A Budapest si è aperto il Congresso Eucaristico

“Domenica prossima mi recherò a Budapest per la conclusione del Congresso Eucaristico Internazionale. Il mio pellegrinaggio proseguirà, dopo la Messa, per alcuni giorni in Slovacchia, e si concluderà il mercoledì successivo con la grande celebrazione popolare della Vergine Addolorata, Patrona di quel Paese. Saranno così giorni segnati dall’adorazione e dalla preghiera nel cuore dell’Europa.

Mentre saluto affettuosamente coloro che hanno preparato questo viaggio, e quanti mi attendono e che io stesso desidero di cuore incontrare, chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera, e affido le visite che compirò all’intercessione di tanti eroici confessori della fede, i quali testimoniarono in quei luoghi il Vangelo tra ostilità e persecuzioni. Essi aiutino l’Europa a testimoniare anche oggi, non tanto a parole, ma soprattutto con i fatti, con opere di misericordia e di accoglienza, il buon annuncio del Signore che ci ama e ci salva”.

Così al termine dell’Angelus domenicale ha ricordato il Congresso Eucaristico, che si è aperto ieri a Budapest con la celebrazione eucaristica, presieduta dal presidente del CCEE, card. Angelo Bagnasco, che ha ricordato che l’Europa è fondata sul sangue dei martiri:

“La nostra voce è debole ma fa eco a quella dei secoli ed è segnata dal sangue dei martiri. La nostra gioia è la più grande, è Gesù! La voce dei credenti dice all’uomo moderno: non sei solo in un universo ostile, non sei solo di fronte al mistero meraviglioso della vita, non sei solo con la tua sete di libertà e di eterno.

Ovunque tu sia, non sei invisibile, Dio ti guarda con amore; non sei orfano, Dio ti è Padre; tu vali il sangue di Gesù, Redentore del mondo e Pane di vita eterna. Non avere paura: Dio non è morto, l’Eucaristia oltrepassa ogni solitudine, ogni distanza, ogni indifferenza. La Chiesa non può tacere, non può lasciarsi ridurre al silenzio: essa deve dare al volto di ogni uomo lo splendore del Cristo risuscitato”.

E dalla piazza della capitale magiara il card. Bagnasco di non spegnere la flebile voce, che annuncia la verità all’uomo: “Da questo ideale pulpito, la voce dei Pastori, la voce di questa commovente assemblea, desidera bussare, umile e lieta, al cuore dei popoli d’Europa, e andare oltre fino a raggiungere i punti più remoti della terra…

Non sei solo in un universo ostile, non sei solo di fronte al mistero meraviglioso della vita, non sei solo con la tua sete di libertà e di eterno. Ovunque tu sia, non sei invisibile, Dio ti guarda con amore; non sei orfano, Dio ti è Padre; tu vali il sangue di Gesù, Redentore del mondo e Pane di vita eterna. Non avere paura: Dio non è morto, l’Eucaristia oltrepassa ogni solitudine, ogni distanza, ogni indifferenza”.

Al termine dell’omelia ha ricordato ai giovani che la fede non è nemica della ragione: “Dio non è concorrente della libertà, e la fede non è una serie di divieti, ma un grande si alla gioia, anche quando è impegnativo perché l’amore è una cosa seria. Oggi c’è una grande debolezza del pensiero; da questa debolezza nascono anche le difficoltà della fede. La fede non è nemica della ragione, ma la cerca, così come la ragione ha bisogno della fede per essere veramente sé stessa”.

Nella giornata precedente l’inaugurazione è stata organizzata un’agape con 600 persone ‘bisognose’ con  l’obiettivo di far arrivare l’amore gratuito di Dio agli emarginati perché anche loro diventino partecipi alla gioia ed amore visibile del festeggiare insieme.

Suor Ágnes Hajós ha parlato dei retroscena dell’evento in un podcast: in tutto il paese, le diocesi, le loro organizzazioni di assistenza e gli ordini religiosi hanno partecipato all’organizzazione delle àgape che sono state realizzate contemporaneamente con la partecipazione di invitati che sono in contatto con le organizzazioni caritative anche gli altri giorni dell’anno.

Nel documento del Congresso eucaristico è stato ricordato che Dio è sorgente di vita: “E’ convinzione fondamentale della Bibbia che la sorgente di ogni vita sia Dio, perché da Lui viene tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno sia per la sua vita naturale sia per quella soprannaturale. Anche gli alimenti indispensabili per la vita terrena sono dono suo.

Già nel racconto simbolico della creazione dell’uomo si sottolinea il fatto che Dio non solo crea l’uomo, ma lo pone nel giardino-paradiso, pieno di ogni tipo di alberi da frutta ed irrigato da quattro fiumi. L’uomo deve a Dio quindi non solo la propria vita ma anche tutti i beni necessari per il proprio sostentamento. L’amore e la cura di Dio stanno al centro anche nel racconto del cammino d’Israele attraverso il deserto”.

(Foto: Congresso Eucaristico Internazionale)

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