Vita comunitaria
Laici agostiniani: il lavoro dei giovani
I Giovani Agostiniani hanno dato vita a una tavola rotonda sulle ragioni della loro scelta. Amicizia, interiorità, comunità, servizio alla Chiesa, ricerca di Dio sono i valori dei Giovani Agostiniani. Si è concluso così il III Congresso Internazionale dei Laici Agostiniani, un avvenimento che ha portato da subito molti frutti. Innanzitutto nella partecipazione: ben 28 nazioni dei cinque continenti sono state rappresentate dai circa 200 delegati giunti a rappresentare Fraternità Agostiniane Laicali, FAS, che hanno statuti approvati dall’Ordine e sono parte integrante dell’Ordine stesso, e gruppi di laici che, pur non avendo una struttura analoga a quella delle FAS, collaborano strettamente con le oltre 550 comunità agostiniane sparse nel mondo. Questa grande partecipazione ha permesso la reciproca conoscenza delle attività e delle sensibilità che i Laici Agostiniani hanno nel mondo.
Vacanze universitarie grazie alle cappellanie
L’estate è la bella stagione delle vacanze un po’ per tutti ma in particolare per gli studenti, non solo quelli delle scuole inferiori e superiori ma anche per i tantissimi universitari, che dopo la fatica degli esami cercano, quando si può di concedersi qualche giorno di riposo. E per aiutare questi giovani, diverse cappellanie universitarie della capitale hanno organizzato alcune iniziative per proporre un itinerario di vacanze diverse dal solito. “Come gruppo di Pastorale universitaria “San Filippo Neri”- spiega Antonio Cassanelli tra i collaboratori della rettoria– abbiamo cercato di organizzare un campo estivo che unisse l’amore per il Creato e quello per il Creatore. Per questo abbiamo scelto come meta Pescasseroli, nel cuore del parco nazionale d’ Abruzzo.”
La Chiesa in Mongolia fa vent’anni. E cresce nonostante le difficoltà
La cattedrale di San Pietro e Paolo, a Ulan Bator, Mongolia, ricorda una yurta, una abitazione mobile tipica di alcuni popoli nomadi dell’Asia. L’avrebbe dovuta consacrare Giovanni Paolo II, nel 2003, un anno dopo aver elevato la missio sui iuris della Mongolia a Prefettura Apostolica. Un sogno che il Papa polacco accarezzò a lungo, prima di gettare la spugna. Non solo per motivi di salute e di evidente affaticamento, ma anche con la volontà di non urtare la sensibilità politica dei russi, contrari ad una visita papale anche in Mongolia. In quella cattedrale che somiglia tanto ad una yurta, oggi mons. Savio Hon, segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, apre le celebrazioni per i venti anni della Chiesa in Mongolia, in una concelebrazione con e di mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo della diocesi coreana di Daejeon – cui appartengono alcune delle Congregazioni religiose che operano in Mongolia – e Wenceslao Selva Padilla, prefetto della Chiesa di Mongolia. Una Chiesa di piccole dimensioni, ma di grande vitalità. Nel 2008, ha avuto la sua prima vocazione, e due giovani mongoli sono ora in uno dei seminari più importanti della Corea del Sud, presso l’Università Cattolica di Daejeon. Da oggi, la Chiesa mongola ha una parrocchia in più – da quattro a cinque. Ed ha il merito di aver dato al Paese una struttura sociale di tutto rispetto.
Agostiniani: padre De Michieli è il nuovo priore della Provincia d’Italia

Padre Luciano De Michieli, per lungo tempo priore del convento di San Nicola di Tolentino, è il nuovo priore provinciale della Provincia agostiniana d’Italia, eletto durante il Capitolo della Provincia agostiniana, svoltosi nei giorni scorsi a Cascia sotto la presidenza di padre Robert F. Prevost, priore generale dell‘Ordine di Sant’Agostino. Durante il Capitolo si è tenuto il passaggio di consegne con la successione del sigillo della Provincia dal predecessore padre Gianfranco Casagrande nelle mani di padre Luciano De Michieli, che lascia così l’incarico di consigliere generale dell’Ordine di Sant’Agostino nella curia generalizia agostiniana.
