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L’ostensione delle spoglie di san Francesco come evento teologico. Maimone (RMTR): Una svolta nel risveglio della spiritualità francescana

Nel quadro delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, l’ostensione delle sue spoglie presso la Basilica papale di San Francesco in Assisi si configura come evento di alta densità teologica. Non semplice memoria storica, ma gesto ecclesiale che rende visibile la radicalità della sequela Christi vissuta dal Poverello: spogliazione, minorità, fraternità universale.

In questa prospettiva si colloca la riflessione di Biagio Maimone, corrispondente per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso (RMTR), la cui formazione negli studi francescani ha inciso profondamente sulla sua visione culturale e spirituale. Il suo percorso accademico e formativo nell’ambito della spiritualità francescana ha radicato in lui una concezione della povertà non come privazione, ma come categoria teologica di libertà e solidarietà.

Per Maimone, l’ostensione rappresenta un passaggio decisivo: ‘una svolta nel risveglio della spiritualità francescana’, poiché richiama la coscienza contemporanea alla necessità di una conversione interiore. La corporeità del Santo esposta alla venerazione diviene segno eloquente di un itinerario esistenziale: spogliarsi dell’effimero per rivestirsi dell’essenziale, secondo la logica evangelica della kenosi.

Sotto la sua guida in Italia, la Rete Mondiale del Turismo Religioso si ispira a quella che egli definisce un ‘turismo dell’anima’: non mero spostamento geografico, ma percorso interiore. Un turismo sostenibile nel senso più profondo, radicato nella visione francescana della custodia del creato e della dignità umana. La sostenibilità, in questa chiave, non è solo ambientale, ma spirituale: implica la trasformazione della persona, chiamata a intraprendere un cammino di spogliazione e rivestimento, di conversione e responsabilità.

Proprio a questo principio si collega l’enciclica ‘Laudato sì’, che rinnova la prospettiva francescana della cura del creato come vocazione universale, intrecciando la tutela ambientale con la giustizia sociale e la fraternità. L’esperienza del pellegrinaggio e del turismo spirituale si colloca così all’interno di una visione integrale della sostenibilità, che abbraccia la dimensione ecologica, culturale e interiore della vita umana.

Assisi diviene così paradigma di una esperienza che unisce contemplazione e impegno. Il pellegrinaggio si trasforma in itinerarium vitae, attraversamento della propria interiorità alla luce del Vangelo. La povertà francescana diventa criterio di giustizia sociale e solidarietà verso i più deboli, dimensione che segna profondamente l’azione culturale e comunicativa di Maimone.

In tale orizzonte si inserisce anche il suo impegno come direttore della comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, voluta da papa Francesco per tradurre la carità in azioni concrete a favore dei bambini e delle famiglie più fragili. La Fondazione, presieduta da mons. Yoannis Lazhi Gaid, rappresenta un esempio tangibile di quella ‘Chiesa del dialogo’ che si fa prossimità operosa e costruzione di ponti tra culture e popoli.

L’ostensione delle spoglie del Santo, dunque, non resta confinata alla dimensione liturgica, ma si apre a un significato più ampio: richiama la necessità di un umanesimo rinnovato, fondato sulla povertà evangelica, sulla sostenibilità integrale secondo lo spirito di Laudato sì e sulla solidarietà concreta. A ottocento anni dalla morte del Poverello, la sua testimonianza continua a indicare un cammino che attraversa la storia e interpella la coscienza dell’uomo contemporaneo, invitandolo a spogliarsi del superfluo per rivestirsi di fraternità.

Risparmio casa per un Natale di Solidarietà: raccolti € 60.000 per i bambini dell’ospedale Bambin Gesù

In occasione delle festività natalizie, Risparmio Casa ha scelto di sostenere il progetto promosso dalla Fondazione Bambino Gesù ETS dell’Ospedale Bambino Gesù, dedicato all’accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti con maggiori difficoltà economiche. L’iniziativa solidale, attiva per tutto il periodo natalizio dall’8 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, ha permesso di raccogliere oltre 60.000 mila euro grazie alla generosità dei clienti che hanno scelto di donare nei punti vendita di Risparmio Casa.

Il ricavato è stato destinato alle attività di supporto alle difficoltà quotidiane delle famiglie dei bambini in lunga degenza, garantendo un alloggio che permetta loro di rimanere accanto ai propri figli per tutta la durata del percorso di cura.

Il contributo si inserisce nel percorso di Responsabilità Sociale “Doniamo Solidarietà” di Risparmio Casa, che dal 2023 rinnova il proprio impegno accanto alle persone più fragili, dando continuità a progetti dedicati al sostegno delle realtà più vulnerabili. In questo contesto, Risparmio Casa ha scelto di sostenere il programma di accoglienza della Fondazione Bambino Gesù ETS, che supporta ogni anno oltre 4.000 famiglie, offrendo alloggio gratuito in strutture dedicate o convenzionate, pasti, mediazione linguistica e culturale, supporto amministrativo, trasporti e attività scolastiche e ludico-educative per i piccoli pazienti.

Un aiuto concreto che contribuisce ad alleviare le difficoltà organizzative ed economiche legate alle lunghe degenze e permette alle famiglie di concentrarsi esclusivamente sulle cure dei propri cari: “Siamo orgogliosi di aver concluso l’anno con un gesto di solidarietà che racconta la generosità dei nostri clienti e la forza del nostro legame con il territorio – afferma Riccardo Battistelli Brand & Digital Transformation/Innovation Coordinator di Risparmio Casa.

