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Maimone ha rilanciato il turismo religioso: non è marginale e va promosso per la crescita

Nei giorni scorsi si è concluso a Milano la BIT – Borsa Internazionale del Turismo, principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore dei viaggi e dell’industria turistica. Tour operator, enti, professionisti del settore e appassionati da tutto il mondo si incontrano nei padiglioni di Fiera Milano Rho per scoprire le nuove tendenze del turismo, approfondire le innovazioni del settore e creare le connessioni strategiche che guideranno il futuro del viaggio. La BIT rappresenta non solo un luogo di confronto economico e professionale, ma anche uno spazio privilegiato in cui il turismo religioso può essere valorizzato come leva culturale, sociale e spirituale, capace di integrare tradizione, innovazione e dialogo tra i popoli. In questo contesto presso Palazzo Biandrà, sede di Banca Mediolanum nel cuore di Milano, si è svolta la VI edizione del Premio Internazionale Voucher – Turismo, Cinema, Moda, Musica e Comunicazione, ideato da Anna Di Maria e Paky Arcella.

L’evento ha coinciso con le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, iniziativa globale che ha unito sport, culture e popoli, promuovendo valori universali di collaborazione, comprensione e incontro. Così come le Olimpiadi hanno favorito l’integrazione tra diverse tradizioni, il turismo in generale, e in particolare quello religioso, ha svolto un ruolo analogo: costruisce ponti tra le persone, permette la conoscenza reciproca e valorizza il patrimonio culturale e spirituale di ogni territorio.

Il tema della serata si è concentrato su ‘Sport, Benessere e qualità della vita’, con particolare attenzione alle eccellenze enogastronomiche italiane, interpreti di tradizione, innovazione e sostenibilità, capaci di raccontare il Paese attraverso gusto, creatività e autenticità, insieme alla ricchezza dei percorsi turistici religiosi che attraversano tutto il territorio nazionale. L’iniziativa ha goduto del patrocinio del Ministero del Turismo e di Regione Lombardia, consolidando il suo ruolo istituzionale e la capacità di attrarre attenzione internazionale sui temi della sostenibilità, dell’innovazione e della competitività del sistema turistico italiano, rafforzando al contempo il riconoscimento del turismo religioso come componente essenziale del sistema turistico nazionale e internazionale.

Tra i premiati di questa edizione figurano per la comunicazione Rai Sport, per l’impegno autorevole nella diffusione dello sport come patrimonio culturale e identitario del Paese e per la capacità di raccontare, con rigore e qualità, grandi eventi e realtà territoriali, contribuendo alla crescita civile e sociale dell’Italia. Il premio è stato consegnato dal Sindaco di Assago, Graziano Musella, e ritirato dal giornalista della Rai Tommaso Mecarozzi. Per il Turismo, è stata premiata ITA Airways, per aver trasformato il viaggio in un’esperienza che unisce turismo, sport e cultura, promuovendo l’eccellenza italiana nel mondo e rafforzando l’identità nazionale attraverso la partnership con Milano-Cortina 2026. Il premio è stato ritirato dal Presidente Dottor Sandro Pappalardo.

A seguire, sono stati premiati l’AIC – Associazione Italiana Coltivatori per la valorizzazione dei territori, Germano Lanzoni per il Cinema, Pietruccio Montalbetti, fondatore dei Dik Dik, per la Musica, e Gianni Caputo by Donna Fur per la Moda. Numerosi ospiti istituzionali, imprenditori, artisti e personalità del mondo della comunicazione hanno preso parte alla serata, tra cui Don Massimo Pavanello, Responsabile Turismo e Pellegrinaggi dell’Arcidiocesi di Milano, che ha presentato le iniziative della Diocesi in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, il Dottor Nicola Timpone, Direttore artistico del Festival Internazionale del Cinema ‘Marateale’, e il Sindaco di Assago, Graziano Musella — città che ha ospitato le gare di figure skating e short track alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, simbolo di sport, spettacolo e identità territoriale.

Ogni riconoscimento ha testimoniato l’impegno di protagonisti e organizzazioni che hanno incarnato i valori dell’eccellenza italiana, con particolare attenzione all’innovazione sostenibile, alla creatività e alla promozione del patrimonio culturale e territoriale, valorizzando anche i percorsi e i luoghi del turismo religioso che hanno contribuito a rafforzare l’identità e la coesione dei territori. Nel contesto della BIT – punto di riferimento globale per l’analisi e la progettazione delle dinamiche turistiche – il turismo religioso emerge oggi come un settore di straordinaria rilevanza strategica, culturale ed economica. La sua centralità si è rafforzata ulteriormente alla luce delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, evento internazionale che offre una straordinaria opportunità per ripensare il turismo come sistema integrato di sviluppo, cultura, spiritualità e dialogo tra i popoli. Le Olimpiadi, come il turismo religioso, promuovono valori universali e rappresentano strumenti concreti di apertura, incontro e collaborazione internazionale.

In questo scenario, Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso e Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, il cui Presidente è mons. Yoannis Lazhi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, ha presentato la Rete Mondiale a Milano nel corso del Premio Internazionale Voucher, sottolineando il ruolo crescente del turismo religioso come leva di innovazione e promozione territoriale: “Il turismo religioso non rappresenta un segmento marginale o secondario; al contrario, in iniziative di portata internazionale come la BIT, così come in altre manifestazioni di rilievo nel settore turistico, esso deve essere pienamente riconosciuto, valorizzato e promosso.

Il turismo religioso costituisce una dimensione fondamentale del turismo globale, capace di integrare cultura e spiritualità, economia e sostenibilità, contribuendo in modo significativo alla valorizzazione dei territori e al rafforzamento dell’identità dei popoli in un contesto internazionale sempre più interconnesso. Proprio in virtù della sua natura specifica, profonda e sensibile, il turismo religioso richiede un approccio distinto rispetto ad altre forme di turismo e necessita di un riconoscimento istituzionale chiaro, strutturato e autorevole.

Per questo Maimone ha proposto all’ENIT, al Ministero del Turismo e alle istituzioni religiose competenti, inclusa la Chiesa Cattolica, la creazione di una sede istituzionale dedicata al Turismo Religioso, formalmente riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Tale organismo dovrebbe garantire coordinamento, serietà e controllo del settore, promuovendo standard etici e qualitativi condivisi e contrastando fenomeni di sciacallaggio, mercificazione e sfruttamento commerciale incontrollato della spiritualità.

Il turismo religioso non può e non deve essere assimilato a una semplice offerta commerciale: rappresenta una forma di turismo distinta, che coinvolge valori culturali, identitari e spirituali profondi e che richiede competenze specifiche, responsabilità istituzionale e una governance adeguata. E’ fondamentale evitare che la spiritualità venga venduta o banalizzata in modo indiscriminato, tutelando il significato autentico dei luoghi sacri, delle tradizioni religiose e dell’esperienza dei pellegrini e dei visitatori. Solo attraverso un controllo istituzionale serio e una visione condivisa sarà possibile garantire uno sviluppo equilibrato, rispettoso e sostenibile del turismo religioso, preservandone la dignità e il valore nel tempo”.

L’Italia si presenta come un unicum mondiale, una vera e propria ‘cattedrale a cielo aperto’, con una capillare distribuzione di chiese, santuari, itinerari devozionali, luoghi della memoria e percorsi spirituali che attraversano l’intero territorio nazionale. Questo patrimonio, radicato nella storia e nell’identità culturale del Paese, costituisce una risorsa strategica per la rivitalizzazione culturale, sociale ed economica delle comunità locali, con particolare attenzione alle aree interne e meno conosciute. Il turismo religioso si conferma una componente chiave di questa strategia, in grado di valorizzare territori spesso marginali e di trasmettere valori culturali e spirituali unici.

