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Movimento Cristiano Lavoratori: ‘La priorità è un lavoro dignitoso’

La Festa del Lavoro venne istituita nel 1889 dal movimento socialista in ricordo di un comizio sindacale tenuto all’Haymarket Square di Chicago il 1 maggio 1886 funestato dallo scoppio di una bomba che costò la vita ad una decina di presenti e che portò all’impiccagione di quattro dirigenti sindacali. Papa Pio XII, istituendo nel 1955 questa festa in onore di san Giuseppe lavoratore, ha offerto al lavoratore cristiano e a tutti i lavoratori un modello e un protettore; Cristo stesso ha voluto essere lavoratore, trascorrendo gran parte della vita nella bottega di Giuseppe, il santo dalle mani callose, il carpentiere di Nazaret.

E’ stato l’assistente ecclesiastico del MCL (Movimento Cristiano Lavoratori), don Francesco Poli, a ricordare il significato di questa festa dei lavoratori: “E’ urgente ridare priorità alla dignità del lavoro umano (personale e necessario), godendo anche con gioia della santificazione del riposo festivo, se possibile, oggi così sistematicamente oltraggiato; ridare priorità alla famiglia e alla sua fecondità, così come concepita da madre natura, perché non aiutando la famiglia non si aiuta affatto il lavoro umano…

A parole, il lavoro viene difeso ma, nei fatti, viene ridotto o quasi completamente eliminato dalla robotica, dai nuovi totalitarismi, dalla concentrazione dei grandi capitali nelle mani di pochi, con l’aumento esponenziale delle povertà”.

Mentre nel discorso di insediamento il nuovo presidente generale del Movimento Cristiano dei Lavoratori, Alfonso Luzzi, componente del CNEL e membro del cda di EZA (European Centre for Workers’ Question), ha messo al centro dell’attenzione alcune parole chiave quali trasparenza, merito, lavoro ‘povero’, territorio ed attenzione ai giovani ed alle donne.

Perché la priorità è il lavoro ‘povero’?

“Quando ho affermato che ‘la priorità è il lavoro povero’ nel mio intervento al Consiglio Generale del Movimento Cristiano dei Lavoratori (MCL), non ho fatto altro che prendere atto della situazione drammatica italiana, in cui oltre 3.000.000 di lavoratori guadagnano meno di € 1.000 al mese. E’ un fenomeno che riguarda tutte le economie, anche quelle avanzate, ma colpisce in maniera particolare il nostro Paese. Assistiamo al paradosso che aumenta l’occupazione, ma aumentano anche gli ‘in-work poor’ (poveri nel lavoro).

La Dottrina Sociale della Chiesa al n^ 302 ci insegna che il semplice accordo tra lavoratore e datore di lavoro circa l’entità della remunerazione non basta per qualificare giusta la remunerazione concordata, perché essa ‘non deve essere inferiore al sostentamento’ del lavoratore: la giustizia naturale è anteriore e superiore alla libertà del contratto”.

Si può morire per lavoro?

“Per un cristiano la difesa della vita è il primo dei valori non negoziabili. Morire per lavoro è quindi inammissibile. Sono 1.467 le persone che nel 2023 hanno perso la vita sul posto di lavoro in Italia e nel 2024 sono ancora in aumento. Ai morti per infortuni occorre poi aggiungere i decessi per malattie correlate al lavoro (malattie cardiovascolari, neoplasie maligne e respiratorie). Le morti per lavoro sono oramai una vera e propria strage, strage infinita e per di più silenziosa”.

Come garantire sicurezza nel lavoro?

“La sicurezza sul posto di lavoro è un problema che investe le istituzioni, i datori di lavoro ed i lavoratori. Fondamentali sono sia la formazione che la prevenzione. Formazione a partire dal lavoratore che deve conoscere i rischi a cui va incontro e deve essere conscio dei suoi diritti una prevenzione sempre più accurata. Non dimentichiamo che, comunque, è anche un problema di risorse economiche. Le imprese debbono sapere però che, oltre un obbligo di legge, investire in sicurezza conviene è anche un investimento sulla ‘salute dell’azienda’”.

‘Il lavoro per la partecipazione e la democrazia’ è il messaggio dei vescovi per il 1^ maggio: come si può realizzare?

“Il lavoro è strettamente connesso alla partecipazione ed alla democrazia. Papa Francesco nella lettera enciclica ‘Fratelli Tutti’ ci insegna che: ‘Il lavoro è una dimensione irrinunciabile nella vita sociale…. E’ un mezzo per sentirsi corresponsabili nel miglioramento del mondo e, in definitiva, per vivere come popolo’. (162). Ed in un discorso ha affermato: ‘Non c’è democrazia con la fame’. Questa visione, come sottolineato spesso dal santo Padre è in perfetta sintonia con la Costituzione italiana, laddove, nell’articolo 1 afferma che ‘L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo…’”.

