò diede a Kateri un grande amore per la croce, segno definitivo dell’amore di Cristo, che si è donato fino alla fine per noi. La testimonianza del Vangelo, infatti, non riguarda solo ciò che è piacevole; dobbiamo anche saper portare con pazienza, con fiducia e speranza le nostre croci quotidiane. La pazienza, davanti alle difficoltà, alle croci: la pazienza è una grande virtù cristiana.

Chi non ha pazienza non è un buon cristiano. La pazienza di tollerare: tollerare le difficoltà e anche tollerare gli altri, che alle volte sono noiosi o ti mettono difficoltà … La vita di Kateri Tekakwitha ci mostra che ogni sfida può essere vinta se apriamo il cuore a Gesù, che ci concede la grazia di cui abbiamo bisogno: pazienza e cuore aperto a Gesù, questa è una ricetta per vivere bene”.

Fu accolta dai Gesuiti, che furono ‘impressionati’ dalla sua fede: “Queste sue pratiche spirituali impressionavano tutti alla Missione; riconobbero in Kateri una santità che attraeva perché nasceva dal suo profondo amore per Dio. E’ proprio della santità, attrarre. Dio ci chiama per attrazione, ci chiama con questa voglia di essere vicino a noi e lei ha sentito questa grazia dell’attrazione divina.

Allo stesso tempo, insegnava ai bambini della Missione a pregare e, attraverso il costante adempimento delle sue responsabilità, compresa la cura dei malati e degli anziani, offrì un esempio di servizio umile e amorevole a Dio e al prossimo. Sempre la fede si esprime nel servizio. La fede non è per truccare sé stessi, l’anima: no; è per servire”.

Quello del papa è un invito a seguire la santità:”Cari fratelli e sorelle, la vita di Kateri è un’ulteriore testimonianza del fatto che lo zelo apostolico implica sia un’unione con Gesù, alimentata dalla preghiera e dai Sacramenti, sia il desiderio di diffondere la bellezza del messaggio cristiano attraverso la fedeltà alla propria vocazione particolare… Non dimentichiamoci: ognuno di noi è chiamato alla santità, alla santità di tutti i giorni, alla santità della vita cristiana comune. Ognuno di noi ha questa chiamata: andiamo avanti su questa strada. Il Signore non ci mancherà”.

(Foto: Santa Sede)

Cresima/Confermazione per fedeli conviventi e sposati civilmente: prima o dopo il matrimonio religioso?

Ecco perché occorre un percorso di preparazione prima di ricevere questo Sacramento, che consiste in anni di catechismo e, nelle settimane precedenti alla cerimonia, anche in due giorni di ritiro spirituale. Battesimo, Eucarestia e Cresima sono in qualche modo considerati un unico Sacramento!

Il Cammino di Santiago di Compostela nel racconto di una famiglia

Il Cammino di Santiago di Compostela è una delle vie di peregrinazione più importanti della storia, tanto che la città è considerata la terza città santa per la cristianità dopo Gerusalemme (da cui tutto partì) e Roma. Divenne così importante nel Medioevo, con un massimo splendore tra i sec. XI°-XIII°, che il termine pellegrino (come cita Dante Alighieri nella ‘Vita Nova’) divenne sinonimo del viandante che si dirigeva a Santiago.

Cresima/Confermazione per fedeli conviventi e sposati civilmente: prima o dopo il matrimonio religioso?

Come studioso di Diritto e di Teologia e n.q. di operatore pastorale  (https://pastoralefamiliare.chiesadipalermo.it/wordpress6/il-buon-pastore/) ritengo utile, per recepire  la ‘ratio’, come già fatto in precedenza  per leggi, sentenze, ordinanze, decreti, pericopi evangeliche, encicliche, M.P. ecc.  effettuare un approfondimento in ordine alla nostra tematica.

Un Regolamento che non esisteva: uno strumento giuridico-pastorale al servizio delle fragilità matrimoniali

Il 18 febbraio scorso papa Francesco rivolgendosi ai partecipanti di un corso di formazione aperto ad operatori della giustizia e della pastorale familiare, organizzato dalla Rota Romana ha dichiarato: “A partire dai due motu proprio Mitis Iudex e Mitis et misericors Iesus è andata crescendo la consapevolezza circa l’interazione tra pastorale familiare e tribunali ecclesiastici, visti anch’essi nella loro specificità come organismi pastorali. Da una parte, un’integrale pastorale della famiglia non può ignorare le questioni giuridiche concernenti il matrimonio”.

