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Accordo tra Banca Etica e il Coordinamento CERS a sostegno delle comunità energetiche di Roma e del Lazio

Banca Etica annuncia la definizione di un protocollo di intesa con il Coordinamento CERS Roma e Lazio, elaborato in collaborazione con l’Ufficio Clima di Roma Capitale, finalizzato al sostegno economico e finanziario delle comunità energetiche rinnovabili e solidali attive nel territorio regionale. L’accordo nasce dalla volontà condivisa di rafforzare un modello energetico democratico, partecipato e sostenibile, capace di coniugare transizione ecologica, coesione territoriale e contrasto alle disuguaglianze. Le CERS rappresentano infatti uno strumento strategico per ampliare l’accesso all’energia pulita e redistribuire valore economico sui territori.

Attraverso il protocollo, Banca Etica metterà a disposizione delle CERS aderenti al Coordinamento strumenti finanziari dedicati e condizioni agevolate per sostenere la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, l’anticipazione di contributi pubblici e il finanziamento degli investimenti necessari allo sviluppo dei progetti. L’intesa prevede inoltre la possibilità di attivare strumenti mutualistici di garanzia e soluzioni coerenti con i principi della finanza etica, rafforzando l’autonomia economica delle comunità energetiche e costruendo un’alleanza strutturale tra società civile organizzata e finanza responsabile.

“Questo accordo rappresenta un passaggio strategico per consolidare e far crescere le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali nel Lazio – dichiara il Coordinamento CERS Roma e Lazio –. L’accesso al credito è uno snodo decisivo per trasformare le esperienze civiche in infrastrutture energetiche reali, in energia condivisa e in benefici concreti per i territori, con particolare attenzione alle famiglie in condizione di vulnerabilità energetica. Con Banca Etica rafforziamo un’alleanza che mette la finanza al servizio della transizione ecologica e del bene comune”.

“L’accordo si inquadra nel più ampio impegno di Banca Etica per la transizione e il contrasto al cambiamento climatico. Le CERS, oltre a contribuire in modo determinante alla sostenibilità ambientale e al contrasto alla povertà energetica, sono uno straordinario strumento per dare impulso alla costruzione di comunità in epoca di frammentazione sociale, prevedendo che i benefici economici abbiano ricaduta sociale sul territorio. Imprescindibile il ruolo di Roma capitale come propulsore di questi approcci, con la messa a disposizione di superfici pubbliche ed il generale sostegno al progetto”, ha detto Riccardo Dugini, vicedirettore generale di Banca Etica.

Il Protocollo avrà validità fino al 31 dicembre 2027, con possibilità di rinnovo, e prevede momenti annuali di verifica dei risultati raggiunti e delle operazioni attivate. L’accordo è stato annunciato il 18 febbraio 2026 nel corso della seconda Conferenza delle comunità energetiche rinnovabili, promossa da Roma Capitale e tenutasi in Campidoglio.

Nella stessa occasione il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha annunciato lo stanziamento di circa € 800.000 – risorse provenienti dal ministero dell’Ambiente nell’ambito del Climate City Contract – e la prossima pubblicazione di un bando dedicato per affiancare alla messa a disposizione delle superfici pubbliche un sostegno economico diretto alle comunità energetiche rinnovabili e solidali.

Per il Coordinamento CERS Roma e Lazio si tratta di un passaggio significativo: senza strumenti finanziari adeguati, il diritto delle comunità locali a produrre e condividere energia rischia di rimanere solo formale. Le risorse annunciate potranno contribuire a rafforzare e rendere pienamente operativi diversi progetti promossi dalle CERS romane aderenti al Coordinamento. Particolarmente rilevante è l’approvazione del Piano di Fattibilità Tecnica ed Economica per la realizzazione di impianti solari in 15 scuole di Roma Capitale, che potrà consentire l’attivazione di ulteriori comunità energetiche nei municipi romani, consolidando il legame tra patrimonio pubblico e beni comuni energetici.