Il sostegno alla Fondazione Bambino Gesù rappresenta una scelta di responsabilità: essere vicini alle famiglie nei momenti più delicati significa contribuire a rendere il loro percorso un po’ meno difficile. E’ stato un anno importante sotto questo profilo: abbiamo affiancato realtà che si occupano di fragilità profonde e che lavorano ogni giorno per offrire nuove possibilità a chi vive momenti complessi. Con questa iniziativa abbiamo voluto dare continuità a un cammino condiviso, che mette al centro le persone e il valore di gesti capaci di generare un impatto reale e concreto”.

“Iniziative come questa rappresentano un sostegno fondamentale per le famiglie che affrontano il difficile percorso della malattia di un figlio lontano da casa – dichiara Tiziano Onesti, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Poter contare su una rete di accoglienza solida significa alleviare un peso concreto, permettendo ai genitori di concentrarsi esclusivamente sulle cure e sul benessere dei propri bambini. Ringraziamo Risparmio Casa e tutti i clienti che hanno contribuito con generosità a questo progetto, dimostrando grande attenzione e sensibilità verso i più piccoli e le loro famiglie.”

La campagna a sostegno della Fondazione Bambino Gesù ETS rappresenta l’ultima tappa di un anno particolarmente significativo per il programma di responsabilità sociale “Doniamo Solidarietà” di Risparmio Casa. Nel corso del 2025, grazie all’attiva partecipazione dei clienti, Risparmio Casa ha sostenuto diversi progetti a favore di bambini, famiglie e persone in situazioni di vulnerabilità, dando continuità a un impegno costruito nel tempo.

Tra le iniziative promosse il supporto alla Fondazione Le Stelle di Marisa ETS, a sostegno degli “orfani speciali” attraverso interventi psicologici, educativi, economici e legali, e la partecipazione alla campagna “Aiutaci a scrivere il loro futuro”, promossa dal Consorzio Drug Italia, a favore della Fondazione Giovanni Celeghin, impegnata nella ricerca sui tumori cerebrali e nel supporto alle famiglie dei pazienti.

Grazie alle campagne solidali realizzate nel corso dell’anno, inclusa l’iniziativa natalizia a favore del progetto di accoglienza della Fondazione Bambino Gesù ETS, è stato possibile raggiungere una raccolta complessiva pari a 182.000 mila euro. Un risultato che racconta la capacità dell’azienda e della sua comunità di mobilitarsi per il bene comune e conferma un impegno che non si esaurisce con la conclusione delle singole iniziative, ma che continua a crescere e a evolvere in progetti di solidarietà sempre più concreti.

Per maggiori informazioni su ‘Doniamo Solidarietà’ e sui progetti sostenuti da Risparmio Casa, è possibile visitare la sezione dedicata sul sito ufficiale dell’azienda: https://www.risparmiocasa.com/doniamo-solidarieta/

Educare alla pace. Alla Sapienza la prima Conferenza nazionale delle Scuole di Pace

In un mondo sconvolto da guerre e tensioni crescenti, l’educazione alla pace diventa una necessità per la sopravvivenza. Con questo presupposto, si svolge venerdì 16 e sabato 17 gennaio alla Sapienza Università di Roma, la Conferenza Nazionale delle Scuole di Pace, la prima a riunire in un unico appuntamento tutte le principali reti italiane impegnate nell’educazione alla pace, dall’infanzia all’università.

La Conferenza, dall’originale titolo ‘Sbellichiamoci’, vedrà la partecipazione di 300 dirigenti scolastici, docenti, professori universitari, dottorandi ed esperti, provenienti da 156 scuole di 116 città e 18 regioni italiane, presenti a proprie spese. Ad aprire i lavori sarà una delegazione di alunni e studenti insieme alla Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni:

“Accogliendo la conferenza Nazionale delle Scuole di Pace Sapienza rinnova un impegno quotidiano per la pace intesa come oggetto di studio, di ricerca e di responsabilità civile. Una pace positiva, fondata sul sapere scientifico e sull’educazione, capace di incidere concretamente sulla vita delle persone, sulle relazioni sociali e sulle istituzioni. Questa due giorni rappresenta un punto di arrivo e insieme di ripartenza: un’alleanza tra scuola, università ed enti locali per affermare che solo costruendo una cultura condivisa della pace è possibile contrastare la cultura della violenza e della guerra e progettare un futuro più giusto, solidale e pacifico”.

‘Sbellichiamoci!’ nasce da un’idea di Alessandro Bergonzoni che interverrà alla Conferenza: “Sbellichiamoci, cioè ridiamo a crepapelle e smettiamo a fare le guerre! E poi alla fine dell’anno facciamo l’esame… di coscienza”.

Nell’ottavo centenario di san Francesco d’Assisi, la Conferenza lancerà il programma nazionale ‘Sui passi di Francesco’, dedicato alla riscoperta, oltre gli stereotipi, dell’attualità del messaggio del Santo Patrono d’Italia come autentico costruttore di pace e fraternità. Durante l’evento sarà anche consegnata alla Rettrice dell’Università La Sapienza la ‘Lampada della Pace di Assisi’, gesto simbolico che darà avvio al Giro d’Italia per la Pace, un progetto realizzato in collaborazione con l’ANCI per fare di ogni città un cantiere e una scuola di pace.

