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‘Il Giardino dei Sogni’: parte la raccolta fondi per costruire una scuola materna a Paoua, nella Repubblica Centrafricana

La Federazione Nazionale Italiana della Società di San Vincenzo De Paoli ODV, attraverso il Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo, lancia una nuova campagna solidale per costruire una scuola materna a Paoua, nel nord-ovest della Repubblica Centrafricana: un progetto che vuole restituire speranza e futuro a oltre 200 bambini tra i 4 e i 6 anni.

Il progetto, intitolato ‘Il Giardino dei Sogni’, nasce dalla collaborazione con don Hippolyte-Blaise Yangara, parroco della Parrocchia San Kisito di Paoua e referente locale dell’iniziativa. In un contesto segnato da povertà estrema, carenza di infrastrutture e scarsissimo accesso all’istruzione, questa scuola rappresenterà un vero e proprio punto di svolta per tutta la comunità. Oggi, i bambini della zona frequentano lezioni in edifici fatiscenti, privi di servizi igienici e arredi adeguati, spesso esposti alle intemperie.

L’obiettivo è offrire loro uno spazio sicuro, accogliente e funzionale, dove poter crescere, apprendere e sognare: “A Paoua, la scuola non è solo un diritto, ma un atto di resistenza alla povertà, un seme di speranza per l’intera comunità”, afferma Don Hippolyte-Blaise.

Amina ha cinque anni, due occhi grandi e curiosi e una risata contagiosa. Vive con i suoi genitori e tre fratelli in una piccola baracca nel villaggio diPaoua. La mamma, Fatou, si occupa della casa e dei figli, mentre il papà, Issa, lavora nei campi.

A scuola, Amina ha un’amica inseparabile, Mariam. Insieme ridono, giocano a saltare la corda e disegnano con i gessetti colorati. Il suo posto del cuore èproprio la scuola: le risate con Mariam e le parole gentili della maestra Clarisse rendono quel momento il più bello della giornata.

Amina sogna di diventare maestra, come Clarisse. Quando le chiedono perché, risponde con dolcezza: “Per insegnare ai bambini come me a leggere, a scrivere e a diventare grandi”. Oggi però Amina non ha una vera scuola materna dove andare: solo un edificio fatiscente, senza banchi, senza libri, senza giochi. Eppure, ogni mattina si sveglia sperando che qualcosa cambi. Quel cambiamento può iniziare da ciascuno di noi.

Obiettivi della campagna sono quelli di costruire un edificio scolastico moderno e sicuro; fornire materiali didattici, arredi, giochi e servizi igienici adeguati; offrire un’educazione prescolare di qualità; rafforzare il ruolo educativo della comunità locale; consentire ai genitori di lavorare serenamente mentre i figli sono a scuola.

Per realizzare tutto questo è necessario raccogliere € 23.000, che è un obiettivo concreto, raggiungibile grazie alla generosità di chi crede nel diritto all’infanzia e nell’importanza dell’educazione. Modalità di donazione, contenuti e aggiornamenti saranno disponibili sul sito ufficiale: https://www.sanvincenzoitalia.it/costruiamo-insieme-il-giardino-dei-sogni/

(Foto: Società San Vincenzo de’ Paoli)

Al Festival Francescano l’Uomo, la Tecnologia, l’Intelligenza Artificiale e la Spiritualità

A giugno a Roma era stato presentato il Festival Francescano con fra Giampaolo Cavalli, presidente del Festival Francescano e Luca Piras, ministro nazionale dell’Ordine Francescano Secolare: quattro giorni e oltre 100 eventi tra lezioni magistrali, incontri, presentazioni di libri, spettacoli e momenti di spiritualità animeranno Bologna dal 25 al 28 settembre per questa XVII edizione sul tema ‘Il Cantico delle Connessioni’ per riflettere sul legame tra l’essere umano, la tecnologia, l’intelligenza artificiale e la spiritualità in un’epoca segnata da conflitti, trasformazioni rapide e nuove incertezze.

Il festival si è aperto simbolicamente lunedì 22 settembre con un approfondimento del climatologo Luca Mercalli, dedicato agli effetti del cambiamento climatico, proseguendo dal 25 settembre con interventi di ospiti di primo piano: p. Paolo Benanti, teologo ed esperto di Intelligenza Artificiale, terrà una lectio sulle implicazioni etiche delle tecnologie emergenti. Stefano Mancuso, botanico e fondatore della neurobiologia vegetale, parlerà dell’intelligenza delle piante. Federico Faggin, fisico inventore del microchip, si confronterà sul rapporto tra scienza e spiritualità. Vittorino Andreoli, neuropsichiatra, presenterà la sua ‘Preghiera del non credente’. Michela Marzano, filosofa, rifletterà sulle relazioni intergenerazionali. Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, porterà il suo sguardo sulla contemporaneità. Ci saranno anche il card. Matteo Zuppi in dialogo con l’inviata di guerra Francesca Mannocchi, per confrontarsi su possibili connessioni di pace e la Presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) Maria Chiara Carrozza.

Il convegno inaugurale, in programma giovedì 25 settembre nella Cappella Farnese, propone una rilettura del Cantico delle Creature ad 800 anni dalla sua scrittura con fra Giuseppe Buffon, Alberto Bertoni, Pietro Maranesi, Paolo Capitanucci e Chiara Bertoglio. Spazio anche a performance artistiche, con protagonisti come Ascanio Celestini, che proporrà ‘San Francesco’; Mariangela Gualtieri, poetessa e attrice; Francamente, cantautrice rivelazione di X Factor 2024, con un’inedita versione musicata del Cantico; l’Orchestra da camera dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme; Davide Morosinotto, autore per ragazzi, che parlerà dell’intelligenza artificiale applicata alla scuola. A questi si aggiunge la presenza di Giobbe Covatta, con il suo spettacolo ironico e provocatorio sull’emergenza ambientale.

Sul fronte letterario, si segnala la presentazione del saggio ‘Educare a pensare’ di Massimo Nardi e Marco Ferrari, il romanzo ‘Marì la bugiarda’ di Antonio Ferrara, la biografia ‘Vita di un poeta ribelle’ di Mario Lancisi su p. David Maria Turoldo, e ‘Vocabolario della fraternità’ a cura di Francesco Occhetta. Sarà anche presentato ‘La buona alleanza. Scienza e fede a difesa della casa comune’ di mons. Erio Castellucci e Vincenzo Balzani e ‘Sconfinato’ di don Luca Peyron, mentre don Luca Mazzinghi e Mario Cignoni illustreranno la traduzione ecumenica del Nuovo Testamento.

Tra i membri del comitato scientifico che interverranno durante il Festival ci saranno Carla Maria Bino, studiosa della cultura drammatica medievale, Eugenio Santoro, esperto di sanità digitale, e Simone Morandini, che rifletterà sui dieci anni dell’enciclica ‘Laudato Sì’. Davide Rondoni, presidente del comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di san Francesco, sarà presente in occasione della presentazione del Calendario di Frate Indovino 2026.

