‘Grazie per avermi presentato Gianna Beretta Molla: ho compreso meglio il tema dell’aborto’

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Penso sempre più spesso, ascoltando tante storie e testimonianze, che uno dei modi più efficaci per diminuire il numero di aborti sia educare i giovani alla purezza; che non significa far sì che abbiano paura del sesso, che lo vedano con disprezzo o come un tabù.

La sfida è mostrarne la bellezza, la sacralità e suggerire il contesto più idoneo per vivere un gesto capace di unire due persone in una sola carne (già per questo stiamo parlando di ‘una cosa seria’: chi glielo dice ai giovani? Di certo non quegli adulti che nelle campagne di educazione sessuale si limitano a regalare dei condom, salvo poi dimenticarsi di dire anche che quegli strumenti non sono infallibili) e un gesto che, di fatto, è capace di generare la vita.

E’ ancora lunga la strada per un’ ‘educazione sessuale tridimensionale’ (ovvero che tenga insieme corpo-mente-anima) e tanti giovani possono cadere nell’inganno del ‘goditi l’attimo’, finendo in situazioni più grandi di loro. La buona notizia è che la misericordia di Dio ci raggiunge anche nelle nostre cadute e che se ci rivolgiamo a Lui, nessun inciampo ci fa sprofondare per sempre nell’abisso… anzi, diventa trampolino per una vita nuova.

Oggi vorrei lasciarvi la testimonianza di un giovane che mi ha scritto dal Brasile, dicendomi di aver riflettuto sul tema dell’aborto e su tutto questo grazie al libro ispirato alla figura di Santa Gianna Beretta Molla: ‘Tutto procede come imprevisto. Il tunnel diventato ponte grazie a Gianna Beretta Molla’ (Mimep Docete, 2020).

Ho deciso di pubblicare questo articolo con particolare gratitudine, perché lo stesso giovane che mi ha scritto mi ha fatto notare che Gianna aveva un sogno: andare in Brasile come missionaria. Non ha potuto farlo per alcuni problemi di salute… e ora eccola lì: con la sua storia luminosa. La missione che non finisce con la morte, anzi…

Salve Cecilia, mi chiamo Luan, sono brasiliano e sono felice  di scrivere per ringraziarti del libro ‘Tutto procede come imprevisto’. Prima ho conosciuto M. I. attraverso il suo canale di cover musicali su Youtube e poi, durante la pandemia, ho cominciato a partecipare al gruppo ‘Giovani Amore Misericordioso’, dove una volta tua sorella ha parlato del tuo libro e ha inviato un link.

Questo articolo mi catturò l’attenzione perché penso che sia un tema veramente importante per noi cristiani; poi ho deciso di comprare il libro. Quando ho cominciato a leggere, nell’introduzione, ho   scoperto la storia di tua madre, che credo che potrebbe essere un libro a sé già solo questa. È bello vedere la carità di lei per e con voi, i suoi insegnamenti, giorno dopo giorno, nella semplicità di una madre che non sa tutto, ma prega per quello che non sa e insegna quello che sa.

Quella che è stata la sua esperienza come madre e come donna. Credo che sia una vera storia di santità: nell’abbracciare la croce e seguire Gesù per il Suo Cammino ha lasciato la testimonianza a voi e adesso, grazie al tuo libro, a tutti noi. All’inizio del libro pensavo al Brasile, dove l’aborto è una brutta realtà ma anche dove molte persone credono che sia un ‘bene’, purtroppo. Leggendo il libro, mi ha impressionato il modo di affrontare questo tema, un modo ‘profondo’ e non superficiale.

La protagonista, in un primo momento, credeva solo nella medicina ‘fredda’, senza sentimenti, diciamo così. Ma proprio tramite questa scienza trova la verità: capisce che la vita umana ha inizio dal concepimento. È una cosa comune per le persone non credenti: trovano la verità in tanti modi diversi e sono capaci di vivere con molti valori cristiani, pur senza la fede. Tante cose mi colpiscono della vita della protagonista: la fine del fidanzamento e, dopo la gravidanza, le

amicizie che non aiutano all’inizio, i genitori che non sono d’accordo e vogliono una soluzione sbagliata… in mezzo a tutto questo ha un’esperienza di fede: nella piccola cappellina dell’ospedale, dove si trova Colui che deve ‘crescere’ nelle nostre vite, come insegna san Giovanni Battista, lei trova Simone, un amico vero che la aiuta a prendere la decisione giusta, anche grazie alla sua testimonianza.

Questo mi aiuta a capire che devo rivolgere lo sguardo a Gesù, anche per i problemi o le sfide della vita; è in Lui che devo vivere e con Lui sarò capace di vincere tutto. Ed è sempre in Gesù che io trovo le vere amicizie. Il libro, ispirato anche alla vita di Santa Gianna, racconta la sua testimonianza e questo guida il personaggio principale nel suo cammino di fede. Due punti per me sono i principali su questo tema: la provvidenza di Dio e la vocazione.

La provvidenza di Dio che dona alla vita un senso di eternità, un senso di fede, in cui le mie scelte devono essere strumento di Dio nel mondo ed ogni cosa rifletta Dio. La vocazione, tramite cui il Signore chiama a stare insieme a Lui: come il Padre che abbraccia il figlio che torna da lontano Dio chiama noi a servire in un modo migliore rispetto al fratello maggiore. È anche bello il racconto del viaggio ad Assisi, la preghiera, la devozione a San Francesco e a Santa Chiara, che aiutano molto le persone a vivere meglio la fede.

Un’altra cosa importante è quello che pensa la protagonista, come donna, il suo modo di vedere il mondo, con ‘il cuore di madre’, il suo modo di vivere le amicizie e anche i fidanzamenti: il primo e poi quello con Simone. Anche il perdono dato alle sue amiche, l’accoglienza di Letizia da parte dei suoi genitori e il modo in cui è cambiata la loro vita dopo la nascita di questa bambina che è felicità e benedizione di Dio per tutti.

Ti ringrazio per questo libro, il primo che ho letto in italiano, che ha fatto crescere in me la fede nella provvidenza di Dio, la devozione a Santa Gianna, mi ha fatto conoscere meglio questa realtà dell’aborto, e crescere nel modo di vedere la situazione avendo sempre misericordia per la donna e anche per il bimbo. Un saluto speciale dal Brasile! Luan

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