Nel solco di queste parole di Papa Francesco si pone il Regolamento del Servizio diocesano per i fedeli separati dell’Arcidiocesi di Trani – Barletta – Bisceglie (https://www.arcidiocesitrani.it/accoglienza/) promulgato mediante un decreto arcivescovile da S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo. Il testo normativo è un unicum nel panorama nazionale italiano ed è il frutto di un servizio che ormai da 7 anni manifesta la sollecitudine pastorale dell’Arcivescovo e dell’intera Comunità cristiana, alla luce del più recente Magistero pontificio volto a favorire un clima di accoglienza nei confronti di ogni fedele, qualsiasi sia la sua condizione personale e, specificatamente, matrimoniale.

Per collegamento ipertestuale alla Voce Regolamento: https://www.arcidiocesitrani.it/accoglienza/wp-content/uploads/sites/18/2023/05/REGOLAMENTO-SDAFS-ARCIDIOCESI-DI-TRANI-BARLETTA-E-BISCEGLIE-1.pdf

Il 13 maggio 2023 S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo ha reso pubblico per l’Arcidiocesi di Trani Barletta Bisceglie un Regolamento per il Servizio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati. Si tratta di una piacevole quanto inaspettata novità nel panorama diocesano italiano.

Pensato come strumento successivo alla pubblicazione del Mitis Iudex Dominus Iesus, rappresenta uno strumento che dovrebbe essere divulgato e accolto nella varie Diocesi e potenziato proprio per venire incontro alle esigenze di accoglienza dei fedeli separati. Ma qual è il vero scopo che questo Regolamento intende soddisfare?

A mio parere, il Regolamento, che prende le mosse dalla esortazione di Papa Francesco di seguire con attenzione il cammino dei coniugi separati o divorziati, con particolare attenzione a coloro che hanno abbandonato la pratica religiosa e che mostrano la loro difficoltà, diventa utile strumento per assolvere tale funzione. La scelta, infatti, di formare degli operatori che, a seconda delle loro sensibilità e competenze, possano sostenere le famiglie in crisi, si può rivelare come un lungimirante investimento da parte della Chiesa locale.

Ed, infatti, si assiste con sempre maggiore frequenza al fallimento del progetto matrimoniale. Ma quello che maggiormente sorprende è che spesso, la crisi dell’unione avviene dopo un tempo relativamente breve dalla celebrazione delle nozze (è ormai un ricordo la crisi del settimo anno) e per motivi francamente banali e discutibili.

Ciò che gli operatori del settore giuridico, sia a livello civile che a livello ecclesiastico, notano sempre più frequentemente è l’incremento delle cause di natura psicologica alla base delle difficoltà matrimoniali. Disagi sempre più invasivi, che rendono fragili le giovani coppie.

Ricordo ancora come in un convegno del 2001 presso la Pontificia Università della Santa Croce, i relatori sostenevano come da lì a dieci anni, il capo di nullità che sarebbe prevalso a livello mondiale, sarebbe stato quello proprio indicato dal canone 1095 CIC. La profezia si rivelò tanto corretta quanto preoccupante, visto che le cause per immaturità psicologica sono diventate sempre più frequenti. 

E’ quindi lodevole che a livello Diocesano si cerchi di venire incontro alle esigenze di questi nostri fratelli in difficoltà, anche perché, pur ritenendo necessario rafforzare e, forse, ridisegnare i corsi di preparazione al matrimonio, nulla era previsto in modo organico per l’accompagnamento delle coppie in crisi, separate o divorziate.

E’, invece, evidente, come proprio questi fedeli abbiano bisogno di maggiore aiuto, sia per operare un corretto discernimento in vista di un eventuale processo di nullità matrimoniale, sia per aiutarli in un procedimento di mediazione volto a ripristinare quel dialogo che spesso le coppie interrompono, anche per meglio tutelare i figli nati dal loro rapporto e, infine, per sostenerli e supportarli qualora debbano proseguire in una strada di separazione manente vinculo.