La Società di San Vincenzo De Paoli diventa green e sostiene soci e volontari

Prendersi cura delle persone significa anche ripensare il modo in cui si utilizzano le risorse. E’ da questa convinzione che nasce l’accordo quadro siglato dalla Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV con Etrurialucegas S.p.A., Società Benefit attiva nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale.

Un’intesa che coniuga sostenibilità ambientale, welfare associativo e solidarietà concreta, offrendo a soci, volontari, dipendenti e alle realtà collettive della Federazione – Opere Speciali, Consigli Centrali, Conferenze e Coordinamenti regionali – la possibilità di accedere a Energia Verde certificata e gas naturale a condizioni agevolate e a tariffa fissa per tre anni. L’accordo avrà validità fino al 31 gennaio 2029.

“Prenderci cura dei nostri soci, dei volontari e di chi ogni giorno è accanto alle persone più fragili è una responsabilità che sentiamo profondamente, afferma Marco Guercio, vicepresidente della Federazione Nazionale. “Da qui nasce un progetto che trasforma un’esigenza quotidiana, come l’energia, in uno strumento concreto di sostegno e valorizzazione della nostra comunità”.

L’iniziativa rientra pienamente nelle politiche di welfare della Federazione: “Questo accordo, sottolinea Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, è un esempio concreto di come attenzione alle persone, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale possano procedere insieme”.

Il progetto, sfruttando il fattore di scala, offre l’opportunità, per chi è in prima linea nell’ascolto, nell’accompagnamento e nel sostegno delle persone più fragili, di accedere a tariffe fisse ed agevolate realizzandosi così un risparmio economico significativo su scala nazionale:

“Questa scelta, sottolinea Marco Guercio, consente, grazie alla fornitura di energia verde riservata a un numero elevato di utenze, un concreto miglioramento dell’impatto ambientale derivante dalle nostre attività, contribuendo alla tutela del pianeta attraverso un consumo energetico più sostenibile.

Gli sconti applicati alle forniture permetteranno inoltre a uffici e sedi della Società di San Vincenzo De Paoli di realizzare un risparmio economico significativo, liberando risorse che potranno essere destinate all’assistenza delle persone più fragili e bisognose di aiuto”.

In questa visione, l’energia diventa uno strumento di giustizia sociale, una leva per ridurre le fragilità e liberare risorse da destinare a chi vive situazioni di bisogno. Una scelta che tiene insieme attenzione ai soci, volontari e dipendenti, sostenibilità ambientale e impegno solidale.

Etrurialucegas è una Società Benefit italiana che opera nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, offrendo soluzioni su misura per privati e aziende. L’azienda promuove modelli di sviluppo sostenibili e trasparenti, coniugando efficienza energetica e responsabilità sociale. Con questo accordo, Etrurialucegas sceglie di mettere l’energia al servizio delle persone e del bene comune.

Presente in tutta Italia da 174 anni (1852), la Società di San Vincenzo De Paoli è impegnata quotidianamente nell’aiuto alle persone più vulnerabili, sostenendo famiglie in difficoltà e promuovendo inclusione sociale. Attraverso l’impegno dei suoi soci e volontari, oltre 12 mila su tutto il territorio nazionale, traduce la solidarietà in azioni concrete, capaci di generare cambiamento reale nelle comunità.

Con questa iniziativa, la Società di San Vincenzo De Paoli conferma che un welfare per soci, volontari e dipendenti, tutela dell’ambiente e aiuto al prossimo possono procedere insieme, trasformando una risorsa essenziale come l’energia in una leva di cura, responsabilità e solidarietà condivisa.

Banca Etica finanzia Kerr SpA per un investimento su due impianti agrivoltaici in Calabria

Banca Etica ha finanziato Kerr SpA per l’avvio di due rilevanti iniziative agrivoltaiche in Calabria, nella provincia di Cosenza, per una potenza complessiva installata pari a circa 8,5 MW. I progetti agrivoltaici si configurano come infrastrutture energetiche evolute, finalizzate all’integrazione efficiente tra produzione di energia rinnovabile e continuità delle attività agricole. Le installazioni prevedono strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici elevate da terra a circa 3 metri, consentendo il mantenimento e il monitoraggio costante della produttività agricola sottostante, in coerenza con il contesto ambientale e territoriale. I siti sono localizzati nei Comuni di Tarsia e Acri, in provincia di Cosenza, aree caratterizzate da una forte vocazione agricola.

