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Carceri italiane: sovraffollamento anche negli istituti minorili

Le carceri italiane vivono una crisi strutturale che colpisce adulti e minorenni, con effetti che travalicano i confini degli istituti e investono l’intera società. Secondo Franco Prina, professore ordinario di Sociologia giuridica, della Devianza e del Mutamento presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino:: “Il carcere oggi spesso funziona come una discarica sociale dove accresce la marginalità sociale, la fragilità psichiche e la povertà educativa”.

I numeri parlano chiaro: sovraffollamento medio del 124% e picchi oltre il 200% in istituti come Lucca e San Vittore; circa 20.000 detenuti tossicodipendenti; il 65% con disagio psichico, di cui il 4% affetto da psicosi gravi; oltre 20.000 detenuti stranieri; suicidi già sette nei primi 40 giorni del 2026, dopo i 91 del 2024 e gli 80 del 2025.

Anche il sistema penale minorile ha subito un cambiamento drammatico: gli Istituti Penali per Minorenni (IPM), che per decenni avevano una media di 350-400 ragazzi al giorno, sono oggi quasi raddoppiati, con 700-800 giovani detenuti, sovraffollamento e pressione sulle possibilità di reinserimento, come ha sottolineato il docente: “Questo segna una rottura con la tradizione italiana, che aveva reso il carcere minorile una misura residuale e un modello internazionale di reinserimento.

Il sistema funzionava grazie a una alleanza educativa e istituzionale: magistratura minorile, operatori degli istituti, servizi della giustizia minorile (USSM), servizi sociali territoriali, terzo settore e volontariato collaboravano per accompagnare i ragazzi in percorsi di responsabilizzazione e reinserimento. In moltissimi casi, grazie alla messa alla prova e ai progetti sul territorio, la detenzione diventava solo una parentesi e non un destino”.

In un contesto così complesso, il ruolo del volontariato e delle associazioni assume una funzione essenziale: “Gli Assistenti Volontari collaborano al trattamento e facilitano il contatto con l’esterno. Le associazioni portano attività culturali, formative, sportive e sociali, contribuendo a ridurre la separazione tra carcere e comunità. Il volontariato può operare come partner della Pubblica Amministrazione, attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione, andando oltre il semplice sostegno ai detenuti e contribuendo a un carcere costituzionalmente orientato, aperto e rispettoso dei diritti”.  

Poi il Professore pone l’attenzione sulle giovani generazioni: “E’ fondamentale coltivare una attenzione precoce alle fragilità dei ragazzi, alla marginalità, alla povertà educativa, al senso di identità, e offrire strumenti per affrontare le difficoltà senza ricorrere immediatamente alla sanzione penale”.

​Tra le esperienze più significative c’è il progetto ‘ScegliAmo bene’ del Settore Carcere e Devianza della Società di San Vincenzo De Paoli, che opera nelle scuole con percorsi di prevenzione e consapevolezza sui temi della legalità, delle scelte personali e delle conseguenze dei comportamenti: “Questo lavoro con i giovani è un esempio di come si possa agire in prevenzione, offrendo strumenti concreti ai ragazzi e alle comunità per orientare le proprie scelte e ridurre il rischio di marginalità e devianza. Nonostante l’importanza strategica del volontariato, il contesto carcerario pone ostacoli crescenti.

In molti istituti le attività sono limitate, gli spazi ridotti, la presenza dei volontari viene ostacolata o scoraggiata, soprattutto quando testimoniano le condizioni reali delle carceri. Anche l’allontanamento di chi denuncia criticità è un segnale chiarodella difficoltà di mantenere uno sguardo critico e costruttivo all’interno del sistema”.

Per il docente il volontariato non può limitarsi a sostenere la quotidianità dei detenuti, ma deve continuare a esercitare una funzione politica e civile, richiamando le istituzioni alla funzione rieducativa della pena e contribuendo a un cambiamento culturale più ampio nella società: “E’ necessario che l’opinione pubblica e le scelte politiche riconoscano che esistono forme diverse di risposta al reato, che il carcere non deve essere vendetta ma opportunità di reinserimento, e che investire nella prevenzione e nel sostegno alle nuove generazioni conviene a tutti”.

Proprio per valorizzare il ruolo del volontariato e ascoltare anche la voce dei detenuti attraverso i loro scritti: “Quest’anno il Premio letterario Carlo Castelli ha scelto di orientare il concorso sul tema del volontariato. Abbiamo chiesto ai partecipanti di riflettere sul senso della presenza dei volontari negli istituti, su ciò che funziona, su ciò che potrebbe essere migliorato, e su come il volontariato possa contribuire a diffondere nella società una diversa cultura della pena”, ha spiegato Prina, da anni membro della giuria del concorso letterario.