Spesso ci accade di incontrare nel nostro cammino di operatori della giustizia, in qualità di avvocati, giudici, cancellieri e consulenti, persone fortemente turbate, ferite nel loro intimo che hanno bisogno non soltanto di perdonare l’altro ma, molto spesso, se stessi. Perché solo perdonando se stessi, si può poi affrontare il proprio vissuto e, di conseguenza, il proprio futuro.

Ben venga quindi, l’istituzione di figure come quelle indicate nel regolamento che possano, nei tre livelli indicati, venire in soccorso di questi sfortunati fedeli. Dopo un iniziale momento di filtro da parte dei parroci che meglio conoscono le persone e l’ambiente in cui esse vivono, sarà fondamentale fare intervenire figure che con una qualifica più appropriata che possano accogliere, comprendere, spiegare e, infine, consigliare i destinatari di questo importante impegno.

Centrali, quindi, saranno le figure di avvocati, adulti nella fede, possibilmente preparati in diritto civile, minorile ed ecclesiastico così come quelle di psicologi che possano prendere in carico la persona per capire la presenza di eventuali disagi e fragilità psichiche, che possano aver compromesso la vita coniugale.

Queste figure potranno poi essere anche un valido strumento di comunicazione tra le istituzione diocesane previste dal regolamento e gli operatori dei tribunali ecclesiastici. D’altra parte, fine ultime di questo servizio non può che essere quello del principio della salus animarum che informa tutto il diritto della Chiesa.

E concluderei con le parole del Santo Padre Francesco che nel discorso ai membri dell’associazione ‘Retrouvaille’ il 6 novembre 2021 ebbe a dire: “…non dobbiamo spaventarci della crisi. La crisi ci aiuta a crescere, e quello di cui dobbiamo avere cura è non cadere nel conflitto, perché quando tu cadi nel conflitto chiudi il cuore e non c’è soluzione del conflitto o difficilmente.

Invece la crisi ti fa ‘ballare’ un pò, ti fa sentire le cose brutte a volte, ma dalla crisi si può uscire, a patto che si esca migliori. Non si può uscire uguali: o usciamo migliori o peggiori. Questo è importante. E dalla crisi difficilmente si può uscire da soli, dobbiamo uscire sempre tutti in crisi. Questo mi piace. Non avere paura della crisi”.

E questo lo possiamo fare tutti insieme accompagnando i nostri fratelli su un sentiero di discernimento, senza pregiudizi, senza ipocrisie ma con il cuore aperto, tanto rispetto, pazienza e disponibilità perché come dice Francesco “accompagnare vuol dire perdere tempo” e il tempo che è stato perso per studiare e realizzare questo Regolamento è stato sicuramente un tempo prezioso e ben speso.

Riflessioni sull’Origine sacramentale del matrimonio e sulle cause giustificative del divorzio: Vangelo secondo Mt 19,9 Amoris Laetitia di Papa Francesco n. 241

Il perdono per l’ingiustizia subita non è facile, ma è un cammino che la grazia rende possibile (cfr. art. 131 della Cost. Apost. del 19/3/2022), di qui la necessità di una pastorale della riconciliazione e della mediazione attraverso anche centri di ascolto specializzati da s tabilire nelle diocesi’.[259] Queste situazioni ‘esigono un attento, preliminare discernimento ed un accompagnamento (specifico e solo per loro, come dice il Papa) di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promuovendo successivamente la loro partecipazione alla vita della comunità’ (principio basilare sottolineato anche da Padre Salonia).

Vacanza Carismatica Famiglie 2023: una ‘doppia’ proposta del RnS in Umbria e Basilicata

Si svolgono in Umbria, ad Assisi (PG), dal 30 luglio al 5 agosto, e in Basilicata, a San Severino Lucano (PZ), dal 3 al 6 agosto, le due settimane della Vacanza Carismatica Famiglie 2023 proposte quest’anno dal Rinnovamento nello Spirito Santo. Il tema scelto è ‘Famiglie, venite in disparte e ristoratevi nella mia gioia’ e, come affermano Etienne e Filippa Niemants, delegati nazionali per l’Ambito Famiglia, “questo rappresenta un tempo di riposo nella gioia della fraternità, con momenti di spiritualità, escursioni in mezzo alla natura e nei borghi storici, e tanto altro ancora.

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