Il turismo religioso, in costante crescita globale, risponde a una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze autentiche, trasformative e sostenibili: “Il viaggio religioso non si limita alla visita dei luoghi», sottolinea Maimone, «ma diventa esperienza di incontro, di contemplazione e di dialogo. Esso promuove pace, coesione sociale e comprensione reciproca, incarnando pienamente le istanze di un turismo orientato al benessere, al senso e alla qualità della vita”.

Il magistero di papa Francesco assume in questo contesto un valore guida, poiché la visione di una Chiesa impegnata nella costruzione della fraternità universale, espressa nel Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune, trova nel turismo religioso uno strumento concreto di attuazione. Parallelamente, la prospettiva missionaria delineata da Papa Leone XIV, con la sua enfasi sulla Chiesa come Chiesa in uscita, rafforza il ruolo del turismo religioso quale spazio privilegiato di testimonianza, dialogo e costruzione di relazioni fondate sulla dignità della persona umana.

A livello internazionale, la Rete Mondiale del Turismo Religioso si sta progressivamente ampliando, consolidando la sua rilevanza globale. L’ingresso recente del Perù e del Messico nella Rete rappresenta un segnale forte di apertura e cooperazione intercontinentale. Entrambi i Paesi, caratterizzati da profonde tradizioni spirituali e da un patrimonio religioso e culturale significativo, rafforzano il profilo globale della Rete e la sua capacità di promuovere la pace e il dialogo interculturale. A questa espansione si affianca, in prospettiva, la possibile adesione di Israele, che aggiungerebbe una dimensione strategica e simbolica ulteriore, collocando la Rete al centro di un dialogo globale tra Oriente e Occidente.

In tale scenario, l’Italia si configura come obiettivo strategico e perno centrale della Rete, grazie alla sua storia, alla densità e qualità dei luoghi di fede, al patrimonio artistico e culturale unico, e al riconoscimento spirituale di rilevanza internazionale. L’Italia è chiamata a svolgere un ruolo guida nel promuovere un turismo religioso che non solo valorizza i territori, ma funge anche da laboratorio culturale e spirituale, capace di orientare le politiche internazionali del settore e di consolidare la reputazione del Paese come destinazione di eccellenza: “Il turismo religioso – conclude Maimone – rappresenta una leva strategica per il futuro dell’Italia e per la sua proiezione nel contesto mondiale.

Esso genera benefici economici, sociali e culturali, valorizza territori spesso marginali, rafforza la coesione sociale e contribuisce a promuovere l’immagine del Paese come luogo di incontro, di pace e di umanesimo. In un’epoca segnata da frammentazioni e conflitti, il turismo religioso riafferma il valore del viaggio come ponte tra i popoli, come spazio di riconciliazione e come strumento di crescita interiore e collettiva, pienamente coerente con le grandi visioni etiche, spirituali e culturali che caratterizzano il nostro tempo”.

Il tour operator Ventisetteviaggi, realtà di riferimento nel turismo esperienziale e religioso, presenterà il Tour dei Miracoli Eucaristici, prima tappa a Lanciano dal 20 al 22 marzo.

Decennale del Giorno del Dono: Irpinia Sannio Capitale Italiana del Dono 2025

L’Italia, primo e unico Paese al mondo a celebrare con una Legge dedicata il Giorno del Dono, festeggia oggi, 4 ottobre 2025, il primo decennale della più grande festa nazionale del dono e della donazione promossa dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con il CESVOLAB – CSV Irpinia Sannio ETS. Anche quest’anno il Giro dell’Italia che dona ha avuto una partecipazione corale in occasione della tre giorni che ha visto Pietrelcina protagonista del dono, della solidarietà e del volontariato.

Il Giro dell’Italia che dona quest’anno ha il suo centro nel cuore della Campania, da sempre caratterizzata da un forte sentire solidale. Il Giorno del Dono 2025 – #10annidiDonoDay ha eletto Capitale Italiana del Dono 2025 il territorio Irpinia Sannio, che riceve il testimone dalla Valle d’Aosta e, prima ancora, dalla Sicilia, quale palcoscenico di un ricco calendario di appuntamenti, per esprimere e valorizzare le mille forme del dono. L’intero progetto si svolge nell’ambito del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio di ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati: “Rivolgo il mio più cordiale saluto a tutti i convenuti alle celebrazioni del Giorno del Dono 2025, riuniti a Pietrelcina in occasione del primo decennale di questa ricorrenza unica al mondo. La vostra ampia e sentita partecipazione, in un luogo così denso di storia e spiritualità, testimonia la vitalità di un’Italia solidale che riconosce nella pratica del dono un valore autentico e inestimabile.

Il nostro Paese custodisce da sempre un vasto patrimonio di donatori e volontari che incarnano i valori più autentici della solidarietà, milioni di donne e uomini che offrono tempo, energie e aiuto concreto a coloro che ne hanno più bisogno. In questo contesto, acquista particolare rilievo il ruolo dell’Istituto Italiano della Donazione, che con la sua opera promuove le pratiche donative, supporta il settore del non profit e diffonde trasparenza e correttezza gestionale, un impegno che deve essere incoraggiato e valorizzato”.

Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: “Il decennale del Giorno del Dono non poteva essere festeggiato in un luogo migliore di Pietrelcina, città natale di San Pio che disse: Vale di più amare che essere amati, vale di più donare che ricevere. La magia del dono ha un senso etico profondo che trova nuova forza nel ritorno proprio in questi giorni, dopo 50 anni, del giorno di San Francesco quale festa nazionale”.

Commenta il presidente IID Ivan Nissoli: “Il Giorno del Dono è l’appuntamento più atteso da chi desidera promuovere una cultura del dono concreta e condivisa. L’iniziativa, organizzata ogni anno dall’IID in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con ANCI, è nata per dare visibilità e riconoscimento alle tante esperienze diffuse sul territorio, che restituiscono l’immagine di un’Italia vivace, sensibile e capace di reinventare il dono anche nei momenti di difficoltà. Scuole, Comuni, Associazioni, Imprese, Cittadini e Media si uniscono per tracciare la mappa del Giro dell’Italia che Dona – #10annidiDonoDay, rappresentazione di un Paese che sa reagire alle sfide facendo della gratuità il proprio segno distintivo. Sono profondamente onorato dei riconoscimenti che anche quest’anno hanno valorizzato il Giorno del Dono, a testimonianza dell’alto significato di questa ricorrenza. Tra tutti, spicca quello conferito dal Presidente della Repubblica: per la settima volta il Presidente Mattarella ha insignito il Giorno del Dono 2025 della Medaglia del Presidente della Repubblica”.

Perché una capitale del dono in Irpinia Sannio? Per la prima volta il Giorno del Dono, la vera grande festa nazionale del dono, celebra i suoi appuntamenti nazionali in Campania grazie alla collaborazione e al supporto del CESVOLAB. IID ha scelto il cuore della Campania per onorare l’entusiasta partecipazione di questi territori alle iniziative culturali e solidali che animano il mese del dono, ottobre 2025. Negli anni, infatti, la manifestazione ha ottenuto sempre un caloroso e concreto responso dagli enti delle province di Avellino e Benevento: solo nel 2025 ben 15 Scuole, 5 Comuni, 56 Associazioni e 4 Imprese sono impegnate in prima persona per celebrare Irpinia e Sannio Capitale Italiana del Dono 2025.

Cosi Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania: “La Regione Campania ha sostenuto con convinzione l’iniziativa Irpinia Sannio Capitale del Dono perché il dono è un valore che educa e responsabilizza i giovani. È attraverso esperienze come questa che le nuove generazioni possono trasformare solidarietà e partecipazione in competenze e futuro. Felici per la scelta della Campania, per la centralità delle aree interne”.

