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Milano Design Week: Ambrosius. Il Tesoro della Basilica apre gratuitamente al pubblico due luoghi di straordinario valore: l’Oratorio della Passione ed il Chiostro dei Canonici

Nell’ambito della Milano Design Week, fino al 26 aprile ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ apre gratuitamente al pubblico due luoghi di straordinario valore storico e culturale della Basilica di Sant’Ambrogio: l’Oratorio della Passione e il Chiostro dei Canonici. Per l’intera settimana, nei consueti orari di apertura, sarà inoltre possibile visitare liberamente anche le aree del museo dedicate all’accoglienza e alla didattica, insieme alla sala multimediale che ospita un video racconto della vita di Ambrogio, realizzato da 3D Produzioni con la regia di Giovanni Piscaglia e allestimento tecnico a cura di Sigma Vision.

In particolare, mercoledì 22 aprile, in occasione dell’inaugurazione del distretto 5VIE, questi spazi saranno visitabili in via straordinaria anche in fascia serale, dalle 18.30 alle 22.30. La trasformazione di questi ambienti porta la firma di Giuseppe Amato, ebanista, artista e designer, in dialogo con l’architetto Giorgio Ripa, responsabile del restauro architettonico. Ne è nato un intervento paziente e rigoroso, ispirato a un’idea di continuità tra storia e contemporaneità. Legno, ferro, calce e pigmenti naturali, lavorati secondo tecniche tradizionali, hanno dato vita a un progetto consapevole, colto e profondamente poetico.

Adiacente al Campanile dei Canonici, l’Oratorio della Passione fu costruito nel 1477 da Guiniforte Solari per la confraternita di Santa Maria della Passione, come luogo di preghiera e centro della vita spirituale. Gli affreschi, attribuiti alla scuola di Bernardino Luini, restituiscono ancora oggi intatta la forza espressiva di questo spazio.

Accanto, il Chiostro dei Canonici accoglie i visitatori con la sua area verde, curata da Elisabetta Cavigioli, orticultrice e garden designer, e da Angela Ronchi, biologa ed educatrice botanica. Il chiostro è concepito come uno spazio di contemplazione e relazione, dove prende forma l’Hortus simplicium, dedicato alle erbe officinali e medicinali, ispirato all’antica sapienza monastica nella conservazione e nell’uso delle piante curative. Il progetto intreccia storia botanica e didattica, offrendo una riscoperta della dimensione concreta e spirituale dell’hortus monasticus e proponendo una modalità inedita e coinvolgente di valorizzazione del patrimonio del complesso basilicale.

Il museo, collocato all’interno della Basilica di Sant’Ambrogio, è visitabile con biglietto d’ingresso, acquistabile in biglietteria (fino a un massimo di 10 persone) oppure online sul sito www.ambrosiusiltesorodellabasilica.it (anche per i gruppi, previa prenotazione). Il riallestimento delle collezioni è stato progettato dall’architetto museografo Andrea Perin, con la direzione lavori dell’architetto Gaetano Arricobene e il contributo del Comitato Scientifico.

Dal 13 al 19 aprile ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ apre la Cappella dei Santi Bartolomeo e Satiro e svela due affreschi di Tiepolo nella Basilica di Sant’Ambrogio

 In occasione della Milano Art Week, dal 13 al 19 aprile il percorso museale Ambrosius. Il Tesoro della Basilica si arricchisce con l’apertura straordinaria della Cappella dei Santi Bartolomeo e Satiro, solitamente chiusa al pubblico. Per l’occasione il pubblico potrà ammirare due importanti affreschi di Giambattista Tiepolo, ‘Il Naufragio di San Satiro’ ed ‘Il Martirio di San Vittore’, in un’esperienza di visita inedita della Basilica di Sant’Ambrogio e della sua straordinaria collezione.