Il festival è promosso dal Movimento Francescano dell’Emilia-Romagna con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, e il sostegno di Chiesa di Bologna e Fondazione Comunicazione e Cultura.

Per scoprire meglio il tema abbiamo chiesto al direttore scientifico del Festival Francescano, fra Dino Dozzi, di raccontare questo festival incentrato sulle connessioni: “Quest’anno ricorre l’ottavo centenario della pagina più conosciuta degli scritti di san Francesco, il ‘Cantico delle creature’, un testo straordinario di ecologia, ben prima della nascita dell’ecologia. Ma, oltre questo significato di profetica ecologia e, ancor più, di straordinaria fede, il Cantico è la ‘magna charta’ delle connessioni in tutte le direzioni: da quella verticale, dall’ ‘Altissimo, onnipotente, bon Signore’ del primo versetto all’ultimo ‘e serviateli cum grande humilitate’; a quella orizzontale, che include ed abbraccia fraternamente ogni creatura, da fratello sole a sorella acqua a madre terra”.

Quindi le connessioni sono un modo ‘moderno’ per raccontare il cantico di san Francesco?

“La terminologia del Cantico di san Francesco è profondamente umana, religiosa e poetica, e deriva dal suo sguardo che può apparire ingenuo, ma che si rivela invece di una profondità e di una modernità straordinarie. Ci stiamo rendendo conto che è solo aprendo gli occhi sulle connessioni in cui siamo inseriti che troviamo la nostra identità, il significato della nostra esistenza e il dovere della nostra responsabilità”.

Allora in quale modo è possibile raccontare artisticamente oggi il Cantico delle Creature?

“Per questa operazione di umanizzazione ci faremo aiutare da filosofi come Michela Marzano, da poeti come Davide Rondoni e Mariangela Gualtieri, da teologi come Matteo Zuppi e Giuseppe Buffon, da scienziati come Maria Chiara Carrozza e Stefano Mancuso, da giornalisti come Aldo Cazzullo, da artisti come Ascanio Celestini e da un altro centinaio di ospiti con competenze e storie diverse, che ci aiuteranno a comprendere che le connessioni non sono competizione, ma possono diventare comunione”.

Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale il Cantico delle Creature è necessario?

“Dal punto di vista tecnico le connessioni che oggi abbiamo a disposizione sono molto più numerose e potenti rispetto a quelle che aveva san Francesco, ma dal punto di vista qualitativo, cioè davvero umano, le nostre connessioni hanno estremo bisogno di confrontarsi con quelle di san Francesco. Tra le creature da riconoscere come sorelle e per le quali lodare il Signore, oggi potremmo inserire anche l’Intelligenza Artificiale, che ci sta aprendo straordinarie possibilità, ma che dobbiamo trattare con grande senso di responsabilità per non farci distruggere dall’ ‘opera delle nostre mani’. Fra Paolo Benanti, del comitato scientifico, è ricercato in tutto il mondo perché con competenza e passione tiene viva questa preoccupazione etica. Sarà lui a chiudere il festival delle connessioni”.

E ci sono anche alcuni workshop: in cosa consiste quello riguardante ‘Francesco, questo voglio, questo cerco’?

“La Compagnia della Rancia propone questo progetto artistico originale, ispirato alla vita di san Francesco: viene proposta un’esperienza di ascolto immersivo, seguito da uno spazio di dialogo con gli autori, alla ricerca di una connessione tra l’esperienza di Francesco e quella  dei partecipanti, rispondendo insieme alla domanda: che cosa voglio, cosa cerco nella mia vita?”

Allora, per quale motivo il perdono non delude?

“Verso la fine del Cantico, san Francesco loda il Signore ‘per quelli che perdonano per lo Tuo amore’.  Non potevamo tralasciare questo straordinario motivo di lode, soprattutto in questi nostri giorni in cui tocchiamo con mano che la pace ha bisogno della giustizia ma anche del perdono. ‘Via Pacis’ propone un workshop nel quale fare esperienza di perdono, per guarire le nostre relazioni, anche con noi stessi, trasformando il male in bene e cambiando il nostro sguardo sul passato, attraverso la preghiera”.

(Tratto da Aci Stampa

“Educare per il domani”: a Todi il convegno su giovani, adolescenza e libertà educativa

L’Umbria ha ospitato per l’ottava volta consecutiva, nella città di Todi, il convegno nazionale di Articolo 26, l’Associazione di Promozione Sociale (APS) che, da molti anni, è attiva sia nell’ambito del Forum nazionale delle Associazioni dei Genitori nella Scuola (FoNAGS), istituito presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) sia dell’Associazione Europea Genitori-EPA (European Parents’ Association).

Con il titolo “Educare con cuore e mente. Puntare in alto per lasciarci sorprendere” l’XI Convegno Nazionale di Articolo 26 ha riunito presso la Sala del Consiglio comunale di Piazza del Popolo, per tutta la giornata di sabato 13 settembre, associati e ospiti per fare il punto sulla situazione in generale dell’educazione pubblica in Italia e condividere la formazione sui temi della libertà educativa e d’insegnamento.

Anche quest’anno l’incontro annuale dell’Associazione vanta un nutrito numero di patrocini istituzionali (Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Regione Umbria, Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria e Comune di Todi), valorizzando così non solo il rilievo dei temi trattati ma anche l’ispirazione personalista a familiare di coloro che sono stati chiamati ad intervenire nelle varie relazioni. Il principale obiettivo di Articolo 26, infatti, è la promozione della libertà educativa secondo il principio riconosciuto al comma 3 dell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (New York, 10 dicembre 1948), ovvero che «I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli».

Come nello stile dei promotori, anche il programma di questa edizione del Convegno Nazionale ha incluso tanto interventi tecnici quanto proposte più “operative”, dirette quest’ultime a cercare di dare risposte alle varie istanze e aspettative di genitori e insegnanti, mettendo a fattor comune le esperienze vissute con l’associazione nella scuola insieme ai ragazzi e facendo rete tra i vari attori coinvolti.

I lavori sono stati inaugurati alle ore 10 dai saluti istituzionali dell’assessore alla Scuola, sociale, famiglia e cultura del Comune di Todi Alessia Marta (lista civica di centrodestra “Todi per la famiglia”) e dagli interventi introduttivi del presidente di Articolo 26 Carlo Stacchiola e del vicepresidente Marco Cortellessa.

A seguire la relazione della psicologa e psicoterapeuta Elisa Rudel sulle paure suscitate dall’uso della tecnologia, che a volte può diventare anche paura irrazionale, e che comunque non possono essere affrontate unicamente con la proibizione dei dispositivi ai minori. Il cervello di un adolescente, infatti, ha spiegato la specialista, «è paragonabile ad una Ferrari senza freni. Le emozioni arrivano e hanno bisogno di essere gestite. Se ne teniamo conto come educatori possiamo comprenderli ed aiutarli. Il ruolo dell’adulto deve creare alternanza tra vita on-line e vita off-line.  Accompagniamo quindi i ragazzi in questo percorso tenendo conto che nessuno è perfetto, né loro… né noi…».