Sottolinea Raffaele Amore, presidente CESVOLAB: “Le associazioni di Irpinia e Sannio hanno da subito aderito con entusiasmo a questo grande appuntamento. Abbiamo vissuto settimane intense di confronto e collaborazione con gli ETS del territorio e con l’Istituto Italiano della Donazione, costruendo insieme un programma ricco e partecipato. La chiusura del 24 ottobre, con le celebrazioni del decennale del Giorno del Dono, rappresenterà il coronamento di un percorso che non si conclude, perché siamo certi di aver lasciato un segno che resta: una testimonianza concreta della Cultura del Dono e della grande storia di Volontariato che caratterizza le nostre comunità. La capacità di accoglienza, la solidarietà e la propensione ad aiutare dell’Irpinia e del Sannio hanno trovato nuova linfa e visibilità, e questo patrimonio continuerà a vivere oltre l’evento, nelle scuole, nelle famiglie, nelle piazze e nei cuori delle persone. È nostro desiderio che da qui resti non solo il ricordo, ma un seme capace di generare futuro per le nostre aree interne”.

Anche quest’anno Rai conferma il suo sostegno al Giorno del Dono grazie alla rinnovata autorizzazione della Media partnership Rai. Inoltre, dal 27 settembre all’11 ottobre, non solo Rai ma anche Mediaset, La7, Sky e Warner Bros. Discovery trasmetteranno gratuitamente lo spot ‘Donare rende felici’, dedicato al Giorno del Dono e alla sua Capitale.

Ricchissimo il parterre di patrocini e partner dell’iniziativa: per il secondo anno consecutivo BPER Banca ha sostenuto il Giorno del Dono contribuendo alla realizzazione dell’Osservatorio sul dono, fonte di riferimento per la cultura e la pratica del dono in Italia. Anche Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (Fondazione CRC) ha confermato e rafforzato il suo impegno sul territorio per la diffusione del Giorno del Dono per l’edizione del decennale: il 17 ottobre i giovani saranno protagonisti di un evento in provincia di Cuneo a loro dedicato che darà voce alle tante storie di dono del territorio. Ricordiamo anche i partner tecnici che quest’anno hanno regalato i premi alle scuole vincitrici dei contest. Primo fra tutti Esse Due S.a.s., partner del Giorno del Dono dal 2019, che ha donato supporti tecnologici per la didattica, affiancato per la prima volta da numerosi nuovi partner: Jobiri.com, la prima piattaforma online basata su intelligenza artificiale per l’orientamento ed il supporto automatizzato alla ricerca lavoro; Mad Pumpkins, studio di videogiochi specializzato in education e storytelling interattivo; Matific, piattaforma che promuove un’educazione matematica innovativa e di qualità; Associazione il Tarlo, che ha realizzato a mano trottole in legno dedicate al Giorno del Dono e EOS Solution, che ha dato visibilità alla spot “Donare rende felici”.

Per la prima volta il Giorno del Dono ha al suo fianco anche la Fondazione Geronimo Stilton quale partner tecnico e di progetto che, nell’anno del 25^ compleanno del topo-giornalista, ha reso “stratopico” anche #10annidiDonoDay incontrando studenti e famiglie il 3 ottobre con uno spettacolo dedicato al dono. Sottolinea Elisabetta Dami, ideatrice di Geronimo: “Come autrice di libri per ragazzi e mamma di Geronimo Stilton, nato mentre facevo volontariato in ospedale, da 25 anni attraverso le storie che scrivo cerco di donare un sorriso a tutti i ragazzi e di trasmettere valori sani di vita, come il rispetto della natura, delle persone, delle istituzioni e della pacifica convivenza tra i popoli. Le piccole azioni quotidiane e il rispetto contribuiscono alla crescita di noi tutti ed ecco perché ritengo importante la collaborazione con l’Istituto Italiano della Donazione e tutti coloro che sono attivi nel donare al prossimo.”

Ricchissimo il programma delle iniziative Capitale Italiana del Dono 2025 che si sono svolte nel territorio Irpinia Sannio e, in particolare, a Pietrelcina nei giorni 2, 3 e 4 ottobre. Davanti ad un pubblico di oltre 500 studenti provenienti da tutta Italia, il dono è stato protagonista del programma nazionale Irpinia Sannio Capitale Italiana del Dono 2025, promosso dall’Istituto Italiano della Donazione in collaborazione con il CSV Irpinia Sannio ETS, non solo grazie all’evento di premiazione tenutosi il 3 ottobre presso il Palavetro di Pietrelcina, ma anche grazie alle attività e ai laboratori gratuiti, dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, che hanno portato i ragazzi alla scoperta dei luoghi e delle tradizioni del Sannio a Benevento, Mercogliano (AV) e Pietrelcina: un’occasione unica per scoprire e vivere il valore del dono, della solidarietà e dell’impegno civico attraverso laboratori didattici ed educativi, attività creative e inclusive, visite culturali e naturalistiche, spettacoli e musica, incontri con testimonial del mondo sociale, culturale e artistico. Il programma completo delle iniziative è disponibile al seguente link. Attività pensate per trasmettere il valore del dono in tutte le sue forme: dalla solidarietà al volontariato, dalla cura dei beni comuni alla cittadinanza attiva.

Sottolinea Maria Cristina Aceto, Direttrice CESVOLAB: “Studenti e insegnanti hanno incontrato guide esperte, formatori, personaggi dello spettacolo e volontari per esplorare e vivere i luoghi di Padre Pio; ritornare al tempo dei Sanniti mediante un’aula immersiva; incontrare personaggi dello spettacolo come l’attore Luca Varone della serie televisiva per ragazzi ‘Mare Fuori’; approfondire il rischio dell’uso di sostanze psicoattive con la Comunità di San Patrignano; visitare un ludobus; perdersi nello spazio del Teatro Romano accompagnati dal direttore del sito; ammirare l’Arco di Traiano e poi parlare di donazione del sangue; riscoprire gli antichi mestieri; ascoltare le marce delle bande Anbima della Regione Campania accompagnate dalle majorette; vedere i maestri fioristi all’opera per realizzare quadri di fiori con tecniche antichissime; partecipare ad un’esercitazione di protezione civile spegnendo il fuoco e facendo un percorso di salvataggio con i Vigili del Fuoco; sperimentarsi nella scrittura con una giornalista sannita; fare pasta e biscotti; riconoscere le erbe aromatiche, recitare ed approcciarsi al teatro e al cinema. È stato, grazie al lavoro di tanti, alle realtà territoriali un vincente gioco di squadra”.

Al centro della tre giorni, l’evento di premiazione dei contest #DonareMiDona e #10annidiDonoDay tenutosi il 3 ottobre al Palavetro di Pietrelcina (BN): più di 100 elaborati in gara e 116 scuole partecipanti da tutta Italia, numeri che testimoniano il grande coinvolgimento del mondo scolastico e la forza creativa delle nuove generazioni, capaci di raccontare il valore del dono attraverso l’arte. Sono intervenuti l’assessore all’ Istruzione, e Politiche Sociali del Comune di Pietrelcina Domenico Rossi; Raffaele Amore, Presidente CESVOLAB; Ivan Nissoli, Presidente IID; Domenico Credendino, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e Coordinatore della Consulta delle Fondazioni di origine Bancaria del Sud; Armida Filippelli, Assessore Regione Campania Formazione Professionale.

La mattinata è stata impreziosita dalla conduzione del giornalista Giulio Sensi e dalle esibizioni dell’Orchestra dell’I.C. Sandro Pertini di Martinsicuro, della Scuola di Lingue Cambridge Preparation Centre Dentecane di Pietradefusi (AV) Slang APS, dell’I.C. n.1 A. Oriani di Sant’Agata de’ Goti (BN), del Liceo Statale “G. Guacci” di Benevento (BN), dell’I.C. A. Di Meo di Volturara Irpina (AV).