Le due opere fanno parte di un ciclo realizzato da Tiepolo (Venezia, 1696 – Madrid, 1770) nel 1737 su commissione dei monaci cistercensi. Originariamente destinati a decorare ambienti del complesso monastico come la Cappella di San Vittore in Ciel d’oro o la Sacrestia dei Monaci, gli affreschi raccontano episodi delle vite dei santi a cui il sacello è dedicato: il ‘Martirio di San Vittore’ raffigura il sacrificio del santo milanese, mentre il Naufragio di San Satiro narra la vicenda del fratello di Ambrogio, miracolosamente salvato durante il viaggio di ritorno dal Nord Africa grazie all’ostia consacrata che portava con sé in un fazzoletto legato al collo.

Dal punto di vista stilistico, rispetto ad altre opere realizzate dall’artista a Milano e Bergamo, questi affreschi si distinguono per la luminosità e la profondità della costruzione spaziale. Particolarmente significativa è la composizione del Naufragio, caratterizzata dal forte contrasto tra l’oscurità della tempesta e il chiarore del cielo, dominato dagli angeli che intervengono per salvare Satiro.

Staccati nel corso dell’Ottocento e a lungo conservati in ambienti non accessibili al pubblico, i due affreschi sono stati trasferiti nel dopoguerra nella Cappella dei Santi Bartolomeo e Satiro, oggi eccezionalmente aperta ai visitatori in occasione di Milano Art Week. Entrambe le opere sono state oggetto di un importante intervento di restauro nel 2020 in occasione della mostra dedicata a Tiepolo alle Gallerie d’Italia–Milano, nell’ambito delle celebrazioni per il 250^ anniversario della morte.

‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ è il nuovo percorso museale della Basilica di Sant’Ambrogio inaugurato il 5 dicembre 2025 dopo un articolato intervento di ristrutturazione – con la realizzazione di uno spazio dedicato all’accoglienza e al bookshop, insieme a un’area didattica e una sala multimediale – e una rinnovata scelta museografica incentrata sulla figura di Sant’Ambrogio e la storia millenaria della Basilica. Coniugando arte, storia e spiritualità, Ambrosius si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione culturale e spirituale del complesso monumentale e del suo straordinario Tesoro, materiale e immateriale.

Il percorso di visita si apre nella sala multimediale con un video dedicato alla vita di Sant’Ambrogio: uno spazio pensato come luogo di racconto e di riflessione, capace di rendere attuale e accessibile a tutti il messaggio ambrosiano. L’itinerario prosegue all’interno della Basilica attraverso luoghi di straordinario significato storico e spirituale: l’Aula Ambrosii, antica sacrestia dei monaci aperta per la prima volta al pubblico, dove trovano collocazione il letto di Ambrogio e la scodella attribuita al Santo; il sacello di San Vittore in Ciel d’oro, che custodisce il celebre ritratto musivo di Ambrogio che indossa una dalmatica, la sua più antica raffigurazione; e il Capitolino, la precedente sede espositiva, dove è possibile ammirare l’Urna degli Innocenti e altri preziosi oggetti di oreficeria sacra, i cinque Pleurantes, rarissimi frammenti di seta, arredi lignei e molto altro.

ìAmbrosius. Il Tesoro della Basilica’ è un progetto promosso da monsignor Carlo Faccendini, abate-parroco della Basilica di Sant’Ambrogio, con l’Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano e la Soprintendenza, il patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia e del Comune di Milano, e il contributo di Fondazione Cariplo.

Fondamentale per la realizzazione del percorso museale è stato l’apporto del Comitato Scientifico, composto da autorevoli esperti e professionisti, che ha operato in sinergia con l’architetto Carlo Capponi, Conservatore della Basilica, e con il coordinamento della dott.ssa Miriam Rita Tessera, responsabile dell’Archivio e della Biblioteca Capitolare della Basilica. L’iniziativa fa parte del palinsesto ufficiale di Milano Art Week 2026.

