Sinodo e seminario i temi del papa con i vescovi

Papa Francesco ha aperto nel pomeriggio i lavori della 74^ Assemblea generale della CEI a Roma, incentrati sul cammino sinodale della Chiesa italiana, chiedendo ai vescovi anche massima attenzione per quanto riguarda l’ammissione dei ragazzi in seminario.

Nel saluto iniziale il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ha pregato per le vittime della strage della funivia: “In questo momento, ci stringiamo insieme a Lei, al dolore di quanti sono stati colpiti dal tragico incidente alla funivia Stresa-Mottarone, assicurando vicinanza al piccolo sopravvissuto e ai familiari delle 14 vittime. A tutti loro la nostra preghiera”.

Quindi ha introdotto il tema dei lavori, ‘Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita – Per avviare un cammino sinodale’, con la famosa risposta di don Abbondio al card. Borromeo sul coraggio: “Invece, siamo convinti che se uno non ha coraggio, può essere che gli venga se è mosso da un desiderio più grande delle proprie paure. L’importante è avere sogni e desideri più grandi delle paure. E’ quel fuoco sacro che abbiamo ricevuto ieri con la Pentecoste”.

Infine ha ribadito che il Sinodo è una bella opportunità: “Il nostro percorso sinodale vuole camminare in sintonia con quello del Sinodo dei Vescovi. È un’opportunità anche per le nostre Chiese in Italia”.

E dopo il canto del ‘Veni creator Spiritus’ e la lettura del passo conclusivo del Vangelo di Marco, in cui si ricorda l’ascensione del Signore e l’invio missionario degli Apostoli ad annunciare il Vangelo, il papa ha ribadito che non bisogna dimenticare l’incontro di Firenze di 5 anni fa:

“Io direi che Il Sinodo deve svolgersi sotto la luce di questo incontro di Firenze. Questo è un patrimonio vostro che deve illuminare questo momento. Dall’alto in basso Firenze…

La luce viene dalla dottrina della Chiesa, ma diciamo viene da Firenze, da quell’incontro, invece il Sinodo deve incominciare dal basso in alto, dalle piccole comunità, dalle piccole parrocchie e questo ci chiederà pazienza, lavoro, far parlare la gente, che esca la saggezza del popolo di Dio.

Perché un Sinodo non è altra cosa che esplicitare ciò che dice la Lumen gentium. E’ la totalità del popolo di Dio, tutto, dal vescovo via via in giù, che è infallibile in credendo. Cioè non può sbagliare, quando c’è armonia nella totalità. Ma deve esplicitare quella fede”.

Eppoi il papa ha sottolineato la questione della formazione nei seminari: “In questo momento c’è un pericolo molto grande: sbagliare nella formazione e anche sbagliare nell’ammissione dei seminaristi…

Abbiamo visto con frequenza seminaristi che sembravano buoni ma rigidi… e la rigidità non è del buono spirito… e poi ci siamo accorti che dietro c’erano grossi problemi, seminaristi ricevuti senza chiedere informazioni, (ce erano stati) cacciati via da congregazioni religiosa o diocesi.

E poi la formazione: su questo il cardinale presidente ha ricevuto una lettera dal prefetto del Clero sulla preoccupazione sulla formazione sacerdotale: questo dobbiamo averlo avanti, non possiamo scherzare con i ragazzi che vengono da noi per entrare in seminario”.

Poi il confronto con i vescovi è proseguito a porte chiuse ‘per avere uno scambio più franco’.

(Foto: Santa Sede)

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