Per la prima volta siedono allo stesso tavolo quattro grandi reti nazionali: la Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, la Rete delle Università per la Pace (RUniPace), il Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Un’alleanza inedita che mira a costruire una strategia comune e continuativa di educazione alla pace nel sistema formativo italiano, come hanno sottolineato Alessandro Saggioro e Flavio Lotti, coordinatori della conferenza: “La scommessa è creare un dialogo stabile tra istituzioni, reti e organismi diversi e far crescere una comunità di professionisti ‘esperti’, immersi nella storia e nel tempo presente”.

(Foto: Fondazione PerugiAssisi)

Papa Leone XIV prega per le vittime a Crans-Montana

Appresa la notizia del tragico incendio avvenuto nella notte di giovedì 1 gennaio, a Crans-Montana, in Svizzera, che ha provocato più di 40 morti e numerosi feriti, papa Leone XIV si è unito ‘al dolore delle famiglie e dell’intera Confederazione Elvetica’ con un telegramma, a firma del segretario di Stato, card. Pietro Parolin, al vescovo della diocesi di Sion, mons. Jean-Marie Lovey: “La Madre di Dio, nella sua tenerezza, porti il conforto della fede a tutte le persone toccate da questo dramma e le custodisca nella speranza”.

Al pensiero del papa si è unito quello dei vescovi svizzeri, con un messaggio firmato insieme alla diocesi di Sion: “Quella che doveva essere una notte di festa si è trasformata in una terribile catastrofe per centinaia di persone. E’ a loro che vanno i nostri pensieri e le nostre preghiere”. La Diocesi di Sion esprime in particolare “il suo sostegno e la sua gratitudine a tutte le persone impegnate in vari modi a favore delle vittime, sul posto o nei vari ospedali mobilitati, al personale sanitario, alla polizia, alle autorità civili e giudiziarie… Preghiamo affinché le famiglie straziate possano essere accompagnate e sostenute. Affinché la luce della solidarietà possa dissipare il fumo nero e denso di questo dramma, affidiamo in modo particolare tutte le vittime e i loro cari alla tenerezza della Vergine Maria”.

Ulteriori messaggi di cordoglio giungono poi dalle singole Diocesi. Oltre a mons. de Raemy, amministratore apostolico della diocesi di Lugano, si è anche espresso in un messaggio mons. Bonnemain, vescovo di Coira: “Questa mattina, durante la celebrazione eucaristica, ho pregato per tutte le persone che sono state colpite direttamente o indirettamente dal terribile incendio di Crans-Montana: le vittime, i feriti, i familiari, i medici, gli infermieri, i servizi di soccorso, le forze di sicurezza, le autorità, i soccorritori, per tutto il Vallese. Vorrei solo pregare in silenzio e sperare che la solidarietà dimostrata possa alleviare in qualche modo l’immensa sofferenza”.

In un ulteriore messaggio diffuso oggi mons. Pierre-Yves Maillard, vicario generale della diocesi di Sion, ha inoltre annunciato che mons. Jean-Marie Lovey celebrerà un’ulteriore messa domenica 4 gennaio nella chiesa di Crans, insieme al pastore di Montana, al presidente del Consiglio sinodale Stephan Kronbichler ed al presidente del Sinodo svizzero Gilles Cavin. Inoltre oggi vi sarà un’adorazione eucaristica nella chiesa di Montana.

Ed ieri è stata celebrata una messa in suffragio delle vittime dal vescovo della diocesi di Sion, mons. Jean-Marie Lovey, nella chiesa di Crans-Montana: “Il raduno spontaneo di ieri sera sul luogo della tragedia è stato commovente: centinaia di giovani si abbracciavano in silenzio portando fiori e candele”.

Infine, anche il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), che ha la sua sede a Ginevra, ha espresso in queste ore ‘profondo dolore e solidarietà’ con una lettera indirizzata alle Chiese del segretario generale dell’organismo ecumenico, rev. Jerry Pillay: “Non siete soli. Persone in tutto il mondo pregano per voi, piangono con voi e vi sono vicine in solidarietà. Che possiate trovare forza e conforto gli uni negli altri e che il ricordo dei vostri cari diventi fonte di luce e pace nei difficili giorni che ci attendono”.

Intanto, le autorità svizzere parlano di 80-100 persone in condizioni critiche, tra i 115 feriti nell’incendio di Crans-Montana. Le vittime sono cittadini svizzeri, italiani e francesi, come ha spiegato il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, alla radio francese Rtl: “Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali molte non sono state ancora identificate”.

Mentre nel videomessaggio inviato ai partecipanti alle Conferenze SEEK26 che si svolgono nelle città di Columbus, Fort Worth e Denver, negli Stati Uniti, il papa ha evidenziato la chiamata dei primi discepoli: “Gesù pone questa domanda ai discepoli perché conosce i loro cuori. Erano inquieti, in senso buono. Non volevano accontentarsi della normale routine della vita.

Erano aperti a Dio e desideravano un significato. Oggi, Gesù rivolge la stessa domanda a ciascuno di voi. Cari giovani, cosa cercate? Perché siete qui a questa conferenza? Forse anche i vostri cuori sono inquieti, alla ricerca di significato, realizzazione e direzione nella vostra vita. La risposta si trova in una persona. Solo il Signore Gesù ci porta vera pace e gioia e soddisfa ogni nostro desiderio più profondo”.