Le testimonianze dei detenuti, raccolte attraverso gli elaborati, offrono uno sguardo diretto dall’interno del carcere, prezioso anche per le associazioni e per chi governa il sistema. Il Premio Carlo Castelli è un concorso letterario nazionale rivolto a tutti i detenuti degli istituti penitenziari italiani, compresi quelli minorili.       

Dedicato alla memoria di Carlo Castelli, figura di spicco del volontariato vincenziano e promotore della Legge Gozzini, diventa un mezzo per costruire un futuro condiviso, sottolineando l’importanza del sostegno reciproco, anche in contesti difficili come il carcere. Il Premio Carlo Castelli ha il patrocinio di Camera, Senato e Ministero della Giustizia, ed è stato insignito della medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.       

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A Torino il premio letterario in memoria di don ‘Meco’ con oltre 800 testi in concorso

Sono oltre ottocento, tra poesie, racconti e saggi brevi, gli elaborati giunti alla segreteria della prima edizione del Premio letterario ‘Meco’ in memoria di don Domenico Ricca, il sacerdote salesiano e storico cappellano del carcere minorile Ferrante Aporti scomparso nel marzo dello scorso anno.

“Contributi – spiegano dal Forum Terzo Settore del Piemonte, che ha promosso il concorso letterario insieme ai Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta, in collaborazione con il settimanale diocesano  ‘La Voce e Il Tempo’ e il patrocinio della Città di Torino e del Consiglio regionale del Piemonte – sono arrivati da tutta Italia e da persone di ogni età.

L’autore più anziano è nato nel 1938, il più giovane del 2012 e, come ad esempio è accaduto alla casa circondariale di Biella, i detenuti che hanno frequentato un corso di scrittura creativa hanno poi pensato di mettere in pratica quanto appreso, decidendo di partecipare al Premio ‘Meco’. Un segno questo, aggiungono dal Forum, che quando il lavoro degli operatori negli istituti di pena è svolto con sensibilità e attenzione, i risultati positivi non tardano ad arrivare proprio attraverso le attività finalizzate alla cura e alla rieducazione dei ristretti”.

Elaborati sono stati inviati anche da un gruppo di giovani reclusi al Ferrante Aporti, ai quali è riservata una sezione del Premio (le altre categorie sono Giovani e Adulti, dai 19 anni in su, Adolescenti, dai 14 fino ai 18 anni, e due premi speciali destinati a persone con disabilità). I ragazzi del Ferrante Aporti sono stati coinvolti nell’iniziativa “grazie all’impegno dei nostri insegnanti – come evidenzia don Silvano Oni, il salesiano oggi cappellano dell’istituto di pena minorile torinese – che hanno spiegato e fatto comprendere loro il senso del concorso letterario e raccontato la figura di don Meco, un uomo che i docenti hanno personalmente conosciuto, condividendo la dedizione verso i giovani più fragili”.

La giuria del Premio ‘Meco’ (presieduta dalla giornalista Marina Lomunno e di cui fanno parte gli scrittori Margherita Oggero e Younis Tawfik, l’ex magistrato Ennio Tomaselli, Claudio Sarzotti, docente di sociologia e direttore della rivista Antigone, la garante dei detenuti della Città di Torino, Monica Cristina Gallo, ed esperti di educazione e scienze sociali) è già al lavoro da qualche settimana per esaminare gli elaboratori.

La premiazione avverrà il 16 maggio al Salone del Libro di Torino (alle ore 18, nel corso di un incontro ospitato nello spazio della Città di Torino). In quell’occasione sarà anche presentata una pubblicazione che raccoglie i migliori elaborati del concorso letterario. Il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto alla Comunità Harambée di Casale Monferrato, che accoglie e sostiene minori fragili e dove don Domenico era di casa.

A proposito di appuntamenti dedicati alla giustizia minorile, nell’ambito della seconda edizione del ciclo di conferenze sui temi del carcere curato dall’Opera Barolo in collaborazione con il settimanale La Voce e Il Tempo, il 6 giugno alle ore 17, Palazzo Barolo (via delle Orfane 7, Torino), ospiterà l’incontro ‘Carcere minorile e decreto Caivano. Punire o rieducare? Le nuove misure tra inasprimento delle pene e crisi dei percorsi riabilitativi’, organizzato con il Forum Terzo Settore del Piemonte, i Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta e l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Sarà un’occasione per ricordare l’opera del salesiano don ‘Meco’ Ricca e riflettere sulle opportunità di reinserimento sociale offerte ai minori ristretti, sul ruolo delle realtà del Terzo settore e sulla trattazione dell’argomento da parte dei media.

