È scomparso il Prof. Emmanuele Emanuele: una vita tra finanza, cultura e solidarietà. La filantropia non come atto di carità, ma dovere civico
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 17.04.2026 – Vik van Brantegem] – Ieri è scomparso a Roma all’età di 89, che avrebbe compiuto domani, il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele Messeri dei Marchesi di Villabianca, Barone di Culcasi, uomo poliedrico di altissimo profilo, di raffinata cultura e fine poeta, che negli incarichi di grande prestigio si è distinto per un’intensa attività accademica, professionale, istituzionale e sociale, lasciando un segno luminoso nel panorama culturale contemporaneo.
Balì Gran Croce di Giustizia e Gran Tesoriere della Real Deputazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, figurano la Gran Croce d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, la Gran Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dell’Ordine di San Gregorio Magno. Era Gentiluomo di Sua Santità ed è stato Ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta presso l’UNESCO.
Nato a Palermo il 18 aprile 1937, apparteneva alla nobile famiglia siciliana Emanuele; una famiglia titolare, tra gli altri, del Marchesato di Villabianca, titolo prestigioso, e della Baronia di Culcasi, antico feudo storicamente rilevante nell’area di Trapani.
È stato avvocato cassazionista, esperto in materia finanziaria, tributaria ed assicurativa, economista e docente universitario: professore di Scienza delle Finanze presso la Facoltà di Economia dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, di cui è stato Vice Presidente; professore ordinario presso la Universidad Francisco de Vitoria di Madrid; professore straordinario in Scienza delle Finanze e Politica economica presso l’Università Europea di Roma, di cui era anche Vice Rettore; membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Civitas Lateranensis; indicato come membro del “Board of Overseers of the Arts and Humanities Degree Program” per la Facoltà di Arti Liberali e Scienze dell’Università di Stato di San Pietroburgo.
Mostrando una grande capacità di comunicare, il Prof. Emanuele è stato editorialista, saggista e pubblicista, autore di numerose pubblicazioni scientifiche nei campi della finanza e del diritto: Stato e cittadino. La rivoluzione necessaria (1996), L’imposizione dei redditi di capitale delle persone fisiche residenti nei paesi dell’Unione Europea (1997), Il non profit strumento di sviluppo economico e sociale (2001), Il ruolo dell’impresa pubblica: un dibattito ancora aperto. Le vicende dell’impresa bancaria (2002), Una possibile soluzione al modello del Welfare. Un approccio quantitativo (2002), Evoluzione e vicende delle Fondazioni di origine bancaria (II edizione, 2006), Il terzo pilastro. Il non profit motore del nuovo welfare (2008).
È stato presidente e amministratore di importanti realtà imprenditoriali nazionali e internazionali.
Si è dedicato principalmente allo studio del mondo della finanza, intesa non come egoistica accumulazione di beni, bensì come disciplina ispirata dalla costante ricerca di quei principi etici che la destinano al compito di creare basi solide su cui costruire infrastrutture culturali e sociali, per raggiungere un sempre più diffuso stato di benessere per tutti. Ne è riprova il passaggio dalla mera ricerca scientifica al settore della solidarietà sociale, quale Presidente del Volontariato Italiano.
Nel libro Il non profit strumento di sviluppo economico e sociale, con la Prefazione del Dott. Antonio Fazio, Governatore della Banca d’Italia, il Prof. Emanuele ha affrontato l’evoluzione storica del principio etico della solidarietà sociale, sino al momento della sua codificazione, alla quale ha attivamente contribuito. In una conferenza sul tema del titolo di questo saggio, al Rotary Club di Palermo il 7 giugno 2001, ha sottolineato: «Il volontariato muove da motivazioni etiche. La sua maggiore efficacia nel soddisfacimento di alcuni bisogni, come quelli di assistenza alla persona, deriva dalla vicinanza e dalla conoscenza delle situazioni di difficoltà e dalla tradizionale piccola dimensione delle organizzazioni. L’elevata flessibilità, il carattere informale, l’autonomia di gestione costituiscono i punti di forza di questo tipo di interventi. Accanto alle sempre più pressanti esigenze di una società complessa si presentano ora nuove povertà. Sovvenire a esse è funzione pubblica; ma possono essere coinvolti in queste attività, in modo più sistematico di quanto oggi accada, il privato sociale, il volontariato. Non dobbiamo creare un assetto dirigistico del volontariato e delle altre forme di promozione sociale: sarebbe una patente contraddizione; rischieremmo di ingabbiare processi alla cui base deve esservi una spinta etica e solidaristica profonda».
