Da Perugia il card. Bassetti invita a non abbandonare giovani e famiglie

Al termine della messa crismale il vescovo di Perugia, card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha esortato parroci ed animatori all’apertura degli oratori, parlando dell’importanza dell’impegno pastorale delle comunità parrocchiali per i ragazzi e per le loro famiglie:

“Siamo in una fase di ripresa e lo dimostra anche la celebrazione di stamani. Abbiamo riaperto le chiese al culto e adesso dobbiamo fare un passo in avanti tutti insieme per promuovere durante l’estate quelle attività pastorali, soprattutto per i ragazzi, che sono estremamente necessarie.

Basti pensare che i nostri ragazzi sono rimasti in casa per tre mesi e non sono nemmeno andati a scuola. Quanti giovani, quante famiglie in questo periodo hanno sofferto di questa ‘clausura’. Nel periodo estivo dobbiamo fare sentire ancora più forte il nostro essere Chiesa. Molte famiglie dovranno lavorare tutto il giorno, senza godere delle vacanze, anche per recuperare quel lavoro che non è stato possibile svolgere”.

Di seguito il cardinale ha chiesto ai parroci di non aver paura e di riaprire gli oratori: “Per questo, se negli anni passati abbiamo cercato di coprire uno spazio temporale di alcune settimane, forse saremo chiamati a fare qualcosa di più per i ragazzi. Mi direte: che fatica!

Lo comprendo bene, non sarà facile, dovremo certamente rispettare delle regole, ci mancherebbe altro. Ma, in attesa di avere delle linee guida ufficiali, io voglio farvi un invito, e utilizzo le parole che il Santo Papa Giovanni Paolo II, di cui da poco abbiamo celebrato il centenario della nascita, rivolse nel 2000 proprio ai giovani, all’inizio della Giornata Mondiale della Gioventù: ‘Non abbiate paura!’. Non abbiate paura ad aprire, nei modi in cui sarà consentito, i vostri oratori”.

Inoltre ha sollecitato la Chiesa ad essere una madre: “Quest’anno dobbiamo puntare in alto, perché siamo chiamati a fare un servizio che forse nemmeno immaginavamo, ma tutto quello che succede è la Provvidenza che lo mette nelle nostre mani.

E sono convinto che le famiglie, che riusciremo ad aiutare, ce ne saranno profondamente grate, perché avvertiranno anche in noi sacerdoti, nei nostri animatori la presenza di una Chiesa attenta e materna. La Chiesa, come ci ricorda papa Francesco, non sia una dogana, ma sia veramente una madre attenta e piena d’amore per tutti i suoi figli”.

Nell’omelia della messa crismale il card. Bassetti si è soffermato sul sacerdozio come “servizio agli uomini e al mondo col il dono di una vita spesa per tutti: per i poveri, i prigionieri del peccato, gli oppressi, attraverso quello che la Lettera agli Ebrei definisce un ‘sacerdozio che non tramonta’.

E’ lo stesso servizio che Gesù ha vissuto’ ed è davvero quel ‘sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli’, che cioè ha attraversato, con la sua passione e morte, una volta per sempre, quel santo dei santi celeste, offrendo la propria vita sulla croce”.

Ma tutti i cristiani sono sacerdoti: “Ma nel lezionario di questa celebrazione emerge anche il sacerdozio di tutti i credenti. La pagina del libro dell’Apocalisse che è stata proclamata si apriva così, con il saluto del veggente che si rivolgeva a Colui che ‘ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre’…

Come sono diventate vere queste parole nel tempo di astinenza, causata dal Coronavirus, durante il quale, l’ho ricordato più volte, soprattutto i laici hanno potuto ‘scoprire altre cose belle del nostro essere cristiani: la preghiera in famiglia, il gusto per la Parola di Dio, l’esperienza di sentirsi Chiesa domestica e il dialogo tra genitori e figli’…

Da stasera celebreremo la memoria della prima Pentecoste, quella in cui la chiesa di Gerusalemme, impaurita e chiusa in una stanza, trova dallo Spirito Santo la forza per uscire e proclamare che Gesù, il crocifisso, è risorto”.

E nell’ultima ‘lettera di collegamento’ con le comunità perugine ha chiesto di non disperdere i frutti di quest’esperienza nel periodo di coronavirus: “Sì, fratelli, siamo nella gioia perché siamo tornati alla messa come al tesoro più prezioso che ci è stato donato.

Tuttavia, come ho più volte sottolineato, questa astinenza ci ha fatto scoprire altre cose belle del nostro essere cristiani: la preghiera in famiglia, il gusto per la Parola di Dio, l’esperienza di sentirsi chiesa domestica e il dialogo tra genitori e figli.

Ho ricevuto alcune testimonianze, anche di persone poco praticanti, che, stando vicino ai loro cari in preghiera o in ascolto della Parola di Dio, hanno avuto la possibilità di intravedere orizzonti nuovi per la loro vita. Qualcuno ha riscoperto la bellezza del rosario o della preghiera dei salmi, di cui da anni aveva perso il gusto. Raccomando a questi fratelli: non disperdete i frutti preziosi di questa esperienza!”

Ed ha chiesto una più intensa vicinanza alle famiglie in difficoltà: “Prevedo tre campi di lavoro: il primo e più urgente è l’aiuto alimentare, che ha già visto tanta generosità durante questi mesi; il secondo, le spese per la gestione della casa: utenze e consumi, un bisogno che sta emergendo e diventerà primario nell’estate; il terzo, la ripresa del lavoro: basta con gli slogan e le parole roboanti!

Se non ci sarà questa ripresa, molte persone non riusciranno più a ritornare a galla e sarà facile scivolare sotto la soglia di povertà. Una sapiente e oculata gestione delle risorse, la collaborazione con tutti i corpi intermedi del terzo settore, che si dedicano alla rete di protezione sociale, possono favorire ‘il piano per risorgere’, di cui ha parlato papa Francesco”.

(Foto: diocesi di Perugia)

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