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Il fidanzamento casto è liberante? La risposta nell’ultimo libro di Cecilia Galatolo

“L’amore non è solo questione di fortuna. Hai presente quando costruisci una casa? Non basta sperare che stia in piedi. Io non sono nessuno per dire a un altro come si fa. Semmai ho bisogno che qualcuno lo ricordi a me. Ognuno ha le sue macerie, i suoi errori di valutazione, le sue crepe. Se ho potuto scrivere questo libro è solo perché ho trovato sulla mia strada degli ottimi muratori. Questo libro lo dedico a loro”.

19 Marzo: la Chiesa festeggia san Giuseppe

Un augurio vivo va a quanti portano il nome di questo grande patriarca, patrono della famiglia e dei morenti, icone perfetta di giustizia ed amore. Unica fonte storica della sua vita sono i due Vangeli di Matteo e Luca, che evidenziano in modo chiaro il ruolo di san Giuseppe: padre legale di Gesù e sposo di Maria.

In Ucraina i religiosi in prima linea da anni per l’assistenza a famiglie e bambini

Mentre i combattimenti in terra ucraina continuano, causando morti tra i civili, e la Santa Sede chiede che si proseguano le trattative per giungere ad un accordo di pace, Sua Beatitudine Sviatoslav, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha invitato i cristiani a pregare per la cattedrale di Santa Sofia di Kiev, il santuario spirituale dei popoli slavi, esortando l’aggressore ad astenersi da un ventilato attacco aereo da parte delle forze armate russe: “Possa Santa Sofia, la Sapienza Divina, far rinsavire coloro che hanno deciso di commettere questo crimine”.

Le malattie rare si possono sconfiggere

Il 28 febbraio si è celebrata la Giornata dedicata alle Malattie Rare (Rare Disease Day), un ampio ed eterogeneo gruppo di patologie accomunate da una bassa prevalenza nella popolazione (inferiore a 5 individui su 10.000), ma che in realtà sono molto più diffuse di quanto si immagini. Colpiscono, infatti, 30.000.000 di cittadini in Europa e almeno 300.000.000 nel mondo.

Papa Francesco invita a custodire come san Giuseppe

“Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i sacerdoti di Vicenza e i Seminaristi di Adria-Rovigo. Nel salutare i Religiosi dell’Ordine dei Chierici Regolari Minori, penso al loro giovane confratello, Padre Richard, della Repubblica Democratica del Congo, ucciso il 2 febbraio scorso, dopo aver celebrato la Messa nella Giornata della vita consacrata. La morte di Padre Richard, vittima di una violenza ingiustificabile e deprecabile, non scoraggi i suoi familiari, la sua famiglia religiosa e l’intera comunità cristiana di quella Nazione ad essere annunciatori e testimoni di bontà e di fraternità, nonostante le difficoltà, imitando l’esempio di Gesù, Buon pastore”.

Mons. Nosiglia: dignità per i lavoratori

“Per 18 volte il Presidente della Repubblica ha usato, nel discorso di insediamento, la parola ‘dignità’. Come dire che tra le principali necessità del nostro Paese c’è il rispetto per le persone. Se non si riconosce la dignità di ogni persona, finiamo per rassegnarci ad accettare la miseria e le disuguaglianze. Prendiamo per buone le spiegazioni ‘economiche’ che abbandonano famiglie, anziani, bambini a se stessi”.

15 giovedì per la festa di santa Rita da Cascia

“Quest’anno i 15 Giovedì di Santa Rita sono un viaggio interiore, che faremo anche sui social per raggiungere davvero tutti. Insieme leggeremo il presente alla luce dell’esperienza e dei valori di Rita, per prepararci affinché la sua festa del 22 maggio ci doni un vero segno di cambiamento. In particolare, desideriamo che ognuno possa portare nella propria quotidianità, la radice dell’amore che Santa Rita ha vissuto. Perché nel mondo c’è troppa carenza d’amore, soprattutto quello donato agli altri”.