(Foto: Ambrosius)

A Roma la benedizione dei Bambinelli

Mentre la città si riempie di luci e vetrine scintillanti gli oratori di Roma si preparano al S. Natale vivendo l’Avvento insieme a bambini e ragazzi e realizzando presepi in tante attività diverse e significative per portare questo segno della festa in tutte le case. Per sottolineare la centralità della presenza di Gesù Bambino nelle prossime festività torna domenica 21 dicembre anche la tradizionale Benedizione dei Bambinelli in Piazza San Pietro, per la prima volta con la presenza e la preghiera di Papa Leone XIV che, a conclusione dell’Angelus, benedirà le statuine di Gesù che gli oratori, le famiglie, bambini e ragazzi ma anche moltissimi fedeli porteranno in piazza per vivere un intenso momento di preghiera, di comunione ecclesiale e di festa.

Un appuntamento che proprio dal 21 dicembre 1969 con Papa Paolo VI accompagna il percorso di preparazione al S. Natale della Diocesi di Roma sottolineando l’importanza del Gesù Bambino nell’esperienza educativa degli oratori.

Quest’anno il tema dell’appuntamento sarà ‘Un Tesoro di Luce fra le Mani’ scelto dal Centro Oratori Romani per sottolineare l’importanza di riconoscere in Gesù Bambino il tesoro più bello della vita della comunità cristiana. A tutti, bambini, ragazzi, adolescenti, ma anche catechisti, animatori, genitori in oratorio viene chiesto di fare spazio a Lui nel proprio cuore. Tutte le info per partecipare all’evento sono disponibili sul sito del COR (https://www.centrooratoriromani.org/).

In questa occasione Piazza san Pietro per qualche ora diventerà un grande oratorio a cielo aperto dove tutti potranno partecipare a canti natalizi, giochi ed animazione per vivere insieme una tipica mattinata di festa dopo aver partecipato alla S. Messa nella propria parrocchia o nelle chiese nelle vicinanze della Basilica. Dalle 10.30 catechisti ed animatori del COR accoglieranno centinaia di bambini e ragazzi proponendo attività e piccoli giochi per prepararsi alla preghiera dell’Angelus e alla benedizione da parte del Pontefice. La piazza si riempirà di canti natalizi animati dai giovani dell’associazione che inviteranno tutti i presenti ad unirsi alla gioia, mentre si attenderà che Papa Leone si affacci alla consueta finestra del Palazzo Apostolico.

La Benedizione dei Bambinelli è promossa e organizzata dal Centro Oratori Romani, associazione di fedeli fondata nel 1945 dal Venerabile Arnaldo Canepa per la diffusione e la promozione della pastorale oratoriana a Roma.  Questa tradizione si è diffusa moltissimo negli ultimi anni in Italia e all’estero (Stati Uniti, Filippine, Inghilterra, Irlanda, Sud America e molti altri) coinvolgendo centinaia di comunità e di Diocesi dove Vescovi e sacerdoti hanno scelto di dedicare una domenica di Avvento all’appuntamento con le statuine di Gesù Bambino e all’accoglienza di famiglie, animatori e religiosi della Chiesa locale.

“Al termine di un anno di grazia come quello del Giubileo appena vissuto torniamo ancora in Piazza San Pietro” sottolinea il Presidente del COR, Stefano Pichierri. “Quest’anno, proprio qui, abbiamo vissuto momenti di gioia, di condivisione, ma anche di tristezza per la perdita di Papa Francesco, e poi di attesa e di speranza per il nuovo Papa. Abbiamo celebrato il Giubileo e proclamato nuovi giovani Santi. Ora la Stella ci guida dinnanzi alla Grotta, per adorare il Dio Bambino. Attendiamo trepidanti le parole di Papa Leone XIV, che ha già dato prova della sua attenzione ed affezione alla Diocesi di Roma. I bambini di Roma vogliono vivere e, al tempo stesso, mostrare a tutti il vero volto del Natale”.