Grazie alla conduzione di Elena Inversetti, ideatrice del video-podcast Ma Che Razza di Umani, nel pomeriggio Geronimo e Tea Stilton hanno incontrato grandi e piccini grazie ad uno spettacolo dedicato al dono e dal titolo Dona un sorriso ad un amico mentre la sera ha visto protagonista l’eleganza jazz di Cinzia Tedesco e del suo Quartet con il concerto Verdi & Puccini in Jazz.

Le celebrazioni sono poi proseguite il 4 ottobre grazie alla moderazione di Annamaria Baccarelli, Vicedirettrice RAI Parlamento, che ha dialogato con Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Salvatore Mazzone, Sindaco Pietrelcina; Clemente Mastella, Sindaco di Benevento; Nino Lombardi, Presidente Provincia di Benevento; Raffaele Amore, Presidente CESVOLAB; Ivan Nissoli, Presidente IID; Stefania Pepicelli, Componente del Direttivo di Anci Campania – Consigliera di Ceppaloni; Erasmo Mortaruolo, Consigliere Regione Campania.

Si è poi entrati nel vivo della Legge n. 110 del 14 luglio 2015 grazie a testimonianze sul tema del dono a cura di Stefano Zamagni, Professore di Economia politica all’Università di Bologna, Stefano Tabò, Past President IID, Giuseppe Acocella, Magnifico Rettore dell’Università Telematica Giustino Fortunato e ai presidenti IID e CESVOLAB. Sottolinea Stefano Zamagni: “Il Giorno del Dono è molto importante perché sappiamo bene che nessuna società è capace di progresso e di futuro se in essa si estingue il principio di fraternità e di reciprocità, e il dono è proprio quel veicolo attraverso il quale questo principio si estende e si applica”.

Entusiasta l’adesione delle scuole all’edizione decennale del Giorno del dono con più di 100 elaborati in gara e 116 scuole partecipanti: numeri che testimoniano il grande coinvolgimento degli studenti e la forza creativa delle nuove generazioni, capaci di raccontare il valore del dono attraverso l’arte. Durante la tre giorni di Pietrelcina sono stati premiati i vincitori dei Contest scuole #DonareMiDona e #10annidiDonoDay, i contest dedicato agli istituti di tutta Italia.

Tra i giovanissimi si sono distinti i bambini della Scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo di Capoterra (CA), plesso Poggio dei Pini con il progetto Donare Speranza e gli studenti della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo S. Pertini di Martinsicuro (TE) con la canzone inedita Più lontano insieme. Il contest per le scuole secondarie ha visto l’affermarsi della poesia Un lago in cornice scritta dalla studentessa Camilla Iannicola del Liceo Guacci di Benevento e del cortometraggio Infinito dare della scuola secondaria di primo grado De Amicis Da Vinci di Palermo.

Medaglie d’argento per la scuola primaria dell’Istituto Comprensivo S. Giovanni Bosco – V. De Sica di Volla (NA) con l’esibizione Il dono della musica, per la scuola primaria XXV Aprile Civitacastellana, plesso V. Matteucci, di Faleria (VT) con il giornalino RI-GENERAZIONI: un ponte tra passato e presente, per la scuola superiore IIS G. De Gruttola di Ariano Irpino (AV) con il progetto #DonareMiDona e il Liceo Artistico Emanuele Luzzati di Chiavari (GE) con la narrazione per immagini de Il dono è una scintilla.

Medaglia di bronzo alla scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo n1 “A. Oriani” di Sant’Agata de’ Goti (BN) con il progetto Il Regalo Più Bello, alla Scuola primaria A. Manzoni di Meduno (PN) con l’elaborato Doni-AMO, alla scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Corrado Alvaro Pasquale Megali di Melito di Porto Salvo (RC) con il video Il Dono che Unisce e al Liceo G.B. Bodoni di Saluzzo (CN) per il Podcast Il manuale per sentirsi a casa.

Menzioni Speciali all’ ITA Gallini di Voghera (PV) per l’impegno concreto dimostrato nel fare del dono un progetto concreto per gli elaborati C’est la vie  e Green joy of world. Infine, la Scuola di Lingue Cambridge Preparation Centre Dentecane di Pietradefusi (AV) Slang APS è stata premiata per aver ideato il logo #10annidiDonoDay.

Questi eventi sono la punta di diamante del programma ideato e realizzato da IID tutto l’anno: oltre 200 enti non profit e 70 tra Comuni e imprese hanno aderito al Giorno del Dono colorando la mappa del Giro dell’Italia che Dona – #10annidiDonoDay, con oltre 100 iniziative, 10 storie di dono e 5 spazi pubblici intitolati al dono in tutta Italia.

La premiazione delle iniziative più votate dalla giuria popolare sul sito giornodeldono.org ha costituito il cuore dell’evento: l’amministrazione comunale di Civitavecchia (RM) è stata premiata quale vincitrice del contest #DonareMiDona Comuni per l’iniziativa Il dono della pace. Si sono aggiudicati secondo e terzo posto rispettivamente Dugenta (BN) con il progetto Giorno del Dono – #DonoDay2025 #IlLuogoDiventaDono e Casalmaiocco (LO) con l’iniziativa Giornata del Dono.

Tra gli enti non profit, per il contest #DonareMiDona Non Profit, prima classificata l’iniziativa ‘Anche io posso!’ realizzata dalla Fondazione ANFFAS di Avezzano (AQ) “Giovannino Di Pangrazio”. Medaglia d’argento per la manifestazione Summer, Drinks & Music organizzata dall’associazione L’infinito di Manuel di Moiano (BN) e terzo posto per il 49º Corso per soccorritori volontari di livello base organizzato dalla Misericordia di Benevento. Il Giorno del Dono promosso da IID, festa nazionale del dono e della donazione, dà appuntamento ai prossimi eventi in calendario targati #DonoDay2025 – #10annidiDonoDay. Questi tutti gli altri eventi in calendario: 24 ottobre 2025, ore 10:30, Pietrelcina (BN): Irpinia Sannio Capitale del Dono 2025: la cultura del dono nei territori, 8° rapporto sul dono ‘Noi don

A Specchia la festa di santa Fumìa  

L’Associazione Santa Eufemia di Specchia comunica che, dopo 15 anni dall’ultima edizione, nella serata di oggi, nei pressi dell’omonima chiesa (raggiungibile dalla Strada Comunale Paduligne), si svolgerà ‘La Festa di Santa Fumìa’, evento, con il patrocinio del Comune di Specchia, che permetterà di ritornare alle radici della storia di questo luogo sacro simbolico, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale e spirituale del territorio. La festa si svolgerà in un clima di rispetto, sobrietà e attenzione al valore del luogo, avendo come obiettivo principale quello di trasmettere ‘senso di comunità, radicamento e bellezza’ e il rispetto dell’ambiente.

Il programma della serata prevede la celebrazione della Santa Messa alle ore 19.00, presieduta da don Antonio Riva, Parroco di Specchia. Alle ore 20.00 si svolgerà ‘Kids Diy!’ Creative workshop, a cura di Cicciopasticcio, un laboratorio artistico/espressivo per i più piccoli (Info 3394667605 per prenotare il kit). Dalle bancarelle collocate nel Parchetto della Chiesa di santa Eufemia, sarà possibile acquistare dei manufatti artigianali e gustare dei prodotti tipici agroalimentari dallo stand gastronomico.