Perché la Chiesa stimola i lavoratori alla partecipazione democratica?

“La parola chiave per ‘realizzare’ il messaggio dei vescovi per il Primo maggio è la partecipazione. ‘E’ necessario che tutti, ciascuno secondo il posto che occupa e il ruolo che ricopre, partecipino a promuovere il bene comune’ (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1913). Inoltre papa Francesco sempre nella lettera enciclica ‘Fratelli Tutti’: ‘Ognuno è pienamente persona quando appartiene a un popolo. Popolo e persona sono termini correlativi…La buona politica cerca vie di costruzione di comunità’. Costruire comunità avviene solo favorendo la partecipazione. (FT 182)”.

Per il MCL quali sono i punti fondamentali per tutelare un lavoro dignitoso?

“Anche qui ci soccorre il magistero della Chiesa che nel compendio della Dottrina Sociale della Chiesa al punto 301 elenca ‘i diritti dei lavoratori si basano sulla natura della persona umana e sulla sua trascende dignità’. Tra i tanti elencati mi preme però sottolinearne uno: ‘il diritto che venga salvaguardata la propria personalità sul luogo di lavoro’. Questo, forse, in una società come la nostra è il diritto più difficile da difendere”.

(Tratto da Aci Stampa)

24^ Concorso internazionale ‘Lettera d’Amore’ 2024

L’Associazione Culturale ‘AbruzziAMOci’ ODV bandisce, organizza e promuove, con il patrocinio del Museo della Lettera d’Amore e del Comune di Torrevecchia Teatina e della Regione Abruzzo, la 24^ edizione del Concorso Internazionale Lettera d’Amore©, ® TM dedicata alla memoria del prof. Vito Moretti. La cerimonia di premiazione si terrà a Torrevecchia Teatina (Chieti) giovedì 8 agosto 2024 alle 20.30.

REGOLAMENTO

Art. 1 Si partecipa stilando in qualsiasi lingua (se straniera o in dialetto, si deve accludere la traduzione in lingua italiana) un solo testo in prosa, non in poesia, inedito, configurato come lettera d’amore, della lunghezza massima di 3 cartelle (1800-1850 caratteri per cartella spazi esclusi) in 5 copie ben leggibili con cognome e nome del partecipante in alto a destra sulla prima pagina.

Vanno aggiunte le dichiarazioni e le notizie richieste all’art. 2 in un solo foglio a parte. L’invio va fatto preferibilmente con posta ordinaria o prioritaria, ma non raccomandata. Contestualmente si dovrà inviare il testo della lettera (una copia) anche per posta elettronica in un’unica e mail allegando il file formato word che riporti la lettera d’amore – da spedire all’indirizzo di posta elettronica: maxpamio@yahoo.it, nominando il file con il cognome e il nome del candidato e non denominandolo ‘Lettera d’amore’.

Art. 2 Non è dovuta alcuna tassa di iscrizione o partecipazione. Ai testi bisogna accludere: un foglio (si veda il fac-simile allegato) contenente: a) le generalità del partecipante (nome, cognome, indirizzo, età, numero di telefono, curriculum, e-mail), b) dichiarazione di autenticità del testo, c) autorizzazione alla pubblicazione gratuita della lettera e all’archiviazione digitale nel Museo della Lettera d’Amore, che ne acquisisce i diritti di pubblicazione; d) dichiarazione di adesione a tutte le norme del concorso. Possono partecipare anche i minori, studenti delle scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto delle norme del bando. Per i minorenni l’autorizzazione a partecipare dovrà essere firmata da un genitore o da chi esercita la patria potestà.

Art. 3 Il termine ultimo per l’invio dell’elaborato, da effettuarsi al seguente indirizzo: Concorso Lettera d’amore c/o Associazione Culturale AbruzziAMOci, Via Ovidio n. 25, 66100 Chieti, è fissato al 30 maggio 2024 (farà fede il timbro postale di partenza). La giuria, il cui verdetto è insindacabile, è composta da: Arnaldo Colasanti (Presidente), Tonita Di Nisio, Massimo Pamio, Lucilla Sergiacomo, Giuseppina Verdoliva (segretaria con diritto di voto).

Art. 4 Saranno assegnati i seguenti premi: Euro 500,00 al primo classificato, Euro 250,00 al secondo, Euro 200,00 al terzo; altri premi ai segnalati.

Art. 5 Solo i vincitori e i segnalati saranno avvisati tempestivamente. I risultati verranno resi pubblicamente noti tramite la stampa e i siti internet: www.noubs.it e www.museoletteradamore.it.