La relazione dello psicologo e scrittore Osvaldo Poli si è concentrata invece sul modo migliore di interagire con i propri figli durante il periodo dell’adolescenza, tenendo anche conto delle più importanti fragilità che caratterizzano questa delicata età nelle presenti generazioni rispetto a quelle dei decenni scorsi. Pur partendo dall’assunto che «l’adolescenza non è una malattia», Poli ha ribadito l’importanza che, soprattutto questa particolare stagione giovanile, ritorni ad essere «il tempo del padre».

L’adolescenza, infatti, ha spiegato il relatore, «è quel periodo in cui il ragazzo interiorizza i valori che vuole nella sua vita, non si lascia guidare da ciò che è facile, dal carattere o da ciò che conviene. L’età matura è quando ci lasciamo guidare dai valori, tramandati e vissuti in prima persona. L’adolescenza è quindi un momento positivo per i genitori. Se parte, però, perché a volte purtroppo non parte…».

Nel pomeriggio le relazioni si sono incentrate sul tema del consenso informato preventivo ai genitori per la partecipazione dei loro figli minori che frequentano le scuole dell’obbligo ad attività extra-curricolari in tema di sessualità (in particolare il problema più spesso riscontrato è quello del tentativo di influenzare i ragazzi con l’ideologia gender), un tema di particolare interesse a seguito del recente disegno di legge promosso in materia dal Ministro Giuseppe Valditara.

I lavori pomeridiani sono stati avviati quindi dall’autorevole contributo giuridico dell’avvocato e componente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) Daniela Bianchini dal titolo appunto Aspetti legali del consenso informato. L’insigne giurista (è anche membro del Consiglio direttivo del Centro studi “Rosario Livatino”) ha fornito elementi e chiavi di lettura importanti per comprendere gli aspetti legali del consenso preventivo informato ai genitori e delle leggi sul tema in discussione, sensibilizzando in particolare i partecipanti e coloro che hanno seguito il Convegno da remoto sull’importanza di garantire ai genitori la massima trasparenza nei progetti scolastici, in linea con la proposta di legge del Ministro Valditara sul consenso informato.

Quindi è stata la volta di due genitori associati da tempo ad Articolo 26, il già citato Marco Cortellessa e Elisabetta Mazzeschi, che si sono diffusi sul tema del consenso informato ma a partire da una serie di casi realmente accaduti nelle scuole italiane.

Cesare Peroncini, sempre di Articolo 26, ha spiegato a seguire la molta strada che ci sarebbe ancora da compiere per una piena attuazione della libertà educativa nel nostro ordinamento proponendo comunque come grosso passo avanti in tale direzione l’estensione a livello nazionale del buono scuola, importante strumento che potrebbe iniziare a permettere a tutte le famiglie una vera libertà di scelta della scuola per i propri figli.

Nell’intervento finale Intelligenza artificiale: com’è umana lei!, l’ing. Carlo Stacchiola, a due mesi dalla pubblicazione sul sito del MIM delle “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche”, ha aiutato a rendere consapevoli insegnanti, operatori scolastici, genitori e figli, di questa rivoluzione tecnologica che sta per muovere i suoi primi passi anche nelle scuole italiane.

Di fronte a un disagio giovanile sempre più diffuso e sentito dalle famiglie e dagli educatori, che si unisce com’è logico a quello di molti insegnanti ed operatori della scuola, iniziative come quella promossa a Todi da Articolo 26 contribuiscono senz’altro, assieme alla pratica quotidiana “sul campo” scolastico, familiare e associativo, ad “educare per il domani” ragazzi che, oltre che studenti e figli, saranno anche chiamati ad essere i cittadini dell’Italia (e dell’Europa) del XXI secolo. Per ogni ulteriore informazione sull’appuntamento TodiEDU25 e per contattare l’associazione promotrice si può consultare il sito www.articolo26.it oppure scrivere alla casella di posta elettronica segreteria@articolo26.it.

‘Siete ragazzi fortunati’: Jovanotti accoglie la nuova classe del Quarto Anno Rondine

A sorpresa, il cantante, dopo la visita di luglio, ha inaugurato il decimo anno del Quarto Anno Rondine con un’incursione sul palco per poi suonare la campanella e tenere una lezione privata dal titolo: ‘L’inquietudine che apre nuove strade generative’.

Inquietudine. Opportunità. Pace. È sul significato profondo di queste tre parole, mescolate insieme, che si è declinata la visita a sorpresa di Jovanotti all’inaugurazione del decimo anno del QAR: accolto sul palco con un’ovazione dagli studenti e dalle studentesse, dalle Rondinelle d’Oro, dai giovani dello Studentato Internazionale – World House, dai presidi, dai docenti e dallo staff di Rondine presenti.

Non è la sua prima volta a Rondine. Lo scorso luglio, infatti, Jovanotti ha già incontrato gli studenti, sorprendendoli con parole, musica e una dichiarazione che aveva lasciato il segno: «Oggi mi sono nutrito di futuro e di speranza». Una promessa di ritorno che si è concretizzata proprio nel giorno in cui i ragazzi del QAR intraprendono il loro percorso di crescita e formazione.

Nel Teatro Tenda, dopo la presentazione della classe del Quarto Anno e la classica consegna dei tablet e dei quaderni, Jovanotti ha portato un saluto carico di energia: «Io sono uno che vive di picchi e di energia – ha detto –, ma riconosco il lavoro e a Rondine si lavora giorno per giorno per costruire i leader di pace di domani. Qui si lavora, quotidianamente, goccia dopo goccia. Rondine è come una foresta che cresce ed è difficile raccontarla, quando tutto è polarizzazione, hashtag e parole chiave».

«La pace è un orizzonte che forse non si raggiunge mai, ma qui a Rondine si cammina in quella direzione, perché l’importante è il metro in avanti che ogni giorno fa ognuno di voi, ognuno di noi», ha aggiunto Jovanotti, facendo capire alla platea quanto il nous della Cittadella della Pace gli sia già entrato sotto pelle.

E poi, insieme con Franco Vaccari, fondatore e presidente della Cittadella della Pace, Jovanotti ha rivolto un messaggio inaugurale agli studenti, sottolineando il valore dell’inizio come opportunità unica della quale essere, sanamente, invidiosi.

«Lorenzo è tornato a Rondine e ha portato ancora una volta la sua energia, la sua poesia e il suo sguardo capace di toccare i cuori. Già nella sua visita precedente aveva colto il senso del nostro lavoro – la pace come esercizio quotidiano – e oggi, all’inizio del Quarto Anno, ha aggiunto un tassello prezioso: l’idea che l’inquietudine non sia un peso, ma un dono generativo. I nostri studenti porteranno con sé questa consapevolezza lungo tutto il loro cammino», ha sottolineato Franco Vaccari.