Papa Leone XIV: un cuore inquieto trova riposo in Dio

“Saluto, infine, i malati, gli sposi novelli e i giovani, specialmente gli studenti dell’Istituto Cicerone di Sala Consilina e quelli dell’Istituto Capriotti di San Benedetto del Tronto. Tra non molti giorni sarà Natale e immagino che nelle vostre case si stia ultimando o è già ultimato l’allestimento del presepe, suggestiva rappresentazione del Mistero della Natività di Cristo. Auspico che un elemento così importante, non solo della nostra fede, ma anche della cultura e dell’arte cristiana, continui a far parte del Natale per ricordare Gesù che, facendosi uomo, è venuto ad abitare in mezzo a noi”: al termine dell’udienza generale odierna papa Leone XIV ha salutato i giovani incoraggiandoli a ‘fare’ il presepio, che è elemento importante non solo della fede, ma anche della cultura.

Mentre prima della catechesi si era trattenuto in dialogo con alcuni malati nell’aula Paolo VI: “In questa giornata volevamo difendervi un po’ dagli elementi, dal freddo soprattutto… Non sta piovendo, però così forse state un po’ più comodi. Dopo potrete seguire l’Udienza sullo schermo, o se volete potete anche uscire, però approfittiamo di questo piccolo incontro un po’ più personale, così, per salutarvi, per offrirvi la benedizione del Signore, e anche un augurio. Siamo già vicino alla festa di Natale e vogliamo chiedere al Signore che la gioia di questo tempo di Natale vi accompagni tutti: le vostre famiglie, i vostri cari, e che siate sempre nelle mani del Signore con la fiducia, con l’amore che solo Dio ci può dare”.

Mentre la catechesi dell’udienza generale ha affrontato il tema della Pasqua come luogo sicuro per il riposo del cuore: “La vita umana è caratterizzata da un movimento costante che ci spinge a fare, ad agire. Oggi si richiede ovunque rapidità nel conseguire risultati ottimali negli ambiti più svariati. In che modo la risurrezione di Gesù illumina questo tratto della nostra esperienza? Quando parteciperemo alla sua vittoria sulla morte, ci riposeremo? La fede ci dice: sì, riposeremo. Non saremo inattivi, ma entreremo nel riposo di Dio, che è pace e gioia. Ebbene, dobbiamo solo aspettare, o questo ci può cambiare fin da ora?”

Di fronte a tali domande il papa ha incentrato la catechesi sul cuore: “Siamo assorbiti da tante attività che non sempre ci rendono soddisfatti. Molte delle nostre azioni hanno a che fare con cose pratiche, concrete. Dobbiamo assumerci la responsabilità di tanti impegni, risolvere problemi, affrontare fatiche. Anche Gesù si è coinvolto con le persone e con la vita, non risparmiandosi, anzi donandosi fino alla fine.

Eppure, percepiamo spesso quanto il troppo fare, invece di darci pienezza, diventi un vortice che ci stordisce, ci toglie serenità, ci impedisce di vivere al meglio ciò che è davvero importante per la nostra vita. Ci sentiamo allora stanchi, insoddisfatti: il tempo pare disperdersi in mille cose pratiche che però non risolvono il significato ultimo della nostra esistenza. A volte, alla fine di giornate piene di attività, ci sentiamo vuoti. Perché? Perché noi non siamo macchine, abbiamo un ‘cuore’, anzi, possiamo dire, siamo un cuore”.

Il cuore è fondamentale per ‘conservare’ un tesoro: “Il cuore è il simbolo di tutta la nostra umanità, sintesi di pensieri, sentimenti e desideri, il centro invisibile delle nostre persone. L’evangelista Matteo ci invita a riflettere sull’importanza del cuore, nel riportare questa bellissima frase di Gesù: ‘Là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore’. E’ dunque nel cuore che si conserva il vero tesoro, non nelle casseforti della terra, non nei grandi investimenti finanziari, mai come oggi impazziti e ingiustamente concentrati, idolatrati al sanguinoso prezzo di milioni di vite umane e della devastazione della creazione di Dio”.