Gli elaborati non saranno restituiti. La partecipazione al premio comporta l’accettazione di tutte le norme del presente regolamento. È tutelata la legge sulla privacy. L’Organizzazione non risponde della mancata ricezione dei testi. Le lettere in formato elettronico entreranno a far parte dell’archivio del Museo della Lettera d’Amore.

Art. 6 La lettera d’amore consiste in una composizione in prosa mirata all’espressione del sentimento d’amore rivolta a un destinatario qualsiasi (persona reale o immaginaria, animale, oggetto, luogo o paesaggio). I vincitori dovranno ritirare personalmente il premio nella cerimonia, altrimenti non sarà assegnato (no deleghe). Info: premio.letteradamore@gmail.com, tf. 3279960722 oppure 0871348890.

Art. 7 Per evitare spiacevoli sorprese, si specifica che i candidati che non rispetteranno le norme nel bando saranno esclusi, ad esempio quelli che non effettueranno l’invio per posta delle 5 copie e per e mail del testo entro i termini stabiliti (art. 1 e 2).

FAC-SIMILE SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

a) Generalità del partecipante

Il/la sottoscritto/a  ……………………………………………………

nato/a a  ………………..…. il ………… residente a ………………………………. in via/piazza ………………………………………… n°…… telefono……………… cellulare……………… email…………………………………………………..

dichiara sotto la propria responsabilità, ai sensi della normativa vigente, che

b) il proprio testo è originale ed autentico e non lede in alcun modo diritti di terzi, in ossequio alle disposizioni internazionali, comunitarie e legislative di cui alla legge 633/1941, in materia di diritti d’autore e successive disposizioni normative, né costituisce violazione di norme penali;

c) autorizza la pubblicazione gratuita del proprio testo integralmente e/o in parte;

d) autorizza l’inserimento del proprio testo nell’archivio digitale del MLA/Museo della Lettera d’Amore e la pubblicazione e diffusione dello stesso testo a titolo gratuito e senza limiti di tempo, anche ai sensi degli art. 10 e 320 C.C. e degli art. 96 e 97 legge 22.4.41 n. 633;

e) accetta tutte le norme del Concorso;

f) allega alla presente un breve curriculum (professione ed eventuali pubblicazioni);

g) in caso di vittoria o segnalazione, si impegna ad avvisare l’Organizzazione circa la propria presenza;

h) per i minorenni: autorizzazione di un genitore o di chi esercita la patria potestà

…………………………………………………………………………………………

i) data e firma …………………………………… …………………………………….

La presente scheda, in formato cartaceo, allegata a 5 copie cartacee della Lettera, va inviata:

a: Premio Lettera d’Amore c/o Associazione AbruzziAMOci

via Ovidio, 25 – 66100 CHIETI (non va inviata per e mail)

Curriculum:

La Chiesa invita alla partecipazione democratica

Quest’anno in Italia è anno di votazioni, a cui saranno chiamati localmente molti italiani, non solo alla partecipazione al voto, ma anche come possibili candidati, tantoché in alcune diocesi i vescovi si sono espressi, con diverse sensibilità, sulla possibile candidatura dei cattolici nelle elezioni amministrative.

Durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università di Sassari il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, ha inserito nel discorso per la costruzione della società come terzo pilastro, dopo la comunicazione, la pace e l’Europa, anche la politica, partendo dai capitoli che papa Francesco ha scritto nell’enciclica ‘Fratelli tutti’:

“Il mondo, afferma, ‘non può trovare una via efficace verso la fraternità universale e la pace sociale senza una buona politica’. Anzi, non può proprio funzionare senza di essa. Papa Francesco ritiene perciò che anche la Chiesa debba interessarsi alla politica: pur rispettandone l’autonomia”.

Ma la ‘buona politica’ è minacciata da neoliberismo e populismo: “E’ la visione delle élite economiche e finanziarie, spesso con collegamenti internazionali, i cui interessi sono distaccati dagli strati sociali più deboli o anche di quelli che semplicemente sono senza le risorse e le possibilità di tali élite. Quanto ai populisti, questi (spiega l’enciclica) deformano la parola “popolo”, poiché in realtà ciò di cui parlano non è un vero popolo, ma il ‘loro’ popolo, una parte contrapposta a tutti gli altri”.

Ed ha affermato che il papa ha indicato con precisione la strada della vita democratica: “Papa Francesco mi sembra indicare la strada della democrazia, anche se questa parola, come giustizia o libertà, è stata manipolata, deformata e svuotata di un contenuto chiaro per giustificare qualsiasi azione, persino di dominio sugli altri…

La democrazia è in crisi, per una crescente separazione tra élites e classi popolari, per un progressivo allontanamento delle istituzioni e la politica dalla comunità in cui dovrebbero essere radicate, per la crisi della politica e di visioni sovranazionali e multilaterali. Ne conseguono nuove tendenze autoritarie e illiberali, derive demagogiche, crescita delle disuguaglianze economiche e sociali, rarefazione della società civile e dei corpi intermedi, impoverimento del dibattito pubblico”.

