Papa Leone XIV invita i giovani ad essere speranza nel mondo

Condividi su...

“E oggi le vostre voci, il vostro entusiasmo, le vostre grida (che sono tutte per Gesù Cristo) saranno ascoltate fino ai confini del mondo. Oggi state iniziando alcuni giorni, un cammino, il Giubileo della Speranza, e il mondo ha bisogno di messaggi di speranza; voi siete questo messaggio, e dovete continuare a dare speranza a tutti”: al termine della celebrazione eucaristica di apertura del giubileo dei giovani presieduta da mons. Rino Fischella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, papa Leone XIV a sorpresa ha rivolto alcune parole di benvenuto.

E’ un invito ad essere ‘semi’ di speranza: “Speriamo che tutti voi siate sempre segni di speranza nel mondo! Oggi stiamo cominciando. Nei prossimi giorni avrete l’opportunità di essere una forza che può portare la grazia di Dio, un messaggio di speranza, una luce alla città di Roma, all’Italia e a tutto il mondo. Camminiamo insieme con la nostra fede in Gesù Cristo.

Ed il nostro grido deve essere anche per la pace nel mondo. Diciamo tutti: ‘Vogliamo la pace nel mondo!’ Preghiamo per la pace. Preghiamo per la pace e siamo testimoni della pace di Gesù Cristo, di riconciliazione, di questa luce del mondo che tutti stiamo cercando”.

A dare il benvenuto ai 120.000 giovani in piazza san Pietro è stato mons. Rino Fisichella, che nell’omelia ha ringraziato soprattutto i giovani provenienti dalle zone in guerra: “Dall’Ucraina dalla Palestina giunga a tutti l’abbraccio di fraternità che ci rendi uniti e un corpo solo… Il Signore non vi deluderà. Vi viene incontro”.

Questa è stata una esortazione: “Siate vigili per cogliere la sua presenza. Vivete questi giorni con gioia e spiritualità, scoprendo nuove amicizie, ma soprattutto contemplate Roma e le tante opere d’arte espressione della fede che ha generato tanta bellezza”.

Nell’omelia mons. Fisichella ha preso spunto dal racconto evangelico della risurrezione di Lazzaro, che narra anche del dialogo con le sorelle Marta e Maria: “La fede è un incontro, ma il primo che ci viene incontro è Gesù, quando vuole, come vuole, nel tempo stabilito da Lui, non da noi. Noi siamo chiamati solo a rispondere quando ci viene incontro… Marta è il segno della nostra fede, segno che quando il Signore vuole incontrarci, deve trovare in noi delle persone vigilanti, pronte, pronte a correre verso di Lui senza esitare”.

Mentre in mattinata il papa aveva incontrato i Neofiti e Catecumeni francesi: “Che gioia vedere dei giovani che s’impegnano nella fede e vogliono dare un senso alla loro vita, lasciandosi guidare da Cristo e dal suo Vangelo! Il battesimo fa di noi membri a pieno titolo della grande famiglia di Dio. L’iniziativa viene sempre da Lui e noi rispondiamo facendo l’esperienza del suo amore che ci salva. Nel vostro percorso come catecumeni e nuovi battezzati, ognuno di voi fa un incontro personale con il Signore nella comunità che l’accoglie”.

Il battesimo rende testimoni di Gesù: “Nel rito del battesimo, c’è un segno molto forte, molto forte, è quando riceviamo la candela accesa al cero pasquale. E’ la luce di Cristo morto e risorto che noi ci impegniamo a mantenere accesa alimentandola con l’ascolto della Parola di Dio e la comunione assidua con Gesù Eucaristia… Per vivere felici e in pace, siamo chiamati a riporre la nostra speranza in Gesù Cristo”.

E’ un invito a condividere l’esperienza di fede, come è raccontato dal profeta Isaia: “Siete chiamati a condividere la vostra esperienza di fede con gli altri, testimoniando l’amore di Cristo e divenendo discepoli missionari. Non limitatevi alla sola conoscenza teorica, ma vivete la vostra fede in modo concreto, sperimentando l’amore di Dio nella vostra vita quotidiana.

Il cammino di fede può essere lungo e a volte difficile, ma non scoraggiatevi, perché Dio è sempre presente per sostenervi. .. E’ fondamentale fare l’esperienza di Dio nella preghiera, nella pratica dei sacramenti, in particolare nella riscoperta del sacramento della Riconciliazione, e nella vita comunitaria, al fine di crescere nella fede e nell’amore”.

Infine papa Leone XIV invita ad essere cristiani ‘autentici’: “Non nasciamo cristiani, lo diveniamo quando siamo toccati dalla grazia di Dio. Tuttavia questo ‘tocco’ si esprime attraverso la nostra scelta attentamente ponderata e il nostro cammino personale. Senza questi veri requisiti, indosseremo l’etichetta di cristiani, ma di cristiani di convenienza, di abitudine o di comodo. 

Diveniamo cristiani autentici quando ci lasciamo toccare personalmente nella nostra vita di ogni giorno dalla parola e dalla testimonianza di Gesù. In mezzo alle vostre tribolazioni, ai momenti di solitudine e di aridità, alle incomprensioni, alle vostre fatiche, possano i vostri cuori radicarsi in lui che è ‘la via, la verità e la vita’, la fonte di ogni pace, gioia e amore”.

(Foto: Santa Sede)

Free Webcam Girls
151.11.48.50