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Papa Leone XIV ringrazia i carabinieri per il loro servizio

“Sono lieto di accogliere voi che siete al servizio dell’ordine e della sicurezza nell’area metropolitana di Roma e nel territorio provinciale. Mi ha fatto molto piacere sapere che lo scorso Anno giubilare, pur essendo stato particolarmente impegnativo, ha rappresentato per voi un’esperienza arricchente, sia sul piano umano sia su quello professionale. Ringrazio il Signore per questo. In effetti, è stato così per tutti noi che viviamo a Roma: la testimonianza di tanti pellegrini ci ha edificato”: rivolgendosi alle forze dell’ordine della Compagnia Roma-San Pietro, papa Leone XIV afferma che il messaggio di Gesù ha permeato nei secoli strutture e modi di agire attraverso una ‘rivoluzione’ non violenta.

E ritorna agli inizi del Cristianesimo, quando si irradiò anche nei militari: “E penso agli albori del cristianesimo in questa città, quando nei vari ambienti, anche nell’esercito, cominciò a circolare la Buona Notizia di Gesù: un nuovo modo di vivere e di pensare, un Dio che è amore, misericordia, perdono; una fraternità tra tutti gli uomini e le donne che supera ogni differenza sociale ed etnica”.

Quindi il Vangelo ha cambiato la società: “Cari amici, voi siete militari e sapete bene che cosa vuol dire gerarchia, comando, obbedienza. Queste parole le usiamo anche nella Chiesa, trasformate dalla novità del Vangelo. E, analogamente, il Vangelo, lungo i secoli, ha permeato le strutture, i criteri, i modi di agire e di pensare delle civiltà dove è penetrato; lo ha fatto non con una rivoluzione violenta, ma con una trasformazione pacifica, dall’interno, attraverso le coscienze, la conversione dei cuori. Così il Vangelo ha portato ovunque il senso di Dio e dell’uomo: il rispetto assoluto della vita e della persona umana, insieme all’adorazione di Dio e di Lui solo”.

Questa è la novità del Vangelo: “E allora, riflettiamo: non è forse questo che può e deve accadere in ogni epoca, anche nel mondo e nella Roma di oggi? È così, e ne abbiamo conferma al livello più alto del Magistero della Chiesa cattolica: nel Concilio Vaticano II, negli insegnamenti e negli esempi dei Papi. Siamo chiamati a riscoprire l’essenzialità del messaggio cristiano e lo stile della Chiesa nascente, per incarnarli nel nostro mondo così diverso, molto più complesso…

Signori e Signore, vi ringrazio per il servizio che svolgete, in particolare intorno al Vaticano e nella città di Roma. Vi auguro di compierlo sempre con coscienza retta, fedeli ai principi e alle regole dell’Arma dei Carabinieri e, in quanto cristiani, fedeli al Vangelo, che riempie ogni intenzione e ogni azione con la carità di Cristo”.

Ed in un chirografo in riferimento all’organismo istituito nel 2024 per organizzare e coordinare le ‘Gmb’, il papa trasferisce la competenza al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la vita, abrogando il chirografo istitutivo e statuto, come pure atti e regolamenti finora adottati per una maggior sinergia: “Condividendo la sollecitudine del mio predecessore, papa Francesco, perché la Chiesa ponga attenzione ai bambini anche mediante l’istituzione di una giornata loro dedicata, in continuità con la decisione già assunta di collocare il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini all’interno del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e al fine di favorire ulteriormente le sinergie ed un lavoro più efficace per la realizzazione di questa nobile iniziativa, dopo essermi adeguatamente consultato”.

(Foto: Santa Sede)

FIAGOP: maggiori tutele e legge 104 ai genitori di bambini malati di cancro

Maggiori tutele sul lavoro per i genitori che devono accudire i figli malati di cancro, con l’estensione dei benefici della Legge 104 a tutte le categorie di lavoratori, incluse le partite Iva. E’ quanto chiede la Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica (FIAGOP), in vista della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, istituita per il 15 febbraio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei tumori infantili e di esprimere sostegno ai minori malati di cancro e alle loro famiglie.  

Per questo appuntamento, FIAGOP ha organizzato a Roma un convegno sul tema ‘Il Diritto di Guarire. Un percorso di guarigione che integra diritti, cura e ricerca: dal reinserimento sociale dei guariti alla tutela dei caregiver’, che si svolgerà martedì 17 febbraio presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.  

Al convegno interverranno esponenti politici, medici ed esperti, oltre a rappresentanti delle 32 associazioni in tutta Italia federate con la stessa FIAGOP. Nell’occasione, saranno anche presentate una serie di richieste al governo messe a punto da FIAGOP insieme con l’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica (AIEOP), a partire dall’urgenza di un supporto economico ai genitori di bambini e adolescenti malati di tumore e dall’istituzione di un fondo specifico per la ricerca scientifica in ambito oncologia pediatrica.  

