La Santità oggi: i Santi della porta accanto

Condividi su...

Nei giorni scorsi è stata presentato il Convegno di Studio ‘La Santità Oggi’, promosso dal Dicastero delle Cause dei Santi, che si svolgerà a Roma presso l’Istituto Patristico Augustinianum dal 3 al 6 ottobre prossimi. Nella presentazione il card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha sottolineato che la santità è un tema caro al papa:

“Nel suo pontificato cresce sempre più il numero di Santi canonizzati ed egli stesso ‘sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo’ ha scritto nel 2018 l’esortazione apostolica ‘Gaudete et exsultate’, proponendosi ‘di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità’. Il Convegno ‘La santità oggi’ nasce dall’istanza di mettere in dialogo con il mondo attuale i temi su cui quotidianamente si porta avanti il lavoro per le Cause di beatificazione e canonizzazione”.

Ed ha specificato cosa significa organizzare un convegno: “Non si tratta di un momento ‘alternativo’, né a quello che il Dicastero fa ogni giorno, né ai momenti di scambio e formazione che si organizzano e si tengono internamente. Organizzare un Convegno significa, per il Dicastero, assolvere un compito di indagine e di approfondimento, capace di coinvolgere esperti di teologia e spiritualità, di società e comunicazione, per svolgere in modo più completo il suo ‘servizio’.

Già in passato la Congregazione delle Cause dei Santi ha organizzato momenti di riflessione aperti a tutti, colloqui e simposi su temi specifici della santità canonizzata, quali questioni scientifiche (si pensi al ‘Colloquium Medicorum’ del 1988) od aspetti più spirituali (ad esempio, ‘Eucaristia, Santità e Santificazione’ nell’anno 2000. L’intenzione è di rendere ora questi appuntamenti più regolari”.

Il prossimo convegno si soffermerà su due aspetti delle Cause di beatificazione e canonizzazione: “Primo aspetto è quello della ‘fama di santità’, che deve essere accertata previamente all’istruzione di ogni Inchiesta diocesana su un Servo di Dio.

La ‘fama di santità’ combina insieme due sfumature: da un lato, la convinzione dei fedeli circa la santità di una persona, convinzione che nasce dalla percezione di una eccezionalità ed ha come conseguenza la richiesta di intercessione per le proprie o le necessità altrui; dall’altro, la capacità che tale eccezionalità risvegli nel Popolo di Dio la coscienza di essere tutti chiamati ad essere Santi: quella che il Concilio Vaticano II ha chiamato ‘universale vocazione alla santità’.

La santità canonizzata, che propone alla Chiesa intercessori e modelli cui ispirarsi, ha prevalentemente questo fine: attraverso l’individuazione di figure esemplari, che superano il vissuto ordinario, richiamare i battezzati a vivere santamente la loro vita di ogni giorno”.

A tale tema si collega il concetto di ‘eroicità’cristiana: “La Chiesa ha custodito fin dai primi secoli anzitutto la memoria dei suoi martiri e poi anche dei suoi ‘confessori’, quali veri ‘eroi’ della fede. Ora, si tratta di comprendere cosa significhi oggi eroicità, specialmente in relazione all’esercizio delle virtù, al martirio e all’offerta della vita…

Facile comprendere che una definizione dell’eroicità cristiana ha una risonanza tutta particolare nell’attuale contesto culturale, dove tanto spesso il relativo sembra prevalere sul vero e l’instabilità avere la meglio su qualsiasi coraggioso progetto di vita”.

Il segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, mons. Fabio Fabene, ha illustrato il programma del convegno di studio: “Si tratta di un programma intenso, che vorremmo non tanto esaurisse l’argomento, ma offrisse spunti per portare avanti lo studio e la riflessione su queste tematiche, che guidano il lavoro del Dicastero delle Cause dei Santi. Se dovessi cogliere un elemento trasversale di tutto il Convegno, mi pare che sia decisivo proprio il tema della cultura.

La sfida è quella di trovare vie per le quali Chiesa e mondo possano condividere un codice religioso ed etico, di concetti e di esperienze. Mi viene sempre in mente una frase che San Paolo VI scrisse nell’Esortazione Apostolica ‘Evangelii Nuntiandi’: ‘La rottura tra Vangelo e cultura è senza dubbio il dramma della nostra epoca’.

I Santi del nostro tempo, con la concretezza della loro testimonianza, di fatto contribuiscono a superare proprio quel drammatico divario. Il Dicastero delle Cause dei Santi, col suo lavoro quotidiano e con l’organizzazione di questo Convegno, vuole fare sua questa certezza”.

Concludendo la presentazione la prof.ssa Cecilia Costa, docente di Sociologia dei processi culturali e Sociologia dell’educazione all’Università degli Studi ‘Roma Tre’ha spiegato la ‘necessità’ dei Santi: “Oggi, più che mai, c’è la necessità di santi (che sono stati guerrieri, martiri, iniziatori di ordini monastici, vescovi, papi e, nella post-modernità, sono persone ‘della porta accanto’), perché l’esempio della loro ‘pienezza di vita’ può aiutare l’umanità contemporanea a riconciliare la secolarità del mondo con la radicalità del Vangelo (parafrasando S. Tommaso).

Propria nella nostra complessità storica, arresa ad un umanesimo autosufficiente, si avverte l’importanza della presenza dei santi, perché essi sono gli interpreti autentici dell’amore che salva”.

I Santi testimoniano una vita ‘controcorrente’: “Basti pensare a Teresa d’Avila che nel suo testo, Il Castello interiore, è stata capace di dare una risposta sia all’angoscia esistenziale degli uomini del suo tempo sia alle vertigini di senso dell’umanità moderna.

Oppure, basti ricordare Pier Giorgio Frassati che, rispondendo con convinzione alla con-vocazione d’amore di Dio, riuscì nella sua breve esistenza a combinare lo straordinario con l’ordinario. O, ancora, Carlo Acutis che ha spiegato ai suoi coetanei, i millennials, come l’amore per Gesù possa convivere con la passione per internet”.

Per questo i santi sono un ‘progetto per il futuro’: “I santi sono nella storia ma fanno anche storia e la loro “storia santa” può rendere possibile una ‘conversione’ culturale, sociale, individuale, dall’egoismo all’altruismo in grado di riportare armonia, solidarietà, fratellanza e bontà nel mondo”.

151.11.48.50