Alle ore 21.30, sarà possibile seguire il concerto della band ‘Io te e Puccia’. Il gruppo musicale coordinato dal cuore e dalla mente di Puccia (voce e fisarmonica degli Après La Classe), è nato dall’idea di riproporre in chiave attuale, i grandi classici della tradizione musicale salentina e non! Un “orchestra” di 5 musicisti salentini, da tempo affermati sulla scena musicale nazionale: Manu Pagliara e Mike Minerva (chitarra e basso dei Bundamove), Gabriele Blandini (tromba di Manu Chao e Bundamove), Gianmarco Serra (batterista degli Après La Classe) ed Edo Zimba (tamburellista degli Zimbaria, nonché figlio del grande Pino).

Il live e lo spettacolo di ‘Io, te e Puccia’, infatti, nascono dall’idea di riproporre in chiave contemporanea, quasi punk-folk, i grandi classici della canzone salentina e non, passando dal grande Bruno Petrachi, al Tango di Piazzolla, dal poliedrico Renzo Arbore al maestro Pino Zimba, fino agli stornelli popolari.

La Chiesa di Santa Eufemia, o ‘Santa Fumìa’ come gli specchiesi la chiamano, è un piccolo luogo sacro, di origine bizantina, di circa 150 metri quadrati, situata nelle campagne tra Specchia e Miggiano, dove vi era un insediamento di età romana denominato Grassano, un agglomerato urbano di cui è scomparso persino il ricordo nella Specchia attuale, ma del quale non sono scomparsi i resti architettonici ed i reperti archeologici.

La Chiesa, costruita riutilizzando conci e colonne in pietra leccese provenienti dal casale di Grassano, presenta una pianta longitudinale (15,30 X 8,55 metri) e un’abside di tipo poligonale esternamente e semicircolare internamente, di chiara derivazione altomedievale, rivolta ad oriente, ossia il punto in cui sorge il sole (simbolo della divinità cristiana) nel giorno in cui si celebrava la festa della santa alla quale la chiesa è dedicata. Il luogo sacro è tra i tre più antichi della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, insieme alla Chiesa di San Giovanni di Patù e quella di San Pietro a Giuliano di Lecce.

Come il culto della santa sia arrivato in Occidente e perché a Specchia, i libri di storia locale non lo riportano, come pure è ignoto se sia giunto direttamente dalla Grecia o per altre vie. Si suppone che la devozione sia stata portata a Specchia da qualche pellegrino o mercante, o crociato o sacerdote che dall’Oriente si rifugiò nel Salento, dato che in paese, esistono altre testimonianze della grecità.

Nell’anno in corso del Giubileo, questo luogo sacro assume un significato storico, in quanto è situato poco distante dall’antica ‘Via dei Pellegrini’, l’itinerario che i fedeli dei secoli scorsi percorrevano per raggiungere il Santuario di S. Maria di Leuca, oppure in senso contrario, la città santa di Roma, eleggendo la chiesa a luogo di riposo spirituale e fisico.

Le ricerche effettuate intorno alla chiesa, dalla Soprintendenza archeologica, hanno portato alla luce numerosi esempi dell’arte della creta di certa provenienza africana che testimoniano come S. Eufemia sorgesse lungo l’importante via di comunicazione tra Adriatico e Jonio, da Vaste a Vereto.

La chiesa, ridotta a un rudere, circa cinquant’anni fa, fu oggetto di un lungo e laborioso intervento di ricostruzione, e lo scorso anno, grazie ai finanziamenti del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati eseguiti dei lavori di recupero conservativo che hanno riguardato, soprattutto, la sostituzione del tetto in metallo con uno in legno e degli infissi. Dal 1992 è curata e fatta conoscere grazie all’impegno del sodalizio specchiese, che valorizza, promuove e tutela il monumento storico e l’annesso terreno adibito a Parco.

Le scuole paritarie cattoliche sono di buona qualità

Le scuole paritarie cattoliche in Italia sono ampiamente promosse per l’impegno profuso nell’aggiornamento didattico e nella cura della comunità educativa, così come è stato certificato dal Quarto monitoraggio della qualità della scuola cattolica italiana, elaborato dal Centro Studi per la Scuola Cattolica della CEI (in riferimento all’anno scolastico 2021/2022), a partire dai dati dell’Invalsi utilizzati per documentare le prassi educative e i risultati ottenuti, che in conclusione sintetizza alcuni ‘divari’:

“Il presente monitoraggio conferma una serie di divari che caratterizzano le scuole cattoliche. Il primo è purtroppo di carattere economico, visto che i costi favoriscono l’iscrizione di alunni appartenenti a fasce socio-culturali tendenzialmente più elevate (e questo può spiegare almeno in parte anche i buoni risultati scolastici). Il secondo divario è di carattere territoriale, con una condizione migliore delle scuole cattoliche nelle regioni del Nord e più problematica al Sud. Il terzo divario da ricordare è quello ordinamentale tra le scuole dell’infanzia, numericamente maggioritarie, e gli altri ordini di scuola.

Si tratta più in generale di due segmenti del sistema che presentano dinamiche differenti: nel medio periodo sono soprattutto le scuole dell’infanzia a manifestare un preoccupante calo numerico nel numero di scuole e di iscritti, mentre nella secondaria si registrano timidi segnali di ripresa negli ultimi anni. I due segmenti risultano diversi anche dal punto di vista gestionale, dove si conferma, soprattutto nell’infanzia, la crescita dell’iniziativa laicale, pur in presenza di una faticosa tenuta delle congregazioni religiose”.

In compenso nella scuola cattolica ci sono molte risorse per l’offerta formativa: “Le risorse delle scuole cattoliche sono senz’altro buone, soprattutto sul piano materiale, con un patrimonio edilizio solido ed abbondante. Le risorse umane sono meno stabili, ma hanno il loro punto di forza nella formazione permanente. Tra gli obiettivi qualificanti delle scuole cattoliche viene confermato l’impegno per la costituzione di una comunità educativa, che riesce a coinvolgere positivamente alunni e genitori.

L’offerta formativa è buona e spesso arricchita da attività e servizi integrativi. L’attenzione all’inclusione di alunni stranieri e con disabilità è condizionata dai costi, ma c’è uno sforzo costante di aumentare progressivamente queste componenti della scolaresca. I risultati scolastici possono apparire un punto di forza delle scuole cattoliche, visti gli esiti quasi sempre migliori del resto del sistema di istruzione, ma le scuole cercano di mantenere anche un’identità ecclesiale, sebbene non sia questo il principale fattore di attrazione”.

Nell’arco di questi anni le scuole cattoliche possono vantare una lunga tradizione, anche se non mancano scuole di nuova istituzione. In media, sulla base dell’indagine campionaria del 2022, l’età delle scuole si aggira intorno al secolo di vita: 78,8 anni per le scuole dell’infanzia, 93 anni per le scuole primarie, 98 anni per le secondarie di I grado e 108 anni per le secondarie di II grado.

L’andamento delle iscrizioni nel breve-medio periodo costituisce comunque l’indicatore più importante per valutare la vitalità di una scuola. A  partire dal picco del 2010-11, nell’arco di 13 anni sono scomparse in tutto 1.843 scuole (-19,7%), con una media di oltre 140 all’anno, ma con sensibili variazioni da un anno all’altro, non solo in negativo, come mostrano le colonne che per ogni ordine e grado di scuola evidenziano la variazione percentuale rispetto all’anno precedente.

Disaggregando l’analisi per singolo livello scolastico si può notare che il grosso delle chiusure sono concentrate nella scuola dall’infanzia (-1.568 = -22,2%), mentre per il resto si perdono 149 scuole primarie (-13,2%), 79 scuole secondarie di I grado (-13,4%) e 47 scuole secondarie di II grado (-7,8%), precisando però che tra queste ultime l’andamento è molto più irregolare per via di aumenti e diminuzioni sensibili anche nel breve periodo.