“FIAGOP aderisce anche quest’anno alla Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile in qualità di membro della Childhood Cancer International (CCI), promuovendo una mobilitazione nazionale che coinvolga tutte le associazioni federate in iniziative di sensibilizzazione, solidarietà e partecipazione attiva”, ha dichiarato il presidente di FIAGOP, Sergio Aglietti. “Il convegno che abbiamo organizzato nella sede prestigiosa di Montecitorio rappresenterà un’occasione fondamentale per portare all’attenzione delle Istituzioni i bisogni dei bambini e degli adolescenti guariti dal cancro, delle loro famiglie e dei caregiver, promuovendo politiche che garantiscano non solo la cura migliore possibile, ma anche il pieno diritto alla qualità della vita e al reinserimento sociale”.

Il programma del convegno, che sarà aperto dai saluti dei rappresentanti istituzionali, prevede una serie di interventi da parte di medici ed esperti: “Il diritto di guarire e di essere assistito”, dell’avv. Cinzia Laurenza, esperta in legislazione e specializzata nelle pratiche di invalidità civile, e della dott.ssa Laura Mori, responsabile del Servizio Sociale presso l’Ospedale A. Meyer di Firenze; “Guarire di più, guarire meglio: il ruolo della ricerca: riduzione degli effetti tardivi: il ruolo della ricerca finalizzato ad una guarigione migliore”, del prof. Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, e della prof.ssa Monica Terenziani, responsabile della Clinica Effetto Tardivo presso il Dipartimento di Pediatria e del Percorso di Preservazione della Fertilità dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; “Il passaggio all’età adulta: opportunità e sfide nell’inserimento sociale e lavorativo dei guariti”, del dott. Francesco Felicetti dell’Unità di Transizione per Neoplasie Curate in Età Pediatrica presso la Città della Salute e della Scienza di Torino. I lavori saranno conclusi dalla presidente di AIEOP, Angela Mastronuzzi, e dal presidente di FIAGOP, Sergio Aglietti.   Ulteriori informazioni sono disponibili su www.fiagop.it e www.giornatamondialecancroinfantile.it.  

Torna la giornata mondiale contro il cancro infantile

Torna la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile. Questa iniziativa, che si svolge ogni anno il 15 febbraio, è stata istituita nel 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei tumori infantili e per esprimere sostegno a bambini e adolescenti malati di cancro e alle loro famiglie. La giornata è promossa da Childhood Cancer International (CCI), la grande rete globale di associazioni attiva in più di novanta Paesi nei cinque continenti.

In Italia uno dei membri fondatori è la Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica (FIAGOP), che anche quest’anno ha programmato alcune attività di sensibilizzazione e solidarietà a livello nazionale. Innanzitutto, per martedì 17 febbraio FIAGOP ha organizzato a Roma presso la Camera dei Deputati un convegno sul tema ‘Il Diritto di Guarire. Un percorso di guarigione che integra diritti, cura e ricerca: dal reinserimento sociale dei guariti alla tutela dei caregiver’, a cui interverranno esponenti politici, medici, caregiver ed esperti, oltre ai rappresentanti delle 32 associazioni in tutta Italia federate con la stessa FIAGOP.

Fino al 20 febbraio, si svolgeranno inoltre diverse campagne di sensibilizzazione. FIAGOP tornerà a proporre l’iniziativa ‘Diamo radici alla speranza, piantiamo melograni’, che prevede la messa a dimora di un gran numero di piccole piante di questo arbusto da frutto presso parchi pubblici, giardini di ospedali e istituti scolastici.

Novità di quest’anno sarà la campagna ‘Un succo per la vita’: le associazioni aderenti a FIAGOP distribuiranno in tutta Italia bottigliette di succo di melagrana, prodotto dalla Tenuta Il Melograno, azienda agricola biologica di Vasanello (Viterbo), allo scopo di raccogliere fondi per finanziare un progetto triennale di ricerca dell’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica (AIEOP) sulla standardizzazione della valutazione delle condizioni predisponenti il cancro nelle neoplasie pediatriche, di adolescenti e giovani adulti.

Sempre in occasione della prossima giornata mondiale, FIAGOP ha anche organizzato la tradizionale campagna ‘Ti voglio una sacca di bene’, dedicata alla promozione della donazione di sangue, piastrine e plasma, risorse fondamentali per garantire le cure ai bambini e ai ragazzi in terapia oncologica, come ha dichiarato il presidente di FIAGOP, Sergio Aglietti:

“Fin dall’antichità, il melograno ha rappresentato la pianta della vita e, per questo motivo, lo abbiamo adottato come simbolo della lotta al cancro infantile, che ogni anno colpisce 2.500 bambini e adolescenti in Italia. Con la nuova iniziativa ‘Un succo per la vita’, i nostri sostenitori potranno gustare una bevanda ricca di proprietà salutari, contribuendo alla ricerca sullo screening dei tumori infantili.

Anche quest’anno, ci impegneremo affinché la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile rappresenti un momento di forte sensibilizzazione, consapevolezza ed unità in tutta Italia. Intendiamo dimostrare alle istituzioni e al mondo sanitario la capacità di genitori e caregiver di fare rete per difendere la salute dei nostri figli, promuovendo politiche che garantiscano non solo la cura migliore possibile, ma anche il pieno diritto alla qualità della vita e al reinserimento sociale”.

Ulteriori informazioni sono disponibili su www.fiagop.it, www.giornatamondialecancroinfantile.it e www.unsuccoperlavita.it.

