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Donne di Rita: la storia di Tina e di sua figlia vittima della ‘Terra dei Fuochi’

La festa di santa Rita a Cascia ha vissuto un grande momento con il Riconoscimento Internazionale Santa Rita. Un premio unico nel suo genere che dal 1988, per volontà delle suore, dei padri agostiniani e dell’amministrazione comunale, è conferito alle ‘Donne di Rita’, donne di ogni età, condizione, nazione o religione che testimoniano i valori alla radice del messaggio della santa di Cascia.

Da Cascia al mondo: la festa lancia messaggi di unione e azione

“Questo 22 maggio è stato davvero un dono di Dio, perché c’ha mostrato con la forza della gioia e della ritrovata unione di milioni di persone che la ricchezza di questo giorno siamo noi, che lo rendiamo vivo. Perciò la festa non finisce qui e oggi, ma cammina nel domani e ovunque attraverso ciascuno di noi: ci chiama ad agire per far fruttare ciò che abbiamo ricevuto dalle mani di Santa Rita e a costruire insieme una società fraterna, giusta e solidale”: ha commentato così suor Maria Rosa Bernardinis, priora del Monastero Santa Rita da Cascia, i festeggiamenti solenni in onore della santa degli impossibili che sono tornati a illuminare Cascia e il mondo interno.

L’Italia non è un Paese per mamme: i figli o il lavoro

Scelgono la maternità sempre più tardi (in Italia l’età media al parto delle donne raggiunge i 32,4 anni) e fanno sempre meno figli (1,25 il numero medio di figli per donna). Devono spesso rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari (il 42,6% delle donne tra i 25 e i 54 anni con figli, risulta non occupata), con un divario rispetto ai loro compagni di più di 30 punti percentuali, oppure laddove il lavoro sia stato conservato, molte volte si tratta di un contratto part-time (per il 39,2% delle donne con 2 o più figli minorenni).

Armida Barelli: la beata che segnò un nuovo cammino per le donne cattoliche

“La sua vicenda esistenziale, ecclesiale e associativa, particolarmente intensa, presenta aspetti per certi versi unici: una radicale scelta di fede vissuta dentro la modernità del Novecento, insieme a un profondo rapporto con la Chiesa fatto di corresponsabilità e di obbedienza. Va ricordato in particolare il rapporto con i tre Pontefici che si sono succeduti durante la sua stagione di responsabilità: papa Benedetto XV, che le affida il primo mandato, Pio XI, che per lunghi anni ne sostiene personalmente lo sforzo organizzativo, e papa Pio XII, che le conferma fiducia nei drammatici anni della guerra e della ricostruzione…

Don Bruno Bignami: nel lavoro la vera ricchezza è la persona

Secondo i dati forniti dall’Inail nel primo bimestre dell’anno sono state 121.994 (+47,6% rispetto allo stesso periodo del 2021) le denunce di infortunio arrivate all’Istituto, 114 delle quali con esito mortale (+9,6%) e sono in aumento pure le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 8.080 (+3,6%), precisando che il fenomeno infortunistico risulta in salita del 26,4%, rispetto al periodo gennaio-febbraio 2020.

Papa Francesco: la guerra è pazzia

“La vera risposta dunque non sono altre armi, altre sanzioni. Io mi sono vergognato quando ho letto che non so, un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento, credo, o il due per mille del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia! La vera risposta, come ho detto, non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato, un modo diverso di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto, grazie a Dio, ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare”:

8 marzo nel nome delle donne in guerra

“Mai come in questo 8 marzo 2022 l’argomento messo a tema dal Centro Italiano Femminile Nazionale ‘Custodire l’umano’ suona profetico in quanto esso, seppure in maniera esemplificativa, enuncia la pedagogia della pace significata dalla vanità dei risultati attesi dalla vittoria in quanto il conflitto, ogni conflitto, lascia l’umanità più povera, segna un passo indietro nel progresso della civiltà e costituisce il grande scacco nel graduale miglioramento delle condizioni del reale benessere delle nazioni che, in fondo, è sogno inseguito dall’uomo in ogni tempo”.

Open Doors: cresce la persecuzione contro i cristiani

La riconquista talebana dell’Afghanistan è benzina per il jihadismo globale anticristiano e nel mondo sono oltre 360.000.000 i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della fede: l’Afghanistan è il paese più pericoloso al mondo per i cristiani, seguito da Corea del Nord Somalia, Libia, Yemen, Eritrea, Nigeria, Pakistan Iran, India e Arabia saudita, secondo l’analisi della World Watch List 2022, il rapporto sui 50 stati dove i cristiani subiscono persecuzioni, curato dall’organizzazione Porte Aperte/Open Doors per il periodo 1 ottobre 2020 – 30 settembre 2021, presentato mercoledì scorso alla Camera dei Deputati dal direttore dell’ong, Cristian Nani.

L’Italia non ha più figli

Ancora un record negativo per la natalità: nel 2020 i nati sono 404.892 (-15.000 sul 2019). Il calo (-2,5% nei primi 10 mesi dell’anno) si è accentuato a novembre (-8,3% rispetto allo stesso mese del 2019) e dicembre (-10,7%), mesi in cui si cominciano a contare le nascite concepite all’inizio dell’ondata epidemica: questo è il rilevamento dell’Istat evinto dal bollettino sulla natalità e fecondità della popolazione residente per l’anno 2020.

Santa Lucia è una donna resistente

La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana: come ricorda il Messale Romano è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all’anno 304). Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflitte dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che attraverso di lei Dio stava mostrando.

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