Papa Francesco: la pace ha necessità di educazione

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Nel quinto anniversario del Documento sulla Fratellanza Umana, e Giornata Internazionale proclamata dall’Onu, papa Francesco, in un messaggio durante un evento nella Casa della Famiglia Abramitica di Abu Dhabi, ha sottolineato che nel mondo l’assenza di solidarietà fraterna provoca distruzione dell’ambiente e degrado sociale, congratulandosi per il tema scelto:

“Mi congratulo pertanto vivamente con gli organizzatori di questo incontro accademico per il luogo e il tema scelto, ‘Impatto e prospettive del Documento’, in un momento in cui la fraternità e la convivenza sono messe in discussione da ingiustizie e guerre che sono sempre una sconfitta per l’umanità. Le radici di questi mali sono tre: ignoranza degli altri, mancanza di ascolto e mancanza di flessibilità intellettuale. Tre difetti dello spirito umano che distruggono la fraternità e che vanno individuati con chiarezza per trovare saggezza e pace”.

Una mancanza è la non conoscenza dell’altro: “I problemi di oggi e di domani rimarranno insolubili se non impariamo a conoscerci, a valorizzarci e se rimaniamo isolati. Conoscere l’altro, costruire la fiducia reciproca, cambiare l’immagine negativa che possiamo avere di questo ‘altro’, che è mio fratello in umanità, nelle pubblicazioni, nei discorsi e negli insegnamenti, è la via per avviare un processo di pace accettabile per tutti”.

Per la pace è necessaria l’educazione: “La pace senza un’educazione basata sul rispetto e sulla conoscenza dell’altro non ha valore né futuro. Se non vogliamo costruire una civiltà degli antifratelli, dove l’ ‘altro diverso’ è banalmente percepito come un nemico, se al contrario vogliamo costruire questo mondo tanto desiderato dove si assume il dialogo come via, la collaborazione comune come condotta ordinaria, la conoscenza reciproca come metodo e criterio, allora la strada da seguire oggi è quella dell’educazione al dialogo e all’incontro”.

Per raggiungere la pace è necessario ascoltare: “Per questo è necessario prendersi il tempo per ascoltare, per ascoltare il mio fratello diverso, che non ho scelto, per poter vivere con lui sulla stessa terra. L’assenza di ascolto è la seconda trappola che nuoce alla fraternità. Al contrario: ascolta, prima di parlare… Quanti mali si eviterebbero se ci fossero contemporaneamente più ascolto, silenzio e parole vere, nelle famiglie, nelle comunità politiche o religiose, nelle stesse università e tra i popoli e le culture!”

E’ un invito a creare luoghi di dialogo, come recita l’enciclica ‘Fratelli tutti’: “Creare spazi per accogliere opinioni diverse non è una perdita di tempo, ma un guadagno in termini di umanità… Per dibattere dobbiamo imparare ad ascoltare, cioè a tacere e a rallentare, in opposizione alla direzione attuale del nostro mondo postmoderno, sempre frenetico, pieno di immagini e di rumore.

Dibattere sapendo ascoltare e senza cedere all’emozione, senza temere le ‘incomprensioni’, che saranno sempre presenti e fanno parte del gioco dell’incontro, questo ci permetterà di raggiungere una pacifica visione comune per costruire la fraternità”.

Per questo dialogo il papa ha chiesto ‘un’educazione alla flessibilità intellettuale’: “Cari fratelli e sorelle, facciamo in modo che il nostro sogno di fraternità nella pace non si limiti alle parole! La parola ‘dialogo’ è, infatti, molto ricca e non può limitarsi al discutere attorno a un tavolo…

Non aver paura di uscire dalle tue discipline, rimani curioso, coltiva la flessibilità, ascolta il mondo, non aver paura di questo mondo, ascolta tuo fratello che non hai scelto ma che Dio ti ha messo accanto perché impari ad amare”.

E nella scorsa domenica mons. Gaid Yoannis Lazhi, già segretario di papa Francesco e presidente della Fondazione per la Fratellanza Umana egiziana, ha ricordato l’importanza del documento: “Il Documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’, firmato ad Abu Dhabi si apre con l’asserzione secondo cui la fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare, salvaguardando il creato e tutto l’universo e sostenendo ogni persona, specialmente le più bisognose e povere. Lo stesso Documento ratifica che i veri insegnamenti delle religioni invitano a restare ancorati ai valori della pace, a sostenere i valori della reciproca conoscenza, della fratellanza umana e della convivenza comune”.

Nell’intervento mons. Gaid Yoannis Lahzi ha evidenziato che ogni documento ha validità se riscuote fiducia con l’invito a diffondere la cultura della fratellanza: “Nessun documento, indipendentemente dal suo contenuto, può modificare il pensiero, la cultura e il comportamento se in esso non si ripone fiducia e se non viene adottato da persone dotate di coraggio, lungimiranza, tenacia e determinazione…

Infine, invitiamo tutti a trasformare questa straordinaria occasione, che è la Giornata Mondiale della Fratellanza Umana, in un’opportunità per diffondere la cultura della fratellanza e della convivenza e per sostenere tutte le iniziative e gli sforzi sinceri tesi a divulgarla perché giunga a tutti gli esseri umani”.

(Foto: Associazione Fondazione Bambin Gesù Il Cairo)