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Da Assisi una chiamata alla responsabilità per la cura del creato

9 Ottobre 2025   Le opinioni

di Simone Baroncia

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Sabato 20 settembre in una tavola rotonda tenutasi ad Assisi in occasione dell’evento culturale Cortile di Francesco, è stata lanciata la ‘Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica: Dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare’, un appello  firmato da 40 organizzazioni cattoliche, promosso dal Movimento ‘Laudato Sì’, insieme al Sacro Convento di San Francesco, alle famiglie francescane ed alle diocesi di Assisi e di Gubbio nel 10° anniversario dell’enciclica ‘Laudato Sì’: .

 “Oggi, più che mai, siamo chiamati a passare dal dire al fare, dai dibattiti ai dialoghi, dalle dichiarazioni alle scelte quotidiane. Servono gesti concreti, comunità vive per la costruzione di un futuro giusto. Ci sarà vera transizione solo con la partecipazione” è l’appello al cuore del documento.

Nel saluto di benvenuto fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, ha invitato a ‘gustare’ la natura: “Nell’800^ del Cantico delle Creature siamo chiamati a gustare la bellezza della natura e a sentirci parte di essa. Il dialogo nasce per esplorare soluzioni creative e innovative, facendo scelte miti e coraggiose. In un mondo di conflitti, essere forti nella gentilezza e capaci di ascolto è uno stile profetico che costruisce ponti e abbatte muri”.

Il termine ‘dialogo’ è stato sottolineato anche da Cecilia Dall’Oglio, responsabile Italia e Global Movement Advisor del Movimento Laudato Sì, che ha ripreso le parole di papa Leone XIV alla sua prima benedizione Urbi et Orbi: “Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace. Grazie a Papa Francesco!

Sono grata a tutti i presenti al lancio di questa Chiamata, alle realtà della Conferenza episcopale italiana, alle migliaia di Animatori Laudato Si’ e ai Circoli attivi sul tutto il territorio nazionale. Una Chiamata frutto della volontà condivisa di dare slancio all’impegno per la transizione ecologica fuori dai combustibili fossili e verso un sistema energetico rinnovabile e decentralizzato. Dieci anni fa su questi temi non eravamo così attivi e partecipi, ora ci siamo! Laudato Sì”.

La proposta è stata ripresa dal presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, ribadendo l’impegno e la collaborazione: “Per l’Azione cattolica l’impegno e la collaborazione insieme a tante altre realtà ecclesiali e civili all’interno del Movimento Laudato Sì è una scelta assembleare e prioritaria che ci esorta ad una conversione ecologia coraggiosa e ad una nuova responsabilità sociale.

Particolarmente in questo tempo dove l’impegno per la cura del Creato si declina come impegno a costruire una pace giusta e a rigenerare la vita e le istituzioni democratiche. Ce lo chiedono i giovani e il loro desiderio di un futuro migliore, il nostro impegno diventa la forma concreta di quella Speranza che non delude mai e che il Giubileo ci sta aiutando a focalizzare e contemplare in questo passaggio drammatico e violento della storia dell’umanità”.

Anche il presidente delle Acli, Emiliano Manfredonia, ha sottolineto l’invito alla giustizia sociale: “Laudato Sì’ lega indissolubilmente la custodia del creato al grido dei poveri e della Terra. Non è solo ecologia, ma giustizia sociale e fraternità globale. Le guerre nascono dall’accaparramento delle risorse e dalle diseguaglianze. Solo insieme, con un pensiero diverso, saremo capaci di costruire amicizia sociale e pace”.

Parole ripetute da Francesco Scoppola e Roberta Vincini, presidenti dell’Agesci: “La nostra Terra è casa, dono e relazione. In un tempo in cui il grido del Creato si fa sempre più forte, sentiamo il dovere di rispondere con speranza –La firma della Chiamata alla responsabilità è un gesto concreto: come guide e scout siamo da sempre parte attiva di quel cambiamento che mette al centro cura, giustizia e pace”.

