Allarme alcol per i giovanissimi al tempo del lockdown

“Il tema prevalente e trasversale che deve essere considerato nella Relazione al Parlamento di quest’anno, è il profondo impatto prodotto dall’epidemia COVID-19 sui mercati delle sostanze, sulle modalità e le tendenze del consumo, sulle attività di riduzione della domanda e dell’offerta, sugli assetti stessi dei servizi sociosanitari e socioeducativi. La produzione e il traffico di stupefacenti sembrano essersi rapidamente adattati alle restrizioni connesse alla pandemia.

Nel 2020 è aumentato infatti il quantitativo di sostanze sequestrate nel territorio nazionale malgrado un numero inferiore di operazioni antidroga. Sono aumentati anche i sequestri delle Nuove Sostanze Psicoattive e ne sono state individuate ben 44 mai viste prima in Italia. Le misure di lockdown che probabilmente hanno inciso sul commercio al dettaglio di stupefacenti, potrebbero infatti aver favorito il potenziamento di modalità di distribuzione on line delle sostanze, accelerando una tendenza registrata negli ultimi anni, di un mercato sempre più digitalizzato”.

Con queste parole introduttive alla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno della droga in Italia il capo dipartimento delle politiche antidroga, dott. Flavio Siniscalchi, descrive un quadro tanto dettagliato quanto drammatico, soprattutto riguardo la situazione dei minori, a cui viene dedicato un capitolo apposito circa gli effetti del lockdown e dell’isolamento, i cui effetti a lungo termine l’Italia ha iniziato a osservare nelle ultime settimane.

La Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze è la fotografia da cui partire per ripensare il sistema dei servizi. Un bilancio che riprende, in buona sostanza, i diversi allarmi lanciati negli ultimi mesi su come il mondo dell’offerta e della domanda di sostanze si sia per così dire ‘adattato’ alla pandemia. Sul fronte dei consumi, l’impennata ampiamente annunciata è quella che riguarda la cocaina: dei 5.331 utenti arrivati nei Serd da Nord a Sud, il 39% ha chiesto il trattamento per l’abuso primario di cocaina e cocaina fumata (crack), il 27% di eroina, il 19% di alcol e il 9% di cannabis.

Il dato della cocaina per la prima volta super l’eroina e segna un + 2% rispetto al 2019, quello dell’alcol addirittura un +4%, mentre la cannabis è in leggera flessione. Sull’emergenza alcol, soprattutto tra giovani e giovanissimi, la Relazione parla chiaro: l’82% degli studenti italiani di età compresa fra i 15 e i 19 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica senza alcuna differenza di genere, il 76% lo ha fatto negli ultimi 12 mesi e il 43% nel corso dell’ultimo. Ubriacature per il 35%, binge drinking per il 16% (che riferisce di aver fatto 5 o più bevute di fila nel periodo di restrizioni, anche qui sostanzialmente senza distinzione rilevante di genere).

Le indagini epidemiologiche hanno evidenziato anche un trend in crescita, tra il 2017 e il 2019, delle fragilità correlate all’uso di internet in base al test di screening Short Problematic Internet Use Test (SPIUT), secondo cui sono passati dal 9,6% all’11,4% gli studenti con un profilo di utilizzo ‘a rischio’. Nel 2020 tale percentuale è del 9,5%.

Nel 2020, oltre un terzo degli studenti (34%) ha riferito di essere stato vittima di cyberbullismo e il 21% di esserne stato autore: dati in lieve crescita nell’ultimo triennio. Il 12% dei giovanissimi ha poi sentito parlare delle cosiddette challenge, ovvero le sfide online per entrare a far parte di un gruppo, il 6% conosce qualcuno che vi ha partecipato e sono quasi il 3% coloro ai quali è stato direttamente proposto di prendervi parte personalmente. La pratica delle challenge è più nota tra chi evidenzia un uso problematico di internet: a circa un quarto è stato proposto di parteciparvi.

Anche se in calo nell’ultimo anno, la quota di studenti che gioca ai videogame, rappresenta il 60% del campione: durante il lockdown, nei giorni non di scuola, circa un terzo ha giocato a sessioni di gioco continuative per almeno 2 ore (30% degli studenti). Infine, la tendenza dei comportamenti a rischio, a presentarsi insieme, rimane valida anche in considerazione del gioco d’azzardo, sia online sia presso luoghi fisici..

Ed analizzando nello specifico i minori che hanno utilizzato almeno una sostanza illegale nell’anno (il 19%) emerge che oltre la metà degli utilizzatori di sostanze (54%) rimane collegata per oltre le 4 ore quotidiane contro il 45% osservato fra i non consumatori e il 47% tra gli studenti nel loro complesso.

Nello specifico, le percentuali di studenti utilizzatori di sostanze risultano più che doppie per quanto riguarda navigare su siti per adulti e svolgere giochi di abilità come solitari e sudoku per oltre 4 ore.

I giovanissimi sempre più spesso giocano anche d’azzardo: fra gli studenti di 15-19 anni, la percentuale di coloro che lo hanno fatto negli ultimi 12 mesi è pari al 44% e chi ha giocato online rappresenta l’8,2%. Gli studenti giocatori con profilo ‘a rischio’ sono il 9,3%.

Comunque tra le note positive della Relazione è la diminuzione delle morti per overdose: nel 2020 i decessi riconducibili all’abuso di sostanze stupefacenti rilevati dalle Forze di Polizia o segnalati dalle Prefetture hanno raggiunto i 308 casi (267 gli uomini, 41 le donne), con un decremento del 18% rispetto al 2019; mentre sono stabili ad oltre 7.000 i ricoveri, per lo più legati al consumo di cocaina ed eroina (23% e 20%).

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