Così suor Maria Rosa Bernardinis, madre priora del monastero di Santa Rita da Cascia presenta i 15 Giovedì di Santa Rita, tradizionale percorso di riflessione e preghiera che inizia oggi, 10 febbraio, e fino al 19 maggio condurrà i devoti d’Italia e del mondo alla festa della taumaturga. Ogni anno questa pia pratica rappresenta il primo importante appuntamento che riunisce l’intera famiglia della santa degli impossibili. Tutti i giovedì, infatti, ciascun devoto ovunque sia potrà collegarsi alla Basilica di Cascia, attraverso la diretta streaming delle ore 17:00 sul canale YouTube del Monastero Santa Rita da Cascia youtube.com/monasterosantarita.

“Per la prima volta, oltre alle dirette delle celebrazioni – specifica padre Luciano De Michieli, Rettore della Basilica di Santa Rita da Cascia – per Facebook facebook.com/monasterosantarita ed Instagram instagram.com/monasterosantarita vi proponiamo il percorso dei giovedì di Santa Rita in 15 tappe di crescita comune, che partono dalla vita di Rita, per arrivare a quella di ognuno di noi. L’obiettivo è imparare a vivere le esperienze di tutti i giorni riconoscendo l’amore di Dio che sempre ci accompagna, per condividerlo poi con chi ci è vicino. Questo ci ha insegnato e ci invita a vivere Santa Rita, la quale da figlia, moglie, mamma e monaca, si è immersa nell’amore vero, che offre a piene mani ancora oggi”.

Priora e Rettore, concludono dicendo all’unisono: “Vorremmo che con il popolare rito dei giovedì, che ricordano i 15 anni in cui Rita portò sulla fronte la ferita causata dalla spina della corona di Cristo, tutti possano acquisire la consapevolezza che dal dolore e dalle difficoltà che affrontiamo può nascere la rosa dell’amore. E, da questa certezza, rivoluzionare con l’amore, quotidiano ed eterno di Dio, il proprio cammino”.

(Foto: Monastero Santa Rita da Cascia)

Papa Francesco all’Associazione dei Chimici del Cuoio: pandemia non è scusa per licenziamenti

Incontrando, sabato scorso, i membri dell’Associazione italiana chimici del cuoio papa Francesco ha ricordato l’importanza della lavorazione del cuoio, ma prima si è premurato di mettere a proprio agio le mamme ed i figli: “A me piace vedere le mamme lì, che coccolano i bambini. E’ bello quando vengono con i bambini. Se vogliono camminare, lasciateli, che facciano quello che vogliono; e se hanno fame, che mangino! Loro sono i re”.

Papa Francesco alla Rota Romana chiede di ascoltare le difficoltà

Giovedì scorso papa Francesco ha inaugurato l’anno giudiziario, ricevendo in udienza i prelati uditori, gli officiali, gli avvocati ed i collaboratori del Tribunale della Rota Romana, incentrando l’intervento sulla sinodalità nei processi di nullità matrimoniale:

2^ domenica: famiglia, Chiesa domestica

Gesù dà il via alla vita pubblica e la prima realtà che si apre alla sua prospettiva è la famiglia, dove l’uomo realizza pienamente se stesso; la famiglia come legame intimo voluto da Dio tra un uomo e una donna, vincolo unitario ed indissolubile; legame che ci riporta all’alleanza  sancita tra Dio e il suo popolo che si coniuga in ‘amore sponsale’:

Dio ama la sua Chiesa come lo sposo ama la sua sposa. Gesù inizia la vita pubblica con una cena di matrimonio, dove compie il primo miracolo in favore della famiglia; conclude la vita pubblica con l’ultima cena, dove istituisce il sacramento dell’Eucaristia. Coincidenza assai indicativa e senz’altro voluta dal Signore.

La famiglia si costituisce con il sacramento dell’amore tra un uomo e una donna, ma al vertice  di questo amore necessita la presenza di Cristo Gesù, il Figlio di Dio incarnato nel quale l’umanità è assunta dalla divinità. E’ veramente grande il sacramento dell’amore.