Quindi la conoscenza personale permette la ‘nascita’ del cristianesimo: “Questo brano ci parla quindi anche di cosa significhi essere missionari. Dopo aver incontrato Gesù, Andrea non poté fare a meno di condividere con suo fratello ciò che aveva trovato. Infatti, lo zelo missionario nasce dall’incontro con Cristo.

Desideriamo condividere con gli altri ciò che abbiamo ricevuto affinché anche loro possano giungere a conoscere la pienezza dell’amore e della verità che si trovano solo in Lui. Prego che, al termine di questa conferenza, tutti voi siate mossi da questo stesso zelo missionario per condividere con chi vi circonda la gioia che avete ricevuto da un autentico incontro con il Signore”.

(Foto: Avvenire)

Finanziare l’impatto sociale col risparmio privato: il modello del Cammino di San Francesco Caracciolo

Nei giorni scorsi si è svolta a Roma, presso la sede della Fondazione con il Sud la tavola rotonda dal titolo ‘I depositi sociali a supporto della rigenerazione dei territori – nuove forme di investimento nel Terzo Settore’. Fondazione Etica, Banca Etica e Fondazione con il Sud hanno presentato il lavoro che stanno svolgendo insieme per rendere sistemica una modalità innovativa di finanziare il sociale, così da renderlo motore di sviluppo anche economico sui territori, attraverso il coinvolgimento del risparmio privato, che in Italia supera € 6.000.000.000.000: una ricchezza che non può e non deve essere relegata solo ad attività speculative.

Su proposta di Fondazione Etica, che si è ispirata ai ‘titoli di solidarietà’ previsti dal Codice del Terzo Settore del 2017, Banca Etica ha realizzato un prodotto bancario denominato social time deposit, funzionale a sostenere il progetto TAPPA (Territori Attivi per Paesi Accoglienti) che, cofinanziato da Fondazione con il Sud, si propone di portare molteplici benefici ai territori coinvolti attraverso la riattivazione del Cammino di San Francesco Caracciolo e il rafforzamento dell’accoglienza turistica e dell’offerta culturale.

Chiunque, da tutta Italia, può sottoscrivere il social time deposit, pensato per coinvolgere piccoli e grandi risparmiatori, anche quelli istituzionali, in modo sicuro e professionale: si tratta di un conto deposito che prevede sia la remunerazione del capitale investito, sia il riversamento di una percentuale degli interessi a favore del progetto. Il cliente così può ottenere, oltre a un beneficio fiscale sulle somme donate, un beneficio maggiore: scoprire di persona il Cammino e contribuire alla ripresa delle tradizioni ed economie di territori oggi marginali.

Per Fondazione Etica non si tratta di una sperimentazione ex-novo, ma del consolidamento di quanto già realizzato con successo: prima in Toscana, attraverso il progetto pilota “Luci nel Parco”, insieme a Regione Toscana, Ente Terre Regionali Toscane e Caritas Grosseto, tra i numerosi promotori, e poi a Napoli con “Casa Comune”, insieme a Fondazione FOQUS, Guber Banca e l’Amministrazione Comunale di Napoli.

L’alleanza tra i promotori dell’iniziativa rappresenta, dunque, una concreta applicazione dei principi della Riforma del Terzo Settore, ha commentato Camilla Turelli, direttrice di Fondazione Etica: “Da sempre riteniamo che la sperimentazione sia una fase essenziale al successivo sviluppo di metodi e buone prassi: spesso in Italia assistiamo a lunghi dibattiti preventivi su ciò che potrà essere mentre, nel frattempo, il tempo scorre e le istanze sociali aumentano. Noi vogliamo dimostrare che determinate azioni sono già possibili: questo è il terzo progetto che promuoviamo e confidiamo che il percorso verso una sistematizzazione sia ormai tracciato”.

Le fa seguito il presidente di Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio: “La Fondazione con il Sud è impegnata nel promuovere lo sviluppo delle regioni meridionali mettendo a disposizione una serie di strumenti, che vanno dal bando alle iniziative in cofinanziamento con altri enti, dalle fondazioni di comunità ai partenariati speciali pubblico-privato. Il progetto che presentiamo oggi rappresenta una ulteriore novità rispetto al sostegno e alla partecipazione della comunità locale al proprio processo di sviluppo. Il social time deposit può ‘moltiplicare’ le risorse destinate agli interventi nel sociale al Sud, attivando la comunità locale che, attraverso questo strumento finanziario, può contribuire allo sviluppo del proprio territorio”.

Per parte sua, “Banca Etica ha accolto con grande favore il coinvolgimento nel progetto TAPPA, riconoscendone la concreta rilevanza per la rigenerazione e lo sviluppo dell’economia territoriale nelle aree interne del Paese. La finanza etica partecipa attivamente a  questa progettualità innovativa attraverso la creazione di uno strumento finanziario ‘su misura’, il social time deposit, che può consentire al risparmio privato e istituzionale di contribuire direttamente al benessere comune. Insieme alla partnership inedita che sostiene l’iniziativa, TAPPA rappresenta un’esperienza stimolante per chi intende promuovere il Terzo Settore, offrendo un modello che consente di dirigere risorse finanziarie verso lo sviluppo sociale ed economico”, ha affermato il presidente di Banca Etica, Aldo Soldi.