Il trasferimento al Centro Internazionale, segnato dal suono simbolico della campanella, gesto che Lorenzo ha trasformato in un piccolo momento musicale, ha dato il via all’incontro privato con gli studenti del decimo anno del QAR dal titolo evocativo: “L’inquietudine che apre nuove strade generative”.

Un incontro che Vaccari ha definito una lezione di umanità, nel quale Jovanotti ha dato il meglio di sé e della sua cultura pop, tra letture, studio, esperienze personali e professionali, restituendo ai ragazzi, più che una lista di consigli, un alfabeto dell’umano e intavolando un dialogo a distanza con il Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro Andrea Migliavacca.

Un incontro che è difficile restituire nella sua intensità, nella sua profondità e nella sua intimità, tanto e tale è stato il link creatosi tra Lorenzo e gli studenti del Quarto Anno, rimasti estasiati da un’esperienza. Incontro terminato con alcune domande dei ragazzi e un grazie pieno di gioia, commozione e gratitudine per chi ha voluto investire il suo tempo per accompagnarli in questo primo giorno di un nuovo anno, di una nuova scuola e di un nuovo inizio per ognuno di loro. Grazie che Jovanotti ha restituito, riconoscendosi a vicenda energia, luce e quella capacità di fiorire in ogni posto, in ogni situazione, nei momenti meno attesi.

Dopo i saluti c’è stato il momento più istituzionale della presentazione dei docenti agli studenti e alle studentesse del QAR 2025-26. La giornata è proseguita poi con un pranzo conviviale nel Giardino dello Svizzero, insieme agli studenti italiani e internazionali di Rondine, in un clima di dialogo informale che ha unito storie, lingue e speranze diverse. Più che un incontro, un passaggio di testimone simbolico tra generazioni.

«Quando sono venuto a Rondine qualche mese fa, dissi che qui mi ero nutrito di futuro e speranza. Oggi lo ripeto con ancora più convinzione. Vedere questi ragazzi iniziare il loro anno, sentire le loro domande e la loro voglia di mettersi in gioco, mi ha dato un’energia incredibile. Rondine ti insegna che il conflitto, anche quello interiore, può diventare musica, parola, relazione. Oggi è stato bellissimo ballare questo inizio con loro, e vado via con la sensazione che da qui possa nascere qualcosa che il mondo ha davvero bisogno di ascoltare», ha dichiarato Jovanotti salutando la Cittadella della Pace.

(Foto: Rondine Cittadella della Pace)

Il ‘Back to School’ della San Vincenzo De Paoli: da Nord a Sud, una rete che sostiene bambini e ragazzi

Il ritorno a scuola non è uguale per tutti. Per molte famiglie, settembre è un mese di preoccupazioni, perché mancano gli strumenti di base: uno zaino, un quaderno, un astuccio. La Società di San Vincenzo De Paoli, con i Consigli Centrali e le Conferenze locali diffuse su tutto il territorio nazionale, anche quest’anno ha scelto di trasformare il ‘back to school’ in un’occasione di inclusione e speranza, offrendo a bambini e ragazzi ciò che serve per iniziare l’anno scolastico con dignità e pari opportunità.

A Terni, dal 2016, l’Emporio Bimbi è diventato un punto di riferimento per centinaia di famiglie: 680 nuclei familiari e quasi 1.200 bambini di 37 nazionalità diverse hanno ricevuto zaini, grembiuli, quaderni e tutto il materiale necessario. “I bambini vanno aiutati e hanno diritto a integrarsi nella società e nel mondo scuola – spiega Antonella Catanzani, responsabile del progetto –. Questi strumenti semplici diventano per loro il biglietto d’ingresso per sentirsi parte della comunità”. Accanto ai volontari adulti, operano anche i giovanissimi della “Miniconferenza”: ragazzi che, con il progetto Piccolo x Piccolo = Grande, aiutano i coetanei nei compiti, organizzano raccolte alimentari e attività di integrazione.

Anche a Monza, solo nel 2024 sono state supportate quasi 1.300 famiglie. “Ogni giorno – afferma Claudia Beltrame, membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Centrale di Monza – cerchiamo di dare sostegno alle persone in difficoltà. Proprio in questi giorni, grazie alla collaborazione con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni di Muggiò, abbiamo consegnato a 300 bambini della scuola primaria zaini e materiale scolastico. Un segnale concreto per iniziare l’anno con entusiasmo e pari opportunità”.

Il Consiglio Centrale di Rho Magenta della Società di San Vincenzo De Paoli oggi sostiene circa 250 famiglie con figli e accompagna bambini e ragazzi dalla nascita all’età adulta, rispondendo alle loro necessità: dalla distribuzione del vestiario al materiale scolastico. Collabora con gli oratori per offrire sostegno ai ragazzi nei centri estivi.

“Il nostro fiore all’occhiello è il doposcuola – racconta Nelly Minardi, Presidente del Consiglio Centrale di Rho Magenta della Società di San Vincenzo De Paoli – un percorso formativo dedicato ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado, a cui partecipano 35 studenti. Due volte alla settimana si fanno i compiti insieme, in un ambiente che favorisce la crescita e la condivisione”.

All’inizio del percorso ogni ragazzo compila una scheda personalizzata, indicando un obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno: diventare più organizzati, acquisire il metodo di studio. Durante l’anno si fermano per riflettere e autovalutarsi, monitorando i propri progressi. A guidarli in questo cammino ci sono una volontaria, uno psicologo e diversi formatori che accompagnano ciascun ragazzo con attenzione e dedizione.

“I genitori ci dicono spesso quanto siano felici di vedere i propri figli impegnati e motivati in questo percorso”, afferma Nelly Minardi, Presidente del Consiglio Centrale di Rho Magenta della Società di San Vincenzo De Paoli. “Il doposcuola non è solo un supporto nello studio, ma un vero e proprio percorso educativo che aiuta i ragazzi a crescere, a sviluppare autonomia e a migliorare le proprie capacità personali”, specifica la Presidente Minardi.

In Sicilia, a Vittoria, il Consiglio Centrale ha rivolto particolare attenzione alle necessità dei ragazzi assistiti dalle dieci Conferenze attive sul territorio. Si tratta di 118 alunni tra scuola primaria, secondaria di primo grado e alcuni delle superiori. “Quest’anno – dichiara – l’iniziativa ha avuto un sostegno speciale grazie al Club Lions di Vittoria e alla sua Presidente, Daniela Marchi, che hanno promosso il progetto ‘Lo zaino sospeso’”. L’iniziativa ha permesso di raccogliere e distribuire materiale didattico destinato alle famiglie seguite dalla Società di San Vincenzo De Paoli offrendo un concreto esempio di collaborazione e di unione delle forze al servizio dei più bisognosi.