Papa Leone XIV: prendersi cura delle differenze

“Mentre vi riunite per portare avanti gli impegni che sono stati il ​​frutto del Vertice Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, convocato dal mio predecessore, papa Francesco, nello stesso periodo dell’anno scorso, vi do il mio caloroso benvenuto. Vi assicuro le mie preghiere mentre cercate di discernere la volontà del Signore e di leggere i ‘segni dei tempi’ relativi all’impatto delle crisi mondiali sui ‘piccoli’ di Dio”: ricevendo in udienza il Comitato organizzatore dell’iniziativa ‘From Crisis to Care: Catholic Action for Children’ papa Leone XIV ha ricordato l’importanza di leggere i ‘segni dei tempi’.

Durante l’udienza il papa ha sottolineato che non è migliorata la situazione di vita dei bambini: “E’ davvero una tragedia che i bambini e i giovani del nostro mondo, coloro che Gesù voleva che andassero a Lui, siano così spesso privati ​​delle cure e dell’accesso ai beni di prima necessità. Allo stesso modo, hanno spesso poche opportunità di realizzare il potenziale che Dio ha donato loro. Purtroppo, vedo che la situazione dei bambini oggi non è migliorata nell’ultimo anno, ed è anche motivo di profonda preoccupazione apprendere della mancanza di progressi nella protezione dei bambini dai pericoli”.

Per questo ha detto delle difficoltà degli impegni presi per migliorare lo sviluppo: “Dobbiamo chiederci se gli impegni globali per lo sviluppo sostenibile siano stati messi da parte quando vediamo nella nostra famiglia umana globale che così tanti bambini vivono ancora in estrema povertà, subiscono abusi e sono costretti a sfollare, per non parlare del fatto che non hanno un’istruzione adeguata e sono isolati o separati dalle loro famiglie”.

Riprendendo un discorso al Corpo diplomatico di papa Francesco il papa ha evidenziato il loro impegno per l’infanzia: “A questo proposito, accolgo con favore il vostro impegno a sviluppare modi efficaci per affrontare le preoccupazioni sollevate al Vertice sui Diritti dell’Infanzia. Mentre svolgete questo compito, vorrei sottolineare due punti importanti. In primo luogo, state parlando a nome di coloro che non hanno voce. Questo è un compito davvero nobile. Tenetelo a mente quando sorge la tentazione di scoraggiarvi a causa di iniziative fallite, di un’apparente mancanza di interesse da parte degli altri o della sensazione che la situazione non stia migliorando. Lasciate che il bene che sapete di fare vi spinga avanti”.

E’ stato un invito a non trascurare i bisogni ‘trasversali’ dei bambini: “Il secondo punto riguarda la necessità di concentrarsi sui bisogni trasversali dei bambini, che possono facilmente passare inosservati quando l’assistenza si concentra su una sola area di bisogno. In questo senso, mi rendo conto che il modo particolare in cui ciascuno di voi affronta i bisogni dei bambini è conforme ai vostri specifici carismi e specializzazioni all’interno delle strutture della Chiesa locale, delle congregazioni religiose e delle organizzazioni di ispirazione cattolica”.

Per raggiungere tali obiettivi è necessario un lavoro comune: “Vi esorto, tuttavia, a trovare il modo di lavorare insieme in maggiore armonia affinché i bambini ricevano un’assistenza equilibrata, tenendo conto del loro benessere fisico, psicologico e spirituale. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, così come la Pontificia Accademia per la Vita, l’Unione dei Superiori Generali e l’Unione Internazionale dei Superiori Generali vi accompagnano in questo sforzo e incoraggio tutti voi a sviluppare misure concrete e piani d’azione per rispondere ai bisogni trasversali dei bambini”.

Per fare bene tale ‘lavoro’ è fondamentale ascoltare i bambini: “Papa Francesco ci ha spesso ricordato la necessità di ascoltare i bambini e si è dimostrato un maestro esemplare in questo senso”.

Mentre con una citazione del patriarca Atenagora il papa ha salutato i partecipanti ad un’iniziativa del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, destinata ai giovani sacerdoti e monaci delle Chiese ortodosse orientali, ricevuti in udienza: “Come sappiamo, san Paolo viaggiò molto in Israele, in Asia Minore, in Siria, in Arabia e persino in Europa. Fondando e visitando numerose comunità cristiane, divenne consapevole delle peculiarità di ogni chiesa: la sua etnia, i suoi costumi, così come le sue difficoltà e preoccupazioni. L’apostolo comprese che le comunità potevano diventare troppo isolate, concentrandosi sui propri problemi specifici.

Pertanto, in tutte le sue lettere, San Paolo fu fermo nel ricordare loro che facevano parte dell’unico Corpo Mistico di Cristo. In questo modo, li incoraggiava a sostenersi a vicenda e a mantenere l’unità di fede e di insegnamento che riflette la natura trascendente e l’unità di Dio”.

Infine ha sottolineato il valore delle ‘differenze’: “Cari amici, le differenze storiche e culturali delle nostre Chiese costituiscono uno splendido mosaico della nostra comune eredità cristiana, qualcosa che tutti possiamo apprezzare. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a sostenerci a vicenda affinché possiamo crescere nella nostra fede condivisa in Cristo, che è la fonte ultima della nostra pace. Ciò richiede che impariamo a disarmarci”.