Una volta a regime, gli impianti potranno produrre oltre 15 GWh di energia pulita all’anno, l’equivalente per coprire all’incirca il fabbisogno elettrico di 5 mila famiglie per il periodo, evitando al contempo un’emissione in atmosfera di circa 3900 tonnellate di CO2 e favorendo la resilienza climatica dell’agricoltura, la tutela della biodiversità e della qualità del suolo grazie al contestuale uso agricolo.

Lo sviluppo degli impianti è realizzato tramite le Società Veicolo Sine Srl e Sparta Srl, entrambe interamente controllate da Kerr SpA, secondo una struttura societaria consolidata e coerente con operazioni di project financing nel settore delle energie rinnovabili. Il piano di investimento è supportato da un finanziamento pari ad € 10.000.000 erogato da Banca Etica, partner strategico per iniziative ad alto impatto ambientale e sociale.

Banca Etica è l’unica banca italiana interamente dedicata alla finanza etica e opera su tutto il territorio nazionale a supporto di progetti con ricadute positive in termini di sostenibilità. L’operazione beneficia di un quadro incentivante che include un contributo a fondo perduto e un meccanismo di remunerazione dell’energia prodotta basato su un prezzo fisso pari a 0,082 €/MW/h per un periodo di 20 anni, garantendo elevata visibilità dei flussi di cassa e stabilità economico-finanziaria di lungo periodo, come ha spiegato Carlo Nori, CEO di Kerr SpA:

“La partecipazione di Kerr al bando agrivoltaico DM Agro risponde a una strategia industriale orientata al superamento del modello fotovoltaico tradizionale, a favore di soluzioni integrate in cui la componente agricola assume un ruolo centrale. Tale componente, debitamente certificata e sviluppata in coordinamento con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), sarà oggetto di monitoraggio continuo da parte di una ATI per l’intera vita utile degli impianti, stimata in 30 anni.

Questo assetto garantisce una sostenibilità misurabile e duratura, elemento cardine della visione industriale del Gruppo. L’operazione conferma l’approccio di Kerr SpA orientato alla patrimonializzazione responsabile degli asset energetici, rafforzando il posizionamento della Società come operatore di riferimento nel settore delle energie rinnovabili. La collaborazione con un partner come Banca Etica, che condivide i nostri valori, ci consente di sviluppare soluzioni innovative in grado di integrare efficacemente produzione energetica e attività agricola, nel rispetto del territorio e con benefici tangibili per le comunità locali”.

Infine Nazzareno Gabrielli, Direttore Generale di Banca Etica, ha sottolineato la volontà di sostenere la transizione energetica ne territorio: “Banca Etica ha recentemente aperto una filiale in Calabria per rafforzare il presidio territoriale ed è particolarmente lieta di affiancare Kerr SpA nei progetti agrivoltaici Sine Srl e Sparta Srl, che incarnano pienamente l’impegno prioritario della Banca nel sostegno alla transizione energetica e nella finanza di progetto. La nostra partecipazione riflette l’attenzione verso operazioni ad elevato impatto ambientale e sociale positivo e verso il modello innovativo dell’agrivoltaico, capace di integrare produzione energetica sostenibile e attività agricola, valorizzando territori e comunità locali”.

Mons. Baturi: le ‘energie per la Casa Comune’ per la custodia del Creato

“Nell’ottica dell’ecologia integrale, tutto è in relazione, collegato, connesso: la questione ecologica dunque è anche politica, economica e sociale”: lo ha ricordato mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, intervenendo martedì 18 febbraio alla presentazione dei risultati del progetto ‘Energie per la Casa Comune’, ispirato all’enciclica ‘Laudato sì’, che ha coinvolto 10 Diocesi italiane (Arcidiocesi di Modena-Nonantola, Diocesi di Teramo-Atri, Diocesi di Mantova, Arcidiocesi di Napoli, Diocesi di Lodi, Arcidiocesi di Firenze, Diocesi di Bolzano-Bressanone, Diocesi di Torino, Arcidiocesi di Genova, Diocesi di Bergamo) con l’obiettivo di promuovere una cultura della sostenibilità energetica attraverso interventi di miglioramento edilizio e riduzione dei consumi energetici nelle strutture ecclesiastiche.