Ed a tale proposito ecco la citazione di sant’Agostino, che è il maestro del cuore: “E’ importante riflettere su questi aspetti, perché nei numerosi impegni che di continuo affrontiamo, sempre più affiora il rischio della dispersione, talvolta della disperazione, della mancanza di significato, persino in persone apparentemente di successo. Invece, leggere la vita nel segno della Pasqua, guardarla con Gesù Risorto, significa trovare l’accesso all’essenza della persona umana, al nostro cuore: cor inquietum. Con questo aggettivo ‘inquieto’, Sant’Agostino ci fa comprendere lo slancio dell’essere umano proteso al suo pieno compimento”.

Infatti il cuore è inquieto finché non giunge alla meta: “L’inquietudine è il segno che il nostro cuore non si muove a caso, in modo disordinato, senza un fine o una meta, ma è orientato alla sua destinazione ultima, quella del ‘ritorno a casa’. E l’approdo autentico del cuore non consiste nel possesso dei beni di questo mondo, ma nel conseguire ciò che può colmarlo pienamente, ovvero l’amore di Dio, o meglio, Dio Amore”.

Però per acquietare il cuore esiste la medicina dell’amore: “Questo tesoro, però, lo si trova solo amando il prossimo che si incontra lungo il cammino: i fratelli e le sorelle in carne e ossa, la cui presenza sollecita e interroga il nostro cuore, chiamandolo ad aprirsi e a donarsi. Il prossimo ti chiede di rallentare, di guardarlo negli occhi, a volte di cambiare programma, forse anche di cambiare direzione”.

Quindi è un invito a ‘tornare’ a Dio: “Carissimi, ecco il segreto del movimento del cuore umano: tornare alla sorgente del suo essere, godere della gioia che non viene meno, che non delude. Nessuno può vivere senza un significato che vada oltre il contingente, oltre ciò che passa. Il cuore umano non può vivere senza sperare, senza sapere di essere fatto per la pienezza, non per la mancanza”.

Solo in Dio il cuore non trova alcuna delusione: “Gesù Cristo, con la sua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione ha dato fondamento solido a questa speranza. Il cuore inquieto non sarà deluso, se entra nel dinamismo dell’amore per cui è creato. L’approdo è certo, la vita ha vinto e in Cristo continuerà a vincere in ogni morte del quotidiano. Questa è la speranza cristiana: benediciamo e ringraziamo sempre il Signore che ce l’ha donata!”

(Foto: Santa Sede)

Ambrosius. Il Tesoro della Basilica: il nuovo progetto di valorizzazione culturale e spirituale della Basilica di Sant’Ambrogio

Nei giorni in cui Milano ha rinnovato la propria devozione al suo Santo Patrono, la Basilica di Sant’Ambrogio ha presentato ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ il nuovo percorso di valorizzazione culturale e spirituale del complesso monumentale e del suo straordinario tesoro, materiale e immateriale.

Un progetto promosso da mons. Carlo Faccendini, abate-parroco della basilica di Sant’Ambrogio, con l’Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano e la Soprintendenza, il patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia e del Comune di Milano, grazie al lavoro di un illustre Comitato Scientifico e al contributo di Fondazione Cariplo.

Armonizzandosi con la vita liturgica della comunità parrocchiale presente in Basilica, Ambrosius introduce una modalità inedita di conoscenza e valorizzazione del complesso basilicale, riletto con sguardo contemporaneo nella sua continuità millenaria. Una visione unitaria in cui architettura, arte e fede si intrecciano intorno alla figura di Ambrogio, restituendo alla città di oggi e a quella futura un frammento essenziale della propria identità civile e spirituale.

Il nome Ambrosius richiama la centralità di Ambrogio, pastore e intellettuale, vescovo e uomo di governo, capace di coniugare il pensiero classico con la visione cristiana del mondo. A lui si deve una delle più profonde riflessioni sull’idea di città come spazio di dialogo tra coscienza spirituale e responsabilità civica. Ispirato alla modernità del suo pensiero, il progetto si configura come un atto di cura verso la memoria collettiva di Milano, rivolgendosi a un pubblico nazionale e internazionale.