(Foto: Santa Sede)

Risparmio casa per un Natale di Solidarietà: raccolti € 60.000 per i bambini dell’ospedale Bambin Gesù

In occasione delle festività natalizie, Risparmio Casa ha scelto di sostenere il progetto promosso dalla Fondazione Bambino Gesù ETS dell’Ospedale Bambino Gesù, dedicato all’accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti con maggiori difficoltà economiche. L’iniziativa solidale, attiva per tutto il periodo natalizio dall’8 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, ha permesso di raccogliere oltre 60.000 mila euro grazie alla generosità dei clienti che hanno scelto di donare nei punti vendita di Risparmio Casa.

Il ricavato è stato destinato alle attività di supporto alle difficoltà quotidiane delle famiglie dei bambini in lunga degenza, garantendo un alloggio che permetta loro di rimanere accanto ai propri figli per tutta la durata del percorso di cura.

Il contributo si inserisce nel percorso di Responsabilità Sociale “Doniamo Solidarietà” di Risparmio Casa, che dal 2023 rinnova il proprio impegno accanto alle persone più fragili, dando continuità a progetti dedicati al sostegno delle realtà più vulnerabili. In questo contesto, Risparmio Casa ha scelto di sostenere il programma di accoglienza della Fondazione Bambino Gesù ETS, che supporta ogni anno oltre 4.000 famiglie, offrendo alloggio gratuito in strutture dedicate o convenzionate, pasti, mediazione linguistica e culturale, supporto amministrativo, trasporti e attività scolastiche e ludico-educative per i piccoli pazienti.

Un aiuto concreto che contribuisce ad alleviare le difficoltà organizzative ed economiche legate alle lunghe degenze e permette alle famiglie di concentrarsi esclusivamente sulle cure dei propri cari: “Siamo orgogliosi di aver concluso l’anno con un gesto di solidarietà che racconta la generosità dei nostri clienti e la forza del nostro legame con il territorio – afferma Riccardo Battistelli Brand & Digital Transformation/Innovation Coordinator di Risparmio Casa.

Il sostegno alla Fondazione Bambino Gesù rappresenta una scelta di responsabilità: essere vicini alle famiglie nei momenti più delicati significa contribuire a rendere il loro percorso un po’ meno difficile. E’ stato un anno importante sotto questo profilo: abbiamo affiancato realtà che si occupano di fragilità profonde e che lavorano ogni giorno per offrire nuove possibilità a chi vive momenti complessi. Con questa iniziativa abbiamo voluto dare continuità a un cammino condiviso, che mette al centro le persone e il valore di gesti capaci di generare un impatto reale e concreto”.

“Iniziative come questa rappresentano un sostegno fondamentale per le famiglie che affrontano il difficile percorso della malattia di un figlio lontano da casa – dichiara Tiziano Onesti, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Poter contare su una rete di accoglienza solida significa alleviare un peso concreto, permettendo ai genitori di concentrarsi esclusivamente sulle cure e sul benessere dei propri bambini. Ringraziamo Risparmio Casa e tutti i clienti che hanno contribuito con generosità a questo progetto, dimostrando grande attenzione e sensibilità verso i più piccoli e le loro famiglie.”

La campagna a sostegno della Fondazione Bambino Gesù ETS rappresenta l’ultima tappa di un anno particolarmente significativo per il programma di responsabilità sociale “Doniamo Solidarietà” di Risparmio Casa. Nel corso del 2025, grazie all’attiva partecipazione dei clienti, Risparmio Casa ha sostenuto diversi progetti a favore di bambini, famiglie e persone in situazioni di vulnerabilità, dando continuità a un impegno costruito nel tempo.

Tra le iniziative promosse il supporto alla Fondazione Le Stelle di Marisa ETS, a sostegno degli “orfani speciali” attraverso interventi psicologici, educativi, economici e legali, e la partecipazione alla campagna “Aiutaci a scrivere il loro futuro”, promossa dal Consorzio Drug Italia, a favore della Fondazione Giovanni Celeghin, impegnata nella ricerca sui tumori cerebrali e nel supporto alle famiglie dei pazienti.

Grazie alle campagne solidali realizzate nel corso dell’anno, inclusa l’iniziativa natalizia a favore del progetto di accoglienza della Fondazione Bambino Gesù ETS, è stato possibile raggiungere una raccolta complessiva pari a 182.000 mila euro. Un risultato che racconta la capacità dell’azienda e della sua comunità di mobilitarsi per il bene comune e conferma un impegno che non si esaurisce con la conclusione delle singole iniziative, ma che continua a crescere e a evolvere in progetti di solidarietà sempre più concreti.