Per il segretario generale della Cei l’atteggiamento verso l’ambiente è quello della cura: “L’ambiente non è semplicemente lo scenario, un semplice spazio, ma un luogo affettivo, una casa dove svolgere la propria personalità… La questione non è meramente economica: è in gioco non solo il destino del mondo, ma il senso stesso del nostro passaggio su questa terra”.

Il progetto si inserisce nel contesto della Campagna nazionale di informazione e formazione sull’efficienza energetica ‘Italia in Classe A’, promossa e finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ed attuata da ENEA, sviluppato con il supporto tecnico della Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali (RENAEL) e la collaborazione della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).

Il progetto mira a rafforzare il ruolo delle diocesi italiane come promotrici di buone pratiche in tema di efficienza energetica e prevede lo sviluppo di una piattaforma per identificare consumi e sprechi delle strutture ecclesiastiche, e la realizzazione di un piano di eventuali interventi in grado di produrre risparmi economici, miglioramento del comfort e valorizzazione architettonica.

Infatti nella prima fase sono stati analizzati 34 edifici fra scuole, laboratori, oratori, centri congresso, edifici residenziali, asili e piscine, per una superficie totale di 67.100 mq, mentre la superficie totale riscaldata è di 57.100 mq. L’analisi ha evidenziato che il 79% degli edifici è riscaldato con caldaie a gas naturale.

I consumi energetici complessivi corrispondono a 4.100 MWh l’anno, equivalenti al consumo di energia elettrica di circa 1.520 famiglie. Dalle diagnosi energetiche effettuate sulle strutture è emerso che le principali esigenze di riqualificazione riguardano: isolamento termico dell’involucro edilizio (71%), sostituzione generatore di calore (47%), riqualificazione del sistema di illuminazione (56%), pannelli solari termici per l’acqua calda sanitaria (24%), installazione di impianti fotovoltaici (74%).

Dall’analisi (con interventi che in totale superano € 10.000.000) risalta che la riqualificazione dell’involucro su 28 edifici porterebbe al 43% di riduzione del fabbisogno energetico, la sostituzione di 16 caldaie con pompe di calore al 45% di risparmio di energia primaria e al 47% in meno di emissione di Co2, come pure la riqualificazione dell’illuminazione di 20 edifici produrrebbe il 45% di riduzione dei consumi. In totale, la riduzione di energia primaria sarebbe pari a 2.990 mega kilowatt e il risparmio di Co2 a 510 tonnellate all’anno, per un risparmio di € 336.000.

Grazie al ruolo della CEI, sia come driver strategico che come soggetto in grado di svolgere azioni di osservazione e indirizzo culturale verso tutte le parrocchie italiane, il progetto si propone di coinvolgere nel prossimo futuro centri ecclesiastici dislocati su tutto il territorio nazionale, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin:

“Il progetto ‘Energie per la Casa Comune’ è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni per il perseguimento di un obiettivo di interesse collettivo che guarda ai valori della solidarietà, della coesione e del bene comune… Nella ricerca di equilibrio tra etica e tecnologia, tra progresso e rispetto per la tradizione questo progetto è un esempio di buone pratiche da seguire e diffondere, un messaggio di speranza e una chiamata all’azione per il bene del nostro ambiente che condividiamo e dobbiamo custodire come la nostra Casa Comune”.

Per tale ragione l’economo della CEI, don Claudio Francesconi, ha ribadito la necessità di un processo che punti a realizzare nuovi stili di vita: “Quella dello sviluppo sostenibile, dell’attenzione agli stili di vita e alla conversione ecologica è una strada che la Chiesa in Italia ha intrapreso con decisione e consapevolezza, a partire dalle indicazioni emerse dalla Settimana Sociale di Taranto e con la costituzione del Tavolo Tecnico sulle Comunità Energetiche Rinnovabili della Segreteria Generale.

