Papa Leone XIV: la speranza salva
“Quando il Natale è alle porte, possiamo dire: il Signore è vicino! Senza Gesù, questa affermazione, il Signore è vicino, potrebbe suonare quasi come una minaccia. In Gesù, invece, noi scopriamo che, come avevano intuito i profeti, Dio è un grembo di misericordia. Gesù Bambino ci rivela che Dio ha viscere di misericordia, attraverso le quali genera sempre. In Lui non c’è minaccia, ma perdono”: nell’ultima udienza giubilare papa Leone XIV ha sottolineato che molti potenti non ascoltano il grido della creazione.
Prendendo spunto dalla lettera ai romani dell’apostolo Paolo in cui afferma che la speranza salva, il papa ha sottolineato che la speranza è generativa: “Senza speranza, siamo morti; con la speranza, veniamo alla luce. La speranza è generativa. Infatti è una virtù teologale, cioè una forza di Dio, e come tale genera, non uccide ma fa nascere e rinascere. Questa è vera forza. Quella che minaccia e uccide non è forza: è prepotenza, è paura aggressiva, è male che non genera niente. La forza di Dio fa nascere. Per questo vorrei dirvi infine: sperare è generare”.
Da qui l’invito ad ascoltare il grido degli ‘ultimi’: “E’ un’immagine molto forte. Ci aiuta ad ascoltare e a portare in preghiera il grido della terra e il grido dei poveri. ‘Tutta insieme’ la creazione è un grido. Ma molti potenti non ascoltano questo grido: la ricchezza della terra è nelle mani di pochi, pochissimi, sempre più concentrata (ingiustamente) nelle mani di chi spesso non vuole ascoltare il gemito della terra e dei poveri”.
Ma la terra è di tutti: “Dio ha destinato a tutti i beni del creato, perché tutti ne partecipino. Il nostro compito è generare, non derubare. Eppure, nella fede il dolore della terra e dei poveri è quello di un parto. Dio genera sempre, Dio crea ancora, e noi possiamo generare con Lui, nella speranza. La storia è nelle mani di Dio e di chi spera in Lui. Non c’è solo chi ruba, c’è soprattutto chi genera”.
Solo se si è generativa è possibile assomigliare alla Madre di Dio: “Sorelle e fratelli, se la preghiera cristiana è così profondamente mariana, è perché in Maria di Nazaret vediamo una di noi che genera. Dio l’ha resa feconda e ci è venuto incontro coi suoi tratti, come ogni figlio somiglia alla madre. È Madre di Dio e nostra.
‘Speranza nostra’, diciamo nella Salve Regina. Somiglia al Figlio e il Figlio somiglia a lei. E noi somigliamo a questa Madre che ha dato volto, corpo, voce alla Parola di Dio. Le somigliamo, perché possiamo generare la Parola di Dio quaggiù, trasformare il grido che ascoltiamo in un parto. Gesù vuole nascere ancora: possiamo dargli corpo e voce. Ecco il parto che la creazione attende”.
Quindi la speranza è poter vedere questo mondo come ‘giardino di Dio’: “Sperare è generare. Sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio: il mondo in cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature passeggiano di nuovo insieme, nella città-giardino, la Gerusalemme nuova. Maria, speranza nostra, accompagni sempre il nostro pellegrinaggio di fede e di speranza”.
Inoltre oggi è stato ufficializzato che il papa ha convocato il primo Concistoro straordinario dopo l’Epifania, nei giorni 7 e 8 gennaio, e sarà caratterizzato da momenti di comunione e di fraternità, nonché da tempi dedicati alla riflessione, alla condivisione ed alla preghiera per favorire un discernimento comune e ad offrire sostegno e consiglio al papa nell’esercizio del governo della Chiesa per adempiere alla missione della Chiesa,
(Foto: Santa Sede)




