Per maggiori informazioni su ‘Doniamo Solidarietà’ e sui progetti sostenuti da Risparmio Casa, è possibile visitare la sezione dedicata sul sito ufficiale dell’azienda: https://www.risparmiocasa.com/doniamo-solidarieta/

Papa Leone XIV: con la Pasqua avviene la conversione ecologica

“Dopodomani, 21 novembre, memoria liturgica della Presentazione della Beata Vergine Maria, si celebrerà in tutta l’Italia la Giornata ‘Pro Orantibus’. Non manchi a tutti i fratelli e le sorelle di vita contemplativa la concreta solidarietà e l’aiuto efficace della comunità ecclesiale per assicurare ad essi la sopravvivenza e la continuità del loro silenzioso, fecondo e insostituibile apostolato”: a conclusione dell’udienza generale odierna papa Leone XIV ha ricordato questa importante giornata per la vita della Chiesa.

Sempre in questo venerdì si celebra la giornata mondiale per la pesca, mentre nel prossimo settembre la Giornata mondiale dei Bambini: “Desidero ricordare i pescatori, in occasione della Giornata Mondiale della Pesca, che ricorrerà venerdì prossimo: Maria, Stella del mare, protegga i pescatori e le loro famiglie. Il mio pensiero va anche ai Bambini, che avrò la gioia di incontrare nella Giornata loro dedicata in programma dal 25 al 27 settembre 2026”.

Ed al termine dell’udienza, il piccolo Majd Bernard, di 7 anni proveniente da Gaza, e padre Enzo Fortunato hanno presentato al papa la bandiera con il logo ufficiale della prossima edizione della Giornata Mondiale dei Bambini, che il papa ha benedetto e firmato, tantoché il prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, card. Kevin Farrell, ha sottolineato: “Nella prossima Giornata Mondiale dei Bambini la Chiesa vuole prestare di nuovo un’attenzione particolare al mondo dell’infanzia e all’ambiente naturale nel quale i bambini vivono e crescono, cioè la famiglia…

Ai bambini va mostrata la bellezza della pace, la pace vissuta anzitutto nelle loro famiglie, negli ambienti che frequentano e nel mondo intero. I bambini capiscono bene il valore della pace e soffrono molto quando percepiscono tensioni e conflitti attorno a loro, a partire dai genitori o nell’ambiente circostante. Ci auguriamo, quindi, che la prossima GMB sia una bella occasione perché la Chiesa si mostri vicina ai bambini e alle loro famiglie, dando loro speranza e gioia”.

Mentre nell’udienza generale il papa ha evidenziato che la speranza cristiana non può essere slegata dalla spiritualità di un’ecologia integrale, ricordando l’invito di papa Francesco nell’enciclica ‘Laudato sì’ ad avere uno ‘sguardo contemplativo’ di fronte al creato: “Stiamo riflettendo, in questo Anno giubilare dedicato alla speranza, sul rapporto fra la Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale, ossia le nostre sfide. Talvolta anche a noi Gesù, il Vivente, vuole chiedere: ‘Perché piangi? Chi cerchi?’

Le sfide, infatti, non si possono affrontare da soli e le lacrime sono un dono di vita quando purificano i nostri occhi e liberano il nostro sguardo. L’evangelista Giovanni suggerisce alla nostra attenzione un dettaglio che non troviamo negli altri Vangeli: piangendo vicino alla tomba vuota, la Maddalena non riconobbe subito Gesù risorto, ma pensò che fosse il custode del giardino”.

Riprendendo il passo giovanneo il papa ha evidenziato la conclusione del racconto evangelico: “Termina così, nella pace del sabato e nella bellezza di un giardino, la drammatica lotta fra tenebre e luce scatenatasi col tradimento, l’arresto, l’abbandono, la condanna, l’umiliazione e l’uccisione del Figlio, che ‘avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine’. Coltivare e custodire il giardino è il compito originario che Gesù ha portato a compimento. La sua ultima parola sulla croce (‘E’ compiuto’) invita ciascuno a ritrovare lo stesso compito, il suo compito”.

Ecco il significato dell’incontro con il ‘custode del giardino’, come è stato indicato da papa Francesco: “Cari fratelli e sorelle, Maria Maddalena, allora, non sbagliò del tutto, credendo di incontrare il custode del giardino! Doveva, in effetti, riascoltare il proprio nome e comprendere il proprio compito dall’Uomo nuovo, quello che in un altro testo giovanneo dice: ‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose’.

Papa Francesco, con l’enciclica ‘Laudato sì’, ci ha indicato l’estrema necessità di uno sguardo contemplativo: se non è custode del giardino, l’essere umano ne diventa devastatore. La speranza cristiana, dunque, risponde alle sfide cui oggi l’intera umanità è esposta sostando nel giardino in cui il Crocifisso è stato deposto come un seme, per risorgere e portare molto frutto”.

Il Paradiso può essere ‘ritrovato’ solo se ci sarà una conversione ecologica: “Il Paradiso non è perduto, ma ritrovato. La morte e la risurrezione di Gesù, così, sono fondamento di una spiritualità dell’ecologia integrale, fuori dalla quale le parole della fede restano senza presa sulla realtà e le parole delle scienze rimangono fuori dal cuore”.

Tale conversione ecologica si realizzerà con la Pasqua: “Per questo, parliamo di una conversione ecologica, che i cristiani non possono separare da quell’inversione di rotta che seguire Gesù richiede loro. Ne è segno il voltarsi di Maria, in quel mattino di Pasqua: solo di conversione in conversione passiamo da questa valle di lacrime alla Gerusalemme nuova. Tale passaggio, che inizia nel cuore ed è spirituale, modifica la storia, ci impegna pubblicamente, attiva solidarietà che fin d’ora proteggono persone e creature dalle brame dei lupi, nel nome e in forza dell’Agnello Pastore”.