Rispondendo alle sollecitazioni contenute nell’enciclica ‘Laudato sì’ ed agli appelli di papa Francesco sul debito ecologico abbiamo avviato un processo, a livello nazionale e territoriale, che è ormai irreversibile e indispensabile per le comunità: non ci si può pensare se non insieme e non si può ragionare considerando solo il presente e il contingente.

Il nostro sguardo deve essere rivolto alle prossime generazioni, verso le quali abbiamo un’enorme responsabilità. Questo nuovo progetto è un ulteriore passo nell’orizzonte dell’ecologia integrale, della solidarietà, della cura della Casa comune e di tutte le persone che la abitano, a prescindere dalla latitudine”.

‘Energia in periferia’: sconfiggere la povertà energetica è vantaggioso per l’ambiente

Presentati i risultati iniziali del progetto ‘Energia in periferia’, promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli con la Fondazione Banco dell’Energia. Il progetto offre sostegno per il pagamento delle bollette alle famiglie più vulnerabili, promuove l’educazione al risparmio energetico e prevede la sostituzione degli elettrodomestici meno efficienti.

Aprire il rubinetto e far scorrere l’acqua calda, cucinare, raffrescare o riscaldare un ambiente per renderlo più confortevole. Sembrano cose facili, ma non per tutti sono così scontate. In Italia una sfida silenziosa affligge 2,5 milioni di famiglie: la povertà e con essa quella energetica. È per questo che la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, da sempre attenta alle persone in difficoltà economica o sociale, promuove in partnership con la Fondazione Banco dell’energia, il progetto “Energia in periferia”.

L’iniziativa, in linea con lo stile vincenziano, non si limita al semplice aiuto economico per pagare le bollette, poiché questo ritarderebbe solo temporaneamente il problema senza fornire una soluzione duratura. Al contrario, coinvolge attivamente le famiglie, inserendole in un programma di formazione per promuovere stili di vita e abitudini di consumo più consapevoli.

Le persone prese in carico vengono seguite continuativamente: volontari della Società di San Vincenzo De Paoli accompagnati da un TED, un consulente qualificato specializzato nell’analisi dei consumi domestici, formato grazie alla piattaforma di Rete Assist, partner del Banco dell’energia, si recano a casa loro periodicamente.

Insieme si esaminano le bollette; il TED aiuta a identificare la fascia oraria migliore per accendere gli elettrodomestici e offre preziosi consigli su come risparmiare energia. Ma non finisce qui perché, accanto a queste iniziative, è stata aggiunta una campagna di efficientamento energetico che prevede una ricognizione degli elettrodomestici nelle case e la sostituzione di quelli che, per le loro caratteristiche obsolete, assorbono più energia con altri nuovi ed in una fascia di consumo migliore.

L’intervento così declinato nelle tre fasi: aiuto economico, formazione e sostituzione degli apparecchi più energivori, è un’azione che ha un impatto significativo e forte non soltanto per il futuro delle famiglie che vengono accompagnate a fuoriuscire dalla condizione di povertà, ma anche per tutti noi. Non dobbiamo sottovalutare infatti la ricaduta sull’ambiente della riduzione dei consumi conseguente ad un consumo più consapevole delle risorse coniugato con una maggior efficienza degli elettrodomestici.

“Il 25 settembre 2015 – dichiara Marco Guercio, Vicepresidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV – i 193 Paesi membri dell’ONU hanno adottato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile”. Diversi di questi 17 macro obiettivi sono impattati dall’opera di volontariato della Società di San Vincenzo De Paoli che da sempre è impegnata nella difesa dei più deboli e nel sostegno economico delle famiglie più vulnerabili.

Nell’autunno 2022 la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV ha firmato il Manifesto della Fondazione Banco dell’energia ed ha posto le prime basi del progetto Energia in periferia: “Abbiamo scelto di iniziare dalle periferie – prosegue Marco Guercio – perché è lì che troviamo difficoltà economiche, mancanza di servizi e povertà educativa. Questi elementi si influenzano reciprocamente e colpiscono aree con una struttura sociale debole”.

