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Papa Francesco: è necessario un lavoro dignitoso

Ieri papa Francesco ha ricevuto i partecipanti alla consultazione ‘’La cura è lavoro, il lavoro è cura’, organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale per un  lavoro dignitoso declinato secondo cinque ambiti: industrie estrattive, sicurezza alimentare, migrazione, giustizia sociale, giusta transizione:

“Negli ultimi sei anni avete portato avanti riflessioni, dialoghi e ricerche, proponendo modelli d’azione innovativi per un lavoro equo, giusto, dignitoso per tutte le persone del mondo… Nei prossimi giorni il vostro raduno sarà incentrato sul tema ‘La cura è lavoro, il lavoro è cura’. Per costruire una comunità trasformativa globale…

E’ necessario, infatti, mettere in comune tutte le nostre risorse personali e istituzionali, per avviare una lettura adeguata del contesto sociale in cui ci muoviamo, cercando di cogliere le potenzialità e, al contempo, di riconoscere in anticipo quei mali sistemici che possono diventare delle piaghe sociali”.

Ed ha ricordato brevemente le cinque tematiche, iniziando dal lavoro dignitoso: “Come ho ricordato anche nell’enciclica ‘Laudato sì’, le esportazioni di alcune materie prime al solo scopo di soddisfare i mercati del Nord industrializzato, non sono state esenti da conseguenze anche gravi, tra cui l’inquinamento da mercurio o da diossido di zolfo nelle miniere.

E’ fondamentale che le condizioni del lavoro siano connesse con gli impatti ambientali, prestando molta attenzione ai possibili effetti in termini di salute fisica e mentale delle persone coinvolte, nonché di sicurezza”.

Un altro tema è connesso con la sicurezza alimentare: “. Il Rapporto globale sulle crisi alimentari, pubblicato di recente, ha rilevato che, nel 2023, più di 280.000.000 persone in 59 Paesi e in diversi territori hanno sofferto livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, che richiedono un intervento assistenziale urgente; senza dimenticare che in zone come Gaza e il Sudan, devastate dalla guerra, si trova il maggior numero di persone che stanno affrontando la carestia.

I disastri naturali e le condizioni meteorologiche estreme, ora intensificate dal cambiamento climatico, oltre agli shock economici, sono altri importanti fattori che determinano l’insicurezza alimentare, legati a loro volta ad alcune vulnerabilità strutturali quali la povertà, l’elevata dipendenza dalle importazioni di prodotti alimentari e le infrastrutture precarie”.

Il papa ha sottolineato che un lavoro dignitoso attenua l’emigrazione: “Per molte ragioni, sono tante le persone che emigrano in cerca di lavoro, mentre altre sono costrette a farlo per fuggire dai loro Paesi di provenienza, spesso dilaniati dalla violenza e dalla povertà. Queste persone, anche a causa di pregiudizi e di una informazione imprecisa o ideologica, sono spesso viste come un problema e un aggravio per i costi di una Nazione, mentre essi in realtà, lavorando, contribuiscono allo sviluppo economico e sociale del Paese che li accoglie e di quello da cui provengono”.

Al lavoro il papa ha collegato anche la natalità: “La denatalità è un problema, e la migrazione viene ad aiutare la crisi che provoca la denatalità. Questo è un problema molto grave. Tuttavia, molti migranti e lavoratori vulnerabili non sono ancora pienamente integrati nella pienezza dei diritti, sono cittadini ‘di seconda’, restando esclusi dall’accesso ai servizi sanitari, alle cure, all’assistenza, ai piani di protezione finanziaria e ai servizi psicosociali”.

Inoltre il lavoro non può essere disgiunto dalla giustizia sociale: “Questa espressione, ‘giustizia sociale’, che è arrivata con le Encicliche sociali dei Papi, è una parola che non è accettata dall’economia liberale, dall’economia di punta. La giustizia sociale. In effetti, un rischio che corriamo nelle nostre attuali società è quello di accettare passivamente quanto accade attorno a noi, con una certa indifferenza oppure perché non siamo nelle condizioni di inquadrare problematiche spesso complesse e di trovare ad esse risposte adeguate. Ma ciò significa lasciar crescere le disuguaglianze sociali e le ingiustizie anche per quanto riguarda i rapporti di lavoro e i diritti fondamentali dei lavoratori”.

L’ultimo aspetto toccato dal papa riguarda il rapporto tra lavoro ed ambiente: “Tenendo conto dell’interdipendenza tra lavoro e ambiente, si tratta di ripensare i tipi di lavoro che conviene promuovere in ordine alla cura della casa comune, specialmente sulla base delle fonti di energia che essi richiedono.

Carissimi fratelli e sorelle, questi cinque aspetti rappresentano delle sfide importanti. Vi ringrazio perché le accogliete e le affrontate con passione e competenza. Il mondo ha bisogno di un rinnovato impegno, di un nuovo patto sociale che ci leghi insieme (generazioni più anziane e generazioni più giovani) per la cura del creato e per la solidarietà e la protezione reciproca all’interno della comunità umana”.

(Foto: Santa Sede)

Geografie di sabbia nel Sahel

Qui nessuno ne ha parlato. Il vertice Italia Africa era troppo lontano dalla situazione politica del Paese per  sperare di lasciare qualche traccia. Il Niger, dal colpo di stato del passato luglio,  è attualmente in ‘osservazione giuridica’ da parte della Comunità Internazionale. Numerose, al Vertice, le rappresentanze di Stati africani, organizzazioni ed istituzioni finanziarie internazionali, banche per lo sviluppo e vertici dell’Unione Europea.