A Caltagirone, la Conferenza Santa Caterina da Siena – San Giorgio segue durante l’anno 40 famiglie in condizioni di bisogno e accompagna 34 bambini e ragazzi in un percorso di crescita che va oltre la semplice distribuzione di materiale scolastico, garantendo vicinanza e sostegno costante. Un volontariato che diventa così accompagnamento costante e cammino educativo. Come ricorda Mario Sortino, vice Presidente della Conferenza Santa Caterina da Siena – San Giorgio:
“Il nostro impegno va oltre il dono di uno zaino o di un quaderno. Significa camminare accanto alle famiglie, sostenere i bambini nella loro crescita e trasmettere loro fiducia, dignità e speranza. Perché solo offrendo strumenti e vicinanza si può costruire un futuro più giusto e inclusivo”.

Sempre in Sicilia, a Termini Imerese, il Consiglio Centrale ha promosso la seconda edizione del concorso scolastico ‘Educare alla Pace’, dedicato agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado. Il concorso prende spunto da Maria Montessori: “Tutti parlano di pace, ma nessuno educa alla pace. (…) Quando si educherà per la cooperazione e la solidarietà, quel giorno si starà educando alla pace”. Un invito a partire dai banchi di scuola per costruire un futuro più solidale e consapevole.

Non solo bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie: la Società di San Vincenzo De Paoli investe anche sui giovani delle superiori con il progetto nazionale “ScegliAmo Bene”, promosso dal Settore Carcere e Devianza. L’iniziativa prevede laboratori, incontri con esperti e attività pratiche per riflettere sul valore della legalità, sulla responsabilità delle proprie scelte e sull’importanza di un ruolo attivo nella comunità. Gli studenti hanno anche la possibilità di sperimentarsi come volontari, contribuendo direttamente a progetti sociali locali. “Il progetto vuole essere un ponte tra esperienza educativa e impegno civile – spiega Antonella Caldart, Responsabile del Settore Carcere e Devianza – offrendo ai giovani strumenti concreti per costruire un futuro più giusto, solidale e responsabile”. La prima edizione partirà da Brescia e si estenderà progressivamente a livello nazionale, coinvolgendo tutte le scuole superiori presenti nei territori con Conferenze vincenziane.

A Vittorio Veneto già cinque Istituti Superiori prenderanno parte al percorso. “Il progetto arricchirà ulteriormente il sostegno agli studenti – sottolinea Attilio Momi, presidente del Consiglio Centrale di Vittorio Veneto – Società di San Vincenzo De Paoli ODV. Ogni anno supportiamo i ragazzi con il trasporto pubblico, il doposcuola e borse di studio per gli studenti meritevoli in difficoltà economica”.

Dall’Umbria alla Lombardia, dal Veneto fino alla Sicilia, il filo conduttore delle iniziative della Società di San Vincenzo De Paoli è chiaro: nessun bambino o ragazzo deve sentirsi escluso o privo degli strumenti necessari per crescere. Che si tratti di uno zaino nuovo, di un aiuto nei compiti, di un concorso o di laboratori educativi, ogni gesto diventa un segno concreto di speranza, inclusione e futuro. La Società di San Vincenzo De Paoli invita chiunque voglia unirsi a condividere tempo, risorse o competenze per continuare a costruire insieme una rete di speranza.

(Foto: San Vincenzo De’ Paoli)

La Società San Vincenzo De’ Paoli invita a sostenere una classe di 25 ragazzi a Baskinta

Baskinta, un villaggio di montagna a 1.200 metri di altitudine, nel cuore dei monti libanesi, è un luogo che racconta tradizione e resilienza. Ma dietro la bellezza dei paesaggi, la crisi che da anni travolge il Libano si fa sentire con forza: svalutazione della moneta, inflazione galoppante, scarsità di beni essenziali. A tutto questo si è aggiunto il recente conflitto, che ha isolato ulteriormente i villaggi interni, colpendo agricoltura, trasporti e scuole.

In questo scenario, il rischio più grande è che i giovani perdano la possibilità di studiare. Troppo spesso, l’abbandono scolastico è il primo passo verso l’assenza di un futuro. Una risposta concreta: il progettoSostieni una classe oggi.

Per dare un segnale di speranza, la Federazione Nazionale Italiana della Società di San Vincenzo De Paoli ODV, attraverso il Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo, ha lanciato l’iniziativa “Sostieni una classe oggi”.

Un progetto semplice ma potente: non adottare a distanza un singolo studente, ma un’intera classe di 25 ragazzi e ragazze, tra i 14 e i 18 anni, iscritti alla Scuola tecnica Saint Vincent Besançon di Baskinta. Giovani che, nonostante tutto, sognano ancora di studiare, formarsi e costruire il proprio domani.

Il progetto è realizzato in collaborazione con le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, presenti in Libano da oltre un secolo e profondamente radicate nella realtà educativa locale.

Cosa garantisce il tuo aiuto

Con un contributo annuale di soli 300 euro, il gruppo di sostenitori SAD potrà assicurare:

  • la frequenza scolastica per tutti i 25 studenti;
  • libri, quaderni, uniformi e altri materiali didattici;
  • pasti quotidiani;
  • trasporto;
  • il sostegno agli insegnanti e al personale educativo;
  • un ambiente scolastico più sicuro e dignitoso.

Perché è importante

Sostenere questo progetto significa molto più che garantire istruzione. È un messaggio forte: “Crediamo in voi. Non siete soli.”
È un seme di futuro che non riguarda solo gli studenti, ma le loro famiglie, la comunità scolastica e l’intero villaggio.

In un Libano che resiste tra mille difficoltà, la scuola resta uno dei pochi spazi in cui si può ancora respirare speranza.

Per saperne di più o attivare il tuo sostegno, clicca qui:
“Sostieni una classe oggi” – Società di San Vincenzo De Paoli

Nel Messaggero di sant’Antonio di settembre l’età dei social: più connessi o più soli?

In anteprima l’ultima intervista a papa Francesco di Marcello Semeraro, giovani medici specializzandi a Lampedusa con i migranti, diario di un pellegrino dalla Francia all’Italia sulle orme di Antonio, la mostra sul dilemma della ricchezza, l’intervista al violinista Alaa Arsheed fuggito dalla Siria, i miti erediteranno la terra, la rubrica del rettore della Basilica del Santo

 Filo conduttore del numero di settembre del «Messaggero di sant’Antonio» è il tema dell’educazione, con riferimenti particolari alle nuove tecnologie usate non solo dalle giovani generazioni, ma anche da quelle più âgé. Perché l’uso assiduo dei device e dei social sta cambiando il funzionamento delle nostre menti e le nostre abitudini sociali, anche se non sempre lo percepiamo.

