Dall’associazionismo italiano un invito a non abbandonare Gaza

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Attaccate mentre erano ferme in acque internazionali al largo dell’isola di Creta alcune barche della Global Sumus Flotilla, secondo le dichiarazioni in un video pubblicato sui suoi profili social di Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla: “Quello che è accaduto questa notte ha poche decine di miglia al largo di Creta è stata un episodio di una gravità intollerabile,.E dovrebbe essere intollerabile da parte di tutti e di tutte. Da parte del nostro governo, delle istituzioni, e di chiunque abbia un po’ di coscienza”.

Ed ha raccontato l’attacco: “Le nostre barche sono state attaccate da droni, colpite con sostanze urticanti e bombe sonore. I droni hanno volutamente danneggiato gli alberi. E danneggiare un albero di una barca a vela significa impedirle di muoversi o comunque crearle delle difficoltà nel movimento. Tutto questo è avvenuto nei confronti di barche che battono bandiera italiana, inglese e polacca. Questo significa che è come se l’Inghilterra, la Polonia e l’Italia fossero state attaccate, significa che qualcuno ha dichiarato guerra a questi tre stati. E allora mi aspetto l’indignazione di tutta la nostra politica, perché questo è stato un attacco all’Italia e agli italiani”.

Secondo quanto riportato sui social dagli attivisti della Global Sumud Flotilla, nelle ultime 24 ore, più di 15 droni hanno sorvolato ogni dieci minuti a bassa quota la nave Alma. I partecipanti alla missione hanno riferito di oggetti lanciati da droni o aerei su almeno 10 imbarcazioni. Non ci sono stati feriti, ma ‘i danni saranno valutati pienamente alla luce del giorno’.

Nel frattempo il CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti) ha espresso solidarietà alla Global Sumud Flotilla, oggetto di attacchi gravi e totalmente ingiustificati mentre le imbarcazioni della missione erano in acque internazionali: “Abbiamo sostenuto anche economicamente questa iniziativa di pace perché (dinanzi all’ignavia di governi e organismi internazionali) riteniamo che questa mobilitazione della società civile possa aiutare a smuovere le coscienze, a rompere quella cappa di impotenza che diventa sempre più soffocante dinanzi alle notizie e alle immagini dei morti e delle distruzioni continue.

E, forse, a portare a nuovi e più incisivi passi diplomatici per fermare il genocidio del popolo palestinese. Chiediamo ai governi e agli organismi internazionali di attivarsi per garantire la sicurezza della missione, che si muove nel più pieno rispetto della legalità internazionale”.

Inoltre il CNCA ha plaudito alla condanna dell’attacco espressa dal governo italiano e alla decisione dell’esecutivo di intervenire per garantire l’incolumità dei cittadini italiani impegnati nella missione. Dopo la grande manifestazione di lunedì, la gran parte delle cittadine e dei cittadini italiani ha dimostrato da che parte sta. E l’esecutivo ne ha preso atto, agendo di conseguenza. Il CNCA chiede con forza che quanto prima si possa arrivare a un cessate il fuoco e all’apertura di una trattativa di pace che riconosca il diritto del popolo palestinese ad avere un proprio stato nelle terre che gli sono riconosciute a livello internazionale.

Anche la Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH_ETS) esprime preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, in particolare riguardo le persone con disabilità e le loro famiglie: “In questo scenario tragico, infatti, le barriere fisiche, ambientali e sociali rendono impossibile mettersi in salvo o accedere a un’assistenza di base. La distruzione delle infrastrutture, la mancanza di ausili e l’interruzione dei servizi sanitari condannano le persone con disabilità e le loro famiglie a una condizione di isolamento e di estrema vulnerabilità”.

La FISH continuerà a monitorare la situazione, promuovendo azioni di sensibilizzazione affinché la dignità e la protezione di tutte le persone colpite dal conflitto siano garantite: “In particolare, chiediamo corridoi umanitari sicuri e accessibili; l’accesso a cure mediche, ausili e supporto psicologico adeguati; il rispetto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, anche nelle situazioni di conflitto.

Siamo solidali con la sofferenza delle vittime del conflitto e ci uniamo alla richiesta urgente di interventi umanitari che tengano conto dei diritti e delle necessità specifiche delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.

Per questo la Rete AOI con FOCSIV sostiene la missione umanitaria non violenta della Global Sumud Flotilla (Sail to Gaza – Collective Action for Gaza), in coerenza con la priorità associativa di garantire sicurezza e aiuti alla popolazione civile nella Striscia di Gaza e la fine dell’occupazione militare israeliana, come ha dichiarato  dichiara la presidente Focsiv Ivana Borsotto:.

“Un’iniziativa civile forte e non simbolica, in risposta al genocidio, con l’obiettivo di rompere l’assedio disumano in corso contro il popolo palestinese e portare aiuti a Gaza. E’ fondamentale dare sostegno e voce alla Flotilla: non è solo testimonianza ma cittadinanza globale e impegno concreto per la pace, la giustizia, la dignità e la sacralità della vita umana”.

Quindi FOCSIV con AOI è solidale e vicina ai Patriarchi della Chiesa Cattolico Latina e Greco-Ortodossa a Gerusalemme e ai loro sacerdoti, suore e comunità che non intendono evacuare da Gaza City, denunciando ancora una volta il silenzio complice della comunità politica internazionale di fronte alle violazioni dei diritti e la volontà di colpire la popolazione civile di Gaza da parte di Israele, nell’intento dell’annessione totale della Striscia.

Anche Pax Christi Italia e Mosaico di Pace sostengono la Global Sumud Flotilla, divulgando una lettera inviata dalla ‘Flotilla’: “Gentilissimi, vi scrivo con urgenza a nome della Global Sumud Flotilla, che si trova attualmente in acque internazionali in missione umanitaria. La flottiglia trasporta esclusivamente aiuti umanitari e non rappresenta alcuna minaccia. Nonostante questo, nelle ultime ore le imbarcazioni sono state ripetutamente prese di mira da droni e ordigni, con attacchi che mettono in pericolo la vita di tutti i partecipanti…

Chiediamo con urgenza: un’immediata presa di posizione pubblica per condannare questi attacchi; la protezione dei partecipanti da parte delle istituzioni internazionali; la pressione diplomatica e politica sui responsabili per fermare queste azioni illegali. Se qualcuno dovesse essere ferito o ucciso, si tratterebbe di un ulteriore crimine di guerra da aggiungere alla lunga lista di violazioni già commesse. E’ fondamentale che governi, istituzioni e organizzazioni internazionali intervengano ora, prima che sia troppo tardi. Vi chiediamo di non rimanere in silenzio. Abbiamo bisogno della vostra voce, del vostro sostegno e della vostra azione immediata. Con urgenza e speranza”.

(Foto: Focsiv)

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