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Papa Francesco invita i teologi ad ‘arrischiarsi’

La Tradizione fa crescere la Chiesa dal basso verso l’alto, come le radici con l’albero, anche se esiste il pericolo di ‘ritornare indietro’, che porta a pensare secondo la logica del ‘si è fatto sempre così’. Lo ha affermato papa Francesco, incontrando i membri della Commissione teologica, istituita da Paolo VI nel 1969.

La teologia del matrimonio di Walter Kasper tra luci e ombre

L’Autore, come fa intendere il titolo della sua opera, vuole offrire una prospettiva teologica del matrimonio cristiano. Tuttavia, quella espressa in queste pagine è la prospettiva cattolica. Nel libro si accenna a Lutero e alla tradizione orientale ma, se si entra in un pur timido dialogo – in particolare con la tradizione luterana ‒, è per evidenziare la differenza che intercorre tra il punto di vista cattolico e quella luterano, permettendo così di mettere in luce la concezione di sacramento in merito al matrimonio espressa nel concilio di Trento.

In secondo luogo l’Autore, a più riprese, nella prima parte, sottolinea come il sacramento del matrimonio sia tra i sacramenti quello che congiunge ordine della creazione e ordine della salvezza/redenzione. Tuttavia, questa congiunzione, forse anche a motivo del taglio giuridico-pastorale che caratterizza la seconda parte del libro, appare abbozzata ma non pienamente articolata.

Dalla lettura complessiva dell’opera, infatti, si ha l’impressione che il polo antropologico e il polo teologico del sacramento del matrimonio vengano accostati e non rapportati nella loro unità e differenza. L’evento cristologico, che fonda il sacramento del matrimonio, sembra portare a compimento l’antropologico, quando con l’amore fedele si apre al definitivo e, quindi, al mistero.

Tuttavia così non viene enunciata la specificità, il proprium del polo teologico. Prova ne è il fatto che, a più riprese, venga sottolineato come l’amore fedele e fecondo è già partecipazione dell’amore che c’è tra Dio e gli uomini, pienamente e definitivamente manifestato in Gesù Cristo.

La novità dell’esperienza sacramentale vi pare ultimamente espressa in ciò che Dio aggiunge all’amore terreno, per il fatto che nell’incarnazione del Figlio ha accettato una volta per sempre l’umano e lo ha, quindi, affermato contemporaneamente nella sua propria dignità, rendendolo espressione del suo amore.

Questa formulazione, però, inclina a considerare l’evento salvifico solo come ciò che Dio compie in occasione dell’incarnazione, senza dare rilievo alla effettiva vicenda storica di Gesù di Nazareth e alla complessa trama di rapporti e di vicende entro cui l’amore divino viene a comunicarsi. 

L’uomo sembra così risultare semplicemente destinatario dell’amore di Dio, recettore di benefici che raggiungono la sua libertà, senza che sia messo a tema in che modo questa non solo ne viene investita, ma interpellata[1].

In una simile prospettiva, infatti, c’è da chiedersi cosa è il sacramento del matrimonio rispetto a questo amore, se esso è già segno?

Un simile “difetto” sembra essere riscontrabile, quando, nell’ambito del quarto e ultimo capitolo, si tenta di presentare il rapporto tra matrimonio civile e matrimonio ecclesiastico. La prospettiva storica, qui adottata, se fa comprendere il motivo dell’istituzione del matrimonio civile, non evidenzia, però, la diversità e, dunque, la specificità di questo rispetto al sacramento del matrimonio.

Nel passaggio da un modello oggettivistico ad un modello personalistico, che esprime l’originalità dell’opera dell’Autore, si ravvisano alcuni rilievi critici. Discutibile, infatti, appare la definizione dell’amore, che si trova nella prima parte, in particolare nel primo capitolo, fondata sul bisogno.

Sembra connotare l’amore, nel suo sorgere, come una sorta di penuria che va superata, una mancanza che idealmente non dovrebbe esserci. Il sorgere dell’amore, detto in altri termini, sembra essere rimedium finitudinis. Inoltre, a proposito della sessualità umana intesa come “strumento” della comunicazione intersoggettiva, Kasper sembra dare adito ad una separazione tra esteriore e interiore, libertà e corpo che, nel suo stesso intento, vorrebbe superare.

Infine il fatto che, dapprima, nei primi due capitoli, si parli del matrimonio come “qualcosa che si celebra”, senza che venga indagata la dimensione liturgica del matrimonio, e, successivamente, nel terzo e quarto capitolo, il matrimonio venga definito un contratto, sembra indicare, nella terminologia, una regressione, quasi un cedimento ad un’impostazione pre-conciliare che si vorrebbe superare.

