Papa Francesco: la famiglia è generativa per l’Europa

L’utero in affitto è ‘una pratica disumana’ e la pornografia è ‘una minaccia per la salute pubblica’; mentre la denatalità in Europa è ostacolo a ‘un piano di sostenibilità e alla solidarietà’: questi tre temi sono al centro dell’udienza di papa Francesco alla Federazione della associazioni familiari cattoliche in Europa (Fafce) a pochi giorni dalla celebrazione del X Incontro mondiale delle famiglie, che quest’anno si svolgerà dal 22 al 26 giugno a Roma:

“Le famiglie e le reti di famiglie sono state e sono in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati, specialmente in Lituania, Polonia e Ungheria. Nel vostro impegno quotidiano per le famiglie, voi svolgete un duplice servizio: portate la loro voce presso le istituzioni europee e lavorate per formare reti di famiglie in tutta Europa. Questa missione è in piena consonanza con il percorso sinodale che stiamo vivendo, per fare sì che la Chiesa diventi più famiglia di famiglie”.

Quindi ha richiamato l’attenzione sulla crisi di nascite: “Anticipando di pochi giorni l’Incontro mondiale delle famiglie, richiama l’attenzione sulla carenza di nascite in Europa e soprattutto in Italia. Questo inverno demografico è grave; per favore, state attenti! E’ gravissimo”

Ha quindi sottolineato il valore di una rete di collegamento: “Rinnovando l’esortazione che vi ho rivolto cinque anni fa, vi incoraggio a portare avanti il vostro lavoro per favorire la nascita e il consolidamento di reti di famiglie. E’ un servizio prezioso, perché c’è bisogno di luoghi, di incontri, di comunità in cui le coppie e le famiglie si sentano accolte, accompagnate, mai sole. E’ urgente che le Chiese locali, in Europa e non solo, si aprano all’azione dei laici e delle famiglie che accompagnano famiglie”.

Per affrontare le sfide occorre quindi ‘una solidarietà fra le generazioni’: “…questa solidarietà presuppone un equilibrio; ma proprio questo equilibrio manca oggi nella nostra Europa. Un’Europa che invecchia, che non è generativa è un’Europa che non può permettersi di parlare di sostenibilità e fa sempre più fatica a essere solidale.

Per questo, voi sottolineate spesso che le politiche familiari non vanno considerate come strumenti del potere degli Stati, ma sono fondate in primis nell’interesse delle famiglie stesse. Gli Stati hanno il compito di eliminare gli ostacoli alla generatività delle famiglie e di riconoscere che la famiglia costituisce un bene comune da premiare, con delle naturali conseguenze positive per tutti”.

Una solidarietà che denunci la piaga della pornografia: “Va denunciata come un attacco permanente alla dignità dell’uomo e della donna. Si tratta non soltanto di proteggere i bambini (compito urgente delle autorità e di noi tutti), ma anche di dichiarare la pornografia come una minaccia per la salute pubblica… Le reti di famiglie, in cooperazione con la scuola e le comunità locali, sono fondamentali per prevenire, per combattere questa piaga, sanando le ferite di chi è nel vortice della dipendenza”.

Altra piaga da denunciare è la pratica dell’utero in affitto: “La dignità dell’uomo e della donna è minacciata anche dalla pratica inumana e sempre più diffusa dell’ ‘utero in affitto’, in cui le donne, quasi sempre povere, sono sfruttate, e i bambini sono trattati come merce”.

Un ulteriore problema è la solitudine, aumentata in tempo di pandemia: “Infine (e questa è forse la sfida che sta dietro a tutte le altre), la pandemia ha messo in luce un’altra pandemia, più nascosta, di cui si parla poco: la pandemia della solitudine.

Se molte famiglie si sono riscoperte come Chiese domestiche, è vero anche che troppe famiglie hanno fatto esperienza di solitudine, e la loro relazione con i Sacramenti si è fatta spesso meramente virtuale. Le reti di famiglie sono un antidoto alla solitudine. Esse infatti, per loro natura, sono chiamate a non lasciare nessuno indietro, in comunione con i pastori e le Chiese locali”.

Il papa ha concluso l’incontro ribadendo il valore del matrimonio: “La famiglia fondata sul matrimonio è, dunque, al centro. E’ la prima cellula delle nostre comunità e deve  essere riconosciuta come tale, nella sua funzione generativa, unica e irrinunciabile. Non perché sia un’entità ideale e perfetta, non perché sia un modello ideologico, ma perché rappresenta il luogo naturale delle prime relazioni e della generazione”.

(Foto: Santa Sede)