Infatti la Chiesa ha sempre indicato la democrazia come strada ‘maestra’ per la società, citando il radiomessaggio natalizio di papa Pio XII: “E’ un motivo decisivo per preferire la democrazia e per contrastarne la crisi. E per farlo bisogna avere la stessa carica ideale, la stessa capacità unitiva, quello spirito costituente che permise alle convinzioni diverse non solo di non ignorarsi e di non contrapporsi imponendosi a colpi di maggioranza, ma di arrivare a produrre quell’unico straordinario inchiostro che stese la Costituzione italiana”.

Inoltre la vita democratica sarà il centro della prossima Settimana Sociale: “La democrazia sarà l’oggetto della prossima edizione delle Settimane Sociali della Chiesa, giunta alla cinquantesima edizione. Fino ad oggi qualunque altro sistema politico attribuisce il potere ad uno solo, ad un piccolo gruppo o a una parte soltanto (magari preponderante ma sempre parte) mentre la democrazia tende all’inclusione, anche delle minoranze, e alla sintesi degli interessi ed è più facilmente in sintonia con le ragioni della pace rispetto a quelle della guerra”.

Anche il vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana, mons. Mario Toso, in un incontro a Cesena, ha parlato di un affievolimento dei valori cattolici nella società: “Non raramente, la Dottrina sociale della Chiesa (fonte di una spiritualità incarnata dell’impegno sociale e politico), oltre che ad essere considerata troppo astratta per affrontare i problemi concreti, è rimasta negli Statuti delle organizzazioni cattoliche o di ispirazione cristiana, come affermazione di principio, senza essere tradotta nella pratica!

Di fatto, la Dottrina sociale della Chiesa è ormai pressoché ignorata da molte associazioni, aggregazioni, movimenti cattolici o di ispirazione cristiana, specie da parte delle nuove generazioni. Per non parlare, poi, della vita parrocchiale: ci sono indagini che rilevano che la catechesi è impartita da persone, che, per l’80%, ignorano che cosa sia la Dottrina o Insegnamento sociale della Chiesa e, quindi, non sono in grado di veicolarla nella loro opera educativa”.

Questo disconoscimento della Dottrina Sociale della Chiesa implica uno scarso ‘giudizio critico’ nei confronti della realtà: “L’assenza della Dottrina sociale dall’orizzonte valoriale dei cattolici li priva di uno strumento essenziale per il discernimento, per la progettualità, per una spiritualità incarnata. Viene meno quell’insieme di principi di riflessione, di criteri e di orientamenti pratici, che sono indispensabili per la formazione di un giudizio critico sulla realtà e per l’azione costruttrice della società, conformemente alla dignità delle persone, dal punto di vista sia umano che cristiano”.

Quindi l’impegno politico per il cattolico si fonda sulla carità: “La politica e la democrazia si irrobustiscono quando siano potentemente animate dalla virtù teologale della carità. Una tale virtù non è un vago sentimento e neppure un amore semplicemente umano. La carità è virtù cardinale, virtù cristiana, che orienta ed unifica gli atti delle varie virtù nella costruzione della vita personale e della vita comunitaria. La carità, dunque, è un amore più che umano”.

La carità è un amore relazionale: “E’ infusa da Dio nelle persone per renderle capaci di amare come si ama nella Trinità, come ama Cristo. L’amore umano, fragile, a motivo del peccato originale, necessita di essere guarito, integrato dall’amore di Dio, donato e ricevuto.

L’amore-carità, amore dall’alto, amore trascendente, amore trinitario, ossia amore strutturalmente aperto all’altro tu, al noi delle tre Persone divine, relazioni sussistenti, rafforza il dinamismo di apertura e di comunione verso gli altri tu e gli altri noi, un dinamismo che è inscritto, sia pure in forma germinale, nell’amore umano”.

Quindi il politico dovrebbe prestare attenzione agli ‘ultimi’: “Il politico, mosso dalla carità, ha sempre un amore preferenziale per gli ultimi. È la carità che gli offre uno sguardo con cui coglie la dignità dell’altro, dei poveri, rispettandoli nel loro stile proprio e nella loro cultura. A partire da essa le vie che si aprono sono diverse da quelle di un pragmatismo senz’anima.

Impedisce di affrontare lo scandalo della povertà promovendo strategie di contenimento che unicamente tranquillizzano e trasformano i poveri in esseri addomesticati e inoffensivi. I politici sono chiamati a prendersi cura della fragilità dei popoli e delle persone con forza e tenerezza, opponendosi alla cultura dello scarto”.