(Foto: La Voce e Il Tempo)

A Biagio Maimone il ‘Premio letterario Milano International’ per le attività giornalistiche svolte a favore dell’Associazione Bambino Gesù del Cairo

Si è tenuta nella prestigiosa Sala Barozzi dell’Istituto dei Ciechi di Milano, l’ottava edizione del Premio letterario Milano International, un evento Cultural Chic che abbina la tradizione letteraria italiana alla modernità mitteleuropea.

La manifestazione si propone di dare spazio ad autori neofiti, emergenti e professionisti e celebra nel contempo i personaggi che hanno fatto grande la tradizione letteraria e artistico- culturale italiana ed internazionale.

Durante la serata, presentata dall’organizzatore Roberto Serra e da Pamela Mauro, arricchita da interventi musicali e momenti di grande impatto emotivo, sono intervenuti autori provenienti da vari paesi del mondo ed alla quale sono stati presentati libri di grandi marchi editoriali, tra cui Mondadori, Sperling e kupfer, Curcio, Bompiani.

La cerimonia di premiazione ha visto sul podio Carmela Cipriani (prima classificata) con l’opera ‘Dichiarazione d’amore a Venezia’ (Sperling e Kupfer) e Corrado Calabrò (secondo classificato) con ‘5^ Dimensione’ (Mondadori) ed è stata ricca di ospiti illustri quali Franco Fasano (musicista e compositore), Anton Giulio Grande (Stilista), i quali hanno ricevuto un premio alla carriera e personaggi come il giornalista Biagio Maimone al quale è stato assegnato un premio speciale per il giornalismo solidale. A consegnargli il premio il Direttore d’orchestra e musicista Vince Tempera.

Maimone è direttore della comunicazione dell’associazione ‘Bambino Gesù del Cairo’, che rivolge il proprio impegno a favore dei bambini poveri e ammalati dell’Egitto. Il premio speciale ‘Golden Book’ è stato assegnato a Gian Ettore Gassani con l’opera ‘La strage delle innocenti’ (Diarkos) dedicato alle vittime di femminicidio.

Per gli stranieri si segnalano L’inglese Jan Duckwort con l’opera ‘The Snow making machine’ e l’australiana Jill Bavin Mizzi con ‘Bible John a new suspect’ (Europe Book). Tra i premi della critica troviamo l’attore Fabrizio Capucci in coppia con Daniela Cicchetta con ‘Credevo di essere felice’ (Augh) e i giornalisti Sabrina Pieragostini (Spazio aperto) e Flavio Vanetti (Corriere della sera) con ‘I segreti della tazzina’ (Minerva).

(Foto: Associazione ‘Bambin Gesù del Cairo’)

Eraldo Affinati: la scuola di don Lorenzo Milani si fonda sull’amicizia

“Non limitiamoci a spiegare il programma e mettere i voti. Proviamo a fare domande di cui noi stessi non conosciamo la risposta. La scuola non dovrebbe essere un luogo separato dalla vita, bensì la sua intensificazione”: ‘Il sogno di un’altra scuola’ di Eraldo Affinati racconta la storia di don Lorenzo Milani ai ragazzi.

Il cantautore Fabrizio Venturi premiato al Festival del Cinema ‘Marateale’ per la missione di Pace del Festival della Canzone Cristiana in Ucraina

Dal 25 al 29 luglio si è svolta a Maratea, definita la ‘perla del Terreno’, la quindicesima edizione di ‘Marateale – Premio internazionale Basilicata’, presso il Teatro sul mare dell’Hotel Santa Venere.

Nella Lunigiana dei librai

Ogni tanto (leggi due o tre volte l’anno) trascorro qualche giorno a Marina di Massa, perché lì ci sono dei cari amici e così l’occasione per una vacanzina si trasforma sempre in un ritorno a casa: il pontile sul mare e le lunghe spiagge, i paesi della Versilia dove è normale vedere gente in biciletta (ognuna con un cestino di vimini adornato di fiori in plastica o stoffa) e le piazze arredate con monumenti in marmo di Carrara sono uno scenario ormai famigliare. Così, anche in questa estate ‘particolare’ in bilico tra il desiderio di normalità e il rigore delle misure di sicurezza anti Covid, mi sono sentita un po’ ‘marinella’ come si dice da quelle parti.

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