La vita delle parrocchie è l’Eucarestia

Si è svolta ad Orvieto la 62a Settimana nazionale di aggiornamento pastorale, organizzata dal Centro di orientamento pastorale (COP), con la diffusione della tradizionale ‘lettera’: “Una parrocchia senza Messa non è una parrocchia povera solo perché non c’è un prete che celebra, ma è privata di quella comunione che Dio Padre sa offrire come irruzione nelle nostre logiche ristrette con la logica eucaristica che apre alla contemplazione e chiede testimonianza. La vita della vostra parrocchia è l’Eucaristia. La parrocchia si spegne e muore quando progetta senza contemplare l’agire di Dio; troverà sempre la sua vitalità quando si porrà in ginocchio per adagiare davanti all’Eucaristia la vita a tutto tondo. Di qui nasce la testimonianza capace di generare relazioni, quell’amare, servire, donare nella gratuità, senza presentare scontrini e ricevute di rimborsi spese, perché ci si è spesi per gli altri, il che è proprio lo stile eucaristico”.
Gli agostiniani e la nuova evangelizzazione: parla il Priore Generale Prevost
“Riteniamo che sia utile sottolineare i nostri carismi: nati secoli orsono, gli Ordini Mendicanti hanno oggi un valore molto importante che possiamo condividere e offrire alla Chiesa” spiega Padre Robert F. Prevost, Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino che ha partecipato con il Vicario Generale dell’Ordine Padre Michael Di Gregorio alla riunione dei Superiori Generali degli Ordini Mendicanti. Padre Prevost, con il Cardinale Prospero Grech dell’Ordine di Sant’Agostino, parteciperà alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. I Superiori Generali degli Ordini Mendicanti si sono riuniti per riflettere sul contributo che insieme possono offrire alla Chiesa per quanto riguarda la Nuova Evangelizzazione, argomento del Sinodo che avrà luogo dal 7 al 28 ottobre 2012 e che avrà come tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”. All’incontro ha partecipato S.E. l’Arcivescovo monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che ha tenuto una riflessione sul ruolo che i religiosi possono avere nell’ambito della Nuova Evangelizzazione e sulle sfide che possono affrontare.
Milano: resoconto di una giornata di festa

Anche Papa Benedetto XVI è ritornato a Roma, come molte famiglie nelle loro case, dopo questi giorni particolari, che hanno caratterizzato la settimana milanese di grande festa, come abbiamo visto nella celebrazione domenicale. I numeri della Prefettura confermano le presenze alla serata di sabato 2 giugno fra le 350/400.000, mentre alla celebrazione eucaristica della mattina di domenica 3 ha preso parte circa un milione di persone e mille pullman. Nel saluto di congedo ai membri della Fondazione Milano Famiglie 2012 ed alle autorità civili della città il Papa ha salutato i dipendenti, i collaboratori ed alcuni volontari che in questi mesi hanno messo a disposizione la loro professionalità: “Non so che cosa avete fatto nel dettaglio ma so che avete lavorato tanto con uno spirito di gratuità tipicamente cristiano”. Dopo aver impartito la benedizione papa Benedetto XVI è salito a bordo della papamobile diretto all’aeroporto di Linate. Lungo il percorso il papa è stato accompagnato dagli applausi dei fedeli. Arrivato a Linate il Pontefice è stato salutato dal corteo papale e dalle autorità presenti. Prima di salire sulla scaletta il papa ha salutato affettuosamente mons. Erminio de Scalzi, mons. Ennio Antonelli, e il card. Angelo Scola.
Family 2012: gli agostiniani per la famiglia
Padre Robert F. Prevost, Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, sottolinea l’importanza del VII Incontro Mondiale delle Famiglie in corso di svolgimento a Milano e che ha come tema “La famiglia: il lavoro e la festa” mettendo in luce il tema della famiglia come Chiesa domestica: “Grande è l’importanza della famiglia nella formazione dei cristiani e dei bambini che sono il futuro della società. Credo che il ruolo della famiglia debba essere sempre più riconosciuto, sostenuto, aiutato dalla Chiesa alla luce del messaggio del Vangelo. È importante che la Chiesa riconosca l’importanza della famiglia e che le stesse famiglie cerchino il modo di vivere quotidianamente il messaggio del Vangelo. Oggi più che mai questa esperienza d’amore che nasce fra uomo e donna che si sposano e che partecipano alla bellissima realtà della procreazione portando al mondo nuovi figli va sottolineata e sostenuta perché la famiglia a sua volta possa crescere veramente vivendo i valori del Vangelo”.
Milano: la festa è per la famiglia

Anche venerdì sono partito da Lecco con il treno di buon mattino per affrontare l’ultimo giorno al Mico di Milano del convegno teologico dell’incontro delle famiglie e nella metropolitana, oltre ai soliti gruppi di famiglie con tanto di bandiere degli Stati partecipanti, trovo anche qualche famiglia, con maglietta dell’incontro, ‘saccopelista’, tutta attrezzata per affrontare la veglia con papa Benedetto XVI di sabato. Ma i problemi ‘seri’ per i giornalisti iniziano all’ingresso del Mico che, oltre agli incontri gioiosi dei bambini, trovano uno sbarramento di persone in fila per entrare in fiera… E’ inutile chiedere permesso o mostrare il tesserino, perché i volontari dicono che occorre pazienza per ‘smaltire’ la fila. E così armati di santa pazienza ci adeguiamo e comprendiamo che nella giornata ci sarà una grande affluenza… E nell’incontro di sabato sera papa Benedetto XVI abbraccerà una famiglia del recente terremoto in Emilia. Intanto in giornata il card. Angelo Scola, che ha visitato i padiglioni della fiera della famiglia, ha ricevuto l’ulivo della pace proveniente da Nazareth, simbolo del dialogo tra ebrei e cristiani: “questo gesto ci indichi la strada di un compito che attende tutti noi, nel raggiungimento della pace e della fraternità in terre come il Medio Oriente martoriate e dove anche i cristiani subiscono persecuzioni”. Il consigliere per gli Affari turistici dell’Ambasciata di Israele, Tzvi Lotan, ha ribadito le parole del cardinale: “Lei, Eminenza è ora il custode di questo albero, custode per tutta la famiglia cristiana. Conosco il grande impegno del Cardinale per la promozione del dialogo e della pace in Medio Oriente e nel nostro Paese. E’ un onore aver potuto consegnare nelle sue mani l’Ulivo, emblema di futuro, riconciliazione e dialogo, ma anche di famiglia”.
Milano: la famiglia è un dono
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Finalmente, di buon mattino, sbarcati a Milano… ma l’atmosfera è un po’ diversa, perché all’uscita della fermata della metrò ‘Gattamelata’ trovo un gruppo con la bandiera dell’Angola; un po’ più in là un altro gruppo di famiglie messicane (che hanno consegnato simbolicamente le chiavi dell’incontro mondiale delle famiglie a quelle milanesi). Entro in fiera e trovo bambini alle prese con bans e canti, impegnati anche loro per il convegno delle famiglie; i coniugi Elena e Daniele Pisani, sul palco con i tre figli, hanno detto loro: “Il mondo ha bisogno di allegria e voi siete l’allegria del mondo. Raccontate a tutti quello che farete qui, portate quest’esperienza nelle vostre famiglie e nelle vostre città. Il nostro augurio è per una buona festa e di amicizia. Grazie di essere qui”. Mentre nell’auditorium una sfilata delle bandiere dei Paesi partecipanti accompagnati dal balletto, dava inizio al Convegno teologico, le famiglie hanno ricordato il dolore dei terremotati con le parole del card. Ennio Antonelli: “Siamo una grande assemblea, riunita in un clima di fraternità e di gioia, ma aleggia su di noi una nube di mestizia, per il disastroso terremoto che non molto lontano da qui ha colpito la popolazione dell’Emilia Romagna. Ai morti, ai feriti, alle famiglie che hanno perduto la casa e ai lavoratori che hanno perduto il lavoro va il nostro commosso pensiero, insieme alla nostra solidarietà, avvalorata dalla preghiera”; e l’iniziativa della Coldiretti a favore delle aree colpite dal terremoto, attraverso l’operazione ‘Il Grana della solidarietà’, in cui vengono venduti 3.000 pezzi di Grana Padano per aiutare le aziende agricole e i caseifici colpiti dal terremoto dei giorni scorsi, che ha causato danni per oltre 250 milioni di euro nel settore agroalimentare: un gesto concreto e silenzioso del dono contro chi ‘specula’ sul dolore dei terremotati.




