Anche per il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Gianpiero Palmieri, per il cristiano, che si impegna in politica, la Dottrina sociale della Chiesa è fondamentale: “In un passato non troppo lontano era frequente sentir dire che le affermazioni dell’insegnamento sociale della Chiesa sarebbero ingenue, sorpassate, inefficaci.

A distanza di qualche decennio, esse invece rivelano tutta la loro straordinaria attualità. Per anni si è dato credito all’idea che un mercato senza regole avrebbe arricchito tutti, che smantellare certi valori morali ci avrebbe reso più liberi e felici, che l’individualismo e il privilegio degli interessi di parte non avrebbero scalfito quell’abitudine alla solidarietà e alla coesione sociale così radicate in Italia”

Tale disimpegno ha una pesante ricaduta sui giovani: “Pensiamo alla ricaduta di tutto questo sui ragazzi: anche se all’apparenza non manca una certa effervescenza sociale e la voglia di stare insieme e divertirsi, si è diffuso in poco tempo un clima disilluso e rassegnato, un’incertezza riguardo al futuro che mina la voglia di fare sogni e progetti, una sensazione di vuoto nel cuore perché non ci sono significati profondi che possano orientare la vita. Anche l’entusiasmo politico è di pochi fortunati: il 50% dei giovani non va a votare, sull’esempio degli adulti allontanati e sempre più nauseati dal linguaggio e dai modi di una certa politica”.

Per questo il vescovo invita i cattolici ad un impegno politico: “C’è oggi bisogno di cristiani che sappiamo servire il bene comune non solo con rigore e competenza, ma soprattutto con tanta passione con tanto amore, sapendo che spesso si va controcorrente. Solo così non si fermeranno alle prime difficoltà opposte da chi, in fondo, gode e prospera quando vede spegnersi l’entusiasmo per il bene.

Ed è importante che la Chiesa non lasci mai soli e senza il sostegno di una profonda spiritualità coloro che ‘si buttano’ in politica: hanno bisogno non tanto di alleati, ma di amici fraterni con cui alimentare e condividere sogni e speranze”.

Nella lettera anche mons. Palmieri ha fatto riferimento alla prossima Settimana Sociale ed a san Paolo VI: “Non è un caso che la 50^ Settimana sociale dei cattolici in Italia, in programma a Trieste per il prossimo luglio, abbia come tema ‘Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro’…

Ormai da tempo nella Chiesa c’è consapevolezza che dall’unica fede non discende necessariamente l’impegno nello stesso partito politico, come scriveva già san Paolo VI nel 1971 (lettera ‘Octogesima Adveniens’… un testo profetico!). In fondo, mai come adesso, nessun partito rappresenta pienamente e traduce fedelmente in scelte concrete la visione cristiana della vita.

E’ proprio in questo ‘spazio’ che si genera l’opportunità per i cristiani di interrogarsi, confrontarsi, agire di comune accordo, tra di loro e con tutti, perché in sede politica si facciano le scelte a vantaggio del bene comune e della protezione dei soggetti più fragili. Il sistema democratico è proprio quello che permette a tutti di esprimere il proprio punto di vista e partecipare da protagonista alla vita del proprio Paese”.

Ad Arezzo circa 600 persone alla prima assemblea pastorale con mons. Andrea Migliavacca

L’incontro si è svolto in Cattedrale, Seminario e San Domenico ed è stato dedicato al tema della vita spirituale. Dopo una celebrazione comunitaria e i laboratori in piccoli gruppi, sono state indicate alcune nuove responsabilità in diocesi.  

Card. Grech: preghiera bussola del Sinodo dei vescovi

La ‘terapia’ che ci fa “passare dal nostro ripiegamento su noi stessi all’apertura, alla scoperta di ciò che Dio continua ad operare nella sua Chiesa”, che è ciò che emergerà dal Sinodo ormai alle porte.

Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato: ‘Liberi di scegliere se migrare o restare’

“Con l’intenzione di contribuire a tale sforzo di lettura della realtà, ho deciso di dedicare il Messaggio per la 109^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato alla libertà che dovrebbe sempre contraddistinguere la scelta di lasciare la propria terra. ‘Liberi di partire, liberi di restare’, recitava il titolo di un’iniziativa di solidarietà promossa qualche anno fa dalla Conferenza Episcopale Italiana come risposta concreta alle sfide delle migrazioni contemporanee. E dal mio ascolto costante delle Chiese particolari ho potuto comprovare che la garanzia di tale libertà costituisce una preoccupazione pastorale diffusa e condivisa”.