Il valore del progetto TAPPA e dell’innovazione economico-finanziaria che porta con sé, a supporto di aree in via di spopolamento e soggette a continua erosione dei servizi a favore della cittadinanza, ha già raccolto anche il supporto di numerose istituzioni, tra cui il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio, l’Unione Comuni e Comunità Montani (UNCEM), la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) ed Enti locali. Giovanni Vetritto, Direttore del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio e responsabile di ITALIAE, progetto a supporto della capacitazione degli Enti locali e del rafforzamento delle filiere territoriali:

“In una fase restrittiva delle politiche di bilancio, dovuta alla necessità di uscire dalla procedura di infrazione europea, è estremamente importante che gli enti locali sperimentino modalità di innovazione finanziaria, allo scopo di reperire le risorse utili a perseguire obiettivi strategici ambiziosi. Esempi come quello di oggi hanno un valore in sé, rispetto allo specifico progetto, ma hanno ancora di più un valore pedagogico, indicando possibili nuove strade per gli enti locali”.

Di fatto, il progetto TAPPA, attraverso la valorizzazione del Cammino di San Francesco Caracciolo e dei saperi, delle tradizioni e del patrimonio anche immobiliare dei territori attraversati, ambisce a diventare un modello di progettazione “integrata”, replicabile su altre tappe dell’intero Cammino, che risponde a più bisogni del territorio, coinvolgendo enti pubblici ed enti no-profit, includendo categorie svantaggiate, restituendo beni storici alla comunità, promuovendo attività commerciali e culturali.

Attraverso i suoi tre moduli progettuali, il progetto lega i territori dell’Alto Casertano al Molise, prevedendo interventi sia materiali (mezzi di mobilità sostenibile, recupero di strutture ricettive, mappatura e segnaletica…) sia comunicativi (creazione del brand etico del Cammino, festival caracciolino…), oltre che formativi. Nicola Caracciolo, presidente della Cooperativa Con la Mano del Cuore: “Con il progetto TAPPA vogliamo favorire e portare innovazione a 360° in tutte le innumerevoli sfaccettature della progettualità di un Cammino, e stimolare presso una platea che vada oltre quella degli appassionati di trekking la possibilità concreta di essere parte attiva del futuro di giovani e anziani residenti in territori tenuti ai margini se non addirittura dimenticati”.

Grande successo per il Concerto di Natale della Fondazione Bambino Gesù del Cairo

Giovedì 11 dicembre il Concerto di Natale della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS ha incantato oltre 700 partecipanti al Santuario di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, presieduto da mons. Yoannis Lahzi Gaid, già segretario di papa Francesco.

L’evento ha unito musica, arte e valori di solidarietà e fratellanza, segnando la prima edizione dopo la trasformazione dell’Associazione in Fondazione. Nata nel 2020 dal Documento sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb, la Fondazione incarna il testamento spirituale del Pontefice, con missione di tutelare i più vulnerabili attraverso trasparenza e gratuità.

La Banda Musicale dei Vigili del Fuoco, diretta dal Maestro Donato Di Martile, ha eseguito un repertorio magistrale, impreziosito dalle voci del soprano Minji Kang e del tenore Luca Vissani. La conduzione di Claudia Conte ha alternato momenti musicali a interventi istituzionali. L’Onorevole Emanuele Prisco, Sottosegretario al Ministero dell’Interno, ha elogiato il ruolo concreto della Fondazione come modello non profit.

Il Prefetto Pierluigi Faloni, Consigliere di Presidenza, ha sottolineato la serietà della trasformazione in Fondazione per promuovere fratellanza e diritti umani. Mons. Gaid ha ispirato il pubblico ricordando il potere del dono: nel 2024, 35.000 pasti distribuiti e cure per oltre 10.000 bambini vulnerabili. Ha lanciato un appello per la ‘Casa della Speranza’, rifugio per donne vittime di violenza e i loro figli.

Interventi di cardinali Marcello Semeraro, Angelo Becciu e Domenico Calcagno hanno lodato l’impegno umanitario, auspicando ulteriori traguardi. Tra i presenti: mons. Antonio Raimondo Fois; ambasciatori di Lega Araba, Azerbaigian, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Palestina e Honduras; Lorenza Bonaccorsi in rappresentanza del sindaco Gualtieri.

Progetti chiave: Orfanotrofio ‘Oasi della Pietà’ con scuola di cucina (gestita da Francesco Mazzei); Ospedale ‘Bambino Gesù del Cairo’ in partnership con l’Ospedale Pediatrico di Roma; Rete Solidale ‘Fratello’ (35.000 pasti nel 2024); Cliniche Mobili ‘Salus’ con Policlinico Gemelli; Casa della Speranza in Italia per supporto a vittime di violenza.

La Fondazione ringrazia Istituzioni, Autorità, Soci e partecipanti per un evento che ha sensibilizzato su solidarietà e inclusione, confermando il suo ruolo etico e culturale.

A Roma il Concerto di Natale

La 33^ edizione dello storico Concerto di Natale, nato nel 1993 nell’Aula Paolo VI in Vaticano, organizzato dalla Prime Time Promotions, si svolgerà sabato 13 dicembre 2025, con inizio alle ore 17.00, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, presentato da Federica Panicucci e, trasmesso in prima serata televisiva su Canale 5 il 25 dicembre 2025, e in replica il 26 dicembre.

