Papa Francesco: Il Paraclito dà coraggio

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Dopo la recita del Regina Coeli si è affacciato dal palazzo apostolico e, impartendo la benedizione, ha salutato i fedeli che si erano radunati aldilà  del transennato di piazza san Pietro, ricordando che da domani si potrà celebrare in Italia le messe con il popolo: “Ma per favore andiamo avanti con le norme e le prescrizioni che ci danno, per custodire la salute di ognuno e del popolo”.

Ed ha rivolto un pensiero ai bambini che in questo mese si erano preparato per la prima volta a ricevere il Corpo di Cristo nella prima comunione: “Nel mese di maggio, in tante parrocchie è tradizione celebrare le Messe di Prima Comunione. Chiaramente, a causa della pandemia, questo bel momento di fede e di festa è stato rimandato.

Perciò desidero inviare un pensiero affettuoso ai bambini e alle bambine che avrebbero dovuto ricevere per la prima volta l’Eucaristia. Carissimi, vi invito a vivere questo tempo di attesa come opportunità per prepararvi meglio: pregando, leggendo il libro del catechismo per approfondire la conoscenza di Gesù, crescendo nella bontà e nel servizio agli altri. Buon cammino!”

Inoltre ha ricordato che domani celebrerà una messa dall’altare della sua tomba per ricordare 100 anni della nascita di san Giovanni Paolo II, che lo aveva creato cardinale  per il suo amore al popolo: “Domani ricorre il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, a Wadowice, in Polonia. Lo ricordiamo con tanto affetto e tanta riconoscenza. Domani mattina, alle 7, celebrerò la Santa Messa, che sarà trasmessa in tutto il mondo, all’altare dove riposano le sue spoglie mortali. Dal Cielo egli continui a intercedere per il Popolo di Dio e la pace nel mondo”.

Prima della recita il papa ha ricordato che Gesù lascia agli apostoli due messaggi, che consistono nell’osservanza dei comandamenti e nella promessa dello Spirito Santo: “Gesù lega l’amore per Lui all’osservanza dei comandamenti, e su questo insiste nel suo discorso di addio…

Gesù ci chiede di amarlo, ma spiega: questo amore non si esaurisce in un desiderio di Lui, o in un sentimento, no, richiede la disponibilità a seguire la sua strada, cioè la volontà del Padre… Egli ci ama senza chiederci il contraccambio. E’ un amore gratuito quello di Gesù, mai ci chiede il contraccambio. E vuole che questo suo amore gratuito diventi la forma concreta della vita tra di noi: questa è la sua volontà”.

E per aiutarli Gesù promette loro il ‘Paraclito’, cioè il ‘Difensore’: “Questo è lo Spirito Santo, che è il Dono dell’amore di Dio che discende nel cuore del cristiano. Dopo che Gesù è morto e risorto, il suo amore è donato a quanti credono in Lui e sono battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Lo Spirito stesso li guida, li illumina, li rafforza, affinché ognuno possa camminare nella vita, anche attraverso avversità e difficoltà, nelle gioie e nei dolori, rimanendo nella strada di Gesù. Questo è possibile proprio mantenendosi docili allo Spirito Santo, affinché, con la sua presenza operante, possa non solo consolare ma trasformare i cuori, aprirli alla verità e all’amore”.

Alla luce del Paraclito i comandamenti è un aiuto offerto per amare: “I comandamenti non ci sono dati come una sorta di specchio, nel quale vedere riflesse le nostre miserie, le nostre incoerenze. No, non sono così. La Parola di Dio ci è data come Parola di vita, che trasforma il cuore, la vita, che rinnova, che non giudica per condannare, ma risana e ha come fine il perdono.

La misericordia di Dio è così.  Una Parola che è luce ai nostri passi. E tutto questo è opera dello Spirito Santo! Egli è il Dono di Dio, è Dio stesso, che ci aiuta ad essere persone libere, persone che vogliono e sanno amare, persone che hanno compreso che la vita è una missione per annunciare le meraviglie che il Signore compie in chi si fida di Lui”.   

Nella celebrazione mattutina da santa Marta papa Francesco ha pregato per le persone che nel silenzio fanno il proprio lavoro per la sanificazione dei luoghi: “Oggi la nostra preghiera è per tante persone che puliscono gli ospedali, le strade, che svuotano i bidoni della spazzatura, che vanno per le case a portare via la spazzatura: un lavoro che nessuno vede, ma è un lavoro che è necessario per sopravvivere. Che il Signore li benedica, li aiuti”.

Nell’omelia il papa ha sottolineato l’importanza della paternità che sorregge il figlio nella vita: “Soltanto con questa coscienza di figli che non sono orfani si può vivere in pace fra noi. Sempre le guerre, sia le piccole guerre sia le grandi guerre, sempre hanno una dimensione di orfanezza: manca il Padre che faccia la pace…

Lo Spirito Santo non ci insegna a insultare. E una delle conseguenze del senso di orfanezza è l’insulto, le guerre, perché se non c’è il Padre non ci sono i fratelli, si perde la fratellanza. Sono (dolcezza, rispetto, mitezza) atteggiamenti di appartenenza, di appartenenza a una famiglia che è sicura di avere un Padre…

E adesso invia lo Spirto Santo a ricordarci l’accesso a Lui, al Padre e, da questa paternità, questo atteggiamento fraterno di mitezza, di dolcezza, di pace. Chiediamo allo Spirito Santo che ci ricordi sempre, sempre, questo accesso al Padre, che ci ricordi che noi abbiamo un Padre. E a questa civiltà, che ha un grande senso di orfanezza, dia la grazia di ritrovare il Padre, il Padre che dà senso a tutta la vita e fa che gli uomini siano una famiglia”.

(Foto: Vatican Media)

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