Il ‘Codice di Camaldoli’ una guida ancora oggi per i cattolici in politica

“La partecipazione alla crescita democratica della società civile e delle istituzioni ha oggi bisogno di donne e di uomini cristiani, consapevoli della loro fede, che testimonino, in ogni ambito del vivere comune, la loro ispirazione, i valori e i comportamenti che la loro fede continua a fermentare, senza i quali questa società non sarà migliore. L’individualismo esasperato di oggi non restituisce alle persone la libertà sperata, la felicità cercata, bensì il consumo di sé stessi. Abbiamo bisogno di recuperare la passione dell’altro, il riconoscimento dell’altro, l’accoglienza dell’altro”.

#Giffoni53: tutti i numeri di un’edizione senza precedenti

A fine luglio si è conclusa la 53^ edizione del ‘Giffoni Film Festival’: in 10 giorni di festival in totale sono state registrate 360.000 presenze fisiche; 6500 sono stati i giurati presenti provenienti dall’Italia e da oltre 35 Paesi stranieri.  Fanno il paio con questi numeri quelli relativi alle sale cinematografiche che ospitano le giurie ed i film in concorso. Sono quattro le sale fisse per un totale di circa 1550 posti a cui si aggiungono due tensostrutture da 1600 posti per un totale di 3150 posti a sedere su doppi e tripli turni per consentire a tutti i Giffoner di assistere alle proiezioni in programma.

Circa 70.000 partecipanti hanno preso parte ai concerti di ‘Giffoni Music Concept’ che si sono svolti in Piazza Lumiere. Poi ci sono i numeri relativi all’ospitalità che restituiscono l’immagine di un territorio in fermento, un territorio che, grazie a Giffoni, produce ricchezza, mette in moto economia, determina condizioni per nuova occupazione.

Centinaia sono le abitazioni e le camere di bed & breakfast occupate nei giorni del Festival nell’area di Giffoni Valle Piana e dei Picentini, ma anche di Salerno, della Costa d’Amalfi e della Piana del Sele. A questi si aggiungono i numeri della ristorazione che sono davvero imponenti e che fanno riferimento alle attività aperte tutto l’anno ma anche a quelle temporanee, quelle, cioè, che aprono proprio in concomitanza con il festival.

A questi dati si aggiungono i numeri, relativi alla comunicazione: dal 5 al 31 luglio gli OTS ((Opportunity to see) sono stati 1.368.296.618. Si tratta della frequenza media e del numero di opportunità che un pubblico ha di vedere e capire un annuncio di qualsiasi genere e veicolato attraverso qualunque strumento relativo ad un evento. In questo caso #Giffoni53.

Per quanto riguarda il web, con particolare riferimento ai due portati www.giffonifilmfestival.it e giffoni.it gli utenti online hanno interagito 2.000.000 di volte, restando nelle pagine dei siti per una media di due minuti e 27 secondi. Dopo le home, le pagine più visitate e cliccate sono state quelle del programma. L’età media degli utenti è tra i 18 ed i 45 anni. Oltre all’Italia i Paesi che hanno interagito di più con Giffoni sono Brasile, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Germania, Francia, Irlanda, Olanda, Canada, India, Australia, Svezia, Polonia e Russia.

Interessanti, sempre in riferimento al web, anche il picco di esposizione massima, che si è registrato tra il 28 ed il 29 luglio, ultime due giornate di festival, a conferma di un’attenzione crescente a mano a mano che si andava avanti con il programma, con una media pari al +25% rispetto ai giorni precedenti. In termini assoluti quest’anno i dati sono superiori al doppio di quelli raggiunti lo scorso anno, con un numero di visite che è più che raddoppiato rispetto a #Giffoni52.

Inoltre in 10 giorni sono stati pubblicati 451 articoli da parte dei principali quotidiani e dalle principali riviste. Nello stesso periodo di riferimento sono stati 3600 i lanci di agenzia nazionali e le news pubblicate dalle testate online. Significativa anche la copertura garantita dalla stampa internazionale. Oltre 300, invece, i servizi realizzati dalle principali emittenti televisive e dai principali network nazionali. Infine, cliccando Giffoni su Google si ottengono 1.300.000 risultati. Invece se si digita Giffoni Film Festival i risultati sono pari a 6.700.000 voci.