In questo modo è possibile incontrare persone che amano i poveri: “Così, i figli e le figlie della Chiesa possono oggi incontrare milioni di giovani e di altri uomini e donne di buona volontà che hanno ascoltato il grido dei poveri e della terra lasciandosene toccare il cuore. Sono molte anche le persone che desiderano, attraverso un più diretto rapporto col creato, una nuova armonia che le porti oltre tante lacerazioni…

Lo Spirito ci dia la capacità di ascoltare la voce di chi non ha voce. Vedremo, allora, ciò che ancora gli occhi non vedono: quel giardino, o Paradiso, cui andiamo incontro soltanto accogliendo e portando a compimento ciascuno il proprio compito”.

(Foto: Santa Sede)

Convegno ‘Primi Passi’: la sfida dell’istruzione fino a 6 anni

‘Primi Passi: la scuola 0-6 motore del sistema educativo’ è il tema del convegno nazionale sullo stato dei servizi educativi e scolastici da zero a sei anni, che si svolgerà nei giorni 28 e 29 ottobre a Roma. Giunto alla quarta edizione, questo convegno è organizzato dalla cooperativa Kairos in collaborazione con il Centro Nazionale di Orientamento (CNO) e la Rete Officine Futuro.

“Il nostro evento intende unire la riflessione sul mondo dei servizi zero-sei e sulla sostenibilità”, ha dichiarato Alessandro Capponi, presidente di Kairos, “nonché, attraverso il coinvolgimento di alcune università, dare la possibilità di un più puntuale approfondimento del mondo educativo, con un’apertura importante alle tematiche dell’orientamento scolastico sin dai primi anni.

Recentemente, infatti, le linee di indirizzo dell’Unione Europea hanno sottolineato l’importanza di costruire le competenze orientative attraverso le soft skills sin dalla prima infanzia. In questa edizione, l’attenzione sarà dunque dedicata alla fascia 0-6 anni come base fondante per uno sviluppo armonico e inclusivo del bambino. Questo appuntamento”, ha concluso Capponi, “rappresenta un’importante occasione di confronto sulle problematiche relative alla sostenibilità economica dei servizi e sulle sfide educative in un contesto di rapidi cambiamenti tecnologici e culturali”.

Il programma del convegno prevede che la prima giornata di martedì 28 ottobre, che si terrà nella Sala Tevere della sede della Regione Lazio a Roma, sarà dedicata al futuro dei servizi per l’infanzia con particolare attenzione alle politiche educative, alla sostenibilità economica e alle nuove opportunità di sviluppo.

La seconda giornata di mercoledì 29 ottobre, che si svolgerà presso la storica sede del CNO di Villa Fassini a Roma, si focalizzerà invece sulla centralità degli ambienti di apprendimento innovativi ed inclusivi per la fascia di età 0-6 anni, sottolineando l’importanza del dialogo con le istituzioni ad essi dedicati. Il convegno vedrà anche la presenza di alcuni esponenti delle autorità locali, come Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio, Marco Marcocci, vicepresidente nazionale e presidente regionale del Lazio di Confcooperative, Goffredo Sepiacci, presidente di Aninsei Lazio, Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio di Roma, Annarita Leobruni, vicepresidente del IV Municipio di Roma e assessore ai Servizi Educativi e Scolastici, e Maura Striano, assessore all’Istruzione di Napoli.

Numerosi gli interventi previsti nelle due giornate di lavori. Saranno affrontati temi come la crisi educativa tra povertà e intervento precoce, l’educazione nei primi 1.000 giorni di vita, la formazione nel sistema 0-6, l’inclusione e la pedagogia speciale, la prima infanzia tra marginalità e devianza e l’outdoor education.

Previste anche due tavole rotonde su ‘Costruiamo il futuro dell’infanzia: politiche, sostenibilità economica ed opportunità nei servizi educativi 0-6’ e ‘Le Istituzioni in dialogo con i servizi educativi’. Tra i relatori, sono attesi Roberto Farnè (Università di Bologna), Guido Benvenuto e Patrizia Sposetti (Università Sapienza di Roma), Paola Aiello e Fausta Sabatano (Università di Salerno), Marco Rossi-Doria (Con i bambini). La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione online qui: https://www.kairoscuola.it/convegni/4-convegno.html.

Una mamma racconta ai suoi due bambini la storia del beato Carlo Acutis

Una mamma racconta ai suoi due bambini la storia del beato Carlo Acutis, un ragazzino speciale che ha vissuto un rapporto intimo e bellissimo con Gesù. E’ un percorso che avvicina alla prima Comunione ed aiuta a capire il valore di questo sacramento attraverso esempi concreti della vita di Carlo nel paragone con quello che anche i due bambini stanno vivendo: “I santi non sono supereroi, sono persone che hanno bussato al cuore di Dio. E alle quali è stato aperto. A cosa serve parlare di santi o pregarli? Non ci basta Gesù? Da tempo mi occupo di raccogliere storie e testimonianze di persone che hanno seguito Cristo, le racconto nei miei libri, perché credo che faccia bene leggerle.

