Solennità della Immacolata Concezione di Maria

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Il titolo più bello che si attribuisce a Maria è l’essere l’Immacolata Concezione. Così la volle Gesù, il Verbo eterno quando assunse la natura umana.  Un titolo che evidenzia e sintetizza tutte le perle che adornano Maria, madre di Gesù e madre nostra. La data della festa: 8 dicembre è solo in sintonia con la data 8 settembre, festa della nascita di Maria.

L’immacolato concepimento di Maria è stato definito dogma di fede solo nel 1854, ma già in Sicilia nel 1624 il Parlamento siciliano aveva proclamato Maria Immacolata patrona principale dell’Isola e il culto all’Immacolata era diffuso in tutti i paesi e parrocchie dell’Isola.

Tutti giuravano di difendere questa prerogativa mariana ‘usque ad effusionem sanguinis’. Mistero ineffabile questo dell’Immacolato Concepimento di Maria e ci ricorda due verità fondamentali: a) Il peccato originale commesso dai nostri progenitori; b) La vittoria su di esso operata dalla grazia di Cristo Gesù, la cui vittoria si rispecchia soprattutto in Maria.  E’ legittima la domanda: da dove proviene il male? L’esperienza del male la costatiamo ogni giorno. Le prime pagine della Bibbia rispondono proprio a questo interrogativo.

La creazione ci presenta un Dio amabile e sublime: ha creato l’uomo addirittura a sua immagine e somiglianza; ha creato tutto per una esistenza felice, non ha creato la morte e questa è venuta solo per invidia del diavolo che indusse la prima donna al peccato originale. Eva, ingannata da satana, portò l’umanità alla deriva.

Nella pienezza dei tempi si è avuta la realizzazione  della promessa di Dio con la creazione di una ‘nuova donna’, la nuova Eva, la ‘piena di grazia’ come la chiamò l’Angelo, messaggero di Dio. Maria, avendo detto il suo ‘sì’ all’Angelo ci ha meritato il Salvatore: il Verbo eterno si è fatto carne (uomo), prese la natura umana nel seno di Maria, che Dio, in previsione della sua maternità divina, aveva voluto preservare dal peccato originale: Ecco allora  l’immacolato concepimento di Maria, per grazia di Dio. 

Il peccato di Eva, all’origine dell’umanità, era stato di superbia e di orgoglio: voleva essere alla pari di Dio! Questo peccato fece sperimentare all’uomo (maschio e femmina) la propria fragilità e debolezza; Adamo scoprì solo di essere ‘nudo’, di avere perduto tutto, soprattutto l’amicizia di Dio.

L’uomo si era allontanato da Dio, ma Dio non abbandona l’uomo anche se giustamente lo punisce: ‘Metterò inimicizia tra te e la donna, dice Dio al Diavolo tentatore, tra il seme tuo e il seme di lei; questa ti schiaccerà la testa ed inutilmente dovrai rodere il suo calcagno’.

Era giusto e conveniente che tale Donna, la nuova Eva,  venisse ornata di una purezza superiore: doveva essere la ‘madre’ del Figlio, il Verbo eterno  incarnato per ripristinare  la dignità dell’uomo peccatore. Maria, al contrario di Eva, con umiltà ha accolto il messaggio divino, abbassa il capo dicendo: ‘amen, eccomi, sono la serva del Signore’.

La solennità dell’Immacolata è la prima pagina della storia della nostra salvezza, grazie all’umiltà di Maria. Anche noi siamo chiamati oggi, come Maria, a dire il nostro ‘sì’, a pronunciare l’amen che ci rannoda a Dio attraverso una vera  conversione: chiedendo perdono a Dio dei peccati e delle debolezze, riparando i nostri peccati, aderendo sempre più a Cristo con l’amore. Il Signore oggi bussa al nostro cuore … è necessario aprire la porta a Cristo Gesù con un  ‘sì’ generoso.

Vergine Immacolata, in questo momento assai delicato per la storia dell’umanità, noi oggi affidiamo   a Te, o Maria,  madre di Gesù e madre nostra, i bambini, i giovani, gli adulti e gli anziani; ti affidiamo gli emigrati, lontani dallo loro patria in cerca di libertà e del pane quotidiano; ti affidiamo chi soffre a causa della guerra sia in Europa che nella tua stessa terra o in qualunque parte del mondo. Rivolgi a noi, Madre, i tuoi occhi misericordiosi e guidaci a Cristo Gesù, frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

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