Papa Leone XIV ricorda che occorre annunciare la Parola di Dio attraverso l’azione sociale
“E’ evidente a chiunque ripercorra la storia del Perù che quelle terre sono state accompagnate da un particolare disegno della Provvidenza, soprattutto per quanto riguarda la nostra fede cattolica, che è sempre stata professata in armonia con la cura e il servizio ai più bisognosi”: così inizia il messaggio di papa Leone XIV Papa Leone XIV inviato ai partecipanti alla Settimana Sociale a Lima fino ad oggi.
Nel messaggio il papa ha evidenziato la ‘densità di santità’ nel Perù: “Solo così si può comprendere la ‘densità di santità’ che questa nazione, così vicina al mio ministero e alla mia preghiera, possiede. Le testimonianze di vita mistica in santa Rosa da Lima; di ardente carità in san Martín de Porres; e di amore per i poveri in san Giovanni Macías, parlano di una presenza vigorosa e feconda del Vangelo, che non ha mai trascurato la preghiera nel servizio al prossimo, né ha dimenticato i più piccoli mentre magnificava e abbelliva il culto dovuto al Dio eterno”.
Riprendendo un’omelia di san Paolo VI papa Leone XIV ha ricordato in particolar modo san Toribio de Mogrovejo: “Insieme a queste tre grandi testimonianze di vita cristiana lasciateci dai secoli XVI e XVII, e ad altre che potrebbero ancora essere menzionate, come non ricordare il ministero episcopale di san Toribio de Mogrovejo, spagnolo di nascita, ma evidentemente peruviano per la sua attività missionaria e il suo ampio lavoro pastorale? Nel corso del suo episcopato, fondò cento parrocchie, convocò un Concilio Panamericano, due concili provinciali e dodici sinodi diocesani; il tutto mentre donava quotidianamente il meglio delle sue forze agli abbandonati e a quanti abitavano quelle regioni geografiche o culturali che il mio predecessore, Papa Francesco, chiamava periferie”.
Ecco il motivo che l’azione sociale della Chiesa è nell’annuncio della Parola di Dio: “Contempliamo ora il nostro tempo, segnato da molteplici sfide economiche, politiche e culturali. Il dolore per l’ingiustizia e l’esclusione subite da tanti nostri fratelli e sorelle spinge tutti i battezzati a rispondere, come Chiesa, ai segni dei tempi a partire dalle profondità del Vangelo. A tal fine, abbiamo urgente bisogno della testimonianza dei santi di oggi, cioè di persone che rimangono unite al Signore, come i tralci alla vite”.
Per tale motivo annuncio della Parola di Dio ed azione sociale non possono essere divisi: “Perché i santi non sono ornamenti di un passato barocco; nascono dalla chiamata di Dio a costruire un futuro migliore. Comprendiamo, allo stesso tempo, che tutta l’azione sociale della Chiesa deve avere come centro e fine l’annuncio del Vangelo di Cristo, affinché, senza trascurare l’immediato, rimaniamo sempre consapevoli della direzione propria e ultima del nostro servizio. Perché se non doniamo Cristo nella sua interezza, daremo sempre pochissimo”.
Il messaggio si conclude con l’invito a ‘sfamare’ interamente l’umanità: “Cari fratelli e sorelle, non ci sono due amori, ma uno solo e identico, che ci spinge a donare sia il pane materiale sia il Pane della Parola, il quale, a sua volta, per il suo stesso dinamismo, risveglierà la fame del Pane del cielo, che solo la Chiesa può dare, per comando e volontà di Cristo, e che nessuna istituzione umana, per quanto ben intenzionata, può sostituire”.
Mentre nel messaggio nel messaggio inviato alle Suore Oblate di Santa Francesca Romana di Tor de’ Specchi, in occasione del 600° anniversario dell’Oblazione di santa Francesca Romana il papa ha sottolineato il valore di tale ricorrenza: “Il 15 agosto 1425, la santa fondatrice Francesca Romana, dopo una vita vissuta come sposa e madre esemplare, insieme alle prime nove compagne, emise l’oblazione solenne, consacrandosi a Dio nel servizio umile e dedito a quanti erano afflitti dalle povertà umane e spirituali del suo tempo. Nel solco di questi sei secoli, la vostra antica Famiglia religiosa, ispirata alla Regola del grande padre del monachesimo occidentale San Benedetto, è stata scuola di carità operosa, fonte di spiritualità e ideale d’offerta di sé a Cristo e alla Chiesa”.
Ed ha ricordato tre aspetti del suo impegno: “Lo zelo con cui si impegnò a generare Cristo nel mondo e a renderne forte e reale la presenza con la sua testimonianza di fede e santità; il secondo è la sua docilità alla guida degli Angeli, la cui presenza coltivava grazie alla fedeltà alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio, unite alla devozione per i suoi Santi protettori (san Paolo, santa Maria Maddalena, san Benedetto e san Francesco di Sales) sotto la guida di giganti spirituali quali san Giovanni Leonardi e san Filippo Neri, che l’hanno accompagnata nel suo cammino. La terza virtù è l’impegno per l’unità della Chiesa, per la quale si profuse, con la preghiera e con l’azione”.
Infine l’incoraggiamento ad essere ancora presenza: “Di tutto questo è continuazione la vostra presenza di Monastero aperto nel cuore della Città Eterna, come lampada per la storia e il cammino di un popolo; numerosi, nei secoli trascorsi, sono stati i devoti della Santa che si sono recati in codesto luogo così sublime, ricco di arte e di spiritualità, per attingere la pace interiore e assaporare l’amore di Dio, e ancora oggi c’è tanto bisogno, in una società così frenetica ed opulenta, di oasi come questa. Vi incoraggio perciò a ravvivare il vostro carisma confidando nell’aiuto dello Spirito Santo che, pur tra le sfide del tempo presente, saprà rafforzarVi e aiutarVi a proseguire nella missione per il bene della Chiesa”.




