Più interessante (e critico) è l’andamento del numero di iscrizioni, che mostra nell’arco dello stesso periodo la perdita complessiva di 225.501 alunni (-30,4%), derivante da un calo di 175.615 bambini nella scuola dell’infanzia (-38,7%), di 34.815 alunni nella scuola primaria (-22,2%), di 5.291 alunni nella scuola secondaria di I grado (-8,0%) e di 9.780 studenti nella secondaria di II grado (-15,3%).

Quindi la secondaria di II grado sta facendo registrare sistematicamente dal 2018-19 una tendenza all’aumento delle iscrizioni, che va a temperare il calo più grave subito negli anni precedenti. Se si confronta questa leggera ripresa con la diminuzione del numero di scuole, si può parlare di una sorta di ottimizzazione del settore con la scomparsa delle scuole più piccole e la maggiore capacità attrattiva delle scuole rimaste (almeno nel caso delle secondarie di II grado): “In ogni caso, viste le motivazioni economiche che condizionano in genere le iscrizioni, il mantenimento di un discreto numero di alunni può essere già un primo indicatore di qualità, dato che le famiglie ritengono di continuare a investire in queste scuole”.

Quindi l’offerta formativa è buona e spesso arricchita da attività e servizi integrativi. I contenuti che riguardano la costruzione di una comunità educativa si colloca al terzo posto con il 35,1% delle scelte (ma nelle secondarie di II grado è al primo posto con il 57,7%). Inoltre dall’analisi emerge che le scuole cattoliche sono inclusive:

“Il 6% degli iscritti non sono italiani e questa percentuale, sui rispettivi iscritti, nelle scuole statali nell’insieme si attesta al 10,8%. Va notato che nel corso degli anni è andata progressivamente crescendo nelle scuole cattoliche la quota di alunni stranieri, parallelamente al tasso di immigrazione”, ha rilevato Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’Educazione, la scuola e l’università,  ricordando che “una maggiore presenza di stranieri è impedita dai costi, ma la distanza non è incolmabile e le scuole cattoliche sono per loro natura aperte all’accoglienza e al dialogo interculturale”.

Un dato significativo è inoltre quello riguardante l’alleanza scuola-famiglia: i genitori partecipano in misura più che doppia alle elezioni degli organi collegiali interni rispetto a quanto accade nel resto delle scuole italiane. Il 93% dei genitori partecipa ai colloqui periodici con gli insegnanti (93,0%), prende parte a attività ricreative di vario genere (33,6%), collabora concretamente alla gestione della scuola (20,9%) e alla promozione di iniziative culturali in accordo con il gestore (15,0%).

Il monitoraggio mette in luce anche alcuni ‘gap’, di cui il primo è quello di carattere economico, visto che i costi favoriscono l’iscrizione di alunni appartenenti a fasce socio-culturali tendenzialmente più elevate (e questo può spiegare almeno in parte anche i buoni risultati scolastici). Il secondo è di carattere territoriale, con una condizione migliore delle scuole cattoliche nelle regioni del Nord e più problematica al Sud. Il terzo è quello ordinamentale tra le scuole dell’infanzia, numericamente maggioritarie, e gli altri ordini di scuola.

Le risorse delle scuole cattoliche sono senz’altro buone, soprattutto sul piano materiale, con un patrimonio edilizio solido e abbondante. Alle aule ordinarie, infatti, si aggiungono gli spazi per attività speciali: il 97,7% delle scuole posseggono cortili, il 95,6% palestre, il 94,9% un laboratorio di informatica, l’84,9% un laboratorio scientifico ed il 74,3% una mensa. Le risorse umane sono meno stabili, ma hanno il loro punto di forza nella formazione permanente: il 7% del personale presta servizio a titolo gratuito; il 57% è assunto con contratto a tempo indeterminato mentre il 35,9% a tempo determinato.

Papa Francesco elogia la Guardia di Finanza per la promozione della legalità

In occasione del 250° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza papa Francesco ha ricevuto in udienza i militari appartenenti al corpo militare, che ha come motto ‘Nella tradizione, il futuro’: “Questo è il motto del vostro 250° anniversario. Nella tradizione c’è il futuro. Fa riferimento alle radici che hanno portato alla fondazione della Guardia di Finanza e le hanno dato una direzione di crescita”.

Ed ha ricordato la missione di questo Corpo: “Nata come Corpo speciale per il servizio di vigilanza finanziaria e difesa ai confini, ha assunto compiti di polizia tributaria ed economico-finanziaria, di polizia sul mare, con una importante missione nell’ambito del soccorso, sia in mare che in montagna.

Ricordo storico di questo impegno è l’aiuto offerto ai profughi ebrei e ai perseguitati durante i due grandi conflitti mondiali.  Un vasto ambito di interventi, dunque, che intende rispondere ai problemi con la concretezza della presenza e dell’azione puntuale, veicolando al contempo un’alternativa culturale ad alcuni mali che rischiano di inquinare la società”.

Il papa li ha ricevuti nella festa del protettore del corpo militare: “Il vostro Patrono è San Matteo (oggi è la festa), apostolo ed evangelista. Egli, infatti, era stato un ‘pubblicano’, cioè un esattore delle tasse, mestiere doppiamente disprezzato al tempo di Gesù, perché asservito al potere imperiale e perché corrotto. A me piace andare alla chiesa dei francesi a vedere quel Caravaggio, ‘La conversione di Matteo’, che simboleggia così profondamente”.

Quindi ha sottolineato che la logica della ricchezza è difficile da cambiare: “Matteo rappresentava una mentalità utilitarista e senza scrupoli, devota solo al ‘dio denaro’. Anche ai nostri giorni una logica simile si ripercuote sulla vita sociale, causando squilibri ed emarginazione: dagli sprechi alimentari (questo è uno scandalo, gli sprechi alimentari, è uno scandalo!) all’esclusione di cittadini dal beneficiare di alcuni loro diritti”.

Le parole del papa sono state chiare quando ha affrontato il tema della finanza: “Anche lo Stato può finire vittima di questo sistema; perfino quegli Stati che, pur disponendo di ingenti risorse, rimangono isolati sul piano finanziario o del mercato globale. Come si spiega la fame nel mondo, oggi, quando ci sono tanti, tanti sprechi nelle società sviluppate? E’ terribile questo. E un’altra cosa: se si fermassero un anno dal fabbricare le armi, finirebbe la fame nel mondo. Meglio le armi che risolvere la fame”.

Il compito della Guardia di Finanza è quello di contribuire alla giustizia ‘economica’: “In questo panorama, voi siete chiamati a contribuire alla giustizia dei rapporti economici, verificando l’osservanza delle norme che disciplinano le attività dei singoli e delle imprese. Perciò vigilate sul dovere di ogni cittadino di contribuire secondo criteri di equità alle necessità dello Stato, senza che vengano privilegiati i più forti, e contrastate l’uso inappropriato di internet e delle reti sociali. Sia riguardo alla riscossione delle imposte, sia nella lotta al lavoro sommerso e sottopagato (questo è un altro scandalo), o comunque lesivo della dignità umana, la vostra azione è di primaria importanza”.

E’ un servizio per il ‘bene comune’: “E tutto questo è il vostro modo concreto e quotidiano di servire il bene comune, di essere vicini alla gente, di contrastare la corruzione e promuovere la legalità. Quella corruzione che si fa sotto il tavolo… Perciò la risposta, l’alternativa non sta solo nelle norme, ma in un ‘nuovo umanesimo’. Rifondare l’umanità”.

