Papa Leone XIV per una Chiesa missionaria

Foto ufficiale di Papa Leone XIV
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“Considero un dono di Dio il fatto che la prima domenica del mio servizio come Vescovo di Roma sia quella del Buon Pastore, la quarta del tempo di Pasqua. In questa domenica sempre si proclama nella Messa il Vangelo di Giovanni al capitolo decimo, in cui Gesù si rivela come il Pastore vero, che conosce e ama le sue pecore e per loro dà la vita… Oggi, dunque, fratelli e sorelle, ho la gioia di pregare con voi e con tutto il Popolo di Dio per le vocazioni, specialmente per quelle al sacerdozio e alla vita religiosa. La Chiesa ne ha tanto bisogno! Ed è importante che i giovani e le giovani trovino, nelle nostre comunità, accoglienza, ascolto, incoraggiamento nel loro cammino vocazionale, e che possano contare su modelli credibili di dedizione generosa a Dio e ai fratelli”.

Così si è espresso nel primo Regina Caeli papa Leone XIV sottolineando la centralità della Parola di Dio nella vita della Chiesa, mentre subito dopo la sua elezione a papa i vescovi italiani avevano sottolineato il suo richiamo ad essere una ‘Chiesa missionaria’: “Seguendo gli appelli del Suo predecessore, Papa Francesco, ci siamo posti ‘in uscita’ ed ‘in cammino’ con la gioia di chi ha sperimentato la pace di Cristo Risorto. Una pace, come Lei ci ha ricordato, ‘disarmata e disarmante, umile e perseverante’, perché ‘proviene da Dio, che ci ama tutti incondizionatamente’.

In questo tempo, così tumultuoso per i conflitti che affliggono vaste aree del pianeta e i vari cambiamenti sociali e culturali in atto, continuiamo a lavorare ‘per la pace nel mondo’. Le assicuriamo il nostro impegno per costruire ponti di dialogo, per soccorrere l’umanità sofferente, per essere sempre a servizio degli ultimi e dei più bisognosi”.

A questa voce si è aggiunta quella di Biagio Maimone, coordinatore della ‘Rete Mondiale Turismo Religioso’ in Italia: “Pace è la parola maggiormente pronunciata da papa Leone XIV nel suo primo discorso sulla Loggia di san Pietro, dopo la sua elezione a pontefice… L’intera umanità ascolta pervasa dalla speranza che il nuovo Papa prosegua sul percorso intrapreso da papa Francesco e incida, con lo stesso fervore, nella storia della Chiesa Cattolica e nella storia dell’umanità,  che anela a vedere compiuti ulteriori passi avanti verso il processo di umanizzazione della vita umana”.

Inoltre il coordinatore nazionale per l’Italia della ‘Rete Mondiale del Turismo Religioso’ e direttore della comunicazione dell’associazione ‘Bambino Gesù del Cairo Onlus’, il cui Presidente è mons. Yoannis Lazhi Gaid, storico segretario di Papa Francesco, ha sottolineato il valore sinodale che papa Leone XIV ha approfondito nel suo primo saluto:

“La Chiesa è l’intera umanità che deve mettersi in cammino, sorretta dall’obiettivo di comprendere meglio la volontà di Dio e la sua missione nel mondo. La Chiesa sinodale cammina unita cercando di discernere come meglio rispondere alle sfide del nostro tempo. nel mondo. La Chiesa Cattolica, i cattolici e tutti gli esseri umani dovranno prefiggersi il compito di entrare nella storia umana e coglierne le sue esigenze”.

Ha quindi evidenziato lo spirito missionario del novello papa: “Il mondo contemporaneo,  profondamente smarrito e sofferente per aver perduto ormai molte certezze, eleva lo sguardo verso l’infinito, di cui sente il bisogno. La nostalgia di Dio affiora nell’animo  umano, desolato e stanco per le numerose crisi che lo attanagliano, sia materiali, sia morali.

La Chiesa Cattolica sente il bisogno primario di camminare sul percorso di evangelizzazione continua e prendere per mano i più poveri, i più indifesi, i cosiddetti ultimi per condurli là dove  per essi vi sia una dimora accogliente. Ed è  questo l’annuncio, l’anelito espresso da papa Leone XIV, il quale  invita tutto il popolo cattolico a mettersi in cammino per compiere tale immane missione”.

Anche la Comunità di Sant’Egidio si è unita alla gioia della Chiesa per l’elezione di papa Leone XIV: “Eletto in un momento storico attraversato da tanti conflitti e grandi incertezze, la sua prima parola da vescovo di Roma è stata ‘pace’, nel solco di papa Francesco, invitandoci al dialogo e alla costruzione di ponti. Saprà offrire, non solo ai credenti ma a tutti, una voce autorevole e un orientamento prezioso per il futuro dell’umanità.

A papa Prevost, con lunga esperienza di pastore in America Latina e grande conoscenza delle sue periferie, gli auguri più calorosi per il suo servizio al Vangelo, da Roma fino al mondo intero, a guida di una Chiesa che (come ha detto dalla Loggia di San Pietro) ‘cerca sempre la carità’ ed è vicina a coloro che soffrono”.

Ugualmente la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV ha espresso gioia e speranza per l’elezione di papa Leone XIV: “Le sue prime parole dalla Loggia di San Pietro hanno tracciato un orizzonte chiaro, che tocca il cuore della nostra missione: pace, dialogo, costruzione di ponti, Carità. In un mondo attraversato da conflitti, incertezze e crescenti diseguaglianze, l’appello del Santo Padre risuona come un invito coraggioso a scegliere la fraternità e l’ascolto reciproco”.

La presidente della Federazione nazionale, Paola Da Ros, ha apprezzato il richiamo del papa alla carità: Tra tutte, la parola ‘Carità’, ripetuta due volte da Papa Leone XIV, richiama in modo diretto il cuore dell’azione della Società di San Vincenzo De Paoli: uno stile di prossimità concreta, un impegno quotidiano a favore di chi vive in condizioni di fragilità, di chi ha bisogno di essere visto, ascoltato, sostenuto.

L’appello alla Carità e alla pace, intese non solo come dono, ma come responsabilità condivisa verso il bene comune, rappresenta uno sprone prezioso per le migliaia di soci e volontari della Società di San Vincenzo De Paoli che operano ogni giorno, in tutta Italia e nel mondo, al servizio nella speranza. Persone che condividono l’idea di una Chiesa ‘in uscita’, capace di farsi vicina, che abita le periferie geografiche ed esistenziali, e che si fa strumento di speranza attraverso gesti semplici ma profondi verso gli ultimi”.

Un augurio giunge anche dalla Custodia della Terra Santa, che affida il papa all’intercessione della Vergine Maria, Regina di Terra Santa, e di san Francesco d’Assisi: “In questo giorno di grande festa per la Chiesa universale, desideriamo esprimere al nuovo Pontefice la nostra vicinanza spirituale e la nostra preghiera costante affinché il suo ministero sia fecondo di grazia, di speranza e di pace per tutto il popolo di Dio.

La Custodia di Terra Santa, chiamata da secoli a custodire i Luoghi Santi della Redenzione e a promuovere il dialogo e la riconciliazione tra i popoli della regione, si unisce alle voci dei fedeli di ogni continente nel rendere grazie al Signore per il dono di un Pastore che, con il nome scelto, richiama la memoria di Leone XIII, promotore della dottrina sociale della Chiesa e instancabile artefice di pace e giustizia”.

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