La Società di San Vincenzo De Paoli ha pubblicato i dati delle prime fasi operative del progetto iniziato nell’autunno del 2023: sono circa 300 le famiglie che hanno beneficiato del progetto su un totale di 1000 tra quelle seguite dalle Conferenze di San Vincenzo che sono state attivate nelle periferie di Milano, Napoli, Palermo, Torino, Livorno e Grosseto.

A queste si aggiungeranno le Conferenze di Como e Acireale e, nei prossimi mesi, quelle di Monza e Brianza. Attualmente i volontari e soci vincenziani coinvolti sono 99, 11 dei quali sono sati formati come TED, tutti insieme hanno dedicato a “Energia in periferia” circa 2000 ore a titolo completamente gratuito. L’importo complessivo del progetto messo a disposizione dalla Fondazione Banco energia è di € 455.000.

“L’energia è fondamentale per la vita quotidiana e lo è ancora di più in contesti sociali o geografici vulnerabili – ha concluso il Vicepresidente Marco Guercio – Questo progetto incarna il carisma della Società di San Vincenzo De Paoli perché l’aiuto economico è accompagnato da un percorso di crescita personale delle famiglie che aiutiamo finalizzato ad una loro graduale partecipazione, grazie all’uso più consapevole dell’energia e alla sostituzione degli elettrodomestici meno rispettosi dell’ambiente”.

Efficienza e sostenibilità: le migliori città italiane per i trasporti pubblici

L’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico anziché l’automobile privata può comportare significativi risparmi energetici. Scegliere di spostarsi con i mezzi pubblici, come autobus, tram o metropolitana, contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a preservare le risorse energetiche del nostro pianeta.

In Ucraina inaugurato il dissalatore con i fondi della Federazione Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV

Sono iniziati i lavori per un secondo impianto. Generatori di corrente e beni di prima necessità hanno raggiunto le zone dove imperversa la battaglia. Aprire un rubinetto e veder scorrere acqua pulita. A noi può sembrare la cosa più normale di questo mondo, ma non è affatto così. I russi hanno distrutto l’acquedotto di Mykolaiv poco meno di un anno fa. Da allora nelle case, o meglio, quello che ne resta, sgorga soltanto fango. Lo vediamo, scuro, marrone e maleodorante. Non si può neppure attingere acqua dai pozzi, perché le falde sono contaminate dalle infiltrazioni salmastre del mar Nero.

Stili di vita, consumi e turismo: Fa’ la cosa giusta

Far conoscere le ‘buone pratiche’ di consumo e produzione, valorizzando le specificità e le eccellenze dei territori, grandi e piccoli, e creando sinergie virtuose tra associazioni, istituzioni, consumatori e imprenditori locali. E’ questo l’obiettivo di Fa’ la cosa giusta!, la Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che torna a Milano nel fine settimana 24-26 marzo per la sua 19^ edizione, organizzata dalla casa editrice Terre di mezzo.

Ad Alessano la transizione energetica passa dai territori

Legambiente Puglia insieme all’Unione dei Comuni ‘Terra di Leuca’ e alla Diocesi di Ugento  – S. Maria di Leuca, comunica che Sabato 21 Gennaio, ad Alessano, alle ore 16.00, presso il Salone Oratorio Don Tonino Bello, Via Scipione San Giovanni, n. 110  si svolgerà la Tavola Rotonda dal titolo: ‘La Transizione Energetica passa dai territori: opportunità di Sviluppo e processi rigenerativi’.

Missione ‘Speranza e Carità’: c’è l’accordo tra Regione ed Enel per azzerare i debiti

Accordo tra Regione Siciliana e Gruppo Enel per estinguere i debiti relativi alle forniture di energia elettrica della ‘Missione Speranza e Carità’ di Palermo. Un impegno che il presidente Renato Schifani aveva preso con fratel Biagio Conte, a fine settembre, in occasione della prima uscita pubblica da presidente eletto.

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