Papa Francesco incoraggia a scoprire la bellezza della preghiera

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Giornata intensa quella di oggi per papa Francesco, che, ricevendo tre delegazioni, ha sviluppato un filo conduttore della preghiera mariana nella famiglia o nelle associazioni religiose, come ha detto ai membri della delegazione delle ‘Sentinelle della Santa Famiglia’, che è una rete impegnata nella recita del rosario:

“La vostra è una rete di preghiera mariana (pregare con la Madonna è bello) fondata dieci anni fa, che ha la vocazione di presentare alla nostra Santa Madre le intenzioni della Chiesa e del mondo. Apprezzo la semplicità e l’umiltà del vostro movimento, sorto spontaneamente nella preghiera comune delle prime tra voi.

L’impegno richiesto a colei che vuole diventare una ‘sentinella’ è semplice, potrebbe sembrare anche risibile: recitare ogni giorno una decina del Rosario. Molto semplice. E’ poco agli occhi degli uomini, ma è molto agli occhi di Dio, se è fatto con fedeltà nel tempo, con fede e con fervore e in spirito di comunione tra voi. Dio ama ciò che è piccolo e fa sì che porti frutto”.

E’ un’associazione composta da donne e madri: “Voi non solo pregate la Madonna chiedendole di intercedere, ma avete ancor più la disposizione a conformarvi a lei, alla sua maternità, a unirvi alla sua preghiera di intercessione di madre per tutti i figli della Chiesa e per il mondo. Così, qualunque sia il vostro stato di vita, con Maria siete tutte madri. La vostra preghiera e il vostro impegno di ‘sentinelle’ sono orientati secondo il modello di Maria, con alcune caratteristiche”.

E’ un invito a ‘meditare’ la realtà nella preghiera: “Voi portate certamente nella vostra preghiera avvenimenti che possono essere dolorosi, a titolo personale oppure affidativi da altri. Portate pure le intenzioni del mondo attraversato da tanti conflitti, tante violenze e tanta indifferenza; e anche quelle di molte persone sofferenti, abbandonate, rifiutate o in grande difficoltà.

Tutto ciò potrebbe suscitare incomprensione, scoraggiamento. Ma Maria, vedendo Gesù bambino patire la povertà, non si scoraggia, non si lamenta. Rimane in silenzio; custodisce nel suo cuore e medita… Vi auguro di poter aiutare le persone a scoprire il senso di ciò che vivono, e a conservare sempre la speranza e la fiducia nel futuro”.

Infine ha invitato a portare a tutti la ‘tenerezza’ della Madonna: “Com’è duro a volte oggi il mondo, implacabile, sordo e indifferente alle sofferenze e ai bisogni del prossimo. Maria è stata tenerezza per Gesù; e lo è per la Chiesa e per il mondo. Questa è certamente anche la vocazione di una “sentinella”: incarnare in qualche modo la tenerezza di Maria per la Chiesa e per il mondo”.

Anche ai membri del Sodalizio ‘Facchini di Santa Rosa’ da Viterbo, che da secoli trasportano la macchina della patrona di Viterbo, santa Rosa, la quale è stata inclusa nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità nell’ambito della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, ha sottolineato l’esperienza mistica della santa:

“Giovanissima, fece una scelta di povertà assoluta e di dedizione alla carità, e fu una vera trascinatrice, coinvolgendo con il suo amore per Gesù molti altri, al punto da diventare una presenza scomoda per le autorità, che la esiliarono assieme alla sua famiglia. Una ‘santa agitata’, potremmo dire, ma dallo Spirito Santo, così che la sua esperienza interiore non poté restare nascosta, ma si propagò come la luce di una lampada che illumina tutta la casa.

Abbiamo bisogno di santi così, anche oggi: persone che non stanno in pantofole sul divano ma che, ardenti del desiderio incontenibile di vivere e annunciare il Vangelo, con passione diventano contagiose nella santità”.

Quindi è necessario trasmettere il Vangelo con i mezzi a nostra disposizione: ““Ricordatevi, però, che ciò che fate è molto più importante di questo, perché voi, mostrando a tutti col ‘Trasporto’ quanto è grande l’esempio di santa Rosa, attraverso di lei fate conoscere il Vangelo di Gesù. Ecco la cosa più importante: far conoscere il Vangelo attraverso santa Rosa”.

Mentre ai membri dell’Istituto Secolare Sacerdoti Missionari della Regalità di Cristo, fondato da padre Agostino Gemelli nel 1953, ha ricordato il significato della ‘secolarità’: “In effetti, secolarità non è sinonimo di laicità. La secolarità è una dimensione della Chiesa, chiamata a servire e testimoniare il Regno di Dio in questo mondo.

E la consacrazione viene a radicalizzare questa dimensione, che chiaramente non è l’unica, ma è complementare a quella escatologica. La Chiesa, ogni battezzato, è nel mondo, è per il mondo, ma non è del mondo”.

Tale secolarità avviene secondo il modello della ‘regalità’ di Cristo: “E lo fa secondo il modello della regalità di Cristo, che consiste nel servire, nel donarsi con generosità, nel pagare di persona, nella solidarietà con i poveri e gli esclusi. Regalità e minorità: in Cristo sono una cosa sola, e San Francesco lo testimonia”.

Una preghiera di tale Istituto Secolare al Sacro Cuore di Gesù li chiama ‘Apostoli di simpatia e di verità’: “Bella espressione, che voi ripetete ogni giorno per confermare il vostro voto di apostolato, convinti che, uniti a Cristo nello Spirito Santo, si è apostoli anzitutto con la propria umanità, con quelle virtù umane che il Concilio Vaticano II descrive: la sincerità, il rispetto della giustizia, la fedeltà alla parola data, la gentilezza, la discrezione, la fermezza d’animo, la ponderazione, la rettitudine”.

(Foto: Santa Sede)

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