Va sottolineato che questo cedimento è comprensibile dato il fatto si tenta di trovare una soluzione al problema dei divorziati risposati anche sotto il profilo canonico-pastorale. Infatti, come ho avuto modo di rilevare sopra, il Codice di diritto canonico allora vigente era quello del 1917 e non quello del 1983 che, da questo punto di vista, ha codificato l’insegnamento conciliare.

In conclusione l’opera di Kasper, sia con i suo elementi positivi sia con i suoi elementi critici di cui si è cercato di dar conto, tenta di comprendere la sacramentalità del matrimonio secondo un modello che potremmo definire antropologico-dogmatico[2]: la realtà naturale, quindi il contratto matrimoniale, è il sacramento.

Sulla scia della speculazione teologica di Schillebeekx il matrimonio è presentato da Kasper come un’istituzione umana attraverso cui Dio si rivela dalle origini fino ad ora. In questa prospettiva ciò che sta in primo piano sono i rapporti interpersonali tra i coniugi e la stessa sacramentalità è vista in relazione ad essi. 

Il matrimonio diventa un’immagine vivente delle relazione d’amore di Dio con il suo popolo ed ogni singolo matrimonio agisce unicamente come rivelazione di questo patto[3]


[1] A. BOZZOLO, Il rito di Gesù. Temi di teologia sacramentaria, LAS, Roma 2013, p. 254.

[2] Cf. i tre modelli proposti da Aliotta in M. ALIOTTA, Il matrimonio, Querianiana, Brescia 2002, p. 97.

[3] Ibidem, p. 100.

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Papa Francesco ai Clarettiani: non stancatevi di aprire strade

L’Istituto di Teologia della Vita Consacrata ‘Claretianum’ è stato eretto e costituito con Decreto della Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica del 6 giugno 1971 ed è incorporato alla Pontificia Università Lateranense come Istituto di Specializzazione in Teologia della Vita Consacrata. Conduce la propria ricerca nel campo della Vita Consacrata su basi biblico-teologiche, tenendo conto tanto degli aspetti storicoculturali, psicosociologici e giuridici, quanto delle condizioni nelle quali si svolge l’attività pastorale della Chiesa e dei consacrati.

100 anni di don Luigi Giussani al Meeting

“Questo mistero non finisce mai di stupirci, come proprio Don Giussani testimoniò alla presenza di san Giovanni Paolo II il 30 maggio 1998: ‘Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?’ Nessuna domanda mi ha mai colpito, nella vita, così come questa. C’è stato solo un Uomo al mondo che mi poteva rispondere, ponendo una nuova domanda: ‘Qual vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà se stesso? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio di sé?… Solo Cristo si prende tutto a cuore della mia umanità’.

Liturgia: la risposta (prevedibile) dei lefebvriani

La Fraternità sacerdotale di san Pio X (lefebvriani) è ormai ai margini anche del mondo dei tradizionalisti cattolici. La sua breve risposta alla lettera apostolica di papa Francesco, Desiderio desideravi, e al precedente motu proprio Traditionis custodes, va comunque rilevata. E archiviata. Datata 5 luglio, la nota accenna solo tre temi.

P. Horowski presenta una preghiera per la pace inedita di san Francesco

Inedita è la preghiera di Francesco d’Assisi presentata nel numero di ‘Frate Francesco. Rivista di cultura francescana’ (annata 88 dell’anno 2022, pp. 7-35 – Frate Francesco – rivista · Centro Culturale Aracoeli) da p. Aleksander Horowski, presidente dell’Istituto Storico dei Cappuccini e redattore di ‘Bibliographia Franciscana’ .

Papa Francesco invita a stare con il popolo

Papa Francesco ha spiegato ai membri della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali, che è alla vigilia della pubblicazione di un documento sui sacramenti che l’ecumenismo deve essere ‘battesimale, pastorale e locale’:

Papa Francesco: la teologia morale guardi alla famiglia

Mancano circa 30 giorni alla giornata mondiale della famiglia papa Francesco ha ricevuto i partecipanti ai partecipanti al convegno internazionale di teologia morale, promosso dalla Pontificia Università Gregoriana e dal Pontificio Istituto Teologico ‘Giovanni Paolo II’ per le scienze del matrimonio e della famiglia, che si è svolto a Roma fino al 14 maggio, sul tema ‘Pratiche pastorali, esperienza di vita e teologia morale: Amoris Laetitia tra nuove opportunità e nuovi cammini’, invitando i teologi ad ispirarsi alla famiglia:

Don Roberto Repole arcivescovo di Torino e di Susa

Dopo giorni di attesa, sabato scorso è arrivato l’annuncio ufficiale della nomina di Don Roberto Repole ad arcivescovo di Torino, unendo in persona Episcopi le due Sedi di Torino e Susa di cui era come Amministratore Apostolico, mons. Cesare Nosiglia.

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