Anche la scelta di destinare un’aula multimediale (affacciata sullo spazio pubblico adiacente la Basilica) al racconto di Ambrogio, conferma l’intento originario del progetto: rendere il messaggio ambrosiano attuale, accessibile a tutti in maniera trasversale.

Il rinnovamento promosso da Ambrosius si articola in due interventi principali, che ridefiniscono in profondità l’esperienza del complesso: il nuovo racconto museografico del Tesoro della Basilica che, grazie all’ampliamento dello spazio espositivo con l’apertura al pubblico per la prima volta dell’antica sacrestia dei Monaci, l’Aula Ambrosii, si propone di valorizzare l’eccezionale patrimonio storico-religioso legato alla figura di Ambrogio e alla storia millenaria della Basilica e il ridisegno dell’area dedicata all’accoglienza e alla trasmissione didattica, che include anche l’antico Oratorio della Passione.

Ad accompagnare questi interventi anche un nuovo programma di attività educative e visite guidate ispirate ai Tesori, alle tecniche artistiche della Basilica e alle erbe officinali e piante tintorie, presenti nei due nuovi piccoli orti monastici realizzati: ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ è un museo riconosciuto da Regione Lombardia.

Fondamentale in questo percorso è stato l’apporto del Comitato Scientifico, composto da autorevoli esperti e stimati professionisti con competenze specialistiche di alto livello (Silvia Bruni, Cristina Cattaneo, Mons. Marco Navoni, Marco Petoletti, Davide Porta, Marco Rossi, Sabine Schrenk, Luigi Carlo Schiavi, Silvia Lusuardi Siena, Fabrizio Slavazzi, Francesca Tasso, don Giuliano Zanchi, Annalisa Zanni) con il coordinamento della dott.ssa Miriam Rita Tessera, responsabile dell’Archivio e della Biblioteca Capitolare della Basilica e curatore scientifico di Ambrosius.

Progettato dall’architetto museografo Andrea Perin, con la direzione lavori dell’architetto Gaetano Arricobene e il contributo del Comitato Scientifico guidato dall’architetto Carlo Capponi in qualità di curatore e dalla dott.ssa Miriam Rita Tessera, il nuovo percorso museale si snoda tra luoghi di straordinario significato storico e spirituale: l’Aula Ambrosii – dove trova definitiva collocazione il letto di Ambrogio; il sacello di San Vittore in Ciel d’oro – che custodisce il celebre ritratto musivo di Ambrogio che indossa una dalmatica, la più antica raffigurazione del Santo; il Capitolino – precedente sede espositiva.

Con ‘Ambrosius’ si restituisce piena coerenza e prospettiva a oltre un decennio di interventi e iniziative di valorizzazione, tra i quali la riapertura dell’Archivio Capitolare, la pulitura e il consolidamento dei mosaici paleocristiani del sacello di San Vittore in Ciel d’oro, lo studio scientifico e il restauro delle dalmatiche del Santo e la ricostruzione scientifica del volto di Ambrogio, realizzata a partire da indagini scientifiche sulle reliquie, condotte dal LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano), diretto dalla prof.ssa Cristina Cattaneo e dal dott. Davide Porta.

Cuore del nuovo percorso, l’Aula Ambrosii custodisce un patrimonio prezioso legato alla vita e alla memoria del Santo Patrono. Elemento centrale dell’allestimento è il letto di Sant’Ambrogio, un manufatto ligneo ricomposto dai 17 frammenti originali rinvenuti nell’altare di San Vittore in Ciel d’oro dall’architetto Ferdinando Reggiori, che guidò la ricostruzione successiva ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Secondo la tradizione giaciglio funebre del vescovo, il letto rappresenta una reliquia tanto eccezionale quanto enigmatica. Oggi, dopo un lungo periodo di prestito al Museo Diocesano, si colloca stabilmente nel Tesoro di Sant’Ambrogio, dove per la prima volta è in corso una campagna di studi storico-archeologici e di indagini scientifiche.