Il libro ‘Carlo Acutis e il suo amico Gesù’ (Mimep Docete) è scritto da Cecilia Galatolo, autrice di ‘Sei nato originale non vivere da fotocopia’, ‘Vivere da originali’, ‘Diario della felicità’, ‘Genitori sta a noi’: Lucia, la mamma di due gemelli, Filippo e Alessia, decide di raccontare ai suoi figli ogni sera un episodio della vita di questo giovane per aiutarli a conoscere meglio Gesù attraverso i gesti di Carlo e ad entrare nel mistero dell’Eucaristia, in vista della loro prima comunione.

Filippo e Alessia scoprono cosa ha fatto questo ragazzino originario di Milano e morto a soli 15 anni nel 2006, a causa di una leucemia fulminante. Scoprono che Carlo è stato un giovane cristiano appassionato del Vangelo e del Santissimo Sacramento, davanti al quale riponeva tutta la sua vita, scoprendo di sentirsi ‘leggero’ nell’affrontare la vita con Gesù.

Per quale motivo un libro su Carlo Acutis raccontato ai bambini?

“Mi piace vedere Carlo come ‘il santo dei bambini’. Ho raccolto in questi anni molte testimonianze che mi dimostrano come dal Cielo sia particolarmente ‘attento ai piccoli’. Lui stesso, poi, ha accolto Gesù da bambino, con semplicità e al tempo stesso serietà. I bambini sanno essere molto seri nelle cose importanti. Ecco, Carlo è stato santo da bambino, ha parlato con Gesù intensamente da bambino. Ha insistito lui stesso a sette anni per poter ricevere l’Eucaristia. Aveva capito che era un regalo ‘di quelli grossi’, non poteva aspettare oltre per ‘scartarlo’.

Inoltre, è da bambino che Carlo ha iniziato a convertire i suoi genitori… ho pensato che, visto il suo percorso, visto che la sua fede è maturata (in modo naturale e prodigioso al tempo stesso) proprio nell’infanzia, poteva essere bello raccontare tutto questo ai bambini, con un linguaggio adatto a loro. Inoltre, vi svelo un altro particolare: questo libro mi è stato fortemente richiesto. C’erano persone che cercavano qualcosa di simile e non lo trovavano. Il libro, infatti, non è solo un itinerario di lettura, è interattivo, comprende anche giochi, cruciverba, spazi di scrittura sull’abc della fede, a partire dalla spiritualità di Carlo”.

In quale modo Carlo Acutis può far capire ai bambini il sacramento della comunione?

“Carlo più che ‘spiegare’ testimonia la potenza dell’Eucaristia con la sua stessa vita. Tutti siamo tentati di essere egoisti (questo i bambini lo capiscono, lo vedono, anche nei loro giochi o a scuola); siamo tentati di pensare al nostro tornaconto, a volere sempre più cose. Siamo fatti così, abbiamo tutti lo stesso ‘difetto di fabbrica’ (si chiama ‘peccato originale’). Carlo non era esente da questo. Eppure, tu guardi la vita di Carlo e vedi un bambino prima, un ragazzo poi, ‘libero’, trasformato da quel prezioso pezzo di pane. Nutrirsi di Gesù lo rende ‘bello’. Nel libro mostro questo legame tra la bellezza di Carlo ed il nutrimento che la sua bellezza aveva: Cristo stesso, nel suo corpo, nel suo sangue”.

Perchè la mamma sente la necessità di raccontare ai figli la storia di Carlo Acutis?

“Grazie per la domanda, mi permette di spiegare bene la trama del libro. Non si tratta infatti di una biografia, bensì di un piccolo romanzo a misura di bambino (età consigliata dai 7 anni). Protagonisti sono Alessia e Filippo, due gemelli che si preparano a ricevere la prima comunione. La mamma, Lucia, sente l’esigenza di raccontare ai suoi figli la storia di Carlo perché la bimba manifesta qualche dubbio sull’Eucaristia, dubbi comprensibili, perché stiamo parlando di un mistero grandissimo. Carlo ha svolto ricerche accuratissime sui miracoli eucaristici (eventi straordinari in cui l’Ostia della messa si è trasformata in carne o ha sanguinato oppure dove è accaduto qualcosa di scientificamente inspiegabile legato all’Eucaristia) e nel libro si parla anche di questa realtà, al fine di rafforzare la fede (di piccoli e grandi), con un linguaggio che i bambini possono capire…”.

Per quale motivo l’Eucarestia è ‘un’autostrada’?

“Perché ci fa andare più spediti verso la meta della nostra vita: essere santi e godere per sempre della beatitudine del Paradiso. Prova a fare tutte stradine di campagna per raggiungere Milano da Roma. Magari ci arrivi, ma che fatica! Provate un po’ a raggiungere la santità senza il sostegno concreto e tangibile di Gesù…”.

Perché Carlo Acutis è un ‘portone’?