ISMU: stranieri in leggero aumento e nascite in diminuzione

Nei giorni scorsi è stato presentato il XXIX rapporto dell’ISMU sulla migrazione, stimando che al 1° gennaio 2023 gli stranieri presenti in Italia sono circa 5.775.000, 55.000 in meno rispetto alla stessa data del 2022; però il bilancio demografico mostra una significativa crescita della popolazione straniera residente in Italia (+110.000 unità). Diminuisce, invece, la componente irregolare, che si attesta sulle 458.000 unità, contro le 506.000 dell’anno precedente, dovuta all’avanzamento delle regolarizzazioni attuate nel 2022 a completamento delle procedure di ‘emersione 2020’, come la riduzione dei ‘regolari non residenti’, sceso da 293.000 a 176.000.

Papa Francesco invita a vivere l’anno giubilare attraverso la pace

“L’occasione mi è gradita anche per ringraziarvi per l’impegno che profondete per favorire le relazioni tra la Santa Sede e i vostri Paesi. Lo scorso anno, la nostra ‘famiglia diplomatica’ si è ulteriormente allargata grazie all’allacciamento dei rapporti diplomatici con il Sultanato dell’Oman e la nomina del primo Ambasciatore, qui presente. In pari tempo, desidero ricordare che la Santa Sede ha proceduto alla nomina di un Rappresentante Pontificio Residente ad Ha Noi, dopo che, nel luglio scorso, è stato concluso con il Vietnam il relativo Accordo sullo statuto del Rappresentante Pontificio”.

Svimez: nel Mezzogiorno buona economia ma natalità in diminuzione

Nelle settimane scorse è stato presentato il rapporto Svimez, in cui è stato sottolineato una crescita del PIL italiano del +1,1% nel 2023, con una crescita nel Mezzogiorno (+0,9%) di soli tre decimi di punto percentuale in meno rispetto al Centro-Nord (+1,2%), per cui l’economia del Mezzogiorno è cresciuta del 10,7%, più che compensando la perdita del 2020 (–8,5%). Nel Centro-Nord, la crescita è stata leggermente superiore (+11%), ma ha fatto seguito a una maggiore flessione nel 2020 (–9,1%).

Alla porta delle chiese

Koffi e Souradji, due giovani togolesi, uno cristiano, l’altro musulmano, non passano qui inosservati. Toccata terra, in dicembre scorso, a Lampedusa, in realtà, sono sbarcati nel Veneto. Dopo alcuni mesi, eccoli già in un’attività di volontariato originale, che incuriosisce le nostre parrocchie. Il loro sorriso africano, largo, aperto, si fa contagioso.

Papa Francesco: Scalabrini è il missionario dello Spirito Santo

La canonizzazione di san Giovanni Battista Scalabrini ha risvegliato nella Chiesa e nella società la coscienza della necessità di un impegno corresponsabile nella promozione dello sviluppo umano integrale e la cura pastorale dei e con i migranti, i rifugiati e le loro famiglie: “Come Missionari Scalabriniani, fedeli al carisma e alla missione ricevuti dal nostro santo Fondatore, sentiamo il dovere morale di fare la nostra parte e di essere seme per una coscienza di fraternità nella società”.

Gli Incontri del Mediterraneo nel racconto del papa

Nell’udienza generale odierna papa Francesco, come succede dopo ogni viaggio apostolico, ha raccontato quello che è avvenuto a Marsiglia, ribadendo che il Mediterraneo è un luogo di incontro e di vita: “Alla fine della scorsa settimana mi sono recato a Marsiglia per partecipare alla conclusione dei ‘Rencontres Méditerranéennes’, che hanno coinvolto Vescovi e Sindaci dell’area mediterranea, insieme con numerosi giovani, perché lo sguardo fosse aperto al futuro. In effetti, l’evento di Marsiglia era intitolato ‘Mosaico di speranza’. Questo è il sogno, questa è la sfida: che il Mediterraneo recuperi la sua vocazione, di essere laboratorio di civiltà e di pace”.

Card. Zuppi: cattolici sono minoranza creativa

“Prima di entrare in medias res, mi sia consentito un ricordo doveroso ma cordiale del Presidente Giorgio Napolitano. In particolare negli anni della sua presidenza della Repubblica, dal 2006 al 2015, ha dimostrato grande sapienza non soltanto nella gestione delle crisi, ma anche nell’impegno ordinario a far dialogare le varie componenti della politica italiana e a dare alle discussioni un respiro almeno europeo, se non mondiale. Questo sforzo per il dialogo costante e per un allargamento degli orizzonti resta un esempio significativo e molto attuale”.

Papa Francesco: non si scherza su migrazione ed eutanasia

Concluso il viaggio apostolico a Marsiglia papa Francesco si è recato alla basilica di santa Maria Maggiore per pregare la Madre di Dio, come è stato riferito dalla sala stampa della Santa Sede: “Questa sera, di ritorno da Marsiglia, come di consueto al termine di ogni viaggio apostolico, Papa Francesco ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove ha sostato in preghiera davanti all’icona della Vergine Salus populi romani”.

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