In Ucraina inaugurato il dissalatore con i fondi della Federazione Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV

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Sono iniziati i lavori per un secondo impianto. Generatori di corrente e beni di prima necessità hanno raggiunto le zone dove imperversa la battaglia. Aprire un rubinetto e veder scorrere acqua pulita. A noi può sembrare la cosa più normale di questo mondo, ma non è affatto così. I russi hanno distrutto l’acquedotto di Mykolaiv poco meno di un anno fa. Da allora nelle case, o meglio, quello che ne resta, sgorga soltanto fango. Lo vediamo, scuro, marrone e maleodorante. Non si può neppure attingere acqua dai pozzi, perché le falde sono contaminate dalle infiltrazioni salmastre del mar Nero.

Qui la Società di San Vincenzo De Paoli ha già costruito un primo dissalatore, capace di erogare acqua potabile per 2000 persone. Un secondo è in fase di costruzione. Le trivelle hanno iniziato a scavare da una decina di giorni. Il primo impianto, finanziato dalla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, è stato inaugurato il 2 aprile 2023 alla presenza di Consorelle e Confratelli italiani della Società di San Vincenzo De Paoli.

Partiti il 30 marzo scorso da Abbiategrasso e Sesto Calende, hanno viaggiato a bordo di 6 furgoni carichi di aiuti umanitari per 15 ore, attraversando la Slovenia e l’Ungheria. Dopo 3 ore di attesa alla dogana sono finalmente entrati in Ucraina, dove hanno raggiunto le città di Odessa e Mykolaiv: https://youtu.be/jl30xhm_5Rk.

Sui loro volti non si legge né stanchezza (che pure dicono di provare), né paura. Sono passati accanto ad edifici completamente distrutti. Un gruppo di volontari coraggiosi, aggregati alla carovana #STOPTHEWARNOW, dopo aver indossato i giubbotti antiproiettile, si è spinto fino a Kherson, tra le sirene antiaeree ed i sibili delle bombe.

Ma c’è chi è ancora più coraggioso, come padre Vitaliy Novak, un sacerdote vincenziano di Odessa che non esita, con un gruppo di volontari, ad inoltrarsi nelle zone di guerra fino alla città di Bachmut, dove proprio in queste ore sta imperversando una delle peggiori battaglie di sempre.

Guida un furgone irriconoscibile, completamente crivellato di fori di proiettile, senza paraurti e con fogli lacerati di plastica trasparente al posto dei finestrini. Parte carico di fede e di speranza e, troppo spesso, rientra con un carico di dolore. Sì, perché valica le linee nemiche per portare al sicuro civili e militari feriti, ma qualche volta gli succede di trasportare cadaveri ai quali dà poi sepoltura.

Tra i tanti aiuti consegnati da Luigi Uslenghi, socio della Società di San Vincenzo De Paoli, giunto in Ucraina con la moglie Cristina e le figlie Beatrice e Rebecca di 21 e 19 anni, ci sono anche i fondi per acquistare un nuovo furgone. Una parte dono della Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli ODV ed una parte donati dalla Caritas Ambrosiana. Ora padre Vitaliy ed i volontari che lo aiutano, potranno utilizzare un mezzo più sicuro e confortevole: https://youtu.be/IRtV0NIHBww.

Ma nelle zone appena liberate dall’esercito ucraino non manca solo l’acqua. Anche la corrente elettrica è un problema. Per questo, oltre ai viveri che la catena umana dei volontari giunti dall’Italia ha scaricato in Ucraina, ci sono anche generatori di corrente.

Uno, il più grande, sovvenzionato in parte dal Card. Zuppi, è stato consegnato all’Ospedale Pediatrico di Odessa. Molti i generatori portatili donati dal Consiglio Centrale di Milano della Società di San Vincenzo De Paoli alla comunità dei padri vincenziani di Odessa ed a strutture limitrofe: https://youtu.be/SCimf5V71oA.

Ma l’attenzione della Società di San Vincenzo De Paoli verso i profughi ucraini non si ferma qui, perché sono già stati finanziati 11 progetti di accoglienza ed assistenza in varie zone d’Italia. Tramite il Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo della Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli ODV sono state sostenute le attività dei Padri della Missione in Ucraina e una importante donazione è stata fatta all’orfanotrofio di Zaluchansk.

E chissà che anche questa volta non si rientri a casa a mani vuote. Già, perché questo è il quinto viaggio per Luigi Uslenghi e molti degli altri volontari e soci della Società di San Vincenzo De Paoli che lo accompagnano e, nei viaggi precedenti, dopo aver scaricato provviste e generi di prima necessità, i furgoni sono serviti per trasportare in Italia profughi di guerra, tra cui una intera famiglia di disabili che tuttora viene ospitata in una casa in Lombardia.

(Foto: Società San Vincenzo de’ Paoli)

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