Papa Francesco nella memoria della Chiesa
“Nel primo anniversario della morte del caro Papa Francesco, è viva nella Chiesa e nel mondo la sua memoria. Assente da Roma per il Viaggio apostolico in Africa, mi associo spiritualmente a quanti si raccoglieranno nella Basilica Liberiana per offrire il Sacrificio eucaristico in suffragio del mio Predecessore. Saluto con affetto, insieme con i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti e i religiosi, i pellegrini giunti per testimoniargli affetto e riconoscenza”: con una lettera al decano del Collegio cardinalizio, card. Giovan Battista Re, ieri papa Leone XIV ha ricordato papa Francesco ad un anno dalla morte.
Nel messaggio il papa ha sottolineato la sua missione fondata sulla misericordia: “Il suo magistero è stato vissuto da discepolo-missionario, come amava dire. E’ rimasto discepolo del Signore, fedele al suo Battesimo e alla consacrazione nel ministero episcopale, fino alla fine. E’ stato anche missionario, annunciando il Vangelo della misericordia ‘a tutti, a tutti, a tutti’, come ebbe a dire più volte. I benefici suscitati dalla sua testimonianza di Pastore sollecito ha contagiato il cuore di tanta gente, sino agli estremi confini della terra, grazie anche ai pellegrinaggi apostolici e specialmente a quell’ultimo ‘viaggio’ che è stata la sua malattia e la sua morte”.
Ed instancabilmente ha annunciato a tutti la Buona Novella: “Ancora sentiamo risuonare le sue esortazioni, espresse con parole eloquenti, per rendere più comprensibile la lieta notizia: misericordia, pace, fratellanza, odore delle pecore, ospedale da campo e tante altre. Ognuna di queste espressioni ci riporta al Vangelo da Lui vissuto con un linguaggio nuovo che annuncia lo stesso Vangelo di sempre
Papa Francesco ha nutrito una profonda devozione a Maria in tutta la sua vita; ricordiamo, infatti, che si è recato tante volte a Santa Maria Maggiore, luogo della sua sepoltura, e in molti santuari mariani sparsi nel mondo”.
Inoltre nella basilica liberiana è stata celebrata dal card. Re una messa in suo suffragio: “Ad un anno dal passaggio da questa terra alla casa del Padre il ricordo vivo di Francesco è nei pensieri e nei cuori di tutti. Dall’Africa il papa si unisce a noi ed è spiritualmente presente con noi”.
Inoltre Biagio Maimone, coordinatore nazionale per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso e direttore della comunicazione della Fondazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, presieduta da mons. Yoannis Lazhi Gaid, già segretario personale di papa Francesco, ha sottolineato la grandezza del papa: “Di straordinaria rilevanza è stato l’impegno di papa Francesco, il quale, nel corso del suo pontificato, ha costantemente ribadito come Cristo sia venuto nel mondo per portare la salvezza ai poveri, agli emarginati e agli ultimi della terra”.
La peculiarità del papa defunto è stato il continuo richiamo al cristianesimo: “Papa Francesco ha evidenziato la necessità di un ritorno al cristianesimo delle origini, fondato sulle parole e sull’esempio di Gesù, quale obiettivo primario del cattolicesimo contemporaneo. In tale prospettiva, il suo operato si pone in continuità ideale con quello di Francesco d’Assisi, il quale avvertì l’urgenza di “restaurare” la Chiesa del suo tempo, riconducendola al suo autentico fondamento evangelico”.
Un papa che ha proposto un rinnovamento della Chiesa: “Analogamente, papa Francesco (che può essere definito il ‘Papa della Pace’ e della ‘verità storica’) ha perseguito un percorso di rinnovamento ecclesiale volto a riportare al centro dell’azione pastorale l’attenzione verso gli ultimi, verso quanti vivono ai margini della società e soffrono a causa dell’esclusione, del razzismo e delle ingiustizie sociali, politiche ed economiche”.
Ha proposto un cambiamento: “Il Pontefice si è fatto promotore di un cambiamento profondo, fondato sull’idea di una ‘giustizia basata sulla misericordia’, distinta dalla giustizia meramente terrena, spesso segnata da limiti, contraddizioni e parzialità. Tale visione richiama una giustizia superiore, radicata nell’amore divino, inteso come principio universale di inclusione e dignità.
In questa prospettiva, la lotta alla povertà trova il suo fondamento nell’amore, nella sua espressione più alta, ossia la misericordia, che non esclude nessuno e promuove autentiche condizioni di equità sociale. Papa Francesco ha così delineato una Chiesa impegnata concretamente nella cura delle ferite dell’umanità, secondo un approccio che può essere definito ‘poetica della fede’, in cui l’azione concreta diviene espressione creativa della fede stessa”.
Una visione di una nuova cultura della vita: “Tale visione implica un impegno concreto da parte di credenti e non credenti nella costruzione di nuovi diritti e opportunità per i più vulnerabili, in un percorso condiviso che valorizzi il dialogo interculturale e interreligioso…
Papa Francesco ha così promosso una nuova cultura della vita, invitando Oriente e Occidente a collaborare nella ricostruzione di un ordine mondiale più equo, trasformando la crisi delle certezze contemporanee in occasione di rinnovamento. Il cristianesimo, in questa prospettiva, indica nell’amore l’unica verità stabile e duratura”.
(Foto: Vatican Media)




























