Papa Francesco ai giovani: mettetevi in gioco

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“Le siamo grati per la Sua visita in Ungheria e soprattutto per la speciale attenzione dedicata ai giovani. In qualità di vescovo responsabile della pastorale giovanile, Le do il benvenuto a nome degli oltre 10.000 giovani presenti, degli oltre 45.000 giovani che studiano nelle scuole superiori della Chiesa, dei 17.000 studenti delle nostre università cattoliche, delle cappellanie universitarie, dei movimenti di pastorale giovanile e dei giovani attivi nelle parrocchie, nonché dei partecipanti ungheresi provenienti dalle diocesi dei Paesi vicini”: con queste parole mons. Ferenc Palànki, responsabile della pastorale giovanile magiara, ha salutato papa Francesco, che ha incontrato i giovani arrivati alla ‘Laszlo Papp Arena’, arrivati in migliaia con la voglia di incontrare il Papa.

Ha sottolineato inoltre che i giovani ungheresi conoscono la Chiesa, come è dimostrato da un sondaggio: “E’ incoraggiante sapere, da un’indagine nazionale condotta in occasione del Sinodo dei Giovani, che la stragrande maggioranza dei giovani cattolici praticanti conosce qualcuno nella Chiesa a cui potersi rivolgere con fiducia con questioni personali e domande riguardanti la propria vita.

Il sondaggio mostra anche che i giovani sono disponibili a sostenere i poveri e gli svantaggiati, sono disposti a partecipare alle iniziative caritative se incoraggiati a farlo, e che questa generazione è molto più sensibile alla salvaguardia del creato”.

E, dopo aver ascoltato domande e testimonianze dei giovani, papa Francesco ha detto che è necessario ascoltare le domande: “E’ vero, ed è importante che ci sia qualcuno che provochi e ascolti le vostre domande, e che non vi dia risposte facili e preconfezionate, ma vi aiuti a sfidare senza paura l’avventura della vita in cerca di risposte grandi.

Così, infatti, faceva Gesù. Bertalan, hai detto che Gesù non è un personaggio di un libro di fiabe o il supereroe di un fumetto, ed è vero: Cristo è Dio in carne e ossa, il Dio vivo che si fa vicino; è l’Amico, il migliore degli amici, è il Fratello, il migliore dei fratelli, ed è molto bravo nel porre domande. Nel Vangelo, infatti, Lui, che è il Maestro, prima di dare risposte, fa domande. Penso a quando si trova davanti quella donna adultera contro cui tutti puntavano il dito. Gesù interviene, quelli che la accusavano se ne vanno e Lui rimane solo con lei”.

Dio non punisce, ma perdona, come è successo a Maria Maddalena: “Dio perdona sempre, è pronto a rialzarci ad ogni nostra caduta! Con Lui perciò non dobbiamo mai avere paura di camminare e andare avanti nella vita. Pensiamo anche a Maria Maddalena, che al mattino di Pasqua fu la prima a vedere Gesù risorto… E così, toccata sul vivo, Maria di Magdala apre il cuore, gli racconta le sue angosce, rivela i suoi desideri e il suo amore”.

Ugualmente ai discepoli: “E guardiamo al primo incontro di Gesù con quelli che diventeranno i suoi discepoli. Due di loro, indirizzati da Giovanni Battista, gli vanno dietro. Il Signore si volta e fa un’unica domanda: ‘Che cosa cercate?’.

Loro gli chiedono dove abita, e Gesù non dà l’indirizzo ma apre loro un cammino, dice: ‘Venite e vedrete’. Non fa prediche, ma fa la strada insieme a loro: non vuole che i suoi discepoli siano scolari che ripetono una lezione, ma giovani liberi e in cammino, compagni di strada di un Dio che ascolta i loro bisogni ed è attento ai loro sogni”.

Gesù non abbatte i sogni dei giovani, ma li corregge: “Gesù non abbatte i loro sogni, ma li corregge sul modo di realizzarli; accetta il loro desiderio di arrivare in alto, ma insiste su una cosa, da ricordare bene: non si diventa grandi scavalcando gli altri, ma abbassandosi verso gli altri; non a discapito degli altri, ma servendo gli altri.

Vedete, amici, Gesù è felice che raggiungiamo grandi traguardi. Non ci vuole pigri e poltroni, non ci vuole zitti e timidi, ci vuole vivi, attivi, protagonisti. E non svaluta mai le nostre aspettative ma, al contrario, alza l’asticella dei nostri desideri. Gesù sarebbe d’accordo con un vostro proverbio, che spero di pronunciare bene: ‘Aki mer az nyer’ (Chi osa vince)”.

Ed ha chiesto di andare ‘controcorrente’, trovando un momento per la preghiera: “Vorrei dirvi: in questo non abbiate paura di andare controcorrente, di trovare un tempo di silenzio ogni giorno per fermarvi e pregare. Oggi tutto vi dice che bisogna essere veloci, efficienti, praticamente perfetti, come delle macchine!

Ma poi ci accorgiamo che spesso finiamo la benzina e non sappiamo cosa fare. Fa tanto bene sapersi fermare per fare il pieno, per ricaricare le batterie. Ma attenzione: non per immergersi nelle proprie malinconie o rimuginare sulle proprie tristezze, non per pensare a chi mi ha fatto questo o quello, facendo teorie su come si comportano gli altri; questo non fa bene!”

E così nel racconto evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci Gesù chiede la fiducia di un giovane: “Però il Vangelo non racconta un particolare, che lascia alla nostra immaginazione: come avranno fatto i discepoli a convincere quel giovane a dare tutto ciò che aveva?

Forse gli avranno chiesto di mettere a disposizione il suo pranzo e lui si sarà guardato attorno, vedendo migliaia di persone…

Allora, magari, gli avranno detto che era Gesù stesso a chiederne. E Lui fa una cosa straordinaria: si fida, dà tutto, non tiene nulla per sé. Era venuto per ricevere da Gesù e si trova a dare a Gesù. Ma così avviene il miracolo”.

Però senza condivisione il miracolo non sarebbe avvenuto: “Nasce dalla condivisione: la moltiplicazione operata da Gesù comincia dalla condivisione di quel giovane con Lui e per gli altri. Il poco di quel ragazzo nelle mani di Gesù diventa molto. Ecco dove porta la fede: alla libertà di dare, all’entusiasmo del dono, al vincere le paure, a mettersi in gioco!”

Da qui l’invito del papa ai giovani di mettersi in gioco: “Amici, ciascuno di voi è prezioso per Gesù, e anche per me! Ricordati che nessuno può prendere il tuo posto nella storia della Chiesa e del mondo: nessuno può fare quello che solo tu puoi fare. Aiutiamoci allora a credere che siamo amati e preziosi, che siamo fatti per cose grandi. Preghiamo per questo e incoraggiamoci in questo!”

(Foto: Santa Sede)

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