“Perché volevo fare la scrittrice, ma sembrava un sogno impossibile. Il primo libro era andato un po’ male (ero esordiente, casa editrice piccola). Poi scrissi il mio secondo romanzo, ‘Sei nato originale, non vivere da fotocopia’, su questo giovane milanese. Era il 2016, in pochi lo conoscevano. Venne pubblicato. Poi Carlo diventò beato, santo… e quel libro mi permise di diventare una scrittrice conosciuta. A lui devo molto, soprattutto dopo tante porte chiuse”.

(Tratto da Aci Stampa)

Quando ci stai dentro: da un programma di beneficenza al tuo sogno

E chi lo sapeva, quell’anno scolastico 2006-2007 che ci sarei entrata anche io? Volevo guardare un programma della Carrà che parlava di bambini e adozioni, una trasmissione seria, non il solito film per rilassarsi, ma se ti piacciono i bambini non è strano. Immagina di non aver potuto avere fratelli per varie circostanze contrarie al tuo desiderio. Immagina di essere grande, ma abbastanza infantile da desiderare ancora fortemente di averne uno e di cercare di convincere il genitore reticente, con l’aiuto dell’altro, ad aiutarti a realizzare il desiderio.

Ed ecco la telefonata, ancora con il fisso e i complimenti rivolti al genitore reticente che li destina a te e il volontario del centralino, il quale è fiero del gesto di una bambina così piccola e generosa. Generosa? Eppure  io volevo solo una sorella, ma piuttosto che niente pure un fratello andava bene.  Non mi sembrava di essere stata così generosa(ahah).

Dopo quell’anno, il programma TV è sparito, ma la Fondazione no. A differenza di tanti nomi blasonati (credo che li sappiano tutti, non serve scriverli) l’ente non solo proseguiva, ma continuava ad avere progetti e a cambiarmi sorelle. Maledizione, uno vorrebbe una sorella per la vita e poi te la tolgono perché… “è uscita dal progetto”; in pratica non ha più bisogno di te. E allora?

Devi aprire il tuo cuore a qualcun’altra fino al 2017, quando lo dai al tuo primo fratello. Dal 2006 non ho mai cambiato struttura, sono rimasta fedele a questo ente che mi ha dato assistenza adeguata e dei fratelli  quali – mi scuso se non li ricordo tutti e indicherò quelli che sono rimasti di più con me – Siluva, Maria Elena e  Prem.

Aiutare i bambini si è trasformata in Mission bambini. Il cambiamento di nome eccetera mi aveva preoccupata. I cambiamenti non sono sempre positivi nei gruppi che si occupano di beneficenza, ma mi è stato dimostrato che potevo fidarmi. Ecco la storia dell’ente. Il 18 gennaio 2025,Mission Bambini ha raggiunto i 25 anni di attività dedicati a migliorare la vita dei bambini in Italia e nel mondo. Il 18 gennaio 2000, nacque la Fondazione con il nome di aiutare i bambini, grazie  all’ingegnere Goffredo  Modena e a sua moglie Maria Paola Villa. Da quel momento, il sogno si realizzò grazie all’impegno di tante persone che  condividevano una visione comune a loro.

Il primo progetto fu quello in Brasile: costruire un asilo per 100 bambini. Nel 2002, il primo volontario di Mission Bambini(all’epoca aiutare i bambini) parti per il Madagascar dove visitò la scuola del villaggio di Sarodroa. Tre anni dopo l’apertura del primo progetto, la Fondazione si dedico al  sostegno a distanza, per appoggiare  continuativamente attività educativi all’estero.

Il progetto Cuore di bimbi, invece, iniziò nel 2005. Questo aveva l’obiettivo di salvare la vita dei bambini gravemente cardiopatici che nascevano nei Paesi più poveri del mondo. Nel 2006, iniziarono i primi progetti educativi in Italia, dedicati alla prima infanzia e, negli anni successivi, alle scuole primarie e secondarie di primo grado. I progetti si svolgevano principalmente nelle zone più difficili del territorio nazionale. La Fondazione aiutò a migliorare le condizioni di vita delle persone colpite da  emergenze quali il terremoto in Abruzzo (2009), quello ad Haiti (2010) e quello nel  Centro Italia (2013).

Nel 2014, la Fondazione aiutare i bambini  prese il nome di Mission Bambini e cambiò anche il suo logo: la mano, che un tempo si limitava a proteggere il bambino, ora si aprì per indicare che voleva  sostenerlo nel suo cammino. Nel 2016  nacque Borse Rosa, per incentivare  l’istruzione secondaria femminile. Nel 2020, durante la pandemia, l’ente supportò i  bambini senza accesso a beni essenziali e possibilità  di proseguire la loro educazione. Successivamente, fornì aiuti all’ Ucraina,in ginocchio a causa della guerra.

Nel 2023, iniziò il grande sogno di Mission Bambini:  l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano collaborerà con la Fondazione per la realizzare Casa Cuore di bimbi all’interno dell’ospedale stesso. Qui verranno trasferiti bambini gravemente malati che hanno bisogno di cure per salvare il loro cuore. In questi anni, la Fondazione ha aiutato oltre 1 milione e 400mila piccoli  in tutto il mondo.  I progetti continueranno, ma potranno farlo solo con l’aiuto di persone desiderose di aiutare i progetti della Fondazione. Per saperne di più : https://missionbambini.org/chi-siamo/  

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