Vescovi europei ed africani per la promozione della dignità umana

20 vescovi, rappresentanti delle Conferenze Episcopali continentali dell’Africa e dell’Europa, nei primi due giorni di giugno si sono ritrovati in rete per il seminario organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e dal Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar (SECAM) con il titolo: ‘La solidarietà nella promozione della dignità umana alla luce di Fratelli tutti’, confrontandosi sui capitoli 3 e 8 dell’enciclica di papa Francesco sulla fraternità umana e l’amicizia sociale, aiutati nella riflessione dai contributi di mons. Sithembele A. Sipuka, primo Vice-Presidente del SECAM, di mons. Benjamin Marc Balthason Ramaroson, arcivescovo di Antsiranana, Madagascar, per il SECAM, e di mons. Luigi Bressan, arcivescovo emerito di Trento, Italia, di mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea Mare, Romania, per il CCEE.

I lavori si sono conclusi con l’approvazione di un messaggio indirizzato a ‘tutti i nostri fratelli vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose e fedeli laici della Chiesa di Dio che è in Africa e in Europa’: “L’enciclica di papa Francesco, ‘Fratelli Tutti’ sulla fraternità umana e l’amicizia sociale, è un invito agli esseri umani di tutto il mondo per un rinnovato impegno per la fratellanza universale, l’amicizia, la solidarietà e la pacifica convivenza…

Come figli dell’unico Padre, dobbiamo essere aperti gli uni agli altri e lavorare intensamente per costruire un’autentica fratellanza non solo tra le nostre comunità locali ma anche con persone di diversa estrazione culturale, identità razziale ed etnica, posizioni religiose e politiche, status sociale ed economico”.

Nel messaggio i vescovi hanno chiesto una Chiesa ‘aperta’: Nel promuovere il dialogo culturale, interreligioso ed ecumenico, e consapevoli che la Chiesa è madre, chiediamo che ogni chiesa locale sia ‘una casa dalle porte aperte’, per sostenere la speranza, costruire ponti, abbattere muri e spargere semi di riconciliazione.

A imitazione di Maria, la Madre di Dio, ci impegniamo a essere una Chiesa che serve, una Chiesa in uscita, per difendere e accompagnare la vita. A tal fine, la nostra missione deve continuare a essere orientata al ‘progresso dell’umanità e della fraternità universale’, e per aiutare a costruire un mondo migliore e, quindi, risvegliare l’energia spirituale che può contribuire al miglioramento della società”.

Infine hanno rivolto un appello ai leader politici ed alle autorità civili affinchè provvedano “all’attuazione pratica di leggi e protocolli che esaltino la solidarietà e promuovano la dignità umana. In particolare, a promuovere la difesa della vita, della famiglia, della libertà educativa e religiosa, così come l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, e l’accesso universale ai vaccini anti Covid-19…

Auspichiamo che i nostri due organismi episcopali continentali continuino a studiare e condividere esperienze per il bene dei nostri popoli, e lavorino senza sosta per portare la fine del pregiudizio, dell’intolleranza, dell’ostilità e della violenza ovunque. Invochiamo la pace per tutti quei paesi che, in Africa, Europa, Medio Oriente e in tutto il mondo, vivono situazioni di conflitto”.

Durante l’incontro mons. Bressan ha sottolineato la necessità di armonia: “La Chiesa contribuisce all’armonia del mondo facendosi voce dei più dimenticati, prestando a loro priorità. E’ un compito di advocacy per noi vescovi individualmente e collegialmente, ma anche di ogni battezzato; i Papi ce ne danno l’esempio…

La fede in Dio ricorda che vi è un giudizio su di noi e sulle nostre responsabilità che va oltre la legge umana o il controllo pubblico… Ora la fiducia è leva indispensabile ma anche efficace di progresso, senza di essa non vi sarebbe impegno o crollerebbe di fronte agli ostacoli”.

Mons. Sipuka ha evidenziato il ruolo della Chiesa nella promozione della dignità umana, citando san Giovanni Paolo II: “La solidarietà e la dignità umana continueranno a prosperare ovunque quando la voce profetica e l’insegnamento della Chiesa non solo risuoneranno, ma diventeranno anche parte integrante dei dibattiti nei parlamenti a livello locale, nazionale e continentale; e costituiranno la base sulla quale i leader di ogni Paese prenderanno decisioni politiche, commerciali o economiche. Qui mi viene in mente il coraggio mostrato da Giovanni Battista e dai primi apostoli”.

Per questo è necessario “includere nei nostri programmi educativi, catechistici e pastorali, temi che riguardano le culture e le visioni del mondo di entrambi i continenti. Si dovrebbe anche fare propaganda pubblica contro i pregiudizi e creare opportunità per un’informazione accurata sulle reciproche credenze e costumi tra i continenti per una migliore comprensione e interazione. Una conoscenza approfondita delle reciproche culture, visioni del mondo e idiosincrasie aprirà (tra le altre cose) la strada al riconoscimento della dignità reciproca e del rispetto reciproco”.

(Foto: CCEE)

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