Non c’è famiglia senza amore; ma ‘amare’ non è piacere o solo eros, nella famiglia è necessario che l’amore diventi ‘donazione’ o ‘agape’: cioè ‘ti voglio bene’ (io voglio il tuo bene); questo  amore,  mirabile agli occhi di Dio, trova in Cristo Gesù, che ha benedetto quella unione, il santificatore della famiglia.

E’ sempre necessario allora invitare Cristo a nozze per costruire la famiglia (chiesa domestica) alla maniera della Chiesa (la famiglia delle famiglie) su solida ed indiscussa base.  Anche Gesù nell’istituire la sua Chiesa cercò di darle una base stabile, costruirla su una pietra forte ed indiscussa: aveva riunito attorno a sé i dodici apostoli, poi ne scelse uno, Simone figlio di Giovanni, al quale disse:

da oggi innanzi ti chiamerai ‘pietra’, roccia, perché su questa pietra io edificherò la mia Chiesa; questa Chiesa, come una barca in un mare tempestoso, non affonderà mai perché al timone della barca c’è Pietro, elemento visibile di una realtà invisibile: lo Spirito Santo che guida la Chiesa, lo stesso Cristo Gesù sempre presente nella barca e, pertanto, ‘le porte degli inferi non prevarranno’.

Ciò che conta è la presenza di Gesù nella famiglia. Il miracolo delle nozze di Cana è significativo: alla cena di nozze è presente Gesù con i dodici e con Maria, sua madre. L’occhio vigile di Maria si accorge che il vino sta per finire ed invita Gesù ad intervenire con la sua forza divina. Maria invita i servi a recarsi da Gesù e questi ordina  loro di riempire le anfore di acqua, poi benedice e questa diventa ottimo vino.

Un vino così squisito che spinse il maggiordomo a richiamare lo sposo: tutti recano a tavola il vino buono all’inizio, tu lo hai riservato solo per la fine; non sapeva, poverino, che era il vino del miracolo. La crisi che incombe oggi sulla società è crisi della famiglia; la famiglia necessita di un cambiamento radicale.

Oggi si amano più i cani e i gatti che i bambini, oggi si preferisce  la convivenza (amore provvisorio) al matrimonio (unione stabile, per tutta la vita in ordine anche alla generazione dei figli); oggi domina soprattutto l’eros, il piacere, piuttosto che l’amore che è anche sacrificio e donazione.

Oggi è tempo di ri-costruzione, tempo prezioso che richiede responsabilità ed amore. Bisogna chiudere finalmente ad un certo modo di agire per aprirsi al vero orizzonte dell’amore,  alla luce della parola di Dio. 

Il matrimonio è un dono: la donazione di sé all’altro, la gioia del dare, del far felice. Coniugi: cum iugo, due persone poste sotto lo stesso giogo, che si aiutano a vicenda e nell’aiuto realizzano se stessi anche in chiave carismatica: per il bene della famiglie e della stessa società. Chi dà la forza e l’aiuto è lo Spirito Santo; è il vino di cui si parla nel Vangelo , elemento essenziale ed insostituibile nella vita della famiglia.

Ricordo sempre agli sposi: se il vino diminuisce o minaccia di finire (il vino della gioia, dell’amore, della donazione reciproca), alzate gli occhi al cielo, invocate Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa; Maria collaborerà perché l’acqua diventi ottimo vino, Maria non abbandona i figli che si rivolgono a Lei.

Da soli si rimane vittime dell’egoismo, dell’orgoglio, della perfidia e della solitudine; con Cristo  Gesù risplende la sua luce, si diradano le tenebre e torna a risplendere  la gioia dell’amore vero e della vita. I cristiani di ieri hanno trasformato la famiglia in ‘chiese domestiche’; purtroppo oggi si assiste al processo inverso.

La società va male perché la famiglia minaccia di sgretolarsi. L’inizio di questo nuovo anno deve trovare uniti tutti: clero e laicato, giovani ed adulti a riscoprire la ricchezza dell’amore, di questo dono divino messo nelle mani dell’uomo. Dio è sempre fedele ed è garanzia sicura; l’Eucaristia aiuti gli sposi a rinnovare ogni giorno la loro alleanza di amore.

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