L’edizione di quest’anno vede la partecipazione di artisti di prestigio nazionale e internazionale che hanno dimostrato una profonda sensibilità riguardo ai temi sociali e di solidarietà. Il cast sarà composto dagli artisti italiani Orietta Berti, Michele Bravi, Clara, Riccardo Cocciante, Gigi D’Alessio, Sal Da Vinci, Serena Rossi, Davide Boosta Dileo, Piccolo Coro Le Dolci Note, Veneto Pipe Band; e da quelli internazionali Claude (NL), Sheryl Crow (USA), Hevia (Spagna), Kamrad (Germania), Noa (Israele), Stephanie Radu (Romania), Alin Stoica (Romania), Ilhna (Malta) e il Gruppo Gospel Marquinn Middleton & The Miracle Chorale (USA). Con la partecipazione straordinaria del Presepe Vivente di Vetralla.  Tutti gli artisti si esibiranno dal vivo accompagnati dall’Orchestra Italiana del Cinema diretta dal M° Adriano Pennino.

Sabato 13, durante la mattinata, gli artisti saranno ricevuti in udienza privata dal Santo Padre. A richiamare alla solidarietà sarà ancora una volta Missioni Don Bosco: dal 13 dicembre 2025 al 2 gennaio 2026 sarà attivo il numero solidale 45589 per le donazioni. Quest’anno l’attenzione è rivolta a Pointe-Noire, in Repubblica del Congo, dove le profonde diseguaglianze sociali colpiscono in particolare il quartiere di Côte-Mateve, privo di servizi essenziali come acqua potabile, elettricità, assistenza sanitaria e scuole.

Per questo i missionari salesiani lanciano un progetto per costruire una nuova scuola primaria capace di accogliere 350 bambini tra i 6 e i 12 anni, garantendo ambienti sicuri, materiali adeguati e un futuro migliore.

Il Concerto di Natale, con la sua lunga storia di impegno umanitario e sociale, ha tessuto una preziosa rete di connessioni tra artisti provenienti da culture diverse. In questi tre decenni, oltre 1000 talenti nazionali e internazionali hanno illuminato il palco del Concerto di Natale, contribuendo a diffondere un messaggio di unità e solidarietà.

L’idea del Concerto di Natale nasce nel 1993, in vista del Giubileo del 2000, per sostenere il progetto del Vicariato di Roma volto alla costruzione di 50 nuove chiese nei quartieri in rapida espansione della capitale. Per contribuire alla raccolta fondi, la Prime Time Promotions propone un grande concerto natalizio in Vaticano, trasmesso su Canale 5. Da allora, il Concerto è diventato un appuntamento annuale dedicato alla solidarietà, sostenendo prima il progetto ‘Missioni d’Oriente’ della Compagnia di Gesù e dal 2007 affianca i progetti dei missionari salesiani (in particolare la Fondazione Don Bosco nel Mondo e, dal 2017, Missioni Don Bosco Valdocco Onlus).

Nel corso delle edizioni ha trovato casa in sedi prestigiose: dall’Aula Paolo VI in Vaticano, che ha ospitato 16 edizioni del Concerto di Natale, al Grimaldi Forum di Monte Carlo, al Teatro Filarmonico di Verona, al Teatro Massimo Bellini di Catania, fino al Mediterranean Conference Center di Malta e all’Auditorium Conciliazione di Roma, sede della XXXIII edizione del Concerto di Natale.

Il Concerto di Natale gode del Patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, del Dicastero per l’Evangelizzazione che ha anche concesso all’evento il logo del Giubileo, del Comune di Roma – Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, dell’Associazione Rounit (Romania).

Concerto di Natale 2025 della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS

La Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, presieduta da Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, già Segretario di Sua Santità Papa Francesco, organizza anche quest’anno il tradizionale Concerto di Natale, un evento che unisce arte, musica e spiritualità. Il Concerto si terrà giovedì 11 dicembre alle ore 18:30 presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, a Roma, Piazza Santa Maria delle Grazie 5.

L’esecuzione sarà affidata alla Banda Musicale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, diretta dal Maestro Donato Di Martile, con la partecipazione del soprano Minji Kang e del tenore Luca Vissani. La serata sarà presentata dalla conduttrice televisiva Claudia Conte. La combinazione di musica, immagini suggestive e narrazione spirituale trasformerà il Concerto in un momento di forte emozione, capace di toccare profondamente il cuore dei partecipanti.

Questa iniziativa si inserisce nell’impegno della Fondazione a favore dei bambini poveri e ammalati e delle donne vittime di violenza, promuovendo una cultura della solidarietà, della cura e dell’inclusione sociale. Il Concerto di Natale diventa così un momento di unione tra la comunità, gli amici, i sostenitori e tutte le persone che credono nella forza trasformativa dell’amore. Tra le opere promosse dalla Fondazione vi sono: l’Orfanotrofio “Oasi della Pietà”: una vera e propria “Casa della dignità” per 300 bambini. Dotata di una scuola di cucina di altissimo livello gestita dallo Chef internazionale Francesco Mazzei, garantisce educazione, affetto e competenze professionali per un futuro sereno.

Il Progetto Ospedale “Bambino Gesù del Cairo”: un faro di eccellenza sanitaria per le mamme e i bambini più bisognosi, in partnership con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. La Rete Solidale “Fratello”: una catena di solidarietà che, nel 2024, ha distribuito oltre 35.000 pasti, un pilastro fondamentale per il sostegno alimentare delle comunità più povere. Le Cliniche Mobili “Salus”: sanità su ruote che raggiunge le regioni più remote, garantendo assistenza sanitaria pediatrica gratuita in collaborazione con il Policlinico Gemelli e l’Ospedale Bambino Gesù.