Nell’era dell’iperconnessione, come tutelare le nostre capacità mnemoniche, l’attenzione, il pensiero critico e addirittura l’empatia? Ne scrive Sabina Fadel in ‘Cervelli al frullatore’, che tra i ‘consigli ai naviganti’ indica la diminuzione dei tempi online e la riscoperta dei libri come àncore di salvezza.

Nel dossier ‘Genitori al tempo della performance’ di Giulia Cananzi la psicologa dello sviluppo Daniela Lucangeli spiega come e perché l’essere genitori è diventato così complicato (pdf integrale in allegato). È possibile un’alternativa che renda più leggero il compito e più efficace e serena la relazione educativa con i bambini?

Le connessioni a 360°, sia dal punto di vista tecnologico che relazionale, sono anche il tema della XVII edizione del Festival Francescano, a Bologna dal 25 al 28 settembre, intitolato ‘Il Cantico delle Connessioni’. Un’occasione per riscoprire il legame profondo che ci unisce tutti e per aprire spazi di riflessione sulle tecnologie che plasmano la nostra quotidianità, orientandone l’utilizzo secondo un senso di corresponsabilità fraterna. L’articolo ‘Fratelli e connessi’ è di Cristiana Meloni.

Una speciale anteprima è dedicata all’ultima intervista a papa Francesco, frutto degli intimi colloqui che il pontefice ha avuto con il cardinale Marcello Semeraro nelle ultime settimane di vita. A metà settembre esce infatti postumo il libro di papa Francesco intitolato ‘Il mio san Francesco’ (ed. Emp), frutto di una serie di intimi colloqui tra Bergoglio e il cardinale. Al centro delle pagine, il rapporto del Papa argentino con la figura di san Francesco. Il ‘Messaggero di sant’Antonio’ ne anticipa eccezionalmente alcuni stralci in ‘Il mio san Francesco’ del card. Marcello Semeraro.

Fabio Dalmasso con ‘Miya-Miya, va tutto bene’ porta i lettori a Lampedusa, dove da tre anni, a rotazione, gruppi di giovani medici specializzandi della Scuola in Malattie infettive e tropicali dell’Università di Bari, accolgono sul Molo Favaloro i migranti. Dalla loro esperienza un libro ricchissimo di testimonianze: ‘Miya Miya. Riflessioni da uno scoglio di confine’ (ed. Edizioni La meridiana).

‘Diario di un pellegrino’ di Alberto Friso è la breve cronaca del primo mese di ‘En Route con sant’Antonio’, il progetto giubilare dei francescani conventuali del Nord Italia, che ripercorre il cammino del Santo dalla Francia a Padova, dove i pellegrini giungeranno il 21 settembre.

Nelle pagine di cultura Luisa Santinello nell’articolo ‘Il dilemma della ricchezza’ indaga il tema della ricchezza attraverso gli occhi di grandi artisti dal Quattrocento al Novecento presentati alla mostra ‘Ricchezza. Dilemma perenne’, alla Casa delle Esposizioni di Illegio (UD), fino al 9 novembre.

Fuggito nel 2011 dal feroce regime siriano di Bashar al-Assad, il violinista Alaa Arsheed è approdato in Libano e poi in Italia. La Siria sta attraversando un momento delicato, racconta: il rischio del ritorno di una dittatura, seppure diversa da quella di Assad, è dietro l’angolo. Lo intervista Lieta Zanatta in ‘Occhi aperti sulla Siria’.

A fare da contraltare alle violenze e alle guerre che funestano il nostro tempo è l’editoriale ‘I miti erediteranno la terra’ del direttore fra Massimiliano Patassini. Mite è chi sta nel presente senza ansie di controllo e volontà di prevalere. Chi sa creare spazi di accoglienza. Chi sa abitare la terra con gentilezza.

Tra le rubriche di questo mese da segnalare infine “Seguendo il Santo” firmata da fra Antonio Ramina, rettore della Pontificia Basilica di Sant’Antonio a Padova, che rilegge e attualizza le parole dei Sermoni antoniani. A settembre la rubrica è dedicata alla Città del Sole, espressione con cui sant’Antonio definiva gli occhi e lo sguardo.

Inoltre la copertina del ‘Messaggero dei Ragazzi’ di settembre è dedicata a Maria José Giorio, atleta paralimpica italo-venezuelana nel lancio del disco e getto del peso, che tra una gara e l’altra si dedica ad aiutare il prossimo con diverse iniziative di solidarietà. E’ lei la protagonista dell’articolo nella sezione speciale Giubileo ‘Maria la pellegrina atleta’ di Angelo Andrea Vegliante di Abilitychannel.tv.

All’interno ampio spazio è dedicato alla scuola e di come affrontarla, che sia una prima volta, un cambio di istituto, un nuovo corso di studi o semplicemente un nuovo anno scolastico. Tra i consigli ce n’è uno che può sembrare banale, ma non lo è affatto: fare una sana colazione! Ne scrive Davide Penello nell’inchiesta ‘Per una salutare partenza’. Insieme a un gruppo di adolescenti il giornalista ha discusso di questo tema: tante volte finiamo col sacrificare questo momento della giornata, e ci troviamo senza energie prima del tempo, perdendo l’attenzione e la voglia di fare, e tutto diventa tremendamente pesante.

Il dossier del mese ‘Caccia alle fake news’ a firma di Fabio Cruccu si occupa di quelle che una volta si chiamavano ‘bufale’. Il 70% dei giovani ritiene di riconoscerle, ma quasi uno su 3 mette un like a una fake news. Nel bombardamento di informazioni che arrivano dal web e dai social media non è facile riconoscere le notizie vere nemmeno per gli adulti, ma il MeRa propone alcune tecniche per riuscire a smascherarle.

Un’altra fonte di distrazione sono i tanti dispositivi elettronici a disposizione degli adolescenti e la montagna di possibilità o criticità (ad esempio il bullismo, l’ansia, disturbi del sonno, solo per citarne alcuni). Laura Pisanello in ‘Scuola libera dallo smartphone’ ha intervistato un esperto, Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, che ha condiviso preoccupazioni e soluzioni.

Proseguono infine i due fumetti francesi pubblicati in esclusiva per il MeRa ed entrambi tradotti da Luisa Varotto: ‘La valle dei misteri’ disegnato dallo spagnolo Pau Valls e sceneggiato dal francese Chris Stygryt, con protagonisti l’adolescente Pietro, che trascorre le vacanze estive nella casa dei nonni, e l’amica coetanea Milly; e ‘Fratelli nel pallone’, sceneggiato da Mx18 e Ludovic Danjou e disegnato dall’italiano Alessio Zonno, con protagonisti Florian, calciatore di talento destinato a una grande carriera, e il fratello minore, Ezio, affetto da un disturbo autistico, di cui è tutore.