Infine per quanto riguarda i social oggi sono state registrate 13.598.370 ‘impression’ sui social di Giffoni: 9.018.567 da Facebook e 4.579.803 da Instagram. A questi si aggiungono i numeri relativi ai social di Claudio Gubitosi, fondatore di Giffoni, che hanno raggiunto 5.349.760 utenti, che ha commentato:

“Non sono solo freddi numeri, ma dati che restituiscono l’immagine di un’iniziativa che è nel cuore della gente, che le persone amano perché rappresenta un’iniezione di felicità, di condivisione. Sono numeri che vanno oltre i numeri stessi. Sono la narrazione stessa di una storia corale che appartiene all’Italia e al mondo. I bilanci sociali e umani sono altre storie raccontate da tutti quelli che hanno vissuto e partecipato. Storie incredibili, storie vere, segni indelebili soprattutto per quei ragazzi e per quelle ragazze meno fortunati, da chi aiuta questi giovani a ritornare ad appropriarsi della propria vita e della propria identità”.

Nel ringraziamento conclusivo il direttore generale, Jacopo Gubitosi, ha affermato che l’obiettivo è stato raggiunto: “Sono state 10 giornate fantastiche, quest’anno è stato incredibile: abbiamo lanciato tanti sassi in un lago e queste onde di propagazione continueremo a sentirli. Il nostro obiettivo è rimanere vicino alle nuove generazioni e ai nostri giurati. L’anno prossimo cercheremo di averne ancora di più. Questo programma è creato sulle loro impressioni. Musica, sport, arte, cultura: dinamismo è la parola che dedico a questa edizione che è vostra. Ringrazio le famiglie che hanno deciso di gestire il loro tempo qui. Siamo tantissimi a portare avanti questa macchina sempre più strutturata e organizzata. Se siamo arrivati a questo è grazie ai nostri giurati che raccontano il festival in maniera straordinaria”.

Ed ecco i premiati. Nella sezione ELEMENTS +6, il premio è stato assegnato al film A CAT’S LIFE (Vita da gatto, Francia), diretto da Guillaume Maidatchevsky e verrà distribuito in Italia da Plaion Pictures. È il viaggio di Clémence e del suo gattino, Rroû. Partiti da Parigi per trascorrere le vacanze estive nella campagna francese, i due amici immersi nella fauna selvatica, fanno amicizia con Câline, un gattino bianco che si aggira nei boschi.

Nella categoria ELEMENTS +10, il lungometraggio primo classificato è LIONESS (Olanda), regia di Raymond Grimbergen. La protagonista è la calciatrice Rosi, una ragazza di 14 anni con più talento calcistico che fiducia in se stessa. Quando Rosi viene a sapere che deve trasferirsi in Olanda, niente sarà più come prima. Nella nuova scuola Rosi fatica ad ambientarsi, ma grazie alla sua bravura con il pallone, viene accolta nella squadra di calcio. Tuttavia, i suoi successi suscitano l’invidia delle altre giocatrici e mettono a rischio l’amicizia nata da poco con Jitte.

I juror della sezione GENERATOR +13 hanno votato il film THE FANTASTIC THREE diretto dal regista francese Michaël Dichter. In un Francia periferica, e raccontata con occhi che hanno smesso di sognare, tre adolescenti inventivi e volitivi fanno i conti con la dura realtà. Si sentono isolati, abbandonati a loro stessi e, allo stesso tempo, hanno dalla loro parte l’energia della giovinezza e la forza della loro amicizia.

Nella categoria GENERATOR +16 i giurati hanno votato il lungometraggio NORMAL, diretto da Olivier Babinet (Francia/Belgio) che sarà distribuito in Italia da No.Mad Entertainment. La quattordicenne Lucie è un’adolescente che si prende cura del padre William, affetto da sclerosi multipla. Lucie fa del suo meglio a scuola mentre si destreggia tra un lavoro in una paninoteca e tutte le faccende domestiche. Con il padre elabora un piano complesso per far credere ai servizi sociali che vivono una vita perfettamente normale.

Il vincitore della sezione Generator +18 è film italiano IL PIÙ BEL SECOLO DELLA MIA VITA diretto da Alessandro Bardani, distribuito in Italia da Lucky Red. Una storia incentrata su una Legge italiana secondo la quale, il figlio non riconosciuto alla nascita, può conoscere l’identità dei genitori biologici, solo al compimento del centesimo anno di età. Giovanni, un giovane ragazzo adottato, grazie all’aiuto di Gustavo, unico centenario non riconosciuto, partiranno per un viaggio pieno di emozioni ed imprevisti, con l’intento di far cambiare questa norma obsoleta e disumana.

A vincere la categoria GEx Doc, dedicati ai documentari, è stato il film MIGHTY AFRIN: IN THE TIME OF FLOODS (Francia,Grecia) diretto dal regista Angelos Rallis. In un villaggio del Bangladesh vive un’orfana di 12 anni, che per volere della famiglia, dovrà sposarsi. Decisa a cambiare il suo futuro, il giorno dell’ennesima inondazione che coinvolge il suo villaggio, Afrin, decide di scappare per la città di Dhaka.

