Il card. Eduardo Francisco Pironio è beato

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Il card. Eduardo Francisco Pironio, morto nel 1998, sabato 16 dicembre è stato beatificato nella basilica di Nostra Signora di Luján, dove fu ordinato sacerdote nel dicembre del 1943, dal card. Fernando Vergez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che per anni è stato segretario particolare del porporato argentino. La festa del nuovo beato sarà celebrata il 4 febbraio.

Il card. Pironio, argentino di origini friulane, era nato a Nueve de Julio il 3 dicembre 1920. Ordinato sacerdote nel 1943, nel 1972 fu eletto da Paolo VI Vescovo di Mar de La Plata. Nel 1975, dopo essere stato Presidente del CELAM, fu chiamato a Roma come prefetto della Congregazione per i Religiosi. L’anno successivo fu creato cardinale e divenne presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; sotto lo stimolo di san Giovanni Paolo II diede vita alle Giornate Mondiali della Gioventù. E’ morto a Roma il 5 febbraio 1998.

Ed è stato ricordato al termine della recita dell’Angelus da papa Francesco: “Ieri, nel Santuario di Nostra Signora di Luján, in Argentina, è stato beatificato il cardinale Eduardo Pironio, pastore umile e zelante, testimone della speranza, difensore dei poveri. Ha collaborato con San Giovanni Paolo II nella promozione dei laici e nelle Giornate Mondiali della Gioventù. Il suo esempio ci aiuti ad essere Chiesa in uscita, che si fa compagna di strada di tutti, specialmente dei più deboli”.

​Nell’omelia il card. Alzaga ha tratteggiato la sua persona: “Fu una persona di grandi qualità umane e dalla spiritualità profonda. Nutrì la fede trasmessagli dalla madre con la preghiera costante e la irrobustì con lo studio, la lettura e la meditazione. L’unione con Dio gli consentiva di avere uno sguardo soprannaturale sulla realtà”.

Speranza e gioia le sue caratteristiche: “Fu un buon Pastore in circostanze complesse: paterno, mite, accogliente, fermo ma comprensivo. Nel lavoro dava importanza ai rapporti personali. Per lui erano preminenti le relazioni umane: intessere amicizie e far crescere l’altro attraverso l’incontro. Questa pedagogia, per i suoi detrattori, era una forma di debolezza, in realtà costituiva la sua forza. Come uomo di pace soffriva quando si trovava di fronte a conflittualità”.

E fu anche un buon ‘mediatore’, animato dalla virtù dell’umiltà: “Seppe assumere decisioni chiare, che perseguì con impegno. Nutrì un particolare amore per la povertà e visse nel distacco dai beni materiali e dalla ricchezza, mantenendo sempre l’esercizio della virtù dell’umiltà.

Le sue capacità di mediazione, frutto di affidamento alla Provvidenza e di una vita all’insegna dell’Imitatio Christi, si rivelarono preziose durante i lavori della Conferenza di Medellin. Accettò con fortezza le umiliazioni e l’ultima malattia”.

Infine ha raccontato il miracolo a lui attribuitogli: “L’invocazione al beato Eduardo Francisco Pironio iniziò il giorno seguente al ricovero, il 2 dicembre 2006. Quel giorno si svolgeva la cosiddetta “Marcia della Speranza” promossa proprio dal Beato. Per l’occasione il parroco aveva distribuito un opuscolo con la biografia e il testamento spirituale del Cardinale.

I genitori del piccolo J. M., da quel momento, cominciarono a chiederne l’intercessione, recitando la preghiera riportata nell’opuscolo. La loro testimonianza venne confermata dal Parroco. La madre del bambino aveva invitato anche altre persone ad unirsi alla richiesta. Fu ravvisato, il nesso causale tra l’invocazione e la guarigione rapida completa e duratura, non spiegabile scientificamente”.

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