La Casa della Speranza, in Italia: un rifugio sicuro per donne vittime di violenza e tratta, un autentico percorso di rinascita con supporto psicologico, medico e legale.

La Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS esprime una profonda gratitudine alle Istituzioni, alle Autorità, ai Soci e a tutte le persone che prenderanno parte al Concerto, contribuendo a realizzare un evento non solo musicale e artistico, ma autenticamente spirituale ed emotivamente coinvolgente, capace di sensibilizzare, educare e trasmettere la bellezza della solidarietà a chi soffre.

L’albero di Natale al Santo di Padova con benedizione dell’abete donato dalle valli del Primiero

Oggi alle ore 12.00 a Padova sarà benedetto e inaugurato ufficialmente l’albero di Natale donato dalla Comunità del Primiero alla Pontificia Basilica di Sant’Antonio, che accoglie da alcuni giorni i visitatori della Basilica e delle realtà produttive di via e piazza del Santo, appena fuori del sagrato.

Si tratta di un abete bianco di 13 metri di altezza, selezionato dal Corpo Forestale dello Stato nell’ambito della gestione del patrimonio boschivo montano. Un albero inclusivo che è addobbato da ben cento ‘Rose di Natale’ realizzate dagli ospiti e dai volontari del Villaggio Sant’Antonio di Noventa Padovana. Con il calar della sera l’albero viene illuminato a festa grazie al contributo del Comune di Padova in collaborazione con l’Associazione Gattamelata, così da rendere, in occasione del Natale 2025, ancora più speciale un luogo già unico.

All’inaugurazione saranno presenti il rettore della Basilica del Santo, padre Antonio Ramina; l’assessore alle attività produttive e commercio del Comune di Padova, Antonio Bressa; il presidente della Comunità del Primiero, Bortolo Rattin, nonché sindaco di Canal San Bovo, comune da cui proviene l’abete; la presidente dell’Associazione Gattamelata, Bruna Gallo, che riunisce i commercianti di Via e Piazza del Santo, e alcuni ospiti del Villaggio Sant’Antonio. A seguire si terrà anche l’inaugurazione di ‘Presepiando’, tradizionale mostra dei presepi giunta alla sua 12° edizione.

Sempre il Villaggio sarà presente anche dal 6 all’8 dicembre e nel weekend del 13-14 dicembre nel Chiostro della Magnolia della Basilica con un mercatino di Natale solidale promosso dalla Fondazione Opere del Santo ETS, dove verranno esposte le creazioni artigianali realizzate dai Centri Diurni e dalle Comunità Alloggio. Oggetti unici, nati da laboratori espressivi e occupazionali che valorizzano le capacità di ciascuno e rappresentano vere e proprie occasioni di crescita e partecipazione.

Visitare il mercatino significa non solo trovare idee regalo originali e solidali, ma anche scoprire da vicino un mondo fatto di relazioni, cura e comunità. Da oltre settant’anni questa realtà offre servizi dedicati ai minori e alle persone con disabilità, promuovendo ogni giorno inclusione, autonomia e qualità della vita. Negli altri giorni di dicembre, ci si può rivolgere all’Ufficio informazioni della basilica (tutti i giorni, orario 9-13 e 14-18).

Papa Leone XIV invita la Chiesa libanese ad aprire strade di rinascita

“Ringrazio il Superiore Generale per le sue parole e per l’accoglienza in questo bel Monastero di Annaya. Anche la natura che circonda questa casa di preghiera ci attrae con la sua bellezza austera. Rendo grazie a Dio che mi ha concesso di venire pellegrino alla tomba di San Charbel. I miei Predecessori (penso specialmente a san Paolo VI, che lo ha beatificato e canonizzato) l’avrebbero tanto desiderato. Carissimi, che cosa ci insegna oggi San Charbel? Qual è l’eredità di quest’uomo che non scrisse nulla, che visse nascosto e taciturno, ma la cui fama si è diffusa nel mondo intero?”: dopo i saluti istituzionali di ieri, oggi papa Leone XIV ha iniziato il viaggio apostolico in Libano visitando il monastero di san Maroun ad Annaya, dove è sepolto san Charbel Maklūf, canonizzato da papa san Paolo VI, nel 1977.

Il papa parla di questo monaco, al quale si attribuiscono oltre 29.000 miracoli di guarigione, per riflettere sui suoi insegnamenti ancora attuali: “… lo Spirito Santo lo ha plasmato, perché a chi vive senza Dio insegnasse la preghiera, a chi vive nel rumore insegnasse il silenzio, a chi vive per apparire insegnasse la modestia, a chi cerca le ricchezze insegnasse la povertà.

Sono tutti comportamenti contro-corrente, ma proprio per questo ne siamo attratti, come l’acqua fresca e pura per chi cammina in un deserto. In particolare, a noi vescovi e ministri ordinati, san Charbel richiama le esigenze evangeliche della nostra vocazione. Ma la sua coerenza, tanto radicale quanto umile, è un messaggio per tutti i cristiani”.

Pregando sulla sua tomba ha sottolineato la sua continua intercessione a Dio: “San Charbel non ha mai smesso di intercedere per noi presso il Padre Celeste, fonte di ogni bene e di ogni grazia. Già durante la sua vita terrena molti andavano da lui per ricevere dal Signore conforto, perdono, consiglio. Dopo la sua morte tutto questo si è moltiplicato ed è diventato come un fiume di misericordia. Anche per questo, ogni 22 del mese, ci sono migliaia di pellegrini che vengono qui da diversi Paesi per passare una giornata di preghiera e di ristoro dell’anima e del corpo”.