Il Gryphon Award come miglior cortometraggio, per la sezione Elements +3 è stato assegnato al corto argentino THE MERRY-GO-ROUND diretto da Augusto Schillaci. Un racconto commovente sugli amati giostrai argentini che hanno dedicato la loro vita a offrire divertimento e felicità ai bambini e ai loro quartieri. Una storia di perseveranza e comunità.

La sezione Elements+6 ha premiato il corto THE GHASTLY GHOUL diretto dai registi Kealan O’Rourke e Maurizio Parimbelli. La notte di Halloween, quando un piccolo mostro di Halloween Town rimane bloccato nel mondo umano per aver fatto troppo dolcetto o scherzetto, toccherà ad una bambina affrontare le sue paure e aiutare il mostriciattolo a tornare a casa.

I giurati degli Elements +10 hanno assegnato il premio al corto italiano LOOP per la regia di Luigi Russo.Ciro è il bullo della scuola ma nella sua vita accadrà un evento sconvolgente: si ritroverà a rivivere sempre lo stesso giorno come un girone infernale. Per uscirne sarà costretto a rivalutare le sue azioni che fanno soffrire gli altri, ma anche lui stesso.

Ed infine, nella sezione PARENTAL EXPERIENCE, ha trionfato il corto An Irish Goodbye diretto dai registi Tom Berkeley e Ross White. Ambientato in una fattoria nelle zone rurali dell’Irlanda del Nord, si tratta di una commedia nera che segue il ricongiungimento dei fratelli Turlough e Lorcan dopo la prematura morte della madre.

Per quanto riguarda l’assegnazione dei Premi Speciali, i giurati della sezione Elements+6 hanno assegnato il CLEAR CHANNEL SPECIAL AWARD, al film d’animazione TONY, SHELLY AND THE MAGIC LIGHT di Filip Pošivač (Repubblica Cecca, Slovacchia, Ungheria). Clear Channel ha scelto come premio una bicicletta, simbolo di uno stile di vita green, di condivisione, di vicinanza tra le persone, congiunzione tra valori antichi e moderni, esplicitati perfettamente nel manifesto di questa edizione dedicata agli “Indispensabili”. La motivazione del premio ‘Innovazione e Sostenibilità’ a FILIP POSIVAC, perché il regista di “TONY, SHELLY AND THE MAGIC LIGHT” ha raggiunto vette di tenerezza e di profondità molto rare e delle quali si sente sempre, ogni giorno, il bisogno. Ci siamo sentiti immersi nella storia, e vorremo restarlo per sempre. Congratulazioni a Filip!”.

Nella sezione Elements+6, il Premio CONAI SPECIAL AWARD SEZIONE è stato assegnato a ADVENTURES IN THE LAND OF ASHA diretto da SOPHIE FARKAS BOLLA (Canada). La motivazione: “Ha saputo raccontare, attraverso una storia di amicizia, i valori fondanti del rispetto della natura e della sua tutela, ricordandoci che la terra non appartiene ad un solo uomo, ma sono gli uomini che appartengono alla terra”.

Ed infine, sempre nella sezione ELEMENTS +6, il Premio BPER BANK SPECIAL AWARD è stato assegnato a COCO FARM di Sebastien Gagné (Canada): “perché in questo film sono presenti tutti gli ingredienti fondamentali per realizzare con successo un’idea imprenditoriale. La creatività, come quella di Max, può portare lontano se accompagnata dalla determinazione e dalla giusta valutazione delle risorse disponibili. Un film in cui si parla di spirito di iniziativa, di ostacoli da superare, di collaborazione e soprattutto di ottimismo che ci consente di trasformare i momenti critici in tensione creativa da cui tutto nasce”.

(Foto: Giffoni Film Festival)

Verso la Settimana Sociale: un processo di democrazia

Si terrà a Trieste dal 3 al 7 luglio del prossimo anno la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici sul tema ‘Al cuore della democrazia, come deciso dal Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione dello scorso gennaio, sottolineando la necessità di favorire la riflessione sulle nuove forme di partecipazione e l’elaborazione di strumenti comuni per costruire e far crescere alleanze.

Azione Cattolica Italiana lancia il progetto per rigenerare la democrazia

“La democrazia, ancor prima di essere un sistema di garanzie e procedure formali che presidiano la partecipazione inclusiva di tutti, cominciando dai più fragili, è soprattutto la costruzione mai perfettamente compiuta di uno spazio pubblico comune ovvero di un perimetro descritto da pratiche anche informali che aprono progressivamente ogni persona verso gli altri. In movimenti concentrici ma centrifughi spinti dalla attitudine tipicamente umana della fraternità”: lo aveva scritto il presidente nazionale di Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, nell’editoriale di venerdì 10 febbraio su Avvenire. 

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