Dunque, subito una risposta forte da parte del mondo associativo cattolico ma anche da parte di tante altre associazioni che hanno aderito con convinzione ad una chiamata che rilancia in maniera chiara quanto sia fondamentale per il processo di pace iniziare proprio dalla cura della Casa comune:

“Ci sarà pace con la Terra, se impariamo a camminare in pace tra noi. Siamo dentro un tempo favorevole, un kairòs. Rispondiamo insieme a questa chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica, con mitezza e determinazione, creatività e perseveranza, ispirati da san Francesco, patrono d’Italia, e dal suo Cantico delle Creature”.

Tali interventi hanno avuto un filo conduttore nel ragionamento della sociologa Marianella Sclavi: “Questa tavola rotonda e la Chiamata alla responsabilità portano l’attenzione sul ‘dialogo’, un modo di comunicare completamente diverso dal ‘dibattito’. Nel dialogo c’è spazio per l’ascolto attivo e per la soluzione creativa dei conflitti. Per passare dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare, servono facilitatori capaci di ascolto, intelligenza plurale e umorismo”.

Per questo il prof. Marco Marchetti, docente di Pianificazione ecologica del territorio all’Università La Sapienza di Roma, ha invitato ad una responsabilità ‘collettiva’: “Il sistema energetico evolve troppo lentamente, mentre le emissioni continuano a salire.. E’ urgente una responsabilità collettiva per la transizione ecologica, una conversione integrale che, come dice la ‘chiamata’ metta in relazione ambiente, economia, società, politica e spiritualità. E’ necessario sostenere i tanti nuclei coraggiosi e tenaci che oggi possono avere un ruolo simile a quello dei monaci nell’Alto Medioevo”.

All’Appello ha risposto anche il mondo della scienza, come il climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana: “Benché i rischi del cambiamento climatico siano noti da decenni, assistiamo a un’ondata di negazione della realtà. Comunicare la crisi climatica significa spiegare la gravità degli scenari ma anche fornire soluzioni concrete per i comportamenti individuali e collettivi. La tecnologia da sola, anche se guidata dall’etica, non sarà sufficiente a garantire una pace duratura con la natura”.

Nel documento si fa appello alla transizione ecologica, che ‘si realizza con processi comunitari, con esercizio di cittadinanza, camminando insieme nel dialogo e nella responsabilità’, con l’attuazione di processi come le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (CERS), “non solo come progetto tecnico, ma come comunità solidali, capaci di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e di costruire relazioni più forti, una nuova cultura della cura integrale”.

Un altro aspetto fondamentale della ‘chiamata’ è la convinzione che “La dimensione dalla quale è possibile partire per muovere gli animi di ogni donna e uomo di buona volontà è quella della spiritualità ecologica, il cuore della conversione”.

Il documento termina con queste parole: “Coltiviamo semi di speranza, nella certezza che ogni scelta conta, che ogni gesto di cura è un frammento di un mondo nuovo che nasce qui e ora. Il cambiamento comincia da noi. E non finisce con noi. Il cambiamento comincia nel mio cortile…

Oggi, più che mai, siamo chiamati a passare dal dire al fare, dai dibattiti ai dialoghi, dalle dichiarazioni alle scelte quotidiane. Servono gesti concreti, comunità vive per la costruzione di un futuro giusto. Ci sarà vera transizione solo con la partecipazione. Ci sarà pace con la Terra, se impariamo a camminare in pace tra noi. Siamo dentro un tempo favorevole, un kairòs. Rispondiamo insieme a questa chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica, con mitezza e determinazione, creatività e perseveranza, ispirati da san Francesco, patrono d’Italia, e dal suo Cantico delle Creature”.

Coraggio, Creato, cura, dialogo, Giustizia, Impegno, Partecipazione, responsabilità

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