Offrendo la lampada ha chiesto al santo libanese pace e comunione: “Per la Chiesa chiediamo comunione, unità: a partire dalle famiglie, piccole chiese domestiche, e poi nelle comunità parrocchiali e diocesane, fino alla Chiesa universale. Comunione, unità. E per il mondo chiediamo pace. Specialmente la imploriamo per il Libano e per tutto il Levante. Ma sappiamo bene (ed i santi ce lo ricordano) che non c’è pace senza conversione dei cuori. Perciò san Charbel ci aiuti a rivolgerci a Dio e a chiedere il dono della conversione per tutti noi”.

Per questo ha donato una lampada, affinché si possa camminare nella ‘luce del Signore’: “Carissimi, come simbolo della luce che qui Dio ha acceso mediante San Charbel, ho portato in dono una lampada. Offrendo questa lampada affido alla protezione di san Charbel il Libano e il suo popolo, perché cammini sempre nella luce di Cristo. Grazie a Dio per il dono di san Charbel! Grazie a voi, che ne custodite la memoria. Camminate nella luce del Signore!”

Al termine della visita il papa si è recato al Santuario mariano di Harissa, dove ha incontra presuli, clero e consacrati che hanno raccontano storie di solidarietà, guerra, migrazione e di pastorale carceraria, ai quali ha ricordato il motto del viaggio: “Le testimonianze che abbiamo ascoltato (grazie a ciascuno di voi!) ci dicono che queste parole non sono state vane, anzi, che hanno trovato ascolto e risposta, perché qui si continua a costruire comunione nella carità”.

Ringraziando il patriarca il patriarca della Chiesa armena cattolica il papa ha sottolineato il valore della preghiera: “Nelle parole del Patriarca, che ringrazio di cuore, possiamo cogliere la radice di questa tenacia, simboleggiata dalla grotta silenziosa in cui san Charbel pregava davanti all’immagine della Madre di Dio, e dalla presenza di questo Santuario di Harissa, segno di unità per tutto il Popolo libanese.

E’ nello stare con Maria presso la Croce di Gesù che la nostra preghiera, ponte invisibile che unisce i cuori, ci dà la forza per continuare a sperare e a lavorare, anche quando attorno tuona il rumore delle armi e le stesse esigenze della vita quotidiana diventano una sfida”.

Partendo dalle testimonianze il papa ha sottolineato le opere di solidarietà messe in atto da questo popolo: “Solo così non si rimane schiacciati dall’ingiustizia e dal sopruso, anche quando, come abbiamo sentito, si è traditi da persone e organizzazioni che speculano senza scrupoli sulla disperazione di chi non ha alternative. Solo così si può tornare a sperare per il domani, pur nella durezza di un presente difficile da affrontare”.

Per questo ha evidenziato la responsabilità verso i giovani: “In proposito, penso alla responsabilità che tutti abbiamo, in tal senso, nei confronti dei giovani. E’ importante favorire la loro presenza, anche nelle strutture ecclesiali, apprezzandone l’apporto di novità e dando loro spazio. Ed è necessario, pur tra le macerie di un mondo che ha i suoi dolorosi fallimenti, offrire loro prospettive concrete e praticabili di rinascita e di crescita per il futuro”.

E’ una richiesta di ‘non abbandonare il campo’ dell’accoglienza dei profughi: “In quelle stanze, infatti, oltre a dare assistenza e aiuto materiale, si impara e si insegna a condividere ‘pane, paura e speranza’, ad amare in mezzo all’odio, a servire anche nella stanchezza e a credere in un futuro diverso al di là di ogni aspettativa.

La Chiesa in Libano ha sempre curato molto l’istruzione. Incoraggio tutti voi a continuare in quest’opera lodevole, venendo incontro soprattutto a chi è nel bisogno e non ha mezzi, a chi si trova in situazioni estreme, con scelte improntate alla carità più generosa, perché alla formazione della mente sia sempre unita l’educazione del cuore. Ricordiamoci che la nostra prima scuola è la Croce e che l’unico nostro Maestro è il Cristo”.

Ha concluso l’incontro con la consegna della ‘Rosa d’oro’, dono che tradizionalmente i pontefici in vista mariana al Santuario di Harissa portano come dono della loro devozione alla Madonna del Libano: “E’ un gesto antico, che ha tra i suoi significati quello di esortarci ad essere, con la nostra vita, profumo di Cristo. Davanti a questa immagine, mi viene da pensare al profumo che sale dalle tavole libanesi, tipiche per la varietà dei cibi che offrono e per la forte dimensione comunitaria del condividerli.

E’ un profumo fatto di mille profumi, che colpiscono nella loro diversità e talvolta nel loro insieme. E’ così il profumo di Cristo. Non è un prodotto costoso riservato a pochi che se lo possono permettere, ma l’aroma che si sprigiona da una mensa generosa su cui trovano posto tante pietanze diverse e da cui tutti possono attingere insieme. Sia questo lo spirito del rito che ci apprestiamo a compiere, e soprattutto quello con cui ogni giorno ci sforziamo di vivere uniti nell’amore”.

(Foto: Santa Sede)

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