(Foto: EMP)

‘Seminatori di futuro’ con mons. Delpini per il giubileo della scuola ambrosiana

A pochi giorni dalla ripresa delle lezioni scolastiche, sabato 6 settembre, alle 15.30, il Duomo di Milano ospiterà il Giubileo della Scuola a livello diocesano, un momento di incontro e riflessione e di preghiera aperto a insegnanti, educatori e dirigenti provenienti da tutto il territorio ambrosiano.

L’appuntamento, dal titolo ‘Seminatori di Futuro’, sarà aperto dalle testimonianze del docente e noto scrittore Marco Balzano, autore di romanzi che hanno vinto importanti premi letterari, e di alcuni studenti, che racconteranno come il percorso scolastico sia stato per loro un sostegno decisivo per affrontare situazioni personali difficili e per ritrovare una prospettiva di futuro.

Seguirà una celebrazione presieduta dall’Arcivescovo durante la quale mons. Delpini benedirà i presenti in vista dell’inizio dell’anno scolastico. Ad animare questo momento giubilare i ragazzi della Color Orchestra dell’Istituto Comprensivo del Preziosissimo Sangue di via Padre Placido Riccardi 5 (Milano).

“La scuola – spiega don Fabio Landi, responsabile per il Servizio per la Pastorale scolastica,- può sembrare spesso un luogo demotivante, incapace di intercettare le sfide attuali e l’interesse degli alunni, lasciando insegnanti e studenti a fare i conti con difficoltà nuove e complesse. Eppure, gli stessi ragazzi sono una sorprendente riserva di freschezza e novità, che invita a rimettersi in gioco e a scoprire risorse inaspettate.

Essere insegnanti significa credere nella bontà del seme e nella fecondità della terra: come nella parabola evangelica, un raccolto inaspettato ripaga ampiamente ogni fatica. Nei suoi momenti migliori, la scuola è un circolo virtuoso di speranza. Sabato sarà l’occasione per ricevere dall’Arcivescovo un augurio speciale per un buon inizio d’anno scolastico, ricordando che questo anno giubilare è dedicato proprio alla speranza”.

Al termine dell’incontro, quanti lo desiderano potranno partecipare, alle 17.30, sempre in Duomo, alla Messa vigiliare, che non sarà presieduta dall’Arcivescovo. La celebrazione delle 15.30 e la successiva Messa delle 17.30 saranno trasmesse in diretta su streaming su www.chiesadimilano.it e sul canale YouTube Chiesadimilano.

Papa Leone XIV: da una richiesta arriva la salvezza

“Dal Sudan, in particolare dal Darfur, giungono notizie drammatiche. A El Fasher, numerosi civili sono intrappolati nella città, vittime di carestia e violenze. A Tarasin, una frana devastante ha causato moltissimi morti, lasciando dietro di sé dolore e disperazione. E, come se non bastasse, la diffusione del colera minaccia centinaia di migliaia di persone già stremate. Sono più che mai vicino alla popolazione sudanese, in particolare alle famiglie, ai bambini e agli sfollati. Prego per tutte le vittime.

Rivolgo un appello accorato ai responsabili e alla comunità internazionale, affinché siano garantiti corridoi umanitari e si attui una risposta coordinata per fermare questa catastrofe umanitaria. E’ tempo di avviare un dialogo serio, sincero e inclusivo tra le parti, per porre fine al conflitto e restituire al popolo del Sudan speranza, dignità e pace”: al termine dell’udienza generale papa Leone XIV, ricordando le vittime di una frana avvenuta a Tarasin, ha lanciato un appello per l’apertura di corridoi umanitari ed una risposta coordinata per mettere fine alle emergenze del popolo sudanese.  

Mentre ai pellegrini polacchi ha chiesto di pregare per i bambini e per i giovani che in questo mese ritornano a scuola e per i loro insegnanti: “Settembre sia un mese di preghiera per i bambini e i giovani che tornano a scuola e per coloro che si prendono cura della loro istruzione. Chiedete per loro, per intercessione dei Beati, e presto Santi, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, il dono di una fede profonda nel loro cammino di maturazione”.

Invece nella meditazione del ciclo di catechesi sulla Pasqua il papa si è soffermato sulla parola ‘Ho sete!’, pronunciata da Gesù sulla croce: “Nel cuore del racconto della passione, nel momento più luminoso e insieme più tenebroso della vita di Gesù, il Vangelo di Giovanni ci consegna due parole che racchiudono un mistero immenso: ‘Ho sete’, e subito dopo: ‘E’ compiuto’. Parole ultime, ma cariche di una vita intera, che svelano il senso di tutta l’esistenza del Figlio di Dio. Sulla croce, Gesù non appare come un eroe vittorioso, ma come un mendicante d’amore. Non proclama, non condanna, non si difende. Chiede, umilmente, ciò che da solo non può in alcun modo darsi”.

Per il papa questa esclamazione di Gesù rappresenta un grido di amore: “La sete del Crocifisso non è soltanto il bisogno fisiologico di un corpo straziato. E’ anche, e soprattutto, espressione di un desiderio profondo: quello di amore, di relazione, di comunione. E’ il grido silenzioso di un Dio che, avendo voluto condividere tutto della nostra condizione umana, si lascia attraversare anche da questa sete. Un Dio che non si vergogna di mendicare un sorso, perché in quel gesto ci dice che l’amore, per essere vero, deve anche imparare a chiedere e non solo a dare”.

E’ un esclamazione di aiuto e perciò di salvezza comunitaria: “Nessuno di noi può bastare a sé stesso. Nessuno può salvarsi da solo. La vita si ‘compie’ non quando siamo forti, ma quando impariamo a ricevere. E proprio in quel momento, dopo aver ricevuto da mani estranee una spugna imbevuta di aceto, Gesù proclama: è compiuto. L’amore si è fatto bisognoso, e proprio per questo ha portato a termine la sua opera”.

Ecco il motivo per cui Dio salva attraverso l’aiuto dell’altro: “Questo è il paradosso cristiano: Dio salva non facendo, ma lasciandosi fare. Non vincendo il male con la forza, ma accettando fino in fondo la debolezza dell’amore. Sulla croce, Gesù ci insegna che l’uomo non si realizza nel potere, ma nell’apertura fiduciosa all’altro, persino quando ci è ostile e nemico. La salvezza non sta nell’autonomia, ma nel riconoscere con umiltà il proprio bisogno e nel saperlo liberamente esprimere”.

Quindi non è un atto di ‘forza’: “Il compimento della nostra umanità nel disegno di Dio non è un atto di forza, ma un gesto di fiducia. Gesù non salva con un colpo di scena, ma chiedendo qualcosa che da solo non può darsi. E qui si apre una porta sulla vera speranza: se anche il Figlio di Dio ha scelto di non bastare a sé stesso, allora anche la nostra sete (di amore, di senso, di giustizia) non è un segno di fallimento, ma di verità”.