Ad un certo punto Matteo cambiò mentalità: “Matteo, in un certo senso, passò dalla logica del profitto a quella dell’equità. Ma, alla scuola di Gesù, egli superò anche l’equità e la giustizia e conobbe la gratuità, il dono di sé che genera solidarietà, condivisione, inclusione. La gratuità non è soltanto una dimensione finanziaria, ma è una dimensione umana. Diventare [persone] al servizio degli altri, gratuitamente, senza cercare il proprio profitto. Perché, se la giustizia è necessaria, essa non è sufficiente a colmare quei vuoti che solo la gratuità, la carità, l’amore può sanare”.

Ed ha elogiato la Guardia di Finanza per i ‘servizi’ svolti: “Voi lo sperimentate ad esempio quando organizzate l’accoglienza e il soccorso ai migranti in pericolo nel Mediterraneo. Grazie di questo, grazie. Oppure negli interventi coraggiosi per le calamità naturali, in Italia e altrove. Ma pensiamo al contrasto alla piaga del traffico di stupefacenti, ai mercanti di morte. Il vostro servizio non si esaurisce nella protezione delle vittime, ma include il tentativo di aiutare la rinascita di chi sbaglia: infatti, agendo con rispetto e integrità morale potete toccare le coscienze, mostrando la possibilità di una vita diversa”.

Ha concluso l’udienza con una riflessione sulla globalizzazione: “Anche in questo modo si può e si deve costruire un’alternativa alla globalizzazione dell’indifferenza, che distrugge con la violenza e la guerra, ma pure trascurando la cura della socialità e dell’ambiente. In effetti, la ricchezza di una Nazione non sta solo nel suo PIL, risiede nel suo patrimonio naturale, artistico, culturale, religioso, e nel sorriso dei suoi abitanti, dei suoi bambini… Serve questo slancio solidale verso l’altro come via per la pace e come speranza di un futuro migliore!”

(Foto: Santa Sede)

730ª Perdonanza Celestiniana. L’Arcivescovo metropolita de L’Aquila: il perdono è una festa

“Ricordiamo, ad esempio, la grande ‘perdonanza’ che san Celestino V volle concedere a quanti si recavano nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, a L’Aquila, nei giorni 28 e 29 agosto 1294, sei anni prima che papa Bonifacio VIII istituisse l’Anno Santo. La Chiesa già sperimentava, dunque, la grazia giubilare della misericordia. Ed ancora prima, nel 1216, papa Onorio III aveva accolto la supplica di san Francesco che chiedeva l’indulgenza per quanti avrebbero visitato la Porziuncola nei primi due giorni di agosto. Lo stesso si può affermare per il pellegrinaggio a Santiago di Compostela: infatti Papa Callisto II, nel 1122, concesse di celebrare il Giubileo in quel Santuario ogni volta che la festa dell’apostolo Giacomo cadeva di domenica. E’ bene che tale modalità ‘diffusa’ di celebrazioni giubilari continui, così che la forza del perdono di Dio sostenga e accompagni il cammino delle comunità e delle persone”.

Così scrive papa Francesco nel cap. 5 della bolla di indizione giubilare ‘Spes non confundit’, commentato nei mesi scorsi dall’allora arcivescovo della diocesi de L’Aquila, card. Giuseppe Petrocchi: “La notizia della citazione della ‘grande Perdonanza’ di san Celestino V nella Bolla di indizione del Giubileo “accende il cuore degli Aquilani quindi di una città riconoscente verso Dio e verso papa Francesco. Considero questa Bolla per tutta la Chiesa una pietra miliare non soltanto sulla via della sinodalità ma anche sulla strada della Perdonanza… Perciò la speranza cristiana e umana è anche l’anima della Perdonanza Celestiniana, è un punto di riferimento importantissimo, una sorta di bussola che ci consente di orientarci nella vita ecclesiale e sociale”.

A pochi giorni dall’apertura della 730ª Perdonanza Celestiniana, abbiamo chiesto a mons. Antonio D’Angelo, neo arcivescovo metropolita de L’Aquila, di spiegarci il motivo della ‘concessione’ di questa indulgenza: “La Perdonanza Celestiniana è l’indulgenza plenaria concessa proprio a L’Aquila da san Celestino V all’indomani dell’inizio del suo ministero come successore di Pietro, per onorare la memoria di san Giovanni Battista. Il capoluogo d’Abruzzo dal 1294 celebra ogni anno, come previsto nella Bolla pontificia ‘Inter Sanctorum Solemnia’, questa grande festa del perdono dai primi vespri del 28 agosto ai secondi vespri del 29 agosto. San Celestino istituisce la Perdonanza perché ogni cristiano faccia esperienza della misericordia di Dio, un dono necessario alla vita del credente per il suo cammino di fede”.

Per quale motivo la remissione dei peccati è una festa?

“Recentemente ho avuto modo di ribadire che il perdono è medicina necessaria per sostenere il credente lungo il percorso della vita terrena. Senza il perdono diventa difficile trovare quell’equilibrio interiore capace di pesare le cose con verità e giustizia, condizione essenziale per ritrovare costantemente armonia con se stessi e con gli altri. La catena della rabbia, dell’aggressività, della rivalsa potrà essere spezzata solo con il perdono che porta alla vera pace. E’ una festa perché la persona ritrova se stessa, si riabilita per il cammino dell’esistenza, è un’esperienza di risurrezione, una nuova vita”.

Perché la Perdonanza è patrimonio immateriale dell’Unesco?

“La storia ci insegna che il perdono è sempre necessario tra le persone e le comunità nazionali. San Giovanni Paolo II, nel 2002, all’indomani degli eventi drammatici dell’11 settembre 2001 affermava: ‘In quanto atto umano, il perdono è innanzitutto un’iniziativa del singolo soggetto nel suo rapporto con gli altri suoi simili. La persona, tuttavia, ha un’essenziale dimensione sociale, in virtù della quale intreccia una rete di rapporti in cui esprime se stessa: non solo nel bene, purtroppo, ma anche nel male. Conseguenza di ciò è che il perdono si rende necessario anche a livello sociale.

Le famiglie, i gruppi, gli Stati, la stessa Comunità internazionale, hanno bisogno di aprirsi al perdono per ritessere legami interrotti, per superare situazioni di sterile condanna mutua, per vincere la tentazione di escludere gli altri non concedendo loro possibilità di appello. La capacità di perdono sta alla base di ogni progetto di una società futura più giusta e solidale’ (Giovanni Paolo II, Messaggio per la XXXV Giornata Mondiale della Pace, 1 Gennaio 2002, n. 9).

Dunque la scelta dell’Unesco di riconoscere la Perdonanza come Patrimonio immateriale dell’umanità penso risieda nella consapevolezza che il perdono sia necessario perché il mondo sia più giusto e capace di riconciliazione”.

In quale modo la Chiesa Aquilana si sta preparando al Giubileo?

“Dopo la storica visita pastorale di papa Francesco a L’Aquila, il 28 agosto 2022, l’Arcidiocesi, raccogliendo l’auspicio dello stesso papa, affinché L’Aquila possa diventare ‘Capitale di perdono, di pace e di riconciliazione’, sta vivendo un percorso spirituale di preparazione al Giubileo che coinvolge le comunità del territorio diocesano.

Infatti, dal 28 agosto 2022, grazie alla Penitenzieria Apostolica, la Comunità ecclesiale ha vissuto prima ‘l’Anno della Misericordia’ ed ora, fino a dicembre inizio dell’Anno giubilare, sta celebrando  ‘l’Anno del Perdono e della Preghiera’. Due anni in cui, oltre ai gruppi parrocchiali della Diocesi tanti altri pellegrini, da varie parti d’Italia, si sono recati in pellegrinaggio nella di Basilica di santa Maria di Collemaggio, per ottenere l’indulgenza plenaria.