Il progetto e la realizzazione dell’allestimento dell’area accoglienza e didattica è invece firmato da Giuseppe Amato, designer, artista ed ebanista, che ha operato in sinergia con l’architetto Giorgio Ripa, incaricato della direzione lavori per il restauro architettonico di questi ambienti.

Il progetto si concretizza nella realizzazione di nuovi spazi di accoglienza, con bookshop e biglietteria, e di un’area dedicata alla trasmissione dei saperi e alle attività educative, con un’aula didattica e una sala multimediale. Un intervento rigoroso, guidato da un’idea di continuità tra storia e contemporaneità, che riguarda sia una rilettura coerente e rispettosa degli ambienti, con la creazione di arredi e sistemi di illuminazione, sia l’ideazione dell’apparato iconografico pittorico. Legno, ferro, calce e pigmenti (materiali naturali scelti con cura e lavorati secondo tecniche tradizionali) danno forma a un progetto consapevole e poetico, fatto di tracce leggere capaci di custodire e rinnovare la memoria dei luoghi.

L’offerta didattica promossa da Ambrosius si arricchisce inoltre con una serie di attività legate alla realizzazione di due piccoli orti, ispirati alla tradizione medievale dei giardini monastici, un Hortus simplicium dedicato alle erbe medicinali e officinali e un Hortus holerorum con piante tintorie. Questa proposta, curata da Elisabetta Cavigioli, orticultrice e garden designer, e Angela Ronchi, biologa ed educatrice botanica, è infatti accompagnata da iniziative rivolte alle famiglie e a gruppi di adulti e da un’offerta educativa dedicata, sviluppata in collaborazione con la Rete degli Orti Botanici della Lombardia.

All’interno di Ambrosius, il linguaggio museografico e quello educativo si uniscono quindi in una visione condivisa: offrire ai visitatori di oggi un’inedita esperienza di conoscenza, inclusiva e scientificamente rigorosa della Basilica e del suo Tesoro, capace di rileggere la storia ambrosiana alla luce del presente.

XXXII Domenica Tempo Ordinario: la vita come attesa responsabile

La festività di Tutti i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti ci hanno preparato a riflettere sul tema: Che cosa è la vita?, dove andiamo? Un giorno che trascorre è un passo verso la grande meta. Con la parabola del Vangelo Gesù risponde alla domanda: dove siamo diretti?

XVII Domenica del Tempo Ordinario: il tesoro nascosto è il Regno di Dio

Il brano del Vangelo ci presenta in questa domenica tre parabole di Cristo Gesù; la settimana scorsa le parabole riguardavano la natura del regno di Dio; quelle di oggi evidenziano l’atteggiamento dell’uomo riguardo al Regno di Dio, vero Tesoro per l’uomo redento da Cristo. Nella scelta di un tesoro non ci si può ingannare; Gesù stesso ci mette in guardia: ‘Non accumulate tesori sulla terra che la ruggine consuma e i ladri rubano, ma accumulate tesori nel cielo anche perché dove c’è il tuo tesoro, là c’è il tuo cuore’.

XVII Domenica del Tempo Ordinario: il tesoro nascosto è il Regno di Dio

Il brano del Vangelo ci presenta in questa domenica tre parabole di Cristo Gesù; la settimana scorsa le parabole riguardavano la natura del regno di Dio; quelle di oggi evidenziano l’atteggiamento dell’uomo riguardo al Regno di Dio, vero Tesoro per l’uomo redento da Cristo. Nella scelta di un tesoro non ci si può ingannare; Gesù stesso ci mette in guardia: ‘Non accumulate tesori sulla terra che la ruggine consuma e i ladri rubano, ma accumulate tesori nel cielo anche perché dove c’è il tuo tesoro, là c’è il tuo cuore’.

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