L’azione di Dio è un capovolgimento della nostra mentalità: “Questa verità, apparentemente così semplice, è difficile da accogliere. Viviamo in un tempo che premia l’autosufficienza, l’efficienza, la prestazione. Eppure, il Vangelo ci mostra che la misura della nostra umanità non è data da ciò che possiamo conquistare, ma dalla capacità di lasciarci amare e, quando serve, anche aiutare”.

Ecco il motivo per cui l’amore passa attraverso il perdono: “Gesù ci salva mostrandoci che chiedere non è indegno, ma liberante. E’ la via per uscire dal nascondimento del peccato, per rientrare nello spazio della comunione. Fin dall’inizio, il peccato ha generato vergogna. Ma il perdono, quello vero, nasce quando possiamo guardare in faccia il nostro bisogno e non temere più di essere rifiutati”.

Quindi la sete stimola a cercare l’acqua: “La sete di Gesù sulla croce è allora anche la nostra. E’ il grido dell’umanità ferita che cerca ancora acqua viva. E questa sete non ci allontana da Dio, piuttosto ci unisce a Lui. Se abbiamo il coraggio di riconoscerla, possiamo scoprire che anche la nostra fragilità è un ponte verso il cielo. Proprio nel chiedere (non nel possedere) si apre una via di libertà perché smettiamo di pretendere di bastare a noi stessi”.

E’ un’apertura alla fraternità: “Nella fraternità, nella vita semplice, nell’arte di domandare senza vergogna e di offrire senza calcolo, si nasconde una gioia che il mondo non conosce. Una gioia che ci restituisce alla verità originaria del nostro essere: siamo creature fatte per donare e ricevere l’amore”.

In conclusione il papa ha esortato a chiedere quando siamo nel bisogno: “Cari fratelli e sorelle, nella sete di Cristo possiamo riconoscere tutta la nostra sete. E imparare che non c’è nulla di più umano, nulla di più divino, del saper dire: ho bisogno. Non temiamo di chiedere, soprattutto quando ci sembra di non meritarlo. Non vergogniamoci di tendere la mano. E’ proprio lì, in quel gesto umile, che si nasconde la salvezza”.

(Foto: Santa Sede)

Regione Lombardia e Rondine Cittadella della Pace insieme per educare alla pace e combattere la dispersione scolastica

Regione Lombardia e l’Associazione Rondine Cittadella della Pace hanno firmato il Protocollo d’Intesa per la promozione del Metodo Rondine per la trasformazione creativa delle tensioni all’interno del sistema di istruzione e formazione lombardo. L’accordo nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, rafforzare l’inclusione e il successo formativo degli studenti e prevenire tutte quelle le situazioni che spingono i giovani a diventare inattivi, promuovere il dialogo, la cittadinanza attiva e digitale, e prevenire fenomeni di bullismo e violenza nelle scuole.

Sottoscritto dall’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, e dal fondatore e presidente dell’Associazione Rondine, Franco Vaccari, il Protocollo prevede una collaborazione pluriennale per integrare nei percorsi educativi regionali un approccio innovativo alla gestione del disagio, basato su relazioni trasformative e non violente, come ha sottolineato l’assessore Simona Tironi:

“Credo profondamente nella scuola come luogo in cui si costruisce il futuro, non solo in termini di conoscenze, ma soprattutto di relazioni umane, rispetto e crescita personale. Questo protocollo rappresenta un passo concreto per offrire ai nostri giovani strumenti nuovi e profondi per affrontare e trasformare i conflitti, sviluppare empatia, senso civico e consapevolezza ed evitare il fenomeno dei Neet. E’’ un impegno forte verso un’educazione che non lascia indietro nessuno e che formale nuoce generazioni che saranno chiamate a guidare lo sviluppo sociale economico e produttivo del nostro paese responsabili e pronti a contribuire a una società più equa, inclusiva e pacifica”.

Il Metodo Rondine apprezzato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita a Rondine lo scorso 6 giugno, validato da importanti università italiane e riconosciuto a livello nazionale e internazionale è stato promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tramite il protocollo d’intesa per favorire, crescita personale, l’educazione alla pace, alla legalità, alla convivenza e allo sviluppo sostenibile tramite il suo approccio relazionale al conflitto unico.

L’obiettivo è rigenerare i legami sociali negli ambienti in cui si vive, si studia e si lavora, promuovendo una cultura collaborativa tra pubblico, privato e Terzo Settore, capace di prevenire nuove forme di disagio e povertà educativa, come ha affermato Franco Vaccari: “In un mondo segnato da nuove fragilità e crescenti tensioni sociali, è urgente dotare i giovani di strumenti concreti per gestire i conflitti in modo costruttivo.

Siamo davvero grati alla Regione Lombardia per questo accordo che apre un percorso lungimirante e ci vede uniti nell’impegno condiviso di portare nel territorio un’innovazione educativa sperimentata da oltre 20 anni a Rondine. L’obiettivo: formare giovani cittadini consapevoli, capaci di abitare in conflitto e diventare protagonisti del cambiamento”.

Tra le iniziative previste dal Protocollo: l’introduzione delle ‘Sezioni Rondine’ nelle scuole lombarde; l’estensione del progetto ‘Quarto Anno Rondine’, che permette di frequentare la classe quarta nel borgo di Rondine in Toscana all’interno di un percorso educativo e formativo internazionale e interculturale che sviluppa una consapevolezza critica, lavora sulla trasformazione del conflitto e rafforza la tua crescita emotiva e relazionale, e la promozione di eventi come YouTopic Fest, il festival internazionale sul tema del conflitto che si svolge ogni a giugno nella Cittadella della Pace di Arezzo e che quest’anno ha visto la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Inoltre, particolare attenzione sarà riservata al sostegno dell’attivismo civico giovanile e allo sviluppo delle idee progettuali dei ragazzi, accompagnandoli verso una partecipazione consapevole alla vita delle comunità locali. Attraverso azioni di formazione professionalizzante, incubazione sociale e sostegno al protagonismo giovanile, il progetto mira a rafforzare coesione e sviluppo sostenibile, trasformando il potenziale dei giovani in motore di cambiamento sociale.

Un ulteriore elemento innovativo è l’applicazione del Metodo Rondine anche nei contesti organizzativi e aziendali, pubblici e privati. Le imprese saranno coinvolte in percorsi volti a rigenerare le relazioni interne, affrontare i conflitti latenti e sviluppare modelli di welfare generativo. In tal modo, il conflitto non sarà più visto come un ostacolo, ma come una leva per generare benessere e opportunità di crescita, anche economica.

La collaborazione promuove infine la diffusione delle migliori pratiche di sostenibilità sociale, ambientale ed economica, in coerenza con gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030, costruendo alleanze trasversali per il bene comune e valorizzando le esperienze positive già in atto sul territorio lombardo. Regione Lombardia e Rondine condividono l’impegno a costruire una società più giusta, inclusiva e pacifica, dove il conflitto non venga evitato o represso, ma trasformato in una risorsa per la crescita della persona e della comunità.

(Foto: Rondine Cittadella della Pace)

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