In particolare ricordo gli studenti delle Università Pontificie, i giovani e le famiglie della Regione Ecclesiastica di Abruzzo-Molise. Infine, il prossimo 7 settembre sarà presente a L’Aquila mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e responsabile del Giubileo del 2025, nell’ambito del Terzo convegno storico-pastorale organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Aquila ‘Fides et Ratio’ sul tema: San Celestino V, Pellegrino di Speranza”.

(Tratto da Aci Stampa)

Papa Francesco: le virtù teologali caratterizzano la vita cristiana

“Sabato prossimo ricorre il decimo anniversario della canonizzazione di San Giovanni Paolo II. Guardando la sua vita, possiamo vedere che cosa può raggiungere l’uomo accettando e sviluppando in sé i doni di Dio: fede, speranza e carità. Rimanete fedeli alla sua eredità. Promuovete la vita e non lasciatevi ingannare dalla cultura della morte. Per sua intercessione, chiediamo a Dio il dono della pace per la quale egli, come Papa, si è tanto impegnato”: al termine dell’udienza generale odierna papa Francesco ha ricordato, in lingua polacca, il decimo anniversario della canonizzazione di san Giovanni Paolo II. Eppoi ha lanciato un appello per la pace, ricordando che con la guerra guadagnano solo i fabbricanti di armi:

“E poi il pensiero va alla martoriata Ucraina, alla Palestina, a Israele, al Myanmar che sono in guerra, e a tanti altri Paesi. La guerra sempre è una sconfitta, e quelli che guadagnano di più sono i fabbricatori di armi. Per favore, preghiamo per la pace! Preghiamo per la martoriata Ucraina: soffre tanto, tanto. I soldati giovani vanno a morire. Preghiamo. E preghiamo anche per il Medio Oriente, per Gaza: si soffre tanto lì, nella guerra. Per la pace tra Palestina e Israele, che siano due Stati, liberi e con buoni rapporti”.

In precedenza, proseguendo il ciclo delle catechesi su ‘I vizi e le virtù’, papa Francesco aveva incentrato la riflessione sul tema ‘La vita di grazia secondo lo Spirito’, che affronta le virtù teologali: “Già prima di Cristo si predicava l’onestà come dovere civile, la sapienza come regola delle azioni, il coraggio come ingrediente fondamentale per una vita che tende verso il bene, la moderazione come misura necessaria per non essere travolti dagli eccessi”.

Per il papa le virtù sono un patrimonio dell’umanità, che il cristianesimo ha saputo valorizzare: “Questo patrimonio tanto antico, patrimonio dell’umanità, non è stato sostituito dal cristianesimo, ma messo bene a fuoco, valorizzato, purificato e integrato nella fede. C’è dunque nel cuore di ogni uomo e donna la capacità di ricercare il bene. Lo Spirito Santo è donato perché chi lo accoglie possa distinguere chiaramente il bene dal male, avere la forza per aderire al bene rifuggendo dal male e, così facendo, raggiungere la piena realizzazione di sé”.

In base ad una definizione del Catechismo della Chiesa cattolica la vita del cristiano si basa anche su altre tre virtù: “Essa si attua con il dono di altre tre virtù, prettamente cristiane, che spesso vengono nominate insieme negli scritti del Nuovo Testamento. Questi atteggiamenti fondamentali, che caratterizzano la vita del cristiano, sono tre virtù che noi diremo adesso insieme: la fede, la speranza e la carità”.

E sono definite ‘teologali’, in quanto completano la vita ‘buona’ del cristiano: “Gli scrittori cristiani le hanno ben presto chiamate virtù ‘teologali’, in quanto si ricevono e si vivono nella relazione con Dio, per differenziarle dalle altre quattro chiamate ‘cardinali’, in quanto costituiscono il ‘cardine’ di una vita buona. Queste tre sono ricevute nel Battesimo e vengono dallo Spirito Santo. Le une e le altre, sia le teologali sia le cardinali, accostate in tante riflessioni sistematiche, hanno così composto un meraviglioso settenario, che spesso viene contrapposto all’elenco dei sette vizi capitali”.

La virtù teologale permette di non agire con arroganza: “Mentre il rischio delle virtù cardinali è quello di generare uomini e donne eroici nel compiere il bene, ma tutto sommato soli, isolati, il grande dono delle virtù teologali è l’esistenza vissuta nello Spirito Santo. Il cristiano non è mai solo.

Compie il bene non per un titanico sforzo di impegno personale, ma perché, come umile discepolo, cammina dietro al Maestro Gesù. Lui va avanti nella via. Il cristiano ha le virtù teologali che sono il grande antidoto all’autosufficienza. Quante volte certi uomini e donne moralmente ineccepibili corrono il rischio di diventare, agli occhi di chi li conosce, presuntuosi e arroganti!”

La catechesi è una ‘condanna’ della superbia: “La superbia è un veleno potente: ne basta una goccia per guastare tutta una vita improntata al bene. Una persona può avere compiuto anche una montagna di opere benefiche, può aver mietuto riconoscimenti ed encomi, ma se tutto ciò l’ha fatto solo per sé stesso, per esaltare sé stessa, può dirsi ancora una persona virtuosa? No!”

Però ha ricordato anche che il bene è un modo di vita: “Il bene non è solo un fine, ma anche un modo. Il bene ha bisogno di tanta discrezione, di molta gentilezza. Il bene ha bisogno soprattutto di spogliarsi di quella presenza a volte troppo ingombrante che è il nostro io. Quando il nostro ‘io’ è al centro di tutto, si rovina tutto. Se ogni azione che compiamo nella vita la compiamo solo per noi stessi, è davvero così importante questa motivazione? Il povero ‘io’ si impadronisce di tutto e così nasce la superbia”.

Quindi le virtù teologali aiutano a compiere le necessarie correzioni: “Lo sono soprattutto nei momenti di caduta, perché anche coloro che hanno buoni propositi morali a volte cadono. Tutti cadiamo, nella vita, perché tutti siamo peccatori. Come anche chi si esercita quotidianamente nella virtù a volte sbaglia (tutti sbagliamo nella vita): non sempre l’intelligenza è lucida, non sempre la volontà è ferma, non sempre le passioni sono governate, non sempre il coraggio sovrasta la paura”.

Ed ha concluso la catechesi con l’invito a vivere secondo lo Spirito Santo: “Ma se apriamo il cuore allo Spirito Santo (il Maestro interiore), Egli ravviva in noi le virtù teologali: allora, se abbiamo perso la fiducia, Dio ci riapre alla fede (con la forza dello Spirito, se abbiamo perso la fiducia, Dio ci riapre alla fede); se siamo scoraggiati, Dio risveglia in noi la speranza; e se il nostro cuore è indurito, Dio lo intenerisce col suo amore”.

(Foto: Santa Sede)

Papa Francesco ai biblisti: Bibbia è patrimonio di tutti

La categoria di alleanza assume un ruolo importante nella narrazione biblica per la formazione dell’identità e della memoria del gruppo credente in rapporto all’orizzonte più ampio dell’umanità e del creato.

Wonderful Sila Festival: nel cuore della Calabria la maratona musicale con Boomdabash, Saturnino e tanti altri grandi artisti

Concerti live, intrattenimento e attività extra: sono questi gli ingredienti del ‘Wonderful Sila Festival’, che sabato 12 agosto farà tappa nel cuore della Sila calabrese: “Sono felice di come sta andando l’organizzazione dell’evento, in un territorio meraviglioso in cui spesso la musica non arriva – ha commentato il direttore artistico Antonio Vandoni, che è anche direttore artistico di Radio Italia, con oltre trent’anni di esperienza nel campo musicale.

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