Quale Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, ha promosso la concreta e meritoria attività di interventi economici in favore di enti sanitari, assistenziali, culturali e artistici. Tra questi: la realizzazione di una struttura, presso la Clinica Sacro Cuore, con la collaborazione del Circolo San Pietro, per i malati terminali, la prima nel Centro-Sud; il finanziamento in maniera decisiva di ALT – Associazione Lotta ai Tumori, con cui si è realizzata una rete di assistenza domiciliare su tutto il territorio del Centro Italia; l’ideazione del Villaggio Alzheimer alla Bufalotta, un modello di accoglienza parimenti gratuito e all’avanguardia per i pazienti affetti da questa patologia; la contribuzione alla creazione della più grande clinica per il trapianto degli occhi; la creazione delle premesse di una grande università privata, la Luiss, molto attenta al Mezzogiorno; la realizzazione del primo museo multimediale d’Italia, il “Museo del Corso”, per collegarsi in tempo reale con tutti i principali musei d’Europa, consentendo di vedere su un grande schermo le più importanti collezioni di questi musei, insieme all’organizzazione di mostre vere e proprie; ecc.
Nella conferenza citata, il Prof. Emanuele ha affermato che tali interventi sono «la testimonianza di ciò che noi studiosi del fenomeno economico del terzo settore riteniamo debba essere il compito delle realtà del non profit per venire incontro a uno Stato che arretra, soprattutto per carenza di mezzi, di fronte alle problematiche drammatiche del nostro tempo e a un mercato che, per quanto in ascesa, non ha ancora la sensibilità al problema sociale, perché la globalizzazione in qualche modo respinge questo concetto di anima che è, invece, molto presente in chi come me ci crede profondamente».
E ha aggiunto: «Oggi, se è impensabile che questo terzo settore si sostituisca completamente all’assistenza pubblica e possa in qualche modo risolvere i problemi del disavanzo dello Stato, è indubbio che si sta creando una nuova cultura, di cui noi non ci accorgiamo, “la cittadinanza attiva”, cioè un nuovo modo di stare nella vita pubblica e privata, un modo di agire senza aspettare tutto dall’alto, senza dover dipendere dai poteri costituiti. Quando c’è un’abitudine alla libertà, quando c’è un umano sentire, quando i cittadini hanno diritto a un’iniziativa concreta nello spazio pubblico e quando il potere pubblico non riesce a risolvere, ma comprende che è opportuno sostenere e fare affidamento sulla capacità autonoma degli uomini e delle donne di agire non solo nel proprio interesse, ma badando essi per primi alle ragioni generali, allora è giustificato affermare di appartenere a una società più avanzata, a un Paese capace di educare i suoi componenti al vivere comune».
Il suo impegno nel settore culturale ha lasciato un segno tangibile, con tra le iniziative più rilevanti la trasformazione di Palazzo Sciarra e Palazzo Cipolla in poli museali, destinati rispettivamente alla collezione permanente della Fondazione Roma e a importanti attività espositive, con l’idea che l’arte debba essere accessibile a tutti, senza distinzioni.
Figura centrale nel mondo della filantropia moderna, trasformandola in un investimento strategico nel capitale umano, il Prof. Emanuele ha sostenuto nel corso della sua vita progetti umanitari, ospedali e attività di ricerca, promuovendo al contempo la formazione delle giovani generazioni.
È stato Presidente della Fondazione Roma dal 1995 al 2018, assumendone successivamente la carica di Presidente Onorario fino al 2023. Parallelamente, ha guidato fino al 2023 la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, nata dalla sua incrollabile convinzione che dal Mare Nostrum abbia avuto origine tutto ciò che definisce la civiltà occidentale: la poesia, la letteratura, l’arte, le religioni monoteiste, l’istruzione, la filosofia e la democrazia.
Attraverso questa sua Fondazione ha sostenuto per anni il premio di arti visive dedicato ai giovani artisti, il Talent Prize di Inside Art – la media company internazionale specializzata nella gestione di attività editoriali e di comunicazione dedicate alla cultura e, in particolare, all’arte contemporanea – contribuendo in modo concreto alla crescita e alla valorizzazione delle nuove generazioni.
La Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e la Fundación Orden Constantiniana de San Jorge hanno collaborato a importanti progetti culturali, tra cui spicca la pubblicazione del libro Carlos de Borbón. La edad heroica del monarca ilustrado. Grazie al loro impegno congiunto, queste due istituzioni hanno raggiunto traguardi significativi nella conservazione e nella divulgazione del patrimonio storico e artistico legato alla Casa di Borbone e alla monarchia illuminata.
Membro d’onore della Federazione Italiana Scherma (FIS) e della Federazione Internazionale della Scherma (FIE), era animato da un amore autentico per la disciplina, che aveva praticato come atleta e alla quale ha dato un grandissimo contributo da dirigente. Da Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale ha supportato, con passione, visione e competenza, tantissimi importanti progetti, iniziative ed eventi schermistici. L’inclusione, la condivisione di valori e la pratica sportiva intesa come scuola di vita, fondamentale nel processo di crescita dei giovani, sono stati i punti fermi dell’impegno che ha dedicato alla disciplina.
Il Prof. Emanuele era cittadino onorario di Sutri, comune della provincia di Viterbo, e, in un messaggio di cordoglio, l’Assessore alla cultura di Sutri, Claudia Mercuri, ha espresso un dolore profondo, sottolineando che non si perde soltanto un uomo, ma una presenza, una guida, un punto fermo. Si perde un modo di essere al mondo. Il Prof. Emanuele è ricordato come una figura straordinaria: uomo di finanza, ma anche grande promotore di cultura, solidarietà e impegno sociale, e soprattutto come un uomo che ha scelto, ogni giorno, di restituire ciò che aveva ricevuto. Era sempre al fianco degli altri, soprattutto degli ultimi, con una naturalezza rara, senza bisogno di riconoscimenti. È stato un maestro, capace di insegnare il valore della cultura come strumento per migliorare la società e l’importanza di condividere il sapere. Ne evidenzia le qualità umane e professionali: generosità, intelligenza, eleganza e instancabile dedizione. L’Assessore Mercuri sottolinea anche il forte legame con Sutri, città che amava profondamente e alla quale ha contribuito con iniziative culturali, restauri, donazioni e progetti, tra cui il ritorno dell’Efebo, simbolo della città. Conclude con il ricordo affettuoso di una persona che ha lasciato un segno indelebile e che continuerà a vivere nelle sue opere e negli insegnamenti.
La scomparsa del Prof. Emanuele priva l’Italia non solo un protagonista della finanza e del diritto, ma l’ultimo vero mecenate rinascimentale del nostro tempo, non come atto di carità, ma del dovere civico. Ha incarnato una sintesi tra la concretezza del giurista-economista e la visione illuminata di un autentico umanista contemporaneo, capace di guardare alle sfide della modernità con la saggezza della storia.
L’Ordine Costantiniano lo ricorda con gratitudine, in particolare per il suo servizio nel prestigioso incarico di Gran Tesoriere, a cui si è dedicato con la stessa lungimiranza e integrità che hanno contraddistinto ogni suo ufficio. La sua appartenenza non era una questione di forma, ma la volontà di preservare l’identità etica, spirituale e solidale delle grandi tradizioni europee a difesa della dignità umana.
Le istituzioni, gli Ordini equestri e le comunità scientifica e culturale si stringono nel ricordo di un uomo che ha dedicato ogni energia